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Tiroide e gravidanza, tiroide e fertilità

Viviana Vischi
 

Tiroide e gravidanza: se controllate e curate, le malattie della tiroide non sono ostacolo a una gravidanza nella norma

Tiroide e gravidanza: se non riesci a rimanere incinta o temi per la salute del bambino leggi qui

Difficoltà del concepimento, paura che le patologie tiroidee possano danneggiare il bambino, terrore di aborti spontanei, preoccupazione che le terapie con radio iodio possano essere dannose per il piccolo, timori sulla sicurezza di farmaci come l’Eutirox assunti in gravidanza: attorno a questi temi ruotano i dubbi delle donne affette da problemi alla tiroide che stanno programmando la cicogna o che sono già in dolce attesa.

Questo articolo è dedicato a tutte queste donne, per consentire loro di avere le informazioni necessarie su tiroide e gravidanza, dunque per vivere con serenità i nove mesi dell’attesa, ovvero quello che dovrebbe essere uno dei periodi più belli della loro vita.

Si può intraprendere una gravidanza se si soffre di malattie della tiroide?
Sì, a parte casi specifici è assolutamente possibile intraprendere una gravidanza con una condizione patologica a carico della tiroide, sia essa ipotiroidismo o ipertiroidismo. Se controllate e ben curate, le malattie della tiroide non sono di ostacolo a una gravidanza felice e nella norma.

Come le malattie della tiroide condizionano la gravidanza
Le patologie tiroidee possono condizionare la gravidanza in due differenti modi:
- una donna affetta da patologie della ghiandola tiroidea può faticare a rimanere incinta e a portare a termine la gravidanza
- se la patologia non è ben controllata, la gravidanza può andare incontro a complicazioni che possono compromettere la salute del bambino

Le malattie della tiroide spesso si scoprono proprio in gravidanza…
Non è raro che la malattia sia sopita e asintomatica e che sia proprio la gravidanza a portare a galla problematiche esistenti in precedenza o a fare da “ago della bilancia” nel determinare squilibri ormonali. Capita insomma spesso che una donna incinta scopra di avere problemi alla tiroide solo durante la gravidanza: quest’ultima infatti provoca uno scombussolamento ormonale nel corpo della donna che, se già predisposta, può presentare un’alterazione dell’equilibrio che regola gli ormoni prodotti da tiroide e ipofisi (TSH, T3 e T4) ma anche degli anticorpi antitiroidei responsabili di tiroiditi autoimmuni come la tiroide di Hashimoto. Solitamente invece il TRH non va incontro a modificazioni particolari.

Sempre parlando di tiroide e gravidanza, una condizione più rara ma comunque verificabile è quella di una tiroide iperattiva durante la gravidanza, il più delle volte determinata dalla presenza del morbo di Graves, patologia che non di rado si palesa proprio a causa degli squilibri ormonali derivanti dalla gestazione.

In entrambi i casi – ipotiroidismo e ipertiroidismo – le corrette terapie preservano futura mamma e nascituro. Diverso è il caso in cui la donna riscontri positività ad autoanticorpi anti-tiroidei (anti-tireoglobulina e anti-tireoperossidasi): questa condizione anche con valori di TSH nella norma, potrebbe rappresentare un impedimento al concepimento.

Perché il funzionamento della tiroide influisce così tanto sulla gravidanza?
È importante sottolineare che nelle fasi iniziali della gestazione la tiroide del bambino non funziona ancora autonomamente, ecco quindi che intervengono gli ormoni tiroidei della mamma a supplire a questa mancanza. Va da sé che un malfunzionamento della ghiandola nella donna – se non curato o correttamente corretto – può avere ripercussioni sulla salute del piccolo; nello stesso tempo una produzione di ormoni tiroidei maggiore del normale proprio per fare da spalla alla tiroide del figlio, mette la donna in una condizione di equilibrio-squilibrio ormonale che può stuzzicare situazioni sopite e portarle allo scoperto. Ecco perché, prima della gravidanza e durante il periodo di gestazione, è fondamentale un costante controllo della tiroide e del suo funzionamento.

Disfunzioni tiroidee della madre possono nei casi più gravi compromettere lo sviluppo del cervello del feto: controllare la ghiandola e il suo funzionamento soprattutto nel primo trimestre di gravidanza è indispensabile per assicurare un corretto sviluppo cerebrale del piccolo.

Tiroide e gravidanza, iodio e radioiodio
Spesso le problematiche della tiroide sono determinate dalla mancanza di iodio: la carenza di questo elemento nell’organismo della donna porta ad un ingrossamento della ghiandola e a una condizione patologica che può compromettere la salute del bambino.

Non è raro che le donne affette da patologie della tiroide vengono trattate con iodio radioattivo: in questi casi è bene attendere almeno un anno prima di provare a concepire, per dare la possibilità allo iodio utilizzato per la terapia di abbandonare il corpo della futura mamma senza quindi provocare danni al bambino.

Sintomi delle malattie della tiroide confusi con sintomi della gravidanza
Alcuni dei disturbi tipici della donna affetta da patologie della tiroide in gravidanza sono facilmente confondibili con sintomi tipici della gestazione come vomito frequente, tachicardia, gambe gonfie, intolleranza al caldo, aumento dell’appetito. Ecco perché uno screening costante è fondamentale per tenere sotto controllo la situazione.

Ipotiroidismo e gravidanza
Un ipotiroidismo non trattato durante la gravidanza può portare tutta una serie di complicazioni per la mamma e per il feto: ipertensione gravidica con o senza gestosi, distacco placentare, basso peso alla nascita, nascita di feto morto, malformazioni congenite, emorragia post-partum.
Se la mamma è ipotiroidea, la carenza di tiroxina può causare danni cerebrali al bambino sia nei primi mesi di gestazione, quando la tiroide del feto non è formata, ma anche successivamente se la tiroide del nascituro dovesse soffrire della stessa patologia: ciò accade spesso quando la mamma è carente di iodio, condizione questa che causa ipotiroidismo nella madre, nel feto e nel neonato.

Una donna in gravidanza dovrà quindi continuare a seguire la sua terapia nel corso dei nove mesi e tenere la situazione sotto controllo con i giusti dosaggi di levotiroxina. Per la tiroide “lenta”, infatti, non c’è altra alternativa che continuare la terapia con farmaci contenenti levotiroxina o comunque continuare la propria terapia ormonale sostitutiva. Questo può avvenire senza alcun danno per il bambino: il discorso acquista ancora maggior validità se si pensa a tutte le donne che hanno subito un’asportazione totale o parziale della ghiandola che non possono fare a meno di assumere il farmaco.

Ipertiroidismo e gravidanza
Una donna affetta da ipertiroidismo non curato in gravidanza rischia ipertensione gravidica, gestosi, distacco di placenta, aborto spontaneo, parto prematuro, scompenso cardiaco, anemia, crisi tireotossica (rara) mentre il nascituro va incontro al rischio di pesare poco alla nascita, di nascere prematuro o con malformazioni congenite, di soffrire di ipertiroidismo fetale o neonatale e, nei casi più gravi, di nascere morto.

Nel caso di ipertiroidismo i farmaci da assumere sono di due tipi: il metimazolo (MMI) e il propiltiouracile (PTU). Ambedue risultano efficaci anche se sembrerebbe che il secondo sia da preferire durante la gravidanza; in realtà su questo esistono ancora correnti di pensiero contrastanti e, a ben vedere, il problema in Italia non sussiste poiché il PTU non è commercializzato: in tutta Europa infatti viene distribuito solo il primo tipo e comunque l’uso di uno o dell’altro dipende molto dalla scelta del medico e dalla disponibilità in commercio del prodotto.

Terapie farmacologiche e allattamento
Né i farmaci contro l’ipotiroidismo né quelli assunti dalle donne ipertiroidee hanno controindicazioni per l’allattamento.

Sia nel caso di ipotiroidismo sia nel caso di ipertiroidismo è utile ribadire ancora una volta che le donne affette da patologie della tiroide, come anche tutte le future mamme che hanno subito un’asportazione totale o parziale della ghiandola a causa di patologie più o meno gravi fino ad arrivare alle tiroidectomizzate a causa di carcinomi, possono aspirare ad avere una gravidanza felice e senza rischi a patto che seguano la corretta terapia e i valori della tiroide siano costantemente monitorati.

La tiroide è l’ago della bilancia del tuo benessere perché produce ormoni che regolano tutti i processi vitali dell’organismo: se va in tilt, crea una serie di disturbi che all’inizio sono sfumati, ma poi tendono ad aggravarsi, dall’aumento di peso all’infertilità. Pensaci subito Fai il test e scopri come lavora la tua tiroide!
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Per altre info sulle problematiche relative ad ipotiroidismo, ipertiroidismo, tiroiditi e patologie tiroidee confrontati con la Community di Forumsalute all'interno della sezione dedicata alle Malattie della tiroide.

__________________
A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.
MIGLIOR COMMENTO
fmatozza
per polakka
Ti consigli di farti una ecografia transvaginale per studiare utero e ovaio .
A volte l ipotiroidismo si puo associare ad una altra malattia autoimmune lendometriosi. Bisogna vedere se la tua amica non ha avuto questa malattia.
Approssimativamente 30 percento a 40 percento di donne con endometriosi sono sterili e costituisce una delle prime tre cause di sterilità femminile ed una delle cause primarie della dismenorrea (dolori mestruali) in eta post puberale.
Molte donne scoprono di avere l' endometriosi quando hanno hanno difficoltà a rimanere incinta.
http://www.endometriosi.it/?id=160
cordiali saluti
Dr Francesco matozza
cordiali saluti
__________________
Dr. Francesco Matozza
Leggi altri commenti
queenelohim
 

Apriamo questa discussione per affrontare l'influenza delle patologie tiroidee sulla fertilità e sulla gravidanza. Sto preparando un lavoro che riguarda effetti dell' ipo/ipertiroidismo, tiroiditi autoimmuni, nodularità e carcinomi tiroidei. Nel frattempo riporto una piccola introduzione

L’importanza della patologia tiroidea nel preconcepimento e gravidanza
La patologia tiroidea, ipotiroidismo-ipertiroidismo-tiroiditi, sta aumentando in modo esponenziale sia in senso assoluto sia in senso relativo per l’affinarsi delle tecniche diagnostiche.
Un’attenzione particolare va prestata alla tiroide in gravidanza, in quanto la gravidanza stessa può essere causa di patologia tiroidea.

Questa raccomandazione è stata formulata, recentemente, dalla Endocrine Society la più prestigiosa associazione mondiale di Endocrinologia, circa 10.000 iscritti, che ha raccomandato ai suoi soci di dedicare particolare attenzione alla prevenzione delle problematiche tiroidee nelle future madri e nelle gestanti.

La tiroide del feto, infatti, non funziona durante i primi mesi di gestazione ed il bambino dipende esclusivamente dagli ormoni tiroidei materni.

La relazione causale tra ipotiroidismo in gravidanza e danno neurologico della prole è stato definitivamente provata da evidenze clinico epidemiologiche e sperimentali. Recentemente è stata dimostrata ”in particolare” una stretta correlazione tra ipotiroidismo materno non diagnosticato in gravidanza e difetti dell’intelligenza nelle progenie.

La terapia dell’ipotiroidismo in gravidanza riveste pertanto carattere di obbligatorietà e urgenza per il fatto che, una volta instauratosi il danno cerebrale, le sue conseguenze neurologiche e/o intellettive diventano permanenti.

Gli ormoni tiroidei sono indispensabili proprio in questo periodo al normale sviluppo del cervello fetale oltre che dei nuclei di ossificazione del feto per cui una carenza di ormoni tiroidei determina dei gravi e a volte irreversibili danni nello sviluppo del cervello fetale con dei deficit permanenti del quoziente di intelligenza dei bambini, come riscontrato nelle ricerche eseguite dal dott. James Haddow su 25.216 donne gravide, che costituisce un punto definitivo nella ricerche relative a questo problema.

Si possono quindi immaginare i notevoli problemi per le famiglie, per la società e i costi per il SSN derivanti da un bambino che presenta un ridotto quoziente di intelligenza e delle abilità attitudinali e visivo motorie.

Quanto riportato suggerisce che lo screening tiroideo debba essere praticato prima e agli inizi della gravidanza per permettere un adeguato trattamento alla madre e al bambino.
I sintomi dell’ipotiroidismo non sono specifici e possono essere mascherati dalla gravidanza; gli esami sul sangue sono il modo migliore per fare questa diagnosi.

E’ stato dimostrato come il deficit materno (anche subclinico) di ormoni tiroidei, come pure l’eccesso, possano essere quindi aggiunti alla lista di condizioni materne correggibili e che possono avere un determinante impatto sul feto ed anche essere causa di aborti ripetuti.

Attualmente viene eseguito di routine lo screening dell’ipotiroidismo nel neonato; tale determinazione però avviene in un periodo tardivo, ossia quando ormai i danni nel bambino sono già presenti per cui si avverte l’esigenza di praticare un’idonea opera di prevenzione della patologia tiroidea nelle future madri e nelle gestanti.

E’ chiaro che questa campagna di prevenzione deve essere fatta in collaborazione tra i medici Endocrinologi, Ginecologi, Pediatri, Neonatologi e con i consultori che operano sul territorio, oltre che con i Medici di base che sono i primi sanitari con cui vengono in contatto le future madri.

Tiroide e gravidanza: pazienti che decidono di programmare una gravidanza

1. Esami ematici da effettuare per controllo ormonale sono:
FT3–FT4–TSH-TGA-TPO

• Se il risultato degli esami ormonali risulta essere negativo e non esiste patologia tiroidea in anamnesi o familiare non si fa nulla;

• Se il risultato degli esami ormonali risulta essere positivo oppure vi è la presenza di patologia tiroidea familiare la paziente deve essere seguita dall’endocrinologo.
2. Si consiglia di effettuare un’ecografia tiroidea


Pazienti in gravidanza

1. Si consiglia di effettuare, appena riscontrata la gravidanza, i seguenti esami:

• ESAMI EMATICI per il controllo del dosaggio ormonale FT3–FT4–TSH-TGA-TPO
• ECOGRAFIA TIROIDEA
2. Il dosaggio ormonale va ripetuto al 5° mese della gravidanza e subito dopo il parto, va effettuato inoltre lo screening della patologia tiroidea per il neonato.

Contributo di Babyfinder:
http://www.assr.it/plg/tiroide_grav.pdf


Tiroide e pancione
La tempesta ormonale che si scatena durante la gravidanza nell’organismo femminile non risparmia neppure la tiroide. E se normalmente le disfunzioni di questa ghiandola sono da 4 a 5 volte più frequenti nelle donne, rispetto agli uomini, durante la gestazione il rischio aumenta ancora di più.
Durante la gestazione, infatti, si verificano molti cambiamenti nel bilancio ormonale tiroideo, in primo luogo si ha un aumento della globulina legante la tiroxina, la proteina che lega gli ormoni tiroidei e li trasporta all’interno del circolo sanguigno, con conseguente riduzione della frazione libera di ormoni. Si verifica, inoltre, un aumento dei livelli di TSH l’ormone prodotto dall'ipofisi che regola l’attività della tiroide, che favorisce l’assorbimento dello iodio, e, infine, la presenza di un enzima, la deiodinasi di tipo 2, nella placenta favorisce il rilascio dello iodio dalla molecola dell’ormone tiroideo.

Un quadro a rischio
Ci sono quindi tutte le premesse per assistere a una stimolazione della tiroide orientata verso un deficit di iodio, che può evolversi in ipotiroidismo con aumento del volume della ghiandola, in particolare nelle aree geografiche povere di iodio. Non è detto che il disturbo si sviluppi in ogni gravidanza, ma vista la frequenza con cui l’ipotiroidismo compare nelle donne, si procede con indagini di laboratorio che verifichino le condizioni iniziali ed eventualmente monitorizzino la funzionalità tiroidea.
Una delle principali cause di ipotiroidismo in gravidanza è la tiroidite autoimmune cronica, tuttavia anche in caso di tiroide funzionante la presenza di anticorpi anti-tiroidei suggerisce un rischio elevato di sviluppare il disturbo nel corso della gestazione, in particolare nel primo trimestre. La ricerca di anticorpi nei primi mesi permette di predire il rischio di aborto o di parto prematuro, probabilmente provocati da una stimolazione anomala del sistema immunitario.

Tiroide iperattiva
Durante la gravidanza l’ipotiroidismo non è l’unico disturbo possibile, infatti può esserci anche una iper-funzionalità. E’ un‘eventualità più rara ed è associata, nella maggior parte dei casi al morbo di Graves, una patologia che non sempre viene diagnosticata prima della gravidanza. In questi casi non è facile identificare l’ipertiroidismo, soprattutto se leggero o moderato, in quanto i sintomi clinici si confondono con lo stato ipermetabolico (cioè con tutte le funzioni un po’ accelerate) di una normale gravidanza. Esistono tuttavia dei segnali ai quali prestare attenzione, per esempio se ci sono parenti stretti con tiroidite autoimmune, se il peso non aumenta, se il vomito è molto frequente. Anche in questo caso indovinare la diagnosi permette quanto meno di sapere in anticipo che il rischio di aborto, di parto prematuro e di basso peso del neonato è più alto.
La forma di ipertiroidismo gestazionale più diffusa, tuttavia, non è di origine autoimmune, né è associata al morbo di Graves; non sempre è clinicamente evidente anche perché nella maggior parte dei casi è transitoria, e, per fortuna, non è associata a esiti negativi della gestazione. La comparsa è direttamente correlata alla stimolazione della ghiandola provocata dall’innalzamento dei livelli della gonadotropina corionica (hCG), tipico delle prime fasi della gravidanza.

Gravidanze serene
Non è detto che in ogni caso sia necessario intervenire con farmaci, ma conoscere e interpretare correttamente eventuali alterazioni del bilancio ormonale tiroideo garantisce una buona conclusione della gestazione. Qualora fosse necessario, alle donne ipotiroidee vengono somministrati integratori di iodio, in caso di ipertiroidismo, invece, si usano farmaci che inibiscono la funzione tiroidea, oppure, se la gravità lo richiede, si procede con un approccio chirurgico. Con benefici sia per la mamma sia per il bambino.

S.Zazzetta
Fonte
Pinchera A. Thyroid diseases and pregnancy. 11° Congresso di Endocrinologia Ginecologica. 26-29 febbraio 2004. Firenze


TERAPIA SOSTITUTIVA TIROIDEA IN GRAVIDANZA
ANORESSIA E BULIMIA, disturbi comportamento alimentare.

IPERTIROIDISMO IN GRAVIDANZA
IPERTIROIDISMO IN GRAVIDANZA. Morbo di Basedow, adenoma tossico, gozzo. Diagnosi e terapia.


GRAVIDANZA COMPLICATA DA MALATTIE DELLA TIROIDE Fonte: Manuale Merck

Generalmente, i valori sierici della tiroxina (T4) sono aumentati di 2-4 mg/dl (da 26 a 51 nmol/l) e quelli della triiodiotironina (T3) sono aumentati di 20-50 ng/dl (da 0,3 a 0,8 nmol/l) nel corso della gravidanza, mentre il T4 libero e l'ormone stimolante la tiroide (TSH) sono normali. L'assunzione di contraccettivi orali può produrre le stesse variazioni che non sono clinicamente significative. I sintomi di ipo- e di ipertiroidismo, nelle donne gravide non differiscono da quelli presenti nelle donne non gravide.

Il trattamento del morbo di Graves in corso di gravidanza differisce nei diversi centri medici. In genere il trattamento di scelta consiste nella dose più bassa possibile di propiltiouracile orali (da 50 a 100 mg q 8 h). Tuttavia, questo farmaco attraversa la placenta e può provocare l'insorgenza di uno struma e di ipotiroidismo a carico del feto. La risposta a questa terapia si verifica gradualmente entro 3-4 sett.. e in genere il dosaggio non necessita di essere riadattato a intervalli più brevi. La somministrazione contemporanea di l-tiroxina o di l-triiodiotironina è controindicata, perché questi ormoni possono mascherare gli effetti delle dosi eccessive di propiltiouracile sulla madre e possono causare un ipotiroidismo nel feto. Lo stato tiroideo della madre è monitorato con la visita e con la determinazione del T4 libero e del TSH. È frequente un miglioramento del morbo di Graves nel 3o trimestre e quindi il propiltiouracile può, spesso, essere ridotto a 25-50 mg/die o addirittura interrotto. Nei centri in cui lavorano dei chirurghi esperti in chirurgia tiroidea, si può considerare l'eventualità di una tiroidectomia nel corso del 2o trimestre, se la madre è diventata eutiroidea con la terapia farmacologica. Se si decide per questo trattamento, la madre deve ricevere una dose piena sostitutiva di l-tiroxina (da 0,15 a 0,2 mg/ die), iniziando 24 h dopo l'intervento. La somministrazione di iodio radioattivo (con fini diagnostici o terapeutici) e di soluzioni iodate è controindicata in corso di gravidanza, a causa degli effetti nocivi sulla ghiandola tiroidea fetale. Il trattamento con agenti b-bloccanti (p. es., il propanololo) è sconsigliato (a meno che non si riscontrino reazioni al propiltiouracile o al metimazolo, un farmaco antitiroideo simile), a causa degli effetti collaterali sul feto e sul neonato, quali il possibile ritardo di crescita intrauterina, la bradicardia e l'ipoglicemia grave.

Anche il feto può sviluppare un ipertiroidismo. Nel morbo di Graves lo stato tiroideo della madre non è correlato con la funzione tiroidea fetale. Le donne affette dalla malattia di Graves o con un'anamnesi positiva per essa possono essere clinicamente eutiroidee, iper- o ipotiroidee; indipendentemente dal loro stato, le loro immunoglobuline stimolanti la tiroide (TSI) attraversano la placenta. Anche le immunoglobuline bloccanti la tiroide, se presenti, attraversano la placenta; pertanto, lo stato della tiroide fetale riflette la concentrazione relativa delle immunoglobuline, stimolanti e bloccanti, ricevute. La misurazione delle TSI può essere effettuata nei laboratori d'analisi e deve essere richiesta per le donne gravide affette dalla malattia di Graves o con un'anamnesi positiva. La tachicardia fetale (> 160 battiti/min) e il ritardo di accrescimento intrauterino, documentato con l'ecografia, possono indicare un ipermetabolismo del feto. I feti possono sviluppare un gozzo, che può causare un polidramnios e un travaglio pre-termine. Nei neonati di donne in terapia con propiltiouracile, il morbo di Graves congenito può non manifestarsi prima di 7-10 gg dopo la nascita, quando si attenua l'effetto del farmaco. Pertanto le madri e i neonati devono essere seguiti con attenzione dopo il parto per monitorare il loro stato metabolico.

Le donne con ipotiroidismo possono diventare gravide perché hanno frequentemente dei normali cicli mestruali. Se la diagnosi è stata fatta prima della gravidanza, si deve continuare la terapia sostitutiva abituale con l-tiroxina. Mano a mano che la gravidanza progredisce, può essere necessario aumentare o ridurre di poco la dose. Se l'ipotiroidismo viene scoperto in corso di gravidanza, si deve iniziare la somministrazione standard sostitutiva con l-tiroxina 0,1 mg/die PO. La risposta alla terapia viene controllata ripetendo la misurazione del TSH dopo diverse settimane e ottimizzando la dose in base ai risultati ottenuti.

La tiroidite di Hashimoto e un precedente trattamento per la malattia di Graves sono le cause più comuni di ipotiroidismo. L'immunosoppressione materna che si associa alla gravidanza spesso migliora l'andamento della tiroidite cronica. In alcune donne, tuttavia, si può avere ipo- o ipertiroidismo e può essere necessario istituire un trattamento per mantenere lo stato di eutiroidismo.

La tiroidite acuta (subacuta), un problema comune in corso di gravidanza, è spesso confuso con il morbo di Graves. La presenza di uno struma dolorabile è osservato in concomitanza o dopo un'infezione respiratoria. Sintomi transitori di ipertiroidismo si associano a livelli sierici di T4 al di sopra dei normali valori in gravidanza. In genere, non è necessario alcun trattamento.

La disfunzione tiroidea materna del post-partum è stata riportata nel 4-7% delle donne, durante i primi 6 mesi dopo il parto. L'incidenza sembra essere aumentata nelle donne gravide con gozzo, con una tiroidite di Hashimoto, un'anamnesi familiare fortemente indicativa di patologia tiroidea autoimmune o con un diabete mellito di tipo I (insulino-dipendente). Durante il 1o trimestre, deve essere presa in considerazione, in queste donne, la misurazione degli autoanticorpi contro l'antigene microsomale tiroideo (AMT). La disfunzione tiroidea materna del post-partum raramente si sviluppa nelle donne con titolo di emoagglutinazione per gli AMT 1:100, ma è più frequente tra quelle con un titolo di 1:6400. In quelle con titoli intermedi, l'esito è incerto. Nel post-partum, l'ipo- o l'ipertiroidismo sono generalmente transitori, ma possono richiedere un trattamento. Nelle pazienti affette da morbo di Graves, si può avere una recidiva di ipertiroidismo, transitoria o persistente dopo il parto.

La tiroidite indolore con ipertiroidismo transitorio, un'entità clinica del post-partum di recente individuazione, ha probabilmente una genesi autoimmune. Si sviluppa improvvisamente nelle prime settimane dopo il parto, si associa a una scarsa captazione di iodio radioattivo ed è caratterizzata istologicamente da un infiltrato linfocitario. Contrariamente alla tiroidite subacuta, questa alterazione può persistere o progredire, con episodi ricorrenti e transitori di ipertiroidismo.

Dhalia
 

Come tante di voi lo sapranno già, ho sofferto di morbo di Basedow nell'infanzia, dai 9 anni ai 13 quando sono guarita spontaneamente. Durante la gravidanza (avevo 30 anni) ho informato la ginecologa della patologia. Ha richiesto gli esami dei valori della tiroide che ho ripetuto ogni 2 mesi. Si chiama monitoraggio. All'epoca non sapevo molto dell'influenza delle patologie tiroidee sulla gravidanza, ma lei mi aveva spiegato che proprio durante questo periodo era probabile una ricaduta e dovevano intervenire tempestivamente. Per mia (o nostra fortuna) non è successo, i valori erano perfetti e gli anticorpi sempre negativi. La ricaduta c'è stata anni dopo, per la precisione 4 anni fa quando mio figlio aveva già 8 anni. Mi sento però di consigliare a chiunque di controllare tali valori durante la gravidanza, anche se ha avuto, come me, la fortuna di essere perfettamente sane.

caldereta
 

ma invece, un caso come il mio: gozzo multinodulare eutiroideo? con eutirox 75? nessun effetto sulla gravidanza, no?

lu.moonlight
 

Sono molto felice anche di questo spazio. Spero che presto ci siano racconti di tante mamme che possano dare a me e ad altre consigli preziosi!

Bb73
 

ciao a tutte!! Pure io sono molto felice di questo spazio!!! Perchè quando ho iniziato a scrivere su questo forum una delle mie ansie era il problema tiroide e gravidanza!!! io per il momento ho ancora tutta la mia tiroide, che però presentando un nodulo, a marzo subirà una parziale asportazione!!!(speriamo bene)

Non ho ancora bambini,ma il chirurgo che mi opererà mi ha assicurato sul fatto che, per quanto riguarda la tiroide, dopo ne potrò avere anche 10!!! (PEr Tanti non so se sono pronta!!!)!!!!
So che bisogna tenere d'occhio i livelli di ormoni tiroidei, soprattutto i primi mesi...e soprattutto che risulta più grave un eventuale ipo che ipertiroidismo!!!
Quindi mi sa che, anche se la mia tiroide dopo l'intervento funzionasse (ossia la mia mezza tiroide), in caso di una possibile gravidanza, dovrei cmq prendere l'eutirox!!!
un saluto a tutte!!!!

anto65
 

Salve!
Io avevo gia' un figlio quando ho avuto il carcinoma tirodeo e ora ho 41 anni, quindi penso di non avere altri figli in futuro.
Volevo comunque rassicurare chi come me si trova alle prese con un carcinoma tiroideo ed ha intenzione di avere figli dopo l'intervento e la radio-iodio.
Una cliente di mia madre ha avuto un papillare ed ha dovuto subire due cicli di iodio, ma nonostante questo ha avuto due bambini sanissimi, fra l'altro uno dei due l'ha avuto fra il primo ed il secondo ciclo di iodio.

Spizziridda
 

Grazie per questo spazio! noi ne volevamo mettere in cantiere uno...per ora progetto rimandato (ma mica di tanto eh????!!???[8D]

grazie grazie
baciotti
Laura

Bb73
 

Ciao Queene!!! Ma volevo chiederti una cosa???!! Io sono nuova e non vi conosco bene!!??? Ma tu che problemi hai avuto alla tiroide???!!!

Poi ho scoperto che sei già in dolce attesa!!!! Che bello!!!!!!!!! Ma quanti anni hai?? Se posso chiederti!!???

Ciao ciao

laury
 

Ciao a tutte....
come forse saprete sono stata operata ad aprile e fatto radioiodio a giugno.....volevo farvi questa domanda......dopo quanto si può cercare una gravidanza? Sia l'endo che il medico nucleare mi hanno detto 6 mesi.....ma sul forum leggo anche 1 anno....
Ho anche paura di avere problemi nel concepimento...ma queste sono paturnie mie!!!!!

teti71
 

grazie siete tutte preziose .questa cosa dei bimbi mi ha tenuto sveglia per tantissime notti .Io ho una bimba di 5 anni quest'anno ci eravamo decisi a farle un fratellino/a .Ma un calcinoma da sei mesi mi tiene piu' in ospedale che a casa.Domani ho l'ennesimo ricovero,comincio la terapia qualcuna sa come funziona?sono agitata .Per l'isolamento ho spedito mia figlia da mia sorella ma ho paura di non frarcela a non vederla per 15gg.Gia' adesso sento un vuoto insopportabile.grazie di tutto.Teti

Dhalia
 

Teti, se vuoi sapere di più sulla terapia con radioiodio c'è un post in rilievo: Radioiodio per carcinoma: info ed esperienze. Là troverai tante storie che -spero-possano tranquillizzarti. 15 giorni sono lunghi,ma passerai un bel Natale insieme alla tua bimba. In bocca al lupo!

Susy80
 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da laury

Ciao a tutte....
come forse saprete sono stata operata ad aprile e fatto radioiodio a giugno.....volevo farvi questa domanda......dopo quanto si può cercare una gravidanza? Sia l'endo che il medico nucleare mi hanno detto 6 mesi.....ma sul forum leggo anche 1 anno....
Ho anche paura di avere problemi nel concepimento...ma queste sono paturnie mie!!!!!
Wow che bello Laury..... non vedo l'ora di diventare ZIA ad onoris dai dai su datti da fare ok
anche a me i dott. mi hanno detto 6 messi, ma per sicurezza penso che un anno sia abastanza....
Io spero di provarci l'anno prossimo.
Baci Susy

laury
 

Ciao Susy.....speriamo di diventare zie a vicenda!!!!!
Anche noi, se tutto va bene, vorremmo provarci l'anno prossimo.....speriamo bene....ormai mi aspetto di tutto!!! Il mio solito ottimismo.....

Un bacione

Avamposta
 

Ciao care
Ho inserito il link a questa discussione nella sezione Preconcepimento, nel topic in rilievo cui si parla di Analisi per la Fertilità (http://www.forumsalute.it/forum/topi...TOPIC_ID=20741) ... ci tengo a ringraziare ancora Queen e Maura!

Leggi altri commenti
   
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