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Operazione alla tiroide: le tecniche chirurgiche per operare la tiroide

Viviana Vischi
 

Chirurgia della tiroide: l’asportazione della tiroide fa paura ai pazienti. Ma noi rispondiamo: non temete! Tutto sull'operazione alla tiroide

Operazione alla tiroide durante e dopo l'intervento

L'operazione alla tiroide è solo uno dei metodi per affrontare le diverse patologie tiroidee. Si è già ampiamente indagato come approcciare a patologie come la tiroidite di Hashimoto, morbo di Basedow, ipertiroidismo e ipotiroidismo, mediante i farmaci e radioterapia. Esiste però una soluzione, di gran lunga più “definitiva”, cui a volte i medici non possono fare a meno di ricorrere. Parliamo della tanto temuta tiroidectomia, ovvero un’asportazione totale o parziale della tiroide.

Operazione alla tiroide: enucleoresezione, emitiroidectomia, tiroidectomia sub-totale etiroidectomia totale
Esistono differenti tipologie di operazioni della tiroide che si distinguono dalla portata dell’intervento e in particolar modo dalla porzione di ghiandola asportata. In chirurgia della tiroide si parla di enucleoresezione quando l’asportazione riguarda solo un nodulo o una cisti; l’emitiroidectomia riguarda l’asportazione di un intero lobo tiroideo. L’asportazione di quasi tutta la tiroide è definita tiroidectomia sub-totale mentre la tiroidectomia totale è un’operazione chirurgica che priva il paziente dell’intera ghiandola.

Quando il ricorso all'operazione alla tiroide è inevitabile: tumori, noduli, gozzo, Basedow resistente alle terapie
Sono svariati i casi in cui il ricorso alla chirurgia della tiroide (tiroidectomia) è inevitabile: in particolare il riferimento è a tutti i casi in cui il paziente presenta carcinomi maligni della tiroide. Ma non solo. La subiscono pazienti che presentano noduli sospetti che devono poi essere esaminati; la tiroidectomia diventa la soluzione anche nei pazienti che presentano gozzo e/o
morbo di Basedow i cui valori degli ormoni tiroidei non rientrano nella norma dopo diversi cicli di terapia farmacologica. In questo ultimo caso, il paziente presenta i sintomi e i valori tipici dell’ipertiroidismo, patologia più complessa da curare che porta livelli di TSH, T3 e T4 più difficili da stabilizzare rispetto all’ipotiroidismo.

L'operazione alla tiroide preserva dalle ricadute e dagli effetti collaterali del morbo di Basedow
Non sono rari i casi in cui pazienti affetti da morbo di Basedow, dopo ripetute ricadute e oscillazioni tra fasi di ipertiroidismo e ipotiroidismo, abbiano dichiarato di aver preferito percorrere la via della tiroidectomia totale pur di non dover dipendere continuamente dagli sbalzi della propria tiroide e abbiano riscontrato un netto miglioramento delle condizioni fisiche generali oltre che di salute dopo l’operazione. L’asportazione della tiroide nei pazienti affetti da morbo di Basedow, garantisce che i soggetti non subiscano più ricadute e preserva dalla comparsa di effetti collaterali dell’ipertiroidismo molto temuti dai pazienti, in primis l’esoftalmo.

Operazione alla tiroide: le paure dei pazienti pre e post-intervento
È normale che la chirurgia della tiroide, e in particolare l’operazione di tiroidectomia, spaventi la persona che deve subirla. Molte sono le preoccupazioni, a partire dalla patologia che determina l’asportazione della ghiandola fino ad arrivare a pensieri in merito alla cicatrice e alla possibilità che venga compromessa la propria voce.

L'operazione alla tiroide con la tecnica Mivat
Dopo gli esami che precedono l’ospedalizzazione il paziente di norma non deve attendere molto prima di essere chiamato per la chirurgia della tiroide; non viene fatto passare molto tempo per far sì che i dati estrapolati siano il più corrispondenti possibile alla situazione di salute del paziente al momento della tiroidectomia. Molti sono stati negli ultimi anni i progressi della medicina nell’asportazione della tiroide. Da qualche anno si sente parlare di una tecnica, chiamata Mivat (Minimally invasive video assisted throidectomy). Se prima dell’introduzione di questo approccio per la chirurgia della tiroide si rivelava necessario effettuare un taglio di circa cinque centimetri all’altezza della gola, il Mivat permette di operare attraverso un’apertura della lunghezza di circa due centimetri, a volte anche meno, a seconda della grandezza del nodulo da asportare.

Tipologie di noduli trattabili con l'intervento in Mivat
Non tutti i noduli possono essere trattati con questa tecnica: essi non devono superare i tre centimetri di diametro e la presenza di tiroiditi rappresenta un ostacolo all’utilizzo di questa tecnica. Si tratta di un metodo utilizzato principalmente su noduli sospetti per indagare la natura dei quali si rivela necessario un esame istologico che stabilisca la presenza o meno di cellule cancerogene. L’intervento in Mivat può essere effettuato anche in anestesia locale, là dove quella totale fosse controindicata per problematiche preesistenti del paziente.

Il post-operatorio: la voce
Anche per chi dovesse subire una tiroidectomia totale o sub-totale classica senza intervento in Mivat comunque, non c’è da temere. Successivamente all’operazione alla tiroide il paziente potrebbe notare un cambiamento nella voce, questa potrebbe essere più roca; potrebbe essere quindi necessario qualche giorno prima che questa torni alla normalità. Di rado questo genere di lesione è permanente. Nei primi giorni successivi alla chirurgia della tiroide è normale anche riscontrare livelli di calcio bassi nel sangue, anche in questo caso si tratta di un effetto passeggero.

Il post-operatorio: la ferita
Per quanto riguarda la ferita dovuta a un'operazione alla tiroide: molta cura andrà messa nella medicazione del taglio (o dei tagli nel caso fossero più di uno). È normale sentire il collo intorpidito, gonfio e rigido, come nello stesso modo è facile che sia presente del gonfiore o del livido intorno alla ferita. Sono tutte situazioni che non devono preoccupare dopo una tiroidectomia, se però il gonfiore intorno alla ferita dovesse diventare consistente, sarà bene contattare un medico per accertarsi che tutto sia nella norma.
La cicatrizzazione della ferita è un processo che avviene nell’arco di un paio di mesi, durante i quali potranno essere avvertiti fastidi come dei pruriti o sentire la ferita secca e tirare, è consigliato quindi utilizzare una crema idratante che dia sollievo. Con particolari accortezze poi è anche semplice evitare che la cicatrice resti visibile sul collo; è importante sottolineare questo punto poiché sono molti i pazienti che non affrontano o rimandano troppo un intervento di chirurgia della tiroide a volte necessario e indispensabile per paura di rimanere “sfregiati”.

Il post-operatorio: il ritorno alla normalità, la sensazione di "strozzamento"
Tornare alla propria vita quotidiana dopo un'operazione alla tiroide richiederà un po’ di tempo, prima di un paio di settimane infatti non è consigliato recarsi a lavoro o guidare una macchina poiché potrebbe risultare difficile girare bene il collo. Ovviamente la reazione del fisico è soggettiva e a seconda della persona sarà necessario più o meno tempo per tornare alla vita normale.
Alcuni pazienti hanno parlato di sensazione di “strozzamento” durante i pasti successiva all’intervento, si tratta anche qui di un disturbo passeggero, è infatti consigliato assumere alimenti morbidi se non addirittura liquidi successivamente all’operazione di asportazione totale o parziale della tiroide.

Il post-operatorio: la terapia ormonale sostitutiva
È chiaro che dopo un'operazione alla tiroide (tiroidectomia totale o subtotale), il paziente dovrà assumere per tutto il resto della vita farmaci a base di levotiroxina per sopperire alla mancanza di una parte o totale della propria tiroide. Dopo un primo periodo in cui sarà necessario procedere per tentativi per individuare il giusto dosaggio del farmaco, una volta trovata la corretta combinazione, il paziente operato alla tiroide potrà benissimo continuare a condurre una vita normalissima, a volte anche migliore per qualità rispetto al passato.

Il post-operatorio: la ricerca di una gravidanza
Le donne che hanno subito un intervento di chirurgia della tiroide, e in particolare l’asportazione totale o parziale della ghiandola, possono tranquillamente pensare ad una gravidanza: la levotiroxina non è un farmaco che interferisce con la gestazione, né controindicato per il feto. Al contrario, per una donna affetta da patologie della tiroide è più complesso avere una gravidanza con dei valori tiroidei fuori della norma. La tiroidectomia – in questo caso, unita con l’assunzione di farmaci ormonali – non fa che riportare la situazione nella norma e quindi influisce anche sui problemi del concepimento. Differente è il discorso per le donne che hanno dovuto affrontare cicli di radioterapia, in quel caso è bene aspettare almeno un anno prima di cercare la cicogna.

La tiroide è l’ago della bilancia del tuo benessere perché produce ormoni che regolano tutti i processi vitali dell’organismo: se va in tilt, crea una serie di disturbi che all’inizio sono sfumati, ma poi tendono ad aggravarsi, dall’aumento di peso all’infertilità. Pensaci subito!

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Per altre info sulle problematiche relative ad ipotiroidismo, ipertiroidismo, tiroiditi e patologie tiroidee confrontati con la Community di Forumsalute all'interno della sezione dedicata alle Malattie della tiroide.

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A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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chicca65
Ciao a tutti, prossimamente mi opererò alla tiroide....l'attesa è snervante e mille pensieri si affollano in testa!!! Dalla paura per l'intevento chirurgico...al terrore per il postoperatorio. Qualcuno di voi è stato operato recentemente a Pisa? Come vi siete trovati? Attendo notizie...magari mi fate un pò di coraggio!!Grazie[V]
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clarabella60
 

Mi sa che l'ultima sono stata io (7 giugno)

Io mi sono trovata benissimo da tutti i punti di vista. La parte peggiore e' l'attesa Appena arrvata li' mi sono tranquillizzata. Quando e' previsto il tuo intervento? Se hai domande fai pure, anhce io sono stata molto aiutata da chi mi aveva preceduta

fezzie
 

Ciao Chicca, benvenuta al forum.
Sono una delle tante che ha subito l'intervento a Pisa, e come me ce ne sono altre, che sicuramente ti diranno pressapoco le mie stesse cose.
Devi stare assolutamente tranquilla, anche se è più facile a dirsi che a farsi, perchè - fatto l'intervento - ti renderai conto da sola che la paura che avevi era del tutto infondata. Fidati di chi ha paura addirittura delle semplici inizioni!
Sono stata operata l'8 marzo scorso, e la prossima settimana dovrò andare nuovamente a Pisa per eseguire la terapia (purtroppo per me si trattava di carcinoma).
L'ospedale, ma soprattutto il personale, è veramente efficente, ti troverai a tuo agio e sarai seguita fino all'ultimo.
Se ti fai un giro sul forum, troverai tutte le risposte che cerchi. Altrimenti chiedi, e ti sarà risposto.

chicca65
 

Grazie Fezzie di avermi incoraggiato...!!L'attesa infatti ti snerva e nella mente si accavallano mille pensieri!!Mi sono rivolta a Pisa dopo un lungo pellegrinaggio da mille endocrinologi.Devo dire che mi sono trovata benissimo e hanno chiarito molti dubbi sia sull'intevento che sul post operatorio. Quello che mi agita di più è il postoperatorio, sapere quale sarà la qualità della mia vita visto che adesso sono sempre stanca e nervosa.Grazie di cuore del messaggio e ti disturberò sicuramente per chiarirmi altri dubbi.Chicca

fezzie
 

Diciamo che sarà pressapoco come prima, con la differenza che dovrai sempre e comunque prendere la pasticca, senza dimenticarla mai.
I primi tempi saranno quelli più difficili, perchè di assestamento, ma poi le cose tornano come prima, se non meglio.
Un esempio su tutti: ho trovato giovamento nel mio ciclo mestruale. Prima dell'intervento era "disordinato", con ritardi assurdi. Ora invece, oltre ad essere puntuale, è meno "doloroso".

clarabella60
 

Chicca anche io ero molto preoccupata di come mi sarei sentita dopo l'operazione perche' sapevo di non avere nessuno che mi potesse accudire.

In effetti la prima settimana non sono mai rimasta da sola e non ero in grado di guidare o fare faccende domestiche. La II settimana ho ripreso a guidare e a cucinare Poi pero' c'e' stato un gran caldo e mi sono sentita molto giu'.

Sai come e' organizzato l'ospedale a Pisa? Se no posso spiegartelo.

chicca65
 

Grazie ancora!!! Ho letto che devi tornare a Pisa per le terapie e spero che siano sopportabili.Comunque l'aspetto positivo di Pisa è che sono organizzatissimi anche per noi che veniamo da fuori!!Sicuramente siamo in ottime mani. In bocca al lupo.Chicca

clarabella60
 

A proposito di post-operatorio faccio uan domanda a chi e' + esperta di me. Da ieri ho ripreso a lavorare trascorrendo molto tempo seduta al pc. Ho sempre la testa che mi gira. Puo' essere dovuto al fatti di stare sempre seduta?

chicca65
 

Cara Clarabella ti sarei molto comìntenta di sapere come è organizzato..il tutto.Io ho una bambina piccola quindi sono pure preoccupata di tornare subito in forma..più o meno!!! Ad esempio mi piacerebbe sapere quanti giorni si rimane in ospedale e quanti con il drenaggio..insomma quanto ci vuole per essere almeno in piedi.Scusatemi spero che leggiate le mie risposte è il mio primo giorno di forum e non sono ancora pratica . Ciao Chicca

clarabella60
 

Chicac ti capisco perche'a nche io temevo di non essere in grado di badare a mia figlia ma e' andato tutto bene

Il giorno stabilito devi andare presso l'ambulatorio di day-hospital chirurgico dell'opedale di Cisanello (zona nuova di Pisa) a digiuno. Li' ti faranno l'esame del sangue, delle urine, radiografia, ecg, visita otorino, ecografia, se necessario ago aspirato, visita anestesiologica e visita chirurgica. Il tutto si svolge in 2 giorni ma la sera torni a casa. Nel pomeriggio del secondo giorno il chirurgo ti dira' che tipo di intervento fara' (non conosco al tua patologia) e la data. Io sono stata operata dopo 5 giorni ma fezzie il giorno dopo. Tieni presente che le operazioni le fanno di mercoledi' e di venerdi.

Il giorno dell'intervento a digiuno devi andare nel reparto di day-surgery dell'ospedale Santa Chiara (centro storico di Pisa). Li' di assegneranno il letto (stanze a due letti ciascuna con bagno). Io avuto la fortuna di essere operata in prima mattinata.

Il giorno successivo medicano la ferita, tolgono il drenaggio e ti dimettono ma consigliano di rimanere in zona x 48 ore e di essere accompagnati da un "adulto consapevole"

La ferita va medicata a giorni alterni. Dopo circa 10 giorni si toglono i punti e questo lo puo' fare anche il tuo medico curante.

Il periodo di riposo consigliato e' di 15 giorni.

Altre domande?

fezzie
 

praticamente ti ha detto tutto clarabella!

L'unica differenza, tra me e clarabella, è che io sono stata operata il giorno dopo delle visite e nel tardo pomeriggio, ma ho avuto comunque le dimissioni la mattina seguente. Alle 9 ero già al bar a fare mega colazione (quella dell'ospedale non si poteva definire tale)!

chicca65
 

Fezzie e Clarabella siete gentilissime ad avermi dato tutte queste notizie!!! Non Avete idea di quanto coraggio mi avete fatto!!! Da qui ad ottobbre sicuramente avrò modo di chiedervi mille altre cose!!! Comunque grazie!!!

clarabella60
 

Altra differenza e' che io mi sentivo malissimo quando sono uscita dall'ospedale e non pensavo affatto alla colazione

Chicca rilassati e non ci pensare altrimenti arrivi a ottobre isterica come lo ero io

chicca65
 

Cara clarabella prometto di rilassarmie di arrivare all'operazione tranquilla e serena Chicca

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