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Accettare che gli anni passano..

Sambe
 

Buongiorno a tutti!
Scrivo qui per confrontarmi su un tema che mi causa molta angoscia e magari ricevere dei consigli.
Io ho 25 anni e convivo da qualche mese col mio fidanzato.
Ho un bel rapporto con i miei genitori e, essendo figlia unica, sono la luce dei loro occhi.
Voglio molto bene a mia madre, ma con mio padre ho un rapporto davvero speciale, proviamo un amore reciproco immenso. È la persona più buona che conosca, posso parlargli di tutto, ma soprattutto mi trasmette molta serenità. Quando sto male o ho semplicemente una "giornata no", solo vederlo sorridermi mi fa sentire meglio.
Il problema però, è che tra un mese andrà in pensione, e per la prima volta mi sono resa conto che sta invecchiando. Io l'ho sempre visto come "immortale", una persona che sarebbe sempre stata vicino a me, ma ha quasi 60 anni e ovviamente arriverà il giorno (spero tra molto tempo) in cui mi lascierà.
Questa cosa mi ha messo un'ansia pazzesca! Anche se cerco di non pensarci, involontariamente il mio pensiero ormai è sempre lì..e mi fa stare da cani. Ho degli attacchi di pianto e ansia più volte al giorno e penso che, quando mancherà, non so come farò.
So che tutti dobbiamo morire, che è normale che i figli sopravvivano ai genitori e che dovrei godermelo a pieno perché sono fortunata ad avere un padre, ma è più forte di me.

Ho scritto un poema, ma mi è servito anche per sfogarmi un po'..
Consigli sono ben accetti!
Grazie ❤

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Alessia Va
Carissima,
vorrei innanzitutto rassicurarti sul fatto che quello che stai provando è del tutto normale. Capita a tutti i figli di vivere quello che stai vivendo tu.
Ricordo una signora che mi disse, tempo fa, alla morte della mamma ormai di più di 100 anni (103 per l'esattezza!):
"Ho passato tanti di quegli anni a immaginarmi come sarebbe stato quando sarebbe morta la mia mamma! E piangevo e mi disperavo! Che alla fine ho pianto e mi sono disperata cento volte tanto di quanto non avrei potuto fare in realtà. Ho vissuto questo dolore per tante e tante e tante volte di seguito".

Ecco. Forse vale la pena portare con noi le parole di questa donna. Il rischio è quello di stare male tante volte. Invece di una volta sola (e quando succederà sarà normale che stiamo male, eh!).

So anche che non è facile uscire da questi momenti tristi.
Lo so.
Ma magari li si può usare per capire cosa si sta muovendo dentro di noi. Cosa ci fa pre-vivere un dolore tanto grande.
Perché di solito, come esseri umani, tendiamo a sfuggirlo il dolore. E' un meccanismo di difesa. Finché possiamo, lo teniamo a distanza.
Se invece succede il contrario, occorre cercare di capire cosa sta capitando (in realtà).

Un abbraccio.
__________________
"Non bisogna vergognarsi di avere paura. L'uomo completamente privo di paura cessa di essere uomo. Il coraggio conseguito senza vincere la paura non è coraggio."

Sono una biologa nutrizionista che studia psicologia....
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Sambe
 

Grazie!
Secondo me uno dei motivi di questa preoccupazione è che, essendo una persona ansiosa, ho sempre bisogno di avere una persona positiva al mio fianco, e mio papà non lo batte nessuno in questo.
Tra le persone che ho più vicine, mia mamma è molto apprensiva nei miei confronti, ed è la prima che si preoccupa per piccolezze, e il mio fidanzato non sempre mi capisce quando parlo di queste cose.
È sicuramente un pensiero un po' egoistico, ma senza di lui mi vedo persa nel mondo..già mi immagino ad avere bisogno di lui, ma non averlo più.

Giuro che, al di fuori di questo argomento, sono anche una ragazza che ama essere indipendente! 😂

Grazie per avermi riportato le parole di quella signora, mi sono di aiuto!

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Profilo del medico - Prof. Sergio De Filippis

Prof. Sergio De Filippis
Nome:
Sergio De Filippis
Comune:
Roma
Provincia:
RM
Azienda:
Clinica Neuropsichiatrica Villa Von Siebenthal
Professione:
Psichiatra e Psicoterapeuta, Direttore Sanitario della Clinica Neuropsichiatrica Villa Von Siebenthal di Genzano di Roma, Docente di Psichiatria delle Dipendenze all'Università La Sapienza di Roma
Specializzazione:
Psichiatria
Contatti/Profili social:
email sito web
Domanda al medico
Prof. De Filippis, sentiamo spesso parlare di asse intestino-cervello: cosa significa con particolare riferimento all'alimentazione?
L'intestino non solo svolge un ruolo nell'acquisizione di nutrienti, ma comunica a tutto il nostro organismo, compreso il sistema nervoso, le necessità e le modalità di utilizzo di tali nutrienti. Sia nell’intestino che nel sistema nervoso centrale sono presenti composti che svolgono un ruolo fondamentale nel controllo dell’assunzione di cibo. Leggi tutto
   
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