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Tiroidite di Hashimoto

Viviana Vischi
 

La tiroidite di Hashimoto è una malattia provocata da una disfunzione del sistema immunologico. Tra le varie forme di tiroidite è la più diffusa, soprattutto tra le donne

Cos'è la tiroidite di Hashimoto, cosa provoca e come curarla

Utilizzando parole semplici, la tiroidite di Hashimoto è una patologia autoimmune, ovvero una malattia causata dall’organismo stesso che si “auto-aggredisce”.

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A causa di un’anomalia del sistema immunitario, l’organismo comincia infatti a produrre una quantità eccessiva di anticorpi (dato importante nella diagnosi della malattia) che “attaccano” la ghiandola e, nel tempo, vanno a distruggere i tessuti che la compongono; questo a lungo andare può comportare un malfunzionamento della tiroide con conseguenze che spesso sfociano in un ipotiroidismo conclamato, con conseguenti problematiche legate ad alti livelli di TSH nel sangue e basse concentrazioni di T3 e T4.

La tiroidite di Hashimoto può anche portare a un ingrossamento della ghiandola e alla presenza di un gozzo, fastidioso durante la deglutizione. Alcuni studiosi sostengono che vi possa essere una correlazione tra tiroidite di Hashimoto e tumori, siano essi benigni (es. cisti all’ovaio, fibromi uterini, displasia mammaria) sia maligni (es. carcinoma papillifero). Attenzione! Questo non significa che chi soffre di tiroidite di Hashimoto debba necessariamente ammalarsi anche di tumore! Tuttavia si segnalano dei casi di pazienti affetti da malattie autoimmuni che poi sviluppano anche il cancro. La questione è ancora dibattuta dalla comunità scientifica.

I pazienti si sentono spesso incompresi, i disturbi vengono sottovalutati
Non è raro che prima di arrivare a una diagnosi di tiroidite di Hashimoto sia necessario rivolgersi a più di uno specialista e affrontare estenuanti “pellegrinaggi” di medico in medico e ripetuti accertamenti prima di riuscire a comprendere quale sia l’origine di disturbi che troppo spesso vengono sottovalutati. Una delle sensazioni più diffuse tra chi soffre di tiroidite di Hashimoto non ancora diagnosticata è proprio quella di sentirsi incompresi da parte di tutti, medici inclusi, quasi come se si fosse dei malati immaginari. Ecco perché è molto importante, alle prime avvisaglie, rivolgersi a un bravo specialista endocrinologo: solo così sarà possibile giungere a una diagnosi precoce, ritrovare il benessere psico-fisico in breve tempo e limitare il più possibile i danni alla ghiandola.

Le cause della tiroidite di Hashimoto
La causa scatenante della tiroidite di Hashimoto è ad oggi sconosciuta, alcuni ipotizzano che potrebbe trattarsi di virus contratti in precedenza, ma in realtà non si conoscono con precisione i motivi che portano all’insorgere della malattia; la familiarità sembra avere un ruolo determinante.

Come si diagnostica la tiroidite di Hashimoto?
Generalmente un’analisi del sangue e un’ecografia della tiroide sono sufficienti per inquadrare la problematica. Nel caso di tiroidite di Hashimoto la ghiandola appare disomogenea e con margini irregolari: ecco perchè l’ecografia aiuta nella diagnosi.
La patologia presenta generalmente tre fasi: la prima, detta di eutiroidismo, la seconda, ipotiroidismo subclinico, e l’ultima, ipotiroidismo conclamato permanente.

In un primo momento gli ormoni tiroidei risultano nella norma, gli unici valori a risultare sballati sono quelli relativi al tasso di anticorpi AbTg e ATPO all’interno del sangue, quelli responsabili dell’attacco del nostro sistema immunitario verso la tiroide.
In un secondo momento i valori di TSH possono risultare lievemente sopra la norma e con loro una lieve alterazione si presenta anche nei numeri relativi alle concentrazioni di T3 e T4. Per cercare di guarire l’infiammazione della ghiandola è spesso assegnata al paziente una terapia a base di cortisone, un potente antiinfiammatorio.

Nell’ultima fase si sviluppa un vero e proprio ipotiroidismo conclamato, con alte concentrazioni di TSH e un malfunzionamento parziale della ghiandola, più o meno grave a seconda dei casi. È qui che subentra la terapia ormonale sostitutiva a base di levotiroxina, fondamentale per assicurare al nostro organismo una quantità di ormoni tiroidei tale da permettere all’organismo di continuare a funzionare correttamente.

I valori di TSH per sentirsi bene, i dosaggi di levotiroxina (es. Eutirox)
Generalmente i pazienti con valori del TSH all’interno dei limiti ma tendenti al valore massimo lamentano comunque fastidi tipici dell’ipotiroidismo: un maggior benessere è riscontrato invece quando i valori dell’ormone tiroideo sono nella parte mediana dell'intervallo e più vicini al dato minimo. Poi, certamente, ogni caso è a se stante.

Non è sempre facile trovare il giusto dosaggio di levotiroxina e può capitare che i livelli di TSH non rientrino nella norma in tempo brevissimo così come anche può succedere che i disturbi provocati dall’ipotiroidismo permangano fino a che non si sia individuato il dosaggio perfetto. Importante però è non affliggersi: una volta trovato il giusto mix è possibile continuare a condurre una vita normalissima e senza grossi problemi.

Ovviamente la terapia a base di ormoni dovrà essere seguita per tutto il corso della vita; dalla tiroidite di Hashimoto, una volta raggiunta la fase di ipotiroidismo, non si guarisce. Ma è importante sottolineare che non è assolutamente detto che la patologia degeneri fino a portare ad un ipotiroidismo grave e conclamato!

Consigli sull’assunzione di levotiroxina
Fondamentale assumere il farmaco a stomaco vuoto, almeno una mezz’ora prima di fare colazione, per consentire all’ormone di essere completamente assimilato dall’organismo. Attenzione poi perché esistono alimenti che limitano questo processo e che quindi sono da evitare, come i latticini. C’è da dire però che attualmente in commercio sono stati introdotti soluzioni orali a base di levotiroxina che sembrerebbero avere una rapidità di assorbimento di gran lunga maggiore rispetto alle compresse. Anche l’alluminio – contenuto ad esempio i vari farmaci – rallenta l’assorbimento della levotiroxina: questi medicinali quindi devono essere assunti a distanza rispetto alla pasticca contenente ormone tiroideo.

Sintomi della tiroidite di Hashimoto
I sintomi che devono far sentire la necessità di rivolgersi a uno sono solitamente stanchezza cronica, mancanza di energia e concentrazione, pressione alta, tremolii e cardiopalmo; alcuni pazienti possono riscontrare una maggiore caduta di capelli che si presentano anche poco luminosi e spesso secchi, oltre a problemi di pelle. È possibile che si verifichi un calo del desiderio sessuale e che le donne presentino irregolarità nel ciclo mestruale. Per quanto riguarda l’umore, è possibile subirne gli sbalzi e avvertire una sensazione di depressione e tristezza oltre che cambi repentini di stato d’animo. Non è raro nella tiroidite di Hashimoto che si verifichino problemi di colesterolo elevato a causa dell’incapacità dell’organismo di metabolizzare i nutrienti.

Questi generalmente e sommariamente sono i sintomi avvertiti dai pazienti in fase ipotiroidea; nei rari casi in cui la degenerazione sia preceduta invece da fasi di ipertiroidismo, non è raro riscontrare disturbi del sonno, un appetito eccessivo non accompagnato ad un aumento di peso, una sudorazione fuori dal normale e problematiche della pelle, frequenti le orticarie.

Proprio l’orticaria è uno dei sintomi tipici delle malattie autoimmuni come lo sono anche il dolore alle articolazioni, ai muscoli, il gonfiore dei linfonodi, problemi di concentrazione e memoria e sintomi tipici dell’influenza come febbre costante.

Tiroidite di Hashimoto e perdita dei capelli
Molti sono i pazienti – sia uomini che donne – che lamentano un indebolimento eccessivo dei capelli: purtroppo una delle problematiche legate alle disfunzioni tiroidee (soprattutto ipotiroidismo) è proprio quella che interessa i capelli e la loro caduta, che spesso si manifesta come una perdita di vere e proprie ciocche ogni volta. Una volta escluse cause dermatologiche però è possibile tornare alla serenità: generalmente le terapie ormonali sostitutive rappresentano una soluzione anche per tutte le problematiche che interessano la caduta dei capelli. Il giusto dosaggio ormonale si rivela fondamentale anche in questo caso: terapie a base di levotiroxina non adeguate o sovradosaggi del farmaco possono a loro volta determinare problematiche tricologiche.

Tiroidite di Hashimoto e celiachia
Vari studi hanno dimostrato una correlazione tra tiroiditi autoimmuni e intolleranza permanente al glutine (celiachia). Sebbene la loro compresenza non sia una certezza matematica, essa è stata riscontrata in più pazienti. Questo fa sì che i celiaci siano più soggetti alle malattie della ghiandola rispetto a chi invece non sviluppa questo tipo di intolleranza. Valido è anche il discorso inverso: pazienti affetti da tiroidite di Hashimoto sono più a rischio celiachia rispetto ai soggetti sani. Una dieta priva di glutine quindi sembrerebbe influenzare positivamente il decorso delle tiroiditi perché aiuterebbe la discesa degli anticorpi autoimmuni. Nei soggetti celiaci lo stadio di avanzamento della tiroidite potrebbe essere direttamente proporzionale alla lunghezza del periodo in cui il paziente ha continuato a cibarsi di alimenti contenenti glutine.

Il selenio
È infine doveroso un accenno all’importante ruolo svolto dal selenio, un oligoelemento che possiede proprietà importanti per la tiroide: infatti svolge un ruolo chiave nel sistema di enzimi che trasformano l’ormone T4 in T3. Una carenza di T3 può essere determinata proprio da una carenza di selenio. In soggetti predisposti una carenza di questo elemento sembrerebbe poter essere una delle cause delle tiroiditi autoimmuni. L’oligoelemento è contenuto in svariati alimenti come frattaglie, pesce, molluschi, carne, latticini, frutta, verdura e noci, in particolare noci brasiliane ma è possibile anche assumerlo attraverso integratori alimentari.

Attenzione: sia per il selenio che per altri rimedi (diete, cure particolari, digiuni ecc. – su internet si legge veramente di tutto!), non dimentichiamoci che è assolutamente indicato un consulto con uno specialista. La tiroidite di Hashimoto non è una malattia da sottovalutare e nella cura è vivamente sconsigliato avvicinarsi a terapie differenti da quelle prescritte da un endocrinologo e seguire vie di “automedicazione” senza che a supervisionare il tutto sia uno specialista.

La tiroide è l’ago della bilancia del tuo benessere perché produce ormoni che regolano tutti i processi vitali dell’organismo: se va in tilt, crea una serie di disturbi che all’inizio sono sfumati, ma poi tendono ad aggravarsi, dall’aumento di peso all’infertilità. Pensaci subito!

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Per altre info sulle problematiche relative ad ipotiroidismo, ipertiroidismo, tiroiditi e patologie tiroidee confrontati con la Community di Forumsalute all'interno della sezione dedicata alle Malattie della tiroide.

__________________
A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.
MIGLIOR COMMENTO
Dr. Filippo Fassio
La tiroidite di Hashimoto è una condizione piuttosto comune, soprattutto tra le donne. Per questo motivo, sebbene il rischio di celiachia in chi ha la tiroidite sia superiore a quello della popolazione generale, non è il caso di farsi condizionare troppo.
Detto questo, non vanno trascurati i suoi sintomi ed il risultato positivo/borderline dell'anti-gliadina. Tuttavia gli altri marker risultano negativi.
La sua situazione è quindi da valutare attentamente in sede specialistica, e con eventuali approfondimenti ulteriori, prima di poter dire se la celiachia c'è oppure no. Per rispondere alla sua domanda: sì, ci può essere. Ma questo non basta e bisogna andare a fondo.

saluti
__________________
Dr. Filippo Fassio
Specialista in Allergologia ed Immunologia Clinica
Dottore di Ricerca in Medicina Clinica e Sperimentale
Visita in: Firenze - Pistoia - Bologna

Visita il mio sito blog:www.allergologo.net!

Le informazioni contenute sul forum hanno unicamente scopo divulgativo e non intendono in nessun modo sostituire la visita medica.
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laura969
 

VADEMECUM PER GLI HASHIMOTINI (grazie ad Amalia!)

Penso che ci siano delle cose da fare senza esitazioni, per non perdere tempo e per avere certezze sulla diagnosi e sulla cura.

*Fare in due giorni (purtroppo anche a pagamento per fare subito) gli esami ematici (anticorpi, FT3,FT4,TSH) e l'ecografia della tiroide. La risposta si ha l'indomani, in genere.

*Se il TSH è superiore al valore, anche di poco, maggiore dell'intervallo normale e l'ecografia evidenzia anomalie, prenotare subito visita dall'endo, uno con le palle.

*quando si assume EUTIROX (a digiuno), fare colazione dopo almeno un'ora, non mangiare cibi integrali, né assumere farmaci che contengano alluminio. Questo perché, in entrambi i casi, diminuisce, per questioni chimiche, la quantità di Eutirox attiva

*Verificare se siamo affetti da celiachia e se abbiamo intolleranza al lattosio.

*Sarebbe meglio,visto che siamo affette da una malattia auto immune, fare la ricerca di tutti gli anticorpi delle principali malattie autoimmuni

*Controllare, anche tra quelli riportati nel link del Dr. Di Piazza, (Dottore Vincenzo Piazza - Specialista Endocrinologo - HomePage) i farmaci che interagiscono con il nostro caro Eutirox

*fare in modo di avere le funzioni gastroenteriche a posto.

*Bisogna assumere l'eutirox al più presto, ma in quantità a poco crescente (controllando il TSH ogni volta), per evitare di andare in depressione fisica e mentale.


Chiunque volesse aggiungere qualche consiglio, mi scriva in mp (a Nimue). Grazie!

zzabcd
 

Salve sono Skimby e sono nuova in questo Forum, mi serve un aiuto, cerco di spiegare la mia situazione:
ho 27 anni, peso 36 kg e sono alta 153, non bevo alcolici e non fumo,
sono stata operata di appendicice 10 anni fa, soffro di tiroidite di hashimoto scoperta 10 anni fa e di ipotiroidismo in cura da 1 anno con levotiroxina e nodulo alla tiroide, sono portatrice sana di anemia, sono fabica, sono intollerante al lattosio e allergica al nichel++++, soffro di reumatismi, soffro di insufficienza venosa profonda alle gambe, soffro di aritmia extrasistole, ho la colecisti, ho le emmorroidi, ho una gastrite epiremica da 2 anni, ho ammenorrea se non prendo la pillola, soffro di reflusso esofageo e infezione vaginale da funghi.

Mi sono fatta ricoverare all'ospedale due anni fa per dolori forti allo stomaco, diarrea continua, capogiri, nause e acidità in bocca senza vomiti, calo di peso (da 39 a 34 kg).
Mi hanno trovato intolleranza al lattosio e allergia al nichel++++, calcolo alla cistifellea di 1,5 cm, linfonoidi ingrossati nel collo, nodulo alla tiroide inferiore a 1 cm, Anticorpi antinucleo positivi, tramite una gastroscopia mi hanno trovato gastrite epiremica con quadro clinico per celiachia, ma la biobsia dice l'esatto contrario della gastroscopia, tramite colonscopia mi hanno trovato emmorroidi, tramite ECG aritmia.

Ora a distanza di due anni mi ero ripresa la diarrea è diminuita con la dieta priva di lattosio, il nichel e contenuto in molti alimenti e non riesco a eliminarlo dalla dieta, continua il mal di stomaco ma più lieve di prima, la nausea c'è ma meno, mi ero anche riscritta in palestra e ero riuscita a prendere 4 kg.

Ma Ora da circa due mesi ho riniziato a stare male:
ho iniziato a perdere capelli, ad avere nuovamente dolori forti allo stomaco,
ho avuto un tamponamento in auto che mi ha portato capogiri e nause, ho perso 4 kg in 2 settimane, ad avere tachicardia, palpitazioni, formicolio alle mani e piedi, non riesco a correre dai dolori muscolari e per l'affanno, ho un dolore al petto che mi dura da un mese, ho smesso di prendere la pillola e ora non ho più il ciclo.
Ho notato da poco delle chiazze bianche nella schiena molte a forma rotonda molto vicine.
Ora mi stanno facendo tantissime analisi perchè la mia endocrinologa dice che posso avere altre malattie autoimmuni.
Perchè crescendo ho iniziato a avere tutti questi problemi? e la tiroide che mi ha portato tutto questo?o magari o quache altra malattia che mi ha fatto scatenare tutte queste cose.
Ora mi hanno fatto le analisi FT3, FT4, TSH nella norma, prolattina nella norma, paratormone alto 86, calcio nella norma, calcitonina nella norma, vitamina b12 nella norma, anticorpi antinucleo positivi,
anticorpi parietali gastrici negativi, IGG normali, ferritina nalla norma, ecodoppler cuore valvola mitrale con lembi ridondanti tutto il resto nella norma cuore, ecodoppler vene e arterie tutto ok tranne l'insufficienza venosa alle gambi.
Visita neurologico negativa per sclerosi multipla.

Da chi mi devo rivolgere per stare bene?sono tanto magra e avevo fatto tanta fatica a prendere quei 4 kg e ora sono uno scheletro, vorrei tanto mangiare di più e che spesso non ne ho voglia o perchè ho nausea o perchè ho dolori allo stomaco, a volte non mi va di uscire perchè ho forti capogiri, e il dolore al petto mi infastidisce e a volte non mi fa dormire.

Ho chiesto consiglio a mio zio medico che è psichiatra, e lui mi ha chiesto se mi mettevo le dita in bocca per provocarmi il vomito, io non voglio essere magra, anzi invidio le ragazze in carne che possono mettere la gonna, io no perchè al posto delle gambe ho due stecchini e mi vergogno.

Aiutatemi sono giovane ho tanta voglia di vivere propro ora che mi stanno finendo di costruire la mia prima casa, mi voglio sposare (fidanzata da 7 anni) e avere un figlio.

Grazie

Dr. Giancarlo Cavallino
 

Cara amica, in effetti il Suo quadro clinico è particolarmente intricato e non escluderei la presenza di altre forme autoimmuni subentranti. Ciò non deve tuttavia turbarLa eccessivamente, poichè si può intervenire se si inquadra correttamente la diagnosi.
Omeopaticamente disponiamo di un arsenale assai nutrito per intervenire sulle comuni immunopatie, oltre a controllare e contrastare le infezioni virali o batteriche sovrapposte.
Al momento attuerei i seguente programma terapeutico:
* IL- 6 4CH GUNA
* GCSF 4CH GUNA
Assuma 20 gocce per tipo, in cocktail, mattino e sera lontano dai pasti.
Mi tenga informato...sono volentieri a Sua disposizione. Cordialmente.

giuppi
 

gentilissimo dott. Ripa
sono una donna di 37 anni e da settembre 04 mi è stata diagnosticata la tiroidite linfcitaria cronica in fase iniziale. sono in cura con eutirox 50. dalle ultime analisi risulta che il livello di tsh è aumentato. accuso fitte alla base del collo e continuo a sentirmi stanca e ad avere i sintomi dell'ipotiroidismo. la dottoressa che mi segue mi visiterà a febbraio e probabilmente aumenterà il dosaggio di eutirox. vorrei domandarle se è vero che, prima o poi, la mia tiroide sarà da togliere chirurgicamente, se uno dei possibili effetti della mia malattia è la perdita dei capelli ed il costante aumento di peso.
la ringrazio anticipatamente
giuppi

giuppi
 

ciao a tutti...
qualcuno di voi saprebbe dirmi se una malattia cronica autoimmune come la tiroidite di hascimoto comporta il riconoscimento di una percentuale di invalidità civile?
grazie
giuppi

tua
 

analisi gratis ....piu' niente...

tua
 

CERTISSIMA PERCHE' LO SONO PURE IO, DEVI PRENDERE LA DIANGOSI CHE TI HANNO FATTO PRESSO UNA STRUTTURA PUBBLICA ANDARE ALL'USL D'APPARTENENZA E LI' TI RIFANNO IL TESSERINO SANITARIO CON PATOLOGIA E INVALIDITA' PER GLI ESAMI DIAGNOSTICI...CIAO

giuppi
 

ti ringrazio tanto per le risposte
a presto
giulia

Diamanda
 


Ciao,
io soffro di questa malattia da 5 anni, ed ora ho dovuto aumentare il dosaggio dell'eutirox da 25 a 50 in quanto il tsh è il doppio del margine consentito.
Questo scompenso mi ha costretta a casa in quanto nn riuscivo + a camminare o a fare le scale per via dei fortissimi dolori ai muscoli ( il cpk è a posto...).
Negli ultimi 3 giorni faccio una gran fatica a mangiare e a deglutire.
Vorrei sapere se questo sintomo, che mi preoccupa parecchio visto che già sono magra, è collegato allo scompenso ormonale che sto subendo in questo momento.

grazie,
Diamanda

Dr. Salvatore Ripa
 

Gentile Diamanda,
il tsh elevato è indice di ipotiroidismo che,tra l'altro,può darle sintomi come quelli che riferisce.Credo sia davvero necessario, nella sua situazione,affidarsi ad un endocrinologo e trovare una terapia per ristabilire al più presto una corretta funzionalità tiroidea.
Un saluto cordiale
Dr.Salvatoire Ripa

Diamanda
 

Ciao,
sono seguita da un medico periodicamente. Ora il dosaggio me l'hanno prescritto proprio sulla base dei risultati degli esami che ho fatto.

Avrei una domanda: io, prima di avere questa malattia stavo benissimo! Ero "una roccia", facevo sport, non avevo problemi di depressione o ansie così acute, e pesavo di più!

Questa patologia può portare ad un progressivo dimagrimento? All'aumento dell'ansia?


Grazie

Diamanda

elvis200264
 

Ciao Diamanda,

Sono un lui con la tiroidite di hascimoto e da diversi mesi mi sto
curando con la cromoterapia,omeopatia. I miei livelli sono fuori
di testa ma c'e' di peggio. L'importante e' affidarsi ad un buon medico e ricercarne le cause. La mia e' dovuta probabilmente ad un sistema immunitario che non funziona e con gli anni....
Certi giorni non reggo proprio ma ciò è dovuto a problemi collaterali maschili legati a questa patologia. (diminuzione della libido etcc..)
Forza e' coraggio, fammi sapere

bellavita
 

Volevo chiedere a ki come me è stata diagnosticata questa malattia se tra gli esami di routine FT3,FT4 e TSH e anticorpi antitiroidei sono stati prescritti anke esami del sangue quali:
ANA/ANTINUCLEO
AMA/ANTIMITOCONDRI
ASMA/MUSCOLO LISCIO
APCA/CELL. PARIETALI
GASTRINA.
Grazie

tamari
 

A me personalmente no, nessuno di quelli che hai elencato.
ciao

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