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A chi devo dare retta?

antonvale
 

Ciao a tutti,

sono nuova di questo forum e spero che qualche medico all'ascolto mi sappia guidare in questo rebus.

L'anno scorso ho passato un lungo periodo sui libri per conseguire la tanto sospirata laurea abilitante per l'insegnamento.
Il periodo è stato duro, ma l'ho vissuto tutto sommato con serenità e tanta tanta pazienza.
Al termine della mia sfacchinata e di vita sedentaria sui libri, mi sono ritrovata però con otto chili in più e tanta voglia di rimettermi in forma.
Così, ho ridotto le schifezze varie (merendine, gelati, fritti) e ho cominciato a seguire un'alimentazione variata e più sana, accompagnata da lunghe passeggiate (che io amo) e nuotate al mare.
Ho passato ore e ore in ammollo, nuotando e facendo acquagym e qualche volta, proprio in acqua, avvertivo qualche brevissimo capogiro che io interpretavo come calo di pressione (normalmente io ho pressione tendente al basso).
Mi sentivo però in generale contenta e nel pieno delle forze.
Il tutto fino alla seconda metà di agosto.
Quando uscivo dall'acqua gli episodi di capogiro e debolezza cominciarono a manifestarsi un pò più spesso e tendevano a passare con un pò di riposo.
Ho così rallentato con le mie nuotate chilometriche e dato un pò più spazio alle passeggiate tranquille dopo cena.
Purtoppo però accadeva questo.
Camminavo lentamente per circa un chilometro e stavo bene. Mi sedevo su una panchina per circa mezzora e poi ritornavo a casa.
Non appena mi rialzavo dalla panchina e cominciavo a camminare avvertivo forti capogiri, con sensazione di svenimento e di sbandamento laterale.
In pratica non riuscivo a tenere la strada e dovevo sorreggermi a qualcuno. Tutto ciò è diventato sempre più frequente, fino a che anche per pochi passi mi sentivo instabile, sull'orlo di cadere, di sbandare.
Mi sono così decisa a consultare il medico, il quale mi ha riscontrato una pressione minima molto alta (90-100)e pressione massima sui 130/140 a riposo, cosa insolita per me che a giugno avevo valori sui 100/65.
A volte queste sensazioni le avevo anche da distesa con sensazione che il letto girasse su se stesso insieme al soffitto, oppure quando inavvertitamente giravo il collo verso sinistra o abbassavo la testa per prendere qualcosa.
Sono tornata dalle ferie con queste brutte sensazioni e con un nuovo lavoro da iniziare (l'insegnamento in una scuola primaria).
Appena camminavo mi sentivo cadere, svenire e la gente mi diceva che sembravo "barcollare", come se fossi ubriaca.
Su consiglio del mio medico curante ho così cominciato una serie di analisi.
In primo luogo il monitoraggio della pressione per una settimana. A riposo la pressione era 130/75, appena dopo aver camminato per 10minuti arrivava a 140/95-100.
Poi ho fatto:
ecocuore, elettrocardiogramma, ecodopler tutti nella norma;
analisi del sangue, complete di tutti i valori, perfette;
visita otorino-laringoiatra nella norma;
visita oculistica: leggera miopia;

Infine, ho fatto una risonanza magnetica al cranio e al tratto dorsale(nella norma) e alla cervicale, che ha evidenziato una RETTILINEIZZAZIONE DEL RACHIDE CERVICALE CON INIZIALE PROTRUSIONE TRA QUINTA E SESTA VERTEBRA.
Con queste analisi alla mano e sotto consiglio del medico curante mi sono recata in un noto centro ortopedico dove i medici mi hanno prescritto un ciclo di 10 massaggi e 10 ultrasuoni alla cervicale.
Ho riscontrato molti miglioramenti soprattutto per la diminuizione delle vertigini e così, al termine del ciclo di terapie il mio medico di base mi ha inviato ad un medico fisiatra dell'ospedale per sapere sul da farsi e sul tipo di riabilitazione da intraprendere.
Con mio sommo stupore però il medico fisiatra non ha riscontrato nessuna correlazione tra le mie vertigini/sbandamenti e l'artrosi cervicale, spingendomi a fare ulteriori analisi, come il monitoraggio della pressione durante il giorno (che adesso si è normalizzato anche nei momenti di vertigine sui valori 120/80)e un elettrocardiogramma sotto sforzo.

A CHI DEVO DARE RETTA?ALL'ORTOPEDICO CHE HA SUBITO DETTO CHE LE MIE VERTIGINI DIPENDEVANO DALLA CERVICALE O AL MEDICO FISIATRA CHE NON è DACCORDO?

Come si spiega allora che da dopo le terapie le mie vertigini si sono ridotte? Adesso posso camminare lentamente per circa 15 minuti senza averle, poi mi vengono ma in forma più attenuata.
Permangono invece il senso di soffitto che ruota se giro il collo bruscamente e sporadicamente se piego la testa verso l'alto e poi la rimetto in posizione normale.

In pratica attualmente, se cammino a passo svelto o se comunque cammino per più di 20 minuti il senso di sbandamento mi ritorna, ma comunque meno forte rispetto a questa estate.

Che cosa devo fare?
Ma soprattutto, come giudicate il tutto??

Grazie e scusate se mi sono dilungata
V

MIGLIOR COMMENTO
antonvale
Speravo che qualcuno rispondesse anche a me...non so davvero che pesci prendere. Anche adesso vorrei fare una bella camminata ma so che a un certo punto non è più come prima, che mi devo fermare e riposare per non avvertire queste sensazioni spiacevoli.
A chi pensa che sia stress o cosa psicologica dico che, a parte che da quando ho terminato gli studi mi sento molto serena e in pace con me stessa, ho fatto anche una valutazione psicologica da uno psicoterapeuta il quale non ha visto motivi di stress o di problema psicologico, la sua diagnosi è stata che sono una persona equilibrata e sana sul piano mentale.
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