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Home > Salute: consigli del medico, esperienze dei pazienti > Apparato digerente - Gastroenterologia ed endoscopia digestiva > Dolore epigastrico da mesi
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Dolore epigastrico da mesi

Sulphur11
 

Buonasera a tutti, vi scrivo per parlare di un problema che mi assilla da parecchi mesi.
Tutto è cominciato ad inizio estate: essendo una ragazzo di 25 anni molto magro, avevo cominciato a fare palestra. Una mattina mentre facevo delle flessioni a terra, al culmine dello sforzo, ho avvertito un "colpo a vuoto" del cuore e una fitta allo stomaco. Dall'indomani sono cominciati i crampi alla bocca dello stomaco che tra alti e bassi non mi hanno più lasciato. La cosa che più mi sconforta è notare che al minimo sforzo fisico i dolori si acuiscono. Non sono certo stato con le mani in mano, dopo aver consultato il medico di famiglia, mi sono rivolto ad un primo gastroenterologo che ha liquidato il tutto come sindrome da colon irritabile e contrattura muscolare. Constatata l'inutilità della cura prescrittami, ho di recente contattato un altro gastroenterologo molto qualificato ed esperto. Dopo attenta visita ha diagnosticato colon irritabile e reflusso gastroesofageo, da trattare con peptazol 20 e bustine di marial per trenta giorni, e nel frattempo con ecografia addominale da fare. Mi ha rassicurato dicendo che posso fare palestra e ignorare il dolore.
Ora vorrei chiedervi: è normale che una semplice gastrite possa porta portare dolori così persistenti? Il fatto che questi crampi compaiano o si acuiscano sotto sforzo fisico potrebbe far pensare ad un ernia iatale? Oltretutto spesso fanno capolino dolori al petto e fitte retrosternali. Spero che qualcuno possa chiarire o condividere esperienze simili alle mie...essendo giovane non posso rassegnarmi a questa condizione di invalidità, in cui anche sollevare una confezione d'acqua rappresenta causa di dolore.

MIGLIOR COMMENTO
Dr. Riccardo Antonio Ricciuti
Ha fatto l'eco addominale? Le consiglierei anche una radiografia toracica. Il suo sembra più un problema muscolo-scheletrico che gastrico.
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Dr. Matteo Burchiellaro
 

Buongiorno gentile utente. Basandomi sulle informazioni da lei riportate, faccio fatica a pensare sia ad una IBS che a un reflusso onestamente. Quindi le pongo alcune domande: ci sono modificazioni sostanziali dell'alvo? Dolori addominali? Difficoltà digestive? Ripienezza post prandiale? Eruttazioni? Dolore epigastrico e/o retrosternale? Ha provato ad assumere PPI con un miglioramento della sintomatologia? Ci faccia sapere. Cordialmente

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Matteo Burchiellaro
Oncoematologo pediatrico
Gastroenterologia Pediatrica
Medicina d'urgenza neonatale
Laurea e specialistica presso la NYU.
Sulphur11
 

Vi ringrazio per le risposte.
Innanzitutto, no, l'ecografia addominale non l'ho ancora fatta, ma solo prenotata per ora.
Riguardo tutto il resto, cercherò di rispondere con chiarezza alle varie domande:
Se per modifiche dell'alvo intendiamo intestino e conseguente defecazione, allora ho avuto da giugno sino a ottobre feci molli e diarrea mentre da novembre ad oggi soffro di stipsi (con conseguenti problemi di ragadi).
I dolori addominali si concentrano nella parte superiore. Soffro da anni di difficoltà digestive e pienezza dopo i pasti, quindi non ho notato sostanziali peggioramenti da questa estate. Le eruttazioni sono rare e come detto prima il dolore si concentra alla bocca dello stomaco, di tanto in tanto è retrosternale mentre altre volte può giungere di riflesso sino in gola. Ho provato ad assumere inibitori di pompa protonica, i miglioramenti ci sono ma il senso di indolenzimento epigastrico permane, oltretutto il dolore si acuisce sempre con gli sforzi. Per il resto non ho alcun sintomi "tipico" quale rigurgiti, acidità e bruciori.
Se avete altre domande da pormi, sarò lieto di rispondere.

Dr. Matteo Burchiellaro
 

Gentile utente come vede ci dà nuove informazioni che in prima battuta ha omesso e che invece sono fondamentali avere e conoscere in dettaglio.
Alla luce di un quadro ora più ampio, senza poterla visitare direi che potrebbe trattarsi di malattia da reflusso gastroesofageo (da chiarire eziopatogenesi) testimoniata da un miglioramento con PPI e da un peggioramento sotto sforzo, per aumento pressione addominale, per farla molto semplice. Il non miglioramento dei sintomi come il senso di ripienezza, può dipendere da una non corretta terapia o da un non inquadramento della patologia. In tal senso data la giovane età io suggerirei, se non l'ha fatto, una gastroscopia.
Va valutato il quadro intestinale. Bisogna indagare la sua dieta, cosa e come mangia, consumo di alcolici, se c'è un adeguato introito di acqua, di fibre se assume probiotici regolarmente. Vanno assolutamente indagate le ragadi, con visita dal collega proctologo con anoscopia, per evidenziare gravità e se c'è presenza di ipertono sfinteriale. L'automedicazione è sconsigliata. Ne parli con fiducia al suo curante.
Ci faccia sapere. Cordialmente

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Matteo Burchiellaro
Oncoematologo pediatrico
Gastroenterologia Pediatrica
Medicina d'urgenza neonatale
Laurea e specialistica presso la NYU.
Sulphur11
 

Ho sempre avuto timore di eseguire una gastroscopia, lo ammetto, in quanto esame sin troppo invasivo ai miei occhi. Ad ogni modo non fumo, non bevo e la mia dieta è così "povera" da far invidia ad un eremita, vista l'assenza di qualsiasi alimento in grado di danneggiare o peggiorare i miei sintomi. L'unica concessione che mi faccio è rappresentata da un paio di tazzine di caffè quotidiane. Al contrario bevo poco, circa un litro d'acqua al giorno o forse meno e assumo verdure saltuariamente e inoltre ammetto di mangiare in fretta e masticare poco. In ogni caso vorrei chiederle: possono essere stati gli sforzi fisici la causa di questo reflusso oppure mi sarebbe venuto in ogni caso? Posso tornare a fare palestra? Al di là del fattore estetico, ne ho bisogno per tenere sotto controllo una tendinite contratta anni fa (faccio il musicista e quindi non posso permettermi ricadute).
Infine ho parlato al mio medico della ragade e mi ha prescritto anonet actirag e fibre per ammorbidire le feci.

Dr. Matteo Burchiellaro
 

Gentile utente, la gastroscopia oggi è esame estremamente diagnostico e reso molto tollerabile dai pazienti, grazie alla sedazione con propofol. Quindi può avvicinarsi a questo esame senza timori.
Lei riferisce una dieta "estremamente restrittiva " : attenzione non è detto che questo sia un fattore positivo. Dovrebbe spiegare meglio cosa intende. L'apporto idrico è oggettivamente scarsissimo, alla luce della stipsi da dei riferita e l'uso di fibre.
La ragade va sempre indagata con una visita, esplorazione rettale, anoscopia, non ci si può limitare a un semplice colloquio. Ne parli con fiducia al suo curante.

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Matteo Burchiellaro
Oncoematologo pediatrico
Gastroenterologia Pediatrica
Medicina d'urgenza neonatale
Laurea e specialistica presso la NYU.
Sulphur11
 

Ha ovviamente ragione, dopo l'ecografia sicuramente opterò per il suddetto esame, dopo averne parlato col gastroenterologo che mi segue.
Per dieta restrittiva intendo una dieta priva di tutti quegli alimenti che possono aggravare i miei sintomi (tra dolori e dispepsia), certo esagerando lo ammetto. Per fare banali esempi, gli unici salumi che mi concedo sono fesa di tacchino e bresaola, non vedo una pizza da mesi e i miei pasti non differiscono molto da carne bianca o rossa con contorno di insalata. Idem per la lontananza da bibite gasate. Riguardo il resto non posso che concordare, dovrei bere di più e mangiare maggiori alimenti contenenti fibre.
Per il resto, secondo lei fare palestra (intendo sala attrezzi) potrebbe essere controproducente? Dovrò convivere tutta la vita coi dolori epigastrici?

Dr. Matteo Burchiellaro
 

Citazione:
Originariamente Inviato da Sulphur11 Visualizza Messaggio
Ha ovviamente ragione, dopo l'ecografia sicuramente opterò per il suddetto esame, dopo averne parlato col gastroenterologo che mi segue.
Per dieta restrittiva intendo una dieta priva di tutti quegli alimenti che possono aggravare i miei sintomi (tra dolori e dispepsia), certo esagerando lo ammetto. Per fare banali esempi, gli unici salumi che mi concedo sono fesa di tacchino e bresaola, non vedo una pizza da mesi e i miei pasti non differiscono molto da carne bianca o rossa con contorno di insalata. Idem per la lontananza da bibite gasate. Riguardo il resto non posso che concordare, dovrei bere di più e mangiare maggiori alimenti contenenti fibre.
Per il resto, secondo lei fare palestra (intendo sala attrezzi) potrebbe essere controproducente? Dovrò convivere tutta la vita coi dolori epigastrici?
L'alimentazione nella patologia gastrica ha un ruolo fondamentale. Se è vero che vanno eliminati o per lo meno assunti con grande moderazione certi tipi di alimenti, è altrettanto vero che se non si è in presenza di intolleranze alimentari documentate e certe, non ci sono indicazioni per togliere categorie di alimenti in toto. Ogni paziente poi adatta la sua dieta, in base a ciò che lo fa sta bene o male. Ad esempio la mela di per sé non ha grandi controindicazioni, ma se non è tollerata non si mangia, questo è chiaro. Leggendo e provando ad interpretare, noto che nella Sua dieta non viene menzionata la frutta, si menziona l'insalata ma ovviamente ci sono mille verdure che si possono mangiare e che hanno effetti benefici ( finocchio, carote....).
L'attività fisica è molto importante. Personalmente io non sono un grosso sostenitore dell'attività in palestra, per chi soffre di patologie gastriche. A meno di ginnastiche dolci, posturali o rieducazionali, invito sempre i pazienti soprattutto nelle prime fasi della malattia a prediligere il nuoto, lo yoga in acqua, attività aerobiche in acqua e ove possibile sedute di IKT in acqua calda. Attività all'aperto poi migliorano l'umore.
L'obiettivo della medicina è quello senza dubbio di togliere i fastidi che Lei lamenta . Un inquadramento diagnostico corretto è il primo passo nella guarigione.

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Matteo Burchiellaro
Oncoematologo pediatrico
Gastroenterologia Pediatrica
Medicina d'urgenza neonatale
Laurea e specialistica presso la NYU.
Sulphur11
 

Si, ovviamente i cibi che ho eliminato sono quelli che mi fanno stare più male. Come frutta prima mangiavo quasi sempre mele, ma non credo siano indicate in caso di stipsi. Ora al posto delle mele ci sono le pere, mentre come verdure non vado oltre l'insalata verde e gli spinaci (i legumi mi gonfiano troppo la pancia). Sulla ginnastica ha ragione, sicuramente sarebbero da prediligere altre attività rispetto alla sala attrezzi, è certo che per rinforzare la muscolatura e mettere su massa, credo che la palestra resti quella più "facile" e accessibile. Ciò che temo è che una volta interrotta la cura con peptazol e marial, i disturbi possano ritornare forti come prima, che la medicina possa aiutarmi in tal senso.

Dr. Matteo Burchiellaro
 

Le ricadute purtroppo fanno parte del decorso della patologia gastroesofagea, se tale dovesse essere dopo gli esami. Una terapia a scalare e di mantenimento è raccomandata.
Le mele sono assolutamente indicate in caso di stipsi. Cerchi di variare di più le verdure. I probiotici possono essere un valido aiuto.
Non sottovaluti il nuoto, potenzia ben più della palestra e giova di più.

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Matteo Burchiellaro
Oncoematologo pediatrico
Gastroenterologia Pediatrica
Medicina d'urgenza neonatale
Laurea e specialistica presso la NYU.
Sulphur11
 

Si, seguirò i suoi consigli. E dire che reputavo la mela un frutto astringente e apposta l'avevo bandita dalla mia dieta. La disturbo per porle un'ultima domanda: assumo da tempo un cucchiaio di bicarbonato dopo i pasti principali, per facilitare la digestione. Su internet si leggono pareri discordanti, ma in riferimento alla mia sintomatologia il bicarbonato può aggravare il reflusso oppure ridure l'acidità gastrica?

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Profilo del medico - Dott.ssa Raffaella Ferrando

Dott.ssa Raffaella Ferrando
Nome:
Raffaella Ferrando
Comune:
Bastia d'Albenga
Provincia:
SV
Telefono:
0182-20485
Azienda:
Bastiamedica
Professione:
Radiologo specialista in Gastroenterico e Funzionalità pelviperineale
Specializzazione:
Radiodiagnostica
Contatti/Profili social:
sito web
Domanda al medico
Dott.ssa Ferrando, quando si può dire con certezza di essere stitici?
I disordini intestinali vengono definiti e diagnosticati in base a regole precise stabilite da una commissione internazionale e chiamate "criteri di Roma". Negli anni questi criteri diagnostici sono stati aggiornati più volte, e nel 2016 si è arrivati alla IV revisione. Per quanto riguarda la stipsi funzionale, vale ancora la classificazione di Roma III del 2006, e dunque per diagnosticare la stitichezza bisogna che i sintomi perdurino da almeno 6 mesi, e che da almeno 3 mesi siano presenti almeno 2 delle seguenti condizioni:
  • Meno di tre movimenti intestinali a settimana;
  • Manovre manuali necessarie per facilitare la defecazione più del 25% delle volte;
  • Feci dure o grumose oltre il 25% delle volte;
  • Sensazione di evacuazione incompleta oltre il 25% delle volte;
  • Sensazione di ostruzione anorettale oltre il 25% delle volte;
  • Necessità di fare grandi sforzi per defecare più del 25% delle volte.
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