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Home > Salute: consigli del medico, esperienze dei pazienti > Ortopedia e traumatologia > bruciori e dolori ai piedi
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bruciori e dolori ai piedi

gemmamarina
 

Ho 48 anni e da circa 3 anni soffro di bruciori e dolori ad entrambi i piedi che non mi permettono piu’ di condurre una vita normale.
Il problema era stato diagnosticato come fascite plantare, ma non ha mai ricevuto alcun tipo di trattamento nella fase acuta. Attualmente il problema è peggiorato perché sono dolentissimi e tesissimi anche i tendini di Achille. Il bruciore inizia dapprima come un surriscaldamento dei piedi quando sto in posizione eretta e se continuo a camminare o a stare in piedi diventa bruciore insopportabile e poi dolore.
Da circa 20 anni soffro di problemi autoimmunitari della tiroide , prima il morbo di Basedow e successivamente la tiroidite di Hashimoto. Ho scoperto pure per caso di essere portatrice di trombofilia genetica V Leiden ma non ho mai avuto un episodio trombotico.
Ho consultato tre ortopedici, un reumatologo, un angiologo, un neurofisiopatologo, un neurologo.
Ho eseguito ecografia , RX e RMN ai piedi ed RX della colonna e RMN lombo-sacrale, ho fatto esami ematochimici per la ricerca del fattore reumatoide e del Waaler Rose, dell’acido urico etc… doppler tutti con esito negativo. Ho fatto uso di plantare anatomico realizzato con l’impronta del mio piede senza trarne alcun beneficio.Mi sto sottoponendo a fisioterapia con laser, tens, ultrasuoni e diadinamica, ma nonostante ne abbia già eseguite una quindicina di sedute tutto è rimasto immutato.
Sono adesso in attesa di eseguire l’elettromiografia, ma a parere del neurologo i riflessi sono molto vivaci e pertanto il quadro non sembra compatibile con una neuropatia periferica.
Sono disperata perché ho ridotto moltissimo la deambulazione e non conduco piu’ una vita normale.
Aiutatemi a capire cosa devo fare.

MIGLIOR COMMENTO
Luca Traversone
Da come ha descritto il suo problema sarei portato a pensare ad una neuropatia, ha altri sintomi? peggiorano la notte? Le sue dita dei piedi sono a "martello" e/o ha l'alluce valgo?
__________________
Luca Traversone
http://www.podologist.it
Leggi altri commenti
gemmamarina
 

Mi scuso con il ritardo con cui rispondo , ma ho avuto problemi con la linea internet.
Non ho le dita a martello e ho un lieve alluce valgo. I sintomi peggiorano durante la deambulazione.
Ho fatto ultimamente l'ettromiografia e l'elettroneurografia che hanno dato esito negativo.

melotti
 

ciapo gemma marina,
mia madre è da 8 anni con i tuoi stessi sintomi: dorme senza disturbi, poi appena si alza al mattino dopo 5 minuti iniziano i bruciori insopportabili ai piedi, e si deve sdraiare, ormai è praticamente un'invalida! Ha provato di tutto: qualunque antinfiammatorio prescritto da svariati neurologi (da lyrica a ossicontin a neurofen etc..., terapia del dolore, tens e massoterapie, terapie fisiatriche e plantari... ormai, dopo svariati esami e anche 2 biopsie, abbiamo escluso sia un problema neurologico, x cui dovrebbe essere di tipo "ortopedico", ma i quasi 20 ortopedici che l'hanno visitata, malgrado abbia delle piccole ernie, le hanno detto che il disturbo non dipende da quello.... tu hai avuto qualche beneficio con qualche terapia?

Dr. Paolo Filippini
 

Buongiorno a melotti e a gemmamarina. Questo bruciore di cui parlate in che parte precisa del piede lo avvertite?

angigian
 

Salve a tutti, credo che da tutte le analisi, visite mediche ed esami strumentali eseguite da entrambe le signore sia sfiggito un disturbo che quasi nessuno tiene in considerazione, più esattamente quello determinato da una cattiva circolazione linfatica.
Le sintomatologie più comuni determinate dal sistema linfatico sono dolore al piede/gamba e pesantezza delle stesse soprattutto nelle ore serali.
Tali sintomi migliorano nel momento in cui ci si sdraia e peggiorano nella posizione eretta (o seduta) in quanto vi è una difficoltà nel ritorno della linfa verso la parte superiore del corpo.
Altro fattore che peggiora i sintomi è il caldo, quindi possibile aumento del dolore nei periodi estivi o in luoghi di lavoro molto caldi, di conseguenza nei periodi estivi si percepisce un miglioramento.
Un cattivo ritorno linfatico potrebbe non essere di origine infiammatoria, per cui gli antinfiammatori potrebbero essere inuti, quindi le possibili alternative possono essere 2:
1) Linfodrenaggio manuale secondo Wodder ..... ma quando si va dal fisioterapista occorre vedere il diploma del corso, perchè non tutti lo sanno fare, nonostante possano dire il contrario.
Questo secondo me è il migliore.
2) si potrebbero usare gel o creme rinfrescanti specifiche (che si vendono in farmacia) per ridurre la pesantezza delle gambe, ma questa può essere considerata una soluzione momentanea....... ala fine tocca fare ugualmente il linfodrenaggio.

Spero di essere stato chiaro, ma soprattutto utile.

ciao

megaboar
 

Salve, anche io soffro di questi dolori e sono veramente insopportabili.

Premetto che ho 39 anni e che sono obeso grave di terzo livello.

Tutto e' cominciato quasi 4 anni fa dopo 4 giorni quasi ininterrotti di camminate.
I primi dolori si sono verificati nell'area del tallone su entrambi i piedi. La sensazione era quella di avere dei lividi sotto i piedi e quando camminavo sembrava come esserci un "cuscinetto" sul tallone.

Dopo un anno di inutili richiesta al mio dottore di famiglia, che non ha voluto in alcun modo visitarmi o prescrivermi visite specialistiche (diceva: "puoi solo dimagrire", sono riuscito a farmi prescrivere una visita da un ortopedico che mi ha diagnosticato una fascite plantare bilaterale.

Il massimo della cura che e' riuscito a darmi sono stati dei plantari ortopedici che, pero', non hanno sortito alcun miglioramento (li porto tutt'ora, ma non servono a nulla).

Da quel momento in poi e' stato solo un calvario.

I dolori sono andati peggiorando sempre di piu', allargandosi all'intera pianta del piede.
In particolare i "bruciori" si manifestano sulla zona del tallone e sull'attaccatura delle dita dei piedi (suppongo in corrispondenza delle terminazioni nervose e dei tendini dell'arco plantare).
Il piede risulta dolorante anche al tatto ed alla manipolazione, inoltre la zona plantare, in particolare quella del tallone, risulta leggermente gonfia (sintomo riconosciuto da tutti gli specialisti che mi hanno visitato, come specifico della fascite).
Quando sono seduto, i dolori sono, paradossalmente, piu' forti, in quanto la posizione seduta impone l'appoggio del piede non perfettamente in piano come quando si e' in piedi. Il fatto di appoggiare il tallone, il fianco del piede o di stare sulle dita, amplifica il bruciore ed il dolore derivante.

I piedi sono talmente indolenziti e doloranti, che non sopportano neanche il peso delle semplici lenzuola del letto. Anche il solo appoggiare il piede al materasso, mentre sono disteso, mi provoca bruciori e dolori. A volte sono costretto a dormire tenendo i piedi fuori dal materasso (posizione scomodissima).

In questi quasi 3 anni di terapie sono stato visitato da altri 6 ortopedici diversi, che hanno diagnosticato tutti la fascite senza, per altro, prescrivermi alcuna terapia di alcun genere, se non qualche anti infiammatorio ed anti dolorifico che non hanno sortito alcun risultato.

Ho fatto anche laser terapia ed ultrasuoni, ma sono stati come acqua fresca.

L'ultimo tentativo in ordine di tempo e' stata la terapia del dolore, che consisteva in iniezioni di cortisone direttamente sotto la pianta dei piedi. Le iniezioni erano gia' dolorosissime per conto loro, a questo si aggiungeva il dolore provocato dagli ematomi che si generavano per via dell'iniezione stessa. Il risultato e' che praticamente non riuscivo a camminare per un'intera settimana, giusto giusto fino alle successive iniezioni.

Dopo la quinta applicazione, la dolorosita' ha iniziato leggermente a diminuire, peccato che piu' di 5 applicazione non vengono fatte e mi hanno rimandato ad una nuova serie di iniezioni per settembre.
Quindi, quel poco di risultato ottenuto e' andato del tutto perduto. In pratica ho sofferto le pene dell'inferno per nulla.


Sono al limite della disperazione e della depressione.

Sono due anni che sono in cura per dimagrire. Ho tolto 20 chili, ma ne devo togliere altri 60, ma quanto tempo mi ci vorra'?
L'ultima volta che ho chiesto aiuto al mio medico di famiglia, lui mi ha risposto (parole testuali): "...tranquillo, tanto poi si cronicizza e passi il resto della vita a controllare il dolore..."

Praticamente, una condanna a morte!


Io mi chiedo come sia possibile che per un'infiammazione ai tendini dell'arco plantare non esista alcuna cura che permetta un recupero completo, specialmente se presa all'inizio.
Mi chiedo come sia possibile che ben 7 e dico 7 ortopedici non siano stati capaci di prescrivere una qualunque terapia: un periodo di riposo assoluto (magari un ricovero sotto cura di anti infiammatori), degli anti infiammatori, dei presidi medici di qualche tipo che aiutino a camminare senza caricare il peso sull'arco plantare (tutori o altro) o qualsivoglia altra terapia di qualunque genere (financo la sedia a rotelle).


Per un'infiammazione ad un qualunque altro nervo/tendine, si prescrive sempre risposo, anti infiammatori e pochi sforzi; per la fascite (almeno a me) non hanno prescritto nulla se non "attendere la morte" (battuta ironica, per chi non la capisse)

Possibile che la fascite sia una malattia cosi' incurabile?

Se cosi' fosse, allora perche' non viene riconosciuta come malattia invalidante a nessun livello?
Io ho l'invalidita' per obesita', chiesi l'aggravamento per la fascite, che mi e' stato riconosciuto; la percentuale di invalidita', pero', non e' cambiata minimamente. Questo significa che la fascite non e' ritenuta una malattia invalidante.

Al contratrio e' pesantemente invalidante. Io non riesco piu' a fare lunghe cammminate (ma neanche brevi se e' per questo), senza dover pagare un duro scotto di dolori terribili per giorni interi; il solo stare in piedi e' terribile, perche' non posso stare a lungo sullo stesso piede e ne consegue che ho modo di stare mai fermo perche' devo cambiare sempre posizione (sembra che io abbia il ballo di San Vito); spesso non riesco a dormire per il dolore; al lavoro devo alzarmi molto spesso, perche' non sopporto di stare seduto troppo a lungo, ma non posso neanche stare in piedi per via del dolore; alcune volte sono stato costretto a prendermi dei permessi perche' il dolore era talmente lancinante che mi ha provocato vertigini e disorientamento.


Sono realmente vicino alla disperazione. Spero sul serio che qualcuno possa darmi indicazioni su come poterne venire fuori.

Grazie a tutti e perdonate il mio sfogo.

angigian
 

Citazione:
Originariamente Inviato da angigian Visualizza Messaggio
..............
Altro fattore che peggiora i sintomi è il caldo, quindi possibile aumento del dolore nei periodi estivi o in luoghi di lavoro molto caldi, di conseguenza nei periodi estivi si percepisce un miglioramento.
.................
Scusate devo correggere un concetto, infatti ho scritto una cosa inesatta.
Nel periodo estivo (quindi quando è caldo) si percepisce un PEGGIORAMENTO e non miglioramento dei sintomi

angigian
 

Salve Megaboar,
nella sua descrizione non fa mai riferimento agli esami strumentali (ecografia, rm, ecc), per cui mi viene spontaneo chiederle se le sono stati prescritti e se li ha fatti, perchè essi possoo aiutare ad avere un quadro più chiaro della sua situazione.
I sintomi che riferisce fanno pensare si ad una fascite plantare, ma potrebbero esserci altri problemi che possono determinare dolori simili e facilmente confondibili con la diagnosi che le hanno fatto.
Il dolore ai piedi di cui soffre, potrebbe essere causato da infiammazioni al tendine d'Achille, borsiti, sperone calcaneare ed anche dalla presenza di trigger points attivi sia dei muscoli delle dita del piede che da quelli consentono la mobilità della caviglia.
Nella sua descrizione ci sono elementi che fanno pensare non ad un disturbo unico ma ad un insieme di problemi.
1- il gonfiore sul tallone normalmente è determinato dall'nfiammazione della borsa sinoviale che si trova in quel punto (borsite) o da una tendinite.
2- la mancanza di miglioramenti prodotti dall'assunzione di farmaci antinfiammatori (sia infiltrativi, che quelli per via orale), mi fa pensare che ci possano essere dei trigger points attivi, infatti essi non rispondono quasi mai agli antinfiammatori.
3- il dolore sul tallone che si acutizza quanto è in piedi mi fa pensare sia ad una fascite plantare che ad uno sperone.
4- Il dolore che è insorto dopo una lunga camminata potrebbe essere attribuibile ad una fascite planta, ad una infiammazione del tendine d'Achille, ( o dalla borsite, visto che c'è il gonfiore), ma anche dall'attività di alcuni trigger points.
I suoi sintomi non mi fanno pensare nè ad un dolore neurologico e tantomeno ad uno vascolare, per hanno caratteristiche differenti rispetto a quelle da lei descritte.
Quindi la sua è una situazione un pò complessa per cui converrebbe ricominciare tutto da capo ed iniziare a fare gli esami strumentali per verificare la condizione del piede e riscontrare l'eventuale presenza di infiammazioni, borsiti, speroni calcaneari, ecc.
Purtroppo al momento non vi sono esami in grado di evidenziare l'attività dei trigger points, per cui se loro fossero attivi, nessuno è in grado di diagnosticarlo tramite gli esami, mentre potrebbero essee in grado di farlo coloro che conoscono l'argomento in maniera molto, molto , molto approfondita, ma in Italia siamo in pochissimi.

megaboar
 

Grazie delle spiegazioni che mi ha dato.

Per essere precisi, i dolori, iniziarono come un normale mal di piedi per il troppo camminare. Purtroppo, pero', il mal di piedi non e' piu' passato.
All'inizio mi faceva male la zona sotto al calcagno, dove c'e' il gonfiore. Per un intero anno provai a farmi visitare dle mio medico di famiglia, che pero' si e' sempre rifiutato anche solo di dare uno sguardo ai miei piedi o di prescrivermi alcunche', se non la dieta.
Fui costretto a farmi fare una richiesta "falsa" dal medico della clinica in cui andavo per dimagrire, per poter ottenere un'impegnativa per una visita ortopedica dal mio medico.
L'ortopedico diagnostico' una fascite e mi prescrisse le lastre, l'esame baropodometrico ed i plantari, poi nulla piu'.
Con i plantari, i dolori sono "cambiati", col tempo si sono diffusi al resto del piede ed in specialmodo all'attaccatura delle dita.
Provai a sentire il parere di altri ortopedici, ma tutti mi hanno ripetuto le stesse identiche parole: "fascite...non c'e' nulla da fare..."
In generale, adesso, il piede e' completamente dolorante, non sopporta il peso delle lenzuola ed i bruciori sono particolarmente forti quando sono seduto e li appoggio in modo non uniforme (sul tallone, su un lato, sulle dita, etc).
Paradossalmente sto meglio in piedi che seduto, ma i dolori al calcagno, alle dita e la stanchezza si fanno sentire velocemente.

A volte provo un po' di sollievo facendo applicazioni di ghiaccio sotto ai piedi, che alla lunga danno sollievo, ma nell'immediato provocano dolori lancinanti che si propagano addirittura al resto della gamba. Una volta che il piede e' "anestetizzato" dal freddo, sto bene per una mezz'oretta, ma poi ricominciano i dolori.

In sintesi, gli unici esami che mi sono stati prescritti sono delle lastre (fatte oltre 3 anni fa), che non evidenziavano alcun problema ai piedi, in particolare nessuno sperone calcaneare. Un esame baropodometrico per i plantari e poi basta!

Sembra incredibile, ma e' cosi'.
Mi sono fatto visitare da ben sette ortopedici diversi e nessuno mi ha mai prescritto nulla, se non degli anti infiammatori generici o degli antidolorifici.
Non si sono neanche sprecati a dirmi se potevo camminare, se dovevo stare a riposo o cosa. Ogni volta che chiedevo informazioni, mi veniva risposto che non c'e' nulla da fare...

Capisce bene, da dove nasce la mia depressione e la mia arrabbiatura.

Come terapie, in 3 anni, mi sono stati prescritti il laser e gli ultrasuoni (sempre su mia forte insistenza) e basta.

Di mia iniziativa, mi sono rivolto al centro di terapia del dolore del Forlanini (sono di Roma), dove mi hanno fatto le infiltrazioni di cortisone che, nonostante il dolore delle iniezioni stesse, stavano cominciando a funzionare.

Un piccolo aneddoto: provai a chiedere anche alla direttrice di quel reparto, come mai nessuno mi dava una terapia o mi spiegava cosa dovevo fare per guarire e lei mi rispose. " la sua e' una malattia rarissima per cui non esiste cura".
Non scherzo, mi rispose proprio cosi'.

A questo punto non so piu' cosa fare ed a chi rivolgermi e sopratutto se fidarmi dei pareri di questi dottori...

Io mi chiedo, come mai tutta questa "reticenza" nel curare i miei piedi? Realmente sono incurabile? Sul serio non c'e' nulla da fare? A neanche 40 anni sono condannato a non poter piu' camminare o correre senza dolori lancinanti?

angigian
 

Non entro in merito ai tuoi commenti, comunque proverei come prima cosa farei una ecografia e vedere com'è la situazione del tendine d'achille, cos'è il gonfiore che descrivi e verificare per quanto possibile la situazione delle fascie del piede (che provocano la fascite plantare).
Le uniche ipotesi che mi vengono in mente ora leggendo la tua ultima descrizione sono:
- fascite plantare.
- trigger points dei muscoli del piede.
Non penso che sia una situazione irrisolvibile, però occorre farsi seguite da fisioterapisti o medici che abbiano una buona dimestichezza con entrambre le problematiche, in modo da poter agire nei ponti giusti.
saluti

Dr. Giorgio Poladas
 

Il problema da risolvere non e' di facile soluzione. Nella mia esperienza spesso tali quadri clinici sono espressione locale di un problema molto piu' vasto e generale (problema posturale,problema psico-somatico ad esempio). Talvolta lo specialista ortopedico limita la propria attenzione al piede senza pensare a valutare il paziente nel suo complesso attraverso un'anamnesi accurata e possibilmente attraverso uno studio del profilo psicologico. Sono solo degli esempi ma talvolta penso che il fisiatra sia piu' in grado di raggiungere questo scopo perche', meglio del chirurgo ortopedico, analizza il paziente dal punto di vista medico.

__________________
Dr. Giorgio Poladas
antonietta di matteo
 

ciao mi chiamo antonietta ho 47 anni e leggendo nel forum ho visto che hai il mio stesso problema che mi affligge da dieci anni ho fatto tutto quello che hai fatto addirittura ho fatto le infiltrazioni la tecar e le onda durto ma esito negativo mi è rimasto da fare solo l indrodenaggio per la cattiva circolazione nel frattempo hai fatto qualche terapia che ti ha dato beneficio? se è si dimmelo perchè io sono disperata non cammino quasi più

ezio ciranni
 

buongiorno, anche io da circa 15/20 giorni soffro di mal di piedi e calore ai piedi stessi . La mattina appena metto i piedi a terra sento un dolore lancinante alla pianta del piede che mi viene da piangere. Il dolore lo avverto anche ai lati dei piedi ed alle dita. Durante la giornata un pò diminuisce( ma poco). Non sono grasso. Trovo sollievo solo nell'acqua. Mi sto aiutando con aulin e OKI. Già sto camminando con difficoltà. Mi devo appogiare e camminare piano. Ho 36 anni, cavolo!!!!!

jvankarlos63
 

ma siamo tutti nella stessa barca?
allora vi racconto un po la mia storia che somiglia alla vostra
4 anni fa ho iniziato ad avere male al tallone, iniziato con brucciore su tutti due piedi
ho presso degli antidolorifici e nulla
mi sono fatto vedere da un ortopedico che mi dice forse sperone calcanare, ho fatto 2 cicli di 3 onde d urto con nessun risultato
gli esami fatti sono, lastre, risognaza, elettromiograffia, (tutti negativi)mi sono pure fatto fare una infiltrazione ma senza nessun risultato, ho sentito solo male e sono dovuto stare a casa a causa della puntura cosi dolorosa, sono gia trascorsi 4 anni ma il dolore é ancora li, mi sono fatto fare dei plantari che mi sollievano un po il dolore ma nllla da guarire, il podologo che mi ha fato i plantari mi ha detto che é una fascite, sono ank andato da un ostopata che mi ha detto , che dobbiamo capire qual é la causa della fascite, mi ha vissitato e mi ha detto che ho il baciano storto, che me sistemava in tre sedute, va bene le sedute l ho fatte, ma il dolore ce ancora, ora ho 30 anni e una autonomia di stare in piede di 2 ore, dopo di che inizia l incubo del dolore, tipo quando sto in piede in una stessa posizione inizia il dolore, ma se camino non sento molto. ma io dico, non siamo in pochi ad avere qsto problema e nessun medico o nessun istituto si preoccupa di cercare di capire cosa ci succede?ma é possibile che una persona a 30 anni deva portare una vita cosi?chiedo solo cortesemente se ce qualcuno in qsto pianeta che sia guarito ce lo dica come, io nn so piu cosa fare, ormai i miei colleghi mi prendono in giro e dicono che sn diventato pazzo, qualcuno mi risponda!!!!!!!!vivo in lombardia a milano, se qualcuno conosce un medico specialista in piede a qui potere rivolgermi lo dica pure, io nn ne ho trovati,grazie

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