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Occhi arrossati e infiammazione

Marco690
 

Da qualche settimana ho dolore, l'oculista mi ha consigliato l'utilizzo di un collirio, ma non è cambiato nulla, quale può essere la causa del problema?

Grazie della disponibilità.

MIGLIOR COMMENTO
Ortottista
Ma se la congiuntivite non passa non devi usare le lenti a contatto! Certo che puoi fare l'intervento laser, se la tua cornea risulta idonea non ci sono problemi. La miopia deve essere stabile da almeno un anno...tu sei a tre quindi meglio ancora.
__________________
"Se tu sei veramente un Medico sappi che quando curi gli occhi dietro gli occhi c'è la mente e dietro la mente c'è l'anima e che per curare gli occhi devi capire l'anima" (Socrate)
ORTOTTISTA ASSISTENTE DI OFTALMOLOGIA
Leggi altri commenti
siravoduilio
 

È una congiuntivite!!!
http://www.forumsalute.it/community/...=CoNgiuntiviti

Marco690
 

Grazie.

siravoduilio
 

Comunque pensi a curare prima la congiuntivite!
Buon week end

Marco690
 

A che età è consigliato effettuare l'intervento laser?

Grazie.

siravoduilio
 

Non prima dei 20-23anni.
Per la tecnica da consigliare devono essere conosciuti i parametri anatomofunzionali e di diagnostica strumentale

Marco690
 

Grazie.

siravoduilio
 

http://www.forumsalute.it/community/..._visive_1.html






Ametropia

Il termine ametropia indica un'anomalia di rifrazione dell'occhio. In un occhio otticamente normale, ad accomodazione rilassata (in condizione cioè di rifrazione statica), i raggi paralleli, provenienti da un punto oggetto posto all'infinito, convergono sulla retina a formare un punto immagine, che in questo caso coincide con il fuoco immagine del sistema ottico oculare. Quando questa condizione ottica ideale è rispettata siamo in presenza di emmetropia (dal greco: εν, con, μετρον, misura, ωψ, occhio). La condizione opposta è detta appunto ametropia (dal greco: α, privativo, μετρον, misura, ωψ, occhio). Questi termini sono stati coniati da Donders nel suo trattato Sulle anomalie dell'accomodazione e della refrazione degli occhi.
Le ametropie possono essere di tre tipi fondamentali:
Ipermetropia (dal greco: υπερ, in eccesso, μετρον, misura, ωψ, occhio, dove la misura in eccesso è riferita alla lunghezza focale), è la condizione in cui il fuoco immagine si trova oltre il piano retinico.
Miopia (dal greco: μυω, chiuso ωψ, occhio, dall'abitudine dei miopi di fessurare le palpebre per vedere meglio), è la condizione in cui il fuoco immagine si trova davanti al piano retinico.
Astigmatismo (dal greco: α, privativo στιγμα, punto), è la condizione in cui non si ha la presenza di un singolo punto focale.
Da questo elenco è esclusa una condizione oculare affine, la presbiopia (dal greco: πρεσβνς, vecchio, e ωψ, occhio), che rappresenta invece un difetto di accomodazione.
Cause Le anomalie di rifrazione oculare possono essere causate da diverse condizioni:

Posizione anomala degli elementi del sistema ottico oculareDiametro antero-posteriore dell'occhio troppo corto in rapporto alla lunghezza focale del sistema ottico oculare (retina troppo vicina alla cornea): ipermetropia assiale.
Diametro antero-posteriore dell'occhio troppo lungo (retina troppo lontana dalla cornea): miopia assiale.
Posizione del cristallino: se il cristallino è troppo avanti, verso la cornea, si ha miopia, se è troppo indietro si ha ipermetropia.
Anomalie delle superfici diottriche La superficie anteriore della cornea o le due superfici del cristallino possono essere troppo curve: in questo caso si ha miopia da curvatura; o troppo piatte: si ha ipermetropia; oppure possono essere di diversa curvatura nei vari meridiani o irregolari: e si ha astigmatismo, regolare nel primo caso e irregolare nel secondo.

Obliquità degli elementi del sistema ottico oculare Asimmetria di curvatura della cornea. In questo caso, oltre ad altre aberrazioni di ordine superiore, si ha astigmatismo da incidenza obliqua.
Obliquità del cristallino. Se il cristallino è disposto in modo obliquo oppure è sublussato, ne risulta un astigmatismo da incidenza obliqua.
Posizione obliqua della fovea rispetto all'asse ottico oculare. Anche in questo caso, oltre ad altre aberrazioni extrassiali, si ha astigmatismo da incidenza obliqua.
Anomalie dell'indice di rifrazione Se l'indice di rifrazione dell'umor acqueo è troppo basso, o quello del vitreo è troppo alto, si ha ipermetropia da indice. Viceversa se l'indice di rifrazione dell'umor acqueo è troppo alto, o quello del vitreo è troppo basso, si ha miopia da indice.
Se l'indice di rifrazione di tutto il cristallino è troppo basso si ha ipermetropia da indice. Se l'indice della parte corticale aumenta in relazione a quello del nucleo, come normalmente succede con l'età, il potere diottrico totale del cristallino diminuisce e l'occhio diventa ipermetrope (la riduzione di potere diottrico è tuttavia solitamente ostacolata dal progressivo aumento di spessore del cristallino che normalmente si verifica con l'età). Viceversa, se aumenta l'indice di rifrazione del nucleo, come frequentemente avviene nelle cataratte incipienti, si instaura una miopia da indice. Se l'indice di rifrazione delle varie parti del cristallino varia irregolarmente nelle diverse zone, come avviene nella fase iniziale di molte cataratte, si ha un astigmatismo da indice.
L'assenza del cristallino è detta afachia (dal greco: α, privativo; φαχοζ, cristallino) che, a parte alcuni casi di occhi molto lunghi, produce un alto grado di ipermetropia.

RIFRAZIONE, VIZI DI RIFRAZIONE


Superfici rifrangenti dell’occhio.
I raggi luminosi quando entrano nell’occhio sono influenzati nel loro cammino in quanto incontrano le superfici rifrangenti dell’occhio che ne costituiscono l’apparato diottrico. L’occhio è un sistema convergente che, quando la refrazione è normale (occhio emmetrope), permette la formazione di un’immagine retinica focalizzata. Un occhio il cui potere di refrazione non permetta la focalizzazione di tale immagine è detto ametrope. Sopra, i mezzi rifrangenti dell’occhio e il cammino dei dell’occhio e il cammino dei raggi luminosi quando la refrazione è normale.
Miopia

La miopia è un'anomalia rifrattiva, a causa della quale i raggi luminosi provenienti da un oggetto a grande distanza non si focalizzano sulla retina ma davanti ad essa. La conseguenza è che gli oggetti osservati tendono ad apparire sfocati, e la visione è migliore o nitida a breve distanza.


Classificazione della miopia

La miopia, come tutte le ametropie, si misura in diottrie: per la correzione si può ricorrere a lenti negative, grazie alle quali le immagini arrivano a fuoco sulla retina. Infatti, immaginiamo che la retina sia lo schermo sul quale arriva l'immagine proveniente da un proiettore. Nel miope l'immagine è come se risultasse sfocata sullo schermo, per cui è necessario spostare il fuoco all'indietro con un'opportuna regolazione, così che si riesca a vedere nitidamente.

La lente che permette di quantificare la miopia non è detto però che sia la lente che viene poi effettivamente prescritta, in quanto vengono effettuati piccoli aggiustamenti in base alle esigenze soggettive della persona e alla tipologia del mezzo correttivo (occhiali o lenti a contatto). Per la normativa in vigore in Italia, la valutazione e correzione della miopia è effettuata dagli ottici o dai medici oculisti (si stima che ciascuna professione valuti, in Italia, circa la metà dei casi).

Cause

La miopia è dovuta generalmente a una lunghezza eccessiva del bulbo oculare. Un'altra causa può essere un'alterata curvatura delle superfici rifrattive dell'occhio. Nelle fasi iniziali e intermedie della CATARATTA oppure a seguito di alterazioni metaboliche si può manifestare miopia a seguito di alterazione dell'indice di rifrazione dei mezzi oculari, in particolare del cristallino.
Oltre a questa classificazione prevalentemente ottica possiamo citarne altre in base alla causa ereditaria oppure evolutiva: l'eccessivo sforzo e protrarsi del lavoro prossimale provoca o concorre a sviluppare miopia.

La gravità della miopia si misura in diottrie (indicano il potere delle lenti correttive necessario a compensare il difetto): fino a -3.00 diottrie si tratta di miopia lieve e si considera un difetto visivo in un occhio altrimenti sano, da -3.00 a -6.00 diottrie si tratta di miopia media, mentre una miopia maggiore di -6.00 diottrie è considerata di grado elevato. La miopia è definita patologica, quando si associa a patologie corio-retiniche o oculari quali DISTACCO DI RETINA o GLAUCOMA. Vi sono però molti criteri e le classificazioni possono variare anche notevolmente.


La visione del miope

I raggi luminosi che passano attraverso i mezzi ottici oculari (cornea, cristallino, ecc.) vengono messi a fuoco all'interno del bulbo oculare, ma davanti alla retina anziché sulla retina. La conseguenza è che il punto remoto, cioè il punto più lontano dell'occhio a cui vi è una visione nitida senza l'utilizzo di accomodazione, è posto ad una distanza finita rispetto all'infinito come invece avviene in un occhio senza difetti di vista, detto emmetrope. La distanza massima a cui un soggetto riesce a vedere nitidamente è inversamente proporzionale al grado della miopia. Ad esempio, un miope di -2.00 diottrie riesce a vedere nitidamente al massimo a 50 centimetri (ossia 1/2 metro) e non oltre. Invece, il soggetto miope sarà in grado di ottenere una messa a fuoco per punti ancora più vicini rispetto ad un soggetto emmetrope.

Trattamento della miopia

Al termine della correzione è preferibile l'utilizzo del termine più idoneo e adatto alle diverse richieste visive. La compensazione della miopia prevede l'utilizzo di lenti biconcave o divergenti e negative, che riportano il piano immagine sulla retina. Le lenti possono essere oftalmiche e quindi montate su occhiali oppure si possono utilizzare a contatto. La correzione della miopia può anche essere effettuata con tecniche chirurgiche, solitamente tramite laser, che modificano la curvatura della cornea, diminuendo il potere rifrattivo della cornea, compensando la miopia. Le tecniche più utilizzate sono la PRK e la LASIK.
http://drsiravoduilio.beepworld.it/c...refrattiva.htm


Altri trattamenti chirurgici in uso oggi sono gli impianti di lenti fachiche e la sostituzione del cristallino. Occhiali o lenti a contatto permettono di variare facilmente il potere necessario e adattarlo alle esigenze della persona (che variano con il tempo) e sono i sistemi più usati anche in forme innovative comeORTOCHERATOLOGIA ORTOCHERATOLOGIA



. La chirurgia refrattiva ha diffusione minore, offre una correzione relativamente stabile ma complessa da modificare, inoltre è impossibile da annullare completamente e, pertanto, richiede un approccio attento



(O ametropie), turbe della funzione visiva dovute ad alterazioni del potere diottrico dell'occhio. La luce può essere considerata come un'oscillazione elettromagnetica che si propaga nel vuoto, in linea retta, alla velocità di 300.000 Km/s. Se un raggio luminoso che si propaga in un mezzo omogeneo incontra un altro mezzo omogeneo e trasparente, ma di densità diversa, subisce quando non incide perpendicolarmente sulla superficie dei due mezzi una deviazione (refrazione), che segue precise leggi fisiche. Nel sistema oculare i raggi luminosi vengono influenzati nel loro cammino in quanto incontrano le superfici rifrangenti dell'occhio (cornea, umor acqueo, cristallino e vitreo), che ne costituiscono l'apparato diottrico. L'occhio è un sistema convergente che, quando la refrazione è normale (occhio emmetrope), permette la formazione di un'immagine retinica focalizzata in pratica, l'occhio emmetrope focalizza sulla retina le immagini provenienti idealmente dall'infinito o comunque da oltre 5 metri. Un occhio il cui potere di refrazione non permetta, invece, la focalizzazione di tali immagini sul piano retinico è detto ametrope. Le ametropie, o vizi o difetti di refrazione, sono tre: ipermetropia e miopia (vizi sferici), e astigmatismo(viziocilindrico). L'associazione tra difetti sferici e cilindrici costituisce le ametropie composte. Qualora la refrazione tra i due occhi sia diversa si parla di anisometropia.
I I vizi di r. possono essere corretti con sistemi diottrici ausiliari all'apparato oculare, quali gli occhiali o le lenti corneali o con particolari interventi di chirurgia oculare.

Ipermetropia

L'ipermetropia è un'ametropia o condizione refrattiva nella quale i raggi provenienti dall'infinito si mettono a fuoco oltre la retina. Un certo grado d'ipermetropia può essere compensato grazie all'accomodazione. Se quest'ultima non è sufficiente saranno necessarie lenti positive, biconvesse o convergenti.
Cause

Da un punto di vista ottico il bulbo oculare è troppo corto rispetto al potere refrattivo (ossia alla capacità di messa a fuoco dell'occhio). L'ipermetrope può compensare la sua ametropia, ma ciò può avvenire solo per difetti di entità medio-bassa. La compensazione dell'ipermetropia dipende, inoltre, dal grado di accomodazione disponibile: è massimo in giovane età ma diminuisce con il passare degli anni. Questo spiega perché un certo grado d'ipermetropia da giovani venga compensato tranquillamente, mentre con l'avanzare dell'età va corretto con lenti sempre più forti.




Cause più rare dell'ipermetropia possono essere:
una riduzione della curvatura della cornea e/o del cristallino
un'eccessiva distanza tra cristallino e cornea
Sintomi

L'ipermetrope può vedere gli oggetti all'infinito solo utilizzando il meccanismo dell'accomodazione e, per questa ragione, il suo muscolo ciliare non è mai completamente rilassato. I sintomi principali sono definiti astenopici(mal di testa, bruciore, lacrimazione, ecc.) e si manifestano specialmente nella visione da vicino, in conseguenza all'eccessivo uso dell'accomodazione (ipermetropia + visione da vicino); questa situazione si può presentare, ad esempio, in seguito a lettura per molte ore al giorno. Solo in una fase più avanzata vi è un calo dell'acutezza visiva che si manifesta prima nella visione per vicino e poi anche nella visione a distanza, quando l'accomodazione non è più in grado di compensare l'ipermetropia.

Correzione
CHIRURGIA REFRATTIVA
chirurgiarefrattiva


In funzione dell'esito degli esami condotti da parte di un'optometrista, l'ipermetropia si può correggere con l'uso di occhiali o con lenti a contatto. Inoltre, valide tecniche alternative oggi in uso sono quelle chirurgiche: laser a eccimeri (PRK e LASIK) e, in casi particolari, la cheratoplastica conduttiva, l'impianto di lenti fachiche e la sostituzione del cristallino.

Astigmatismo

L'astigmatismo è un'ametropia o errore refrattivo molto comune in cui, a causa di una curvatura corneale asimmetrica, vi è una differente rifrazione ottica lungo i diversi meridiani oculari (esempio 180° e 90°).
Nei soggetti normali, i meridiani hanno tutti lo stesso raggio di curvatura (sistema omocentrico) oppure può essere presente un leggero astigmatismo cosiddetto fisiologico (vedi sotto). Il soggetto astigmatico, invece, presenta un profilo corneale in cui un meridiano ha un potere maggiore rispetto al suo ortogonale. Otticamente l'astigmatismo provoca due differenti linee di focalizzazione sulla retina, le quali causano una visione sfocata (o sdoppiata) a tutte le distanze.
L'astigmatismo può essere associato a miopia, ipermetropia e presbiopia. La compensazione dell'astigmatismo prevede l'utilizzo di lenti oftalmiche o lenti a contatto o CHIRURGIA REFRATTIVA
chirurgiarefrattiva .
Il termine non è da confondere con l'astigmatismo dei fasci obliqui, un'aberrazione ottica.



Tipi di astigmatismo Vi sono differenti tipi di classificazione dell'astigmatismo in base a differenti criteri.



Astigmatismo corneale, dovuto ad un'anomala curvatura della cornea
Astigmatismo interno o lenticolare, dovuto ad alterazioni dei mezzi diottrici interni all'occhio (es. cristallino).
A seconda dell'orientamento del meridiano corneale, possiamo avere:
Astigmatismo secondo regola o diretto. È il più diffuso.
Astigmatismo contro regola o indiretto.
Astigmatismo obliquo
A seconda della posizione dei due fuochi rispetto alla retina, possiamo avere:
Astigmatismo miopico
semplice: una linea focale è miope, cade cioè davanti alla retina
composto: entrambe le linee focali sono miopi, cadono cioè davanti alla retina
Astigmatismo ipermetropico
semplice: una linea focale è ipermetrope, cade cioè dietro alla retina
composto: entrambe le linee focali sono ipermetropi, cadono cioè dietro alla retina
Astigmatismo misto. Una linea focale è miope, cade cioè davanti alla retina mentre l'altra che cade dietro la retina, è ipermetrope
Il grado di astigmatismo si esprime in diottrie. A seconda del grado possiamo avere:
Astigmatismo debole/lieve: da 0 a 1 diottrie.
Astigmatismo medio: da 1 a 2 diottrie.
Astigmatismo forte/elevato: superiore a 2 diottrie.
Epidemiologia

Vi sono diversi studi che esaminano la diffusione di questa ametropia. I dati sono molto variabili rispetto alla popolazione in esame. In alcuni campioni come gli studenti si è stimato che circa un terzo (33%) della popolazione presenta astigmatismo. Va considerato comunque che il grado medio che si rileva di astigmatismo è circa 0.50-0.75 e solitamente si presenta in associazione con la miopia.

Sintomi

A seconda del tipo di astigmatismo i sintomi possono essere molto differenti. Astigmatismi di grado lieve possono essere asintomatici oppure presentare sintomi derivanti dal continuo cambio di messa a fuoco (accomodazione) nel tentativo di ottenere un'immagine il più nitido possibile. Tali sintomi consistono in dolori ai bulbi oculari, dolori sull'arcata ciliare, cefalea, bruciore agli occhi, lacrimazione eccessiva. Astigmatismi di grado medio elevato presentano solitamente una visione sfocata, sia nella visione per lontano che per vicino.

Test

I test, utilizzati da oculisti ed optometristi, durante un esame visivo, per diagnosticare e determinare un astigmatismo sono:



Tabella di Snellen. È utilizzata per quantificare l'acutezza visiva ridotta dall'astigmatismo.
Cheratometro o oftalmometro. Permette di misurare la curvatura anteriore della cornea nella sua zona centrale. Questo test è importantissimo poiché la maggior parte degli astigmatismi, soprattutto di grado medio e elevato, sono dovuti ad una cornea astigmatica.
Topografia corneale. Permette di ottenere una mappatura punto per punto della curvatura della cornea. Questo test è importante nella contattologia e in chirurgia refrattiva.
Autorefrattometro o lo schiascopio. Permettono di ottenere una misura oggettiva (senza collaborazione del paziente) della componente astigmatica.
Test soggettivo della refrazione. Permette di ottenere con la collaborazione del paziente la corretta misura dell'astigmatismo.
Trattamento

L'astigmatismo può essere corretto con l'uso di lenti oftalmiche cilindriche o toriche, oppure con lenti a contatto gas-permeabili o morbide. Anche l'astigmatismo può essere corretto tramite la CHIRURGIA REFRATTIVA
chirurgiarefrattiva .
. La compresenza di ametropie, il grado di astigmatismo, la salute oculare, lo stile di vita e altri fattori individuali contribuiscono a determinare la soluzione più idonea. L'astigmatismo è meno frequente rispetto alla miopia, per questo le lenti a contatto e le tecnologie apposite di per astigmatici sono comparsi solamente alla fine degli anni novanta.

Cause

Un certo grado di astigmatismo corneale è fisiologico (mediamente 0.50 - 0.75) dovuto alla pressione palpebrale che genera un lieve incurvamento del profilo corneale. Tale astigmatismo è compensato in maniera uguale e contraria dai mezzi diottrici interni all'occhio in modo da non presentare astigmatismo rifrattivo totale. L'astigmatismo di grado elevato è generalmente congenito e può subire delle lievi variazioni nel corso della vita. L'astigmatismo irregolare è successivo a modificazioni della cornea a seguito di traumi, lesioni e infezioni. Tra le cause funzionali è stata ipotizzata anche una postura errata(POSTURA ED OCCHI), con conseguente inclinazione del capo, che è all'origine di astigmatismi obliqui o contro regola. Nell'età della presbiopia si riscontrano frequentemente astigmatismi lievi e contro regola.

PRESBIOPIA
La presbiopia, (dal greco presbys (πρέσβυς) vecchio e op- (οπ-), radice dei termini riguardanti la vista) è una condizione fisiologica dell'apparato visivo, non appartenente ai difetti di refrazione,non fa quindi parte delle ametropie. È prettamente legata a una perdita di efficienza dell'apparato accomodativo. In particolare, si verifica una perdita progressiva di elasticità del cristallino.

Insorgenza

La presbiopia si manifesta come difficoltà a mettere a fuoco da vicino: si ha difficoltà a leggere, a lavorare al computer, ecc. Questo avviene perché l'ampiezza accomodativa si è ridotta.
Insorge mediamente attorno ai 40 anni e, secondo diversi studi, è minore in abitanti delle basse latitudini
Sintomi

Si manifesta con visione sfocata e annebbiata da vicino, migliorabile allontanandosi da ciò che si osserva o aumentando la illuminazione. Ha come effetto secondario negli ipermetropi la quasi contemporanea difficoltà di accomodazione da lontano per diottrie superiori ad almeno +1,50.
Correzione


Grafico della diminuzione dell'ampiezza accomodativa in relazione all'età.


La correzione avviene con lenti oftalmiche positive o meno negative nei casi dei miopi presbiti. Altre soluzioni compensative sono rappresentate dall'utilizzo di lenti a contatto, generalmente di tipo multifocale. La chirurgia refrattiva, in questo caso, non può essere d'aiuto poiché è il potere da lontano che viene a modificarsi in caso di intervento. Sono però in atto studi e prove di impianto di cristallini progressivi.
Una tecnica molto recente permette di correggere la presbiopia e l'ipermetropia con l'utilizzo di radiofrequenze che, scaldando la cornea, eliminano le parti lese.

siravoduilio
 

http://www.forumsalute.it/community/..._visive_1.html






Ametropia

Il termine ametropia indica un'anomalia di rifrazione dell'occhio. In un occhio otticamente normale, ad accomodazione rilassata (in condizione cioè di rifrazione statica), i raggi paralleli, provenienti da un punto oggetto posto all'infinito, convergono sulla retina a formare un punto immagine, che in questo caso coincide con il fuoco immagine del sistema ottico oculare. Quando questa condizione ottica ideale è rispettata siamo in presenza di emmetropia (dal greco: εν, con, μετρον, misura, ωψ, occhio). La condizione opposta è detta appunto ametropia (dal greco: α, privativo, μετρον, misura, ωψ, occhio). Questi termini sono stati coniati da Donders nel suo trattato Sulle anomalie dell'accomodazione e della refrazione degli occhi.
Le ametropie possono essere di tre tipi fondamentali:
Ipermetropia (dal greco: υπερ, in eccesso, μετρον, misura, ωψ, occhio, dove la misura in eccesso è riferita alla lunghezza focale), è la condizione in cui il fuoco immagine si trova oltre il piano retinico.
Miopia (dal greco: μυω, chiuso ωψ, occhio, dall'abitudine dei miopi di fessurare le palpebre per vedere meglio), è la condizione in cui il fuoco immagine si trova davanti al piano retinico.
Astigmatismo (dal greco: α, privativo στιγμα, punto), è la condizione in cui non si ha la presenza di un singolo punto focale.
Da questo elenco è esclusa una condizione oculare affine, la presbiopia (dal greco: πρεσβνς, vecchio, e ωψ, occhio), che rappresenta invece un difetto di accomodazione.
Cause Le anomalie di rifrazione oculare possono essere causate da diverse condizioni:

Posizione anomala degli elementi del sistema ottico oculareDiametro antero-posteriore dell'occhio troppo corto in rapporto alla lunghezza focale del sistema ottico oculare (retina troppo vicina alla cornea): ipermetropia assiale.
Diametro antero-posteriore dell'occhio troppo lungo (retina troppo lontana dalla cornea): miopia assiale.
Posizione del cristallino: se il cristallino è troppo avanti, verso la cornea, si ha miopia, se è troppo indietro si ha ipermetropia.
Anomalie delle superfici diottriche La superficie anteriore della cornea o le due superfici del cristallino possono essere troppo curve: in questo caso si ha miopia da curvatura; o troppo piatte: si ha ipermetropia; oppure possono essere di diversa curvatura nei vari meridiani o irregolari: e si ha astigmatismo, regolare nel primo caso e irregolare nel secondo.

Obliquità degli elementi del sistema ottico oculare Asimmetria di curvatura della cornea. In questo caso, oltre ad altre aberrazioni di ordine superiore, si ha astigmatismo da incidenza obliqua.
Obliquità del cristallino. Se il cristallino è disposto in modo obliquo oppure è sublussato, ne risulta un astigmatismo da incidenza obliqua.
Posizione obliqua della fovea rispetto all'asse ottico oculare. Anche in questo caso, oltre ad altre aberrazioni extrassiali, si ha astigmatismo da incidenza obliqua.
Anomalie dell'indice di rifrazione Se l'indice di rifrazione dell'umor acqueo è troppo basso, o quello del vitreo è troppo alto, si ha ipermetropia da indice. Viceversa se l'indice di rifrazione dell'umor acqueo è troppo alto, o quello del vitreo è troppo basso, si ha miopia da indice.
Se l'indice di rifrazione di tutto il cristallino è troppo basso si ha ipermetropia da indice. Se l'indice della parte corticale aumenta in relazione a quello del nucleo, come normalmente succede con l'età, il potere diottrico totale del cristallino diminuisce e l'occhio diventa ipermetrope (la riduzione di potere diottrico è tuttavia solitamente ostacolata dal progressivo aumento di spessore del cristallino che normalmente si verifica con l'età). Viceversa, se aumenta l'indice di rifrazione del nucleo, come frequentemente avviene nelle cataratte incipienti, si instaura una miopia da indice. Se l'indice di rifrazione delle varie parti del cristallino varia irregolarmente nelle diverse zone, come avviene nella fase iniziale di molte cataratte, si ha un astigmatismo da indice.
L'assenza del cristallino è detta afachia (dal greco: α, privativo; φαχοζ, cristallino) che, a parte alcuni casi di occhi molto lunghi, produce un alto grado di ipermetropia.

RIFRAZIONE, VIZI DI RIFRAZIONE


Superfici rifrangenti dell’occhio.
I raggi luminosi quando entrano nell’occhio sono influenzati nel loro cammino in quanto incontrano le superfici rifrangenti dell’occhio che ne costituiscono l’apparato diottrico. L’occhio è un sistema convergente che, quando la refrazione è normale (occhio emmetrope), permette la formazione di un’immagine retinica focalizzata. Un occhio il cui potere di refrazione non permetta la focalizzazione di tale immagine è detto ametrope. Sopra, i mezzi rifrangenti dell’occhio e il cammino dei dell’occhio e il cammino dei raggi luminosi quando la refrazione è normale.
Miopia

La miopia è un'anomalia rifrattiva, a causa della quale i raggi luminosi provenienti da un oggetto a grande distanza non si focalizzano sulla retina ma davanti ad essa. La conseguenza è che gli oggetti osservati tendono ad apparire sfocati, e la visione è migliore o nitida a breve distanza.


Classificazione della miopia

La miopia, come tutte le ametropie, si misura in diottrie: per la correzione si può ricorrere a lenti negative, grazie alle quali le immagini arrivano a fuoco sulla retina. Infatti, immaginiamo che la retina sia lo schermo sul quale arriva l'immagine proveniente da un proiettore. Nel miope l'immagine è come se risultasse sfocata sullo schermo, per cui è necessario spostare il fuoco all'indietro con un'opportuna regolazione, così che si riesca a vedere nitidamente.

La lente che permette di quantificare la miopia non è detto però che sia la lente che viene poi effettivamente prescritta, in quanto vengono effettuati piccoli aggiustamenti in base alle esigenze soggettive della persona e alla tipologia del mezzo correttivo (occhiali o lenti a contatto). Per la normativa in vigore in Italia, la valutazione e correzione della miopia è effettuata dagli ottici o dai medici oculisti (si stima che ciascuna professione valuti, in Italia, circa la metà dei casi).

Cause

La miopia è dovuta generalmente a una lunghezza eccessiva del bulbo oculare. Un'altra causa può essere un'alterata curvatura delle superfici rifrattive dell'occhio. Nelle fasi iniziali e intermedie della CATARATTA oppure a seguito di alterazioni metaboliche si può manifestare miopia a seguito di alterazione dell'indice di rifrazione dei mezzi oculari, in particolare del cristallino.
Oltre a questa classificazione prevalentemente ottica possiamo citarne altre in base alla causa ereditaria oppure evolutiva: l'eccessivo sforzo e protrarsi del lavoro prossimale provoca o concorre a sviluppare miopia.

La gravità della miopia si misura in diottrie (indicano il potere delle lenti correttive necessario a compensare il difetto): fino a -3.00 diottrie si tratta di miopia lieve e si considera un difetto visivo in un occhio altrimenti sano, da -3.00 a -6.00 diottrie si tratta di miopia media, mentre una miopia maggiore di -6.00 diottrie è considerata di grado elevato. La miopia è definita patologica, quando si associa a patologie corio-retiniche o oculari quali DISTACCO DI RETINA o GLAUCOMA. Vi sono però molti criteri e le classificazioni possono variare anche notevolmente.


La visione del miope

I raggi luminosi che passano attraverso i mezzi ottici oculari (cornea, cristallino, ecc.) vengono messi a fuoco all'interno del bulbo oculare, ma davanti alla retina anziché sulla retina. La conseguenza è che il punto remoto, cioè il punto più lontano dell'occhio a cui vi è una visione nitida senza l'utilizzo di accomodazione, è posto ad una distanza finita rispetto all'infinito come invece avviene in un occhio senza difetti di vista, detto emmetrope. La distanza massima a cui un soggetto riesce a vedere nitidamente è inversamente proporzionale al grado della miopia. Ad esempio, un miope di -2.00 diottrie riesce a vedere nitidamente al massimo a 50 centimetri (ossia 1/2 metro) e non oltre. Invece, il soggetto miope sarà in grado di ottenere una messa a fuoco per punti ancora più vicini rispetto ad un soggetto emmetrope.

Trattamento della miopia

Al termine della correzione è preferibile l'utilizzo del termine più idoneo e adatto alle diverse richieste visive. La compensazione della miopia prevede l'utilizzo di lenti biconcave o divergenti e negative, che riportano il piano immagine sulla retina. Le lenti possono essere oftalmiche e quindi montate su occhiali oppure si possono utilizzare a contatto. La correzione della miopia può anche essere effettuata con tecniche chirurgiche, solitamente tramite laser, che modificano la curvatura della cornea, diminuendo il potere rifrattivo della cornea, compensando la miopia. Le tecniche più utilizzate sono la PRK e la LASIK.
http://drsiravoduilio.beepworld.it/c...refrattiva.htm


Altri trattamenti chirurgici in uso oggi sono gli impianti di lenti fachiche e la sostituzione del cristallino. Occhiali o lenti a contatto permettono di variare facilmente il potere necessario e adattarlo alle esigenze della persona (che variano con il tempo) e sono i sistemi più usati anche in forme innovative comeORTOCHERATOLOGIA ORTOCHERATOLOGIA



. La chirurgia refrattiva ha diffusione minore, offre una correzione relativamente stabile ma complessa da modificare, inoltre è impossibile da annullare completamente e, pertanto, richiede un approccio attento



(O ametropie), turbe della funzione visiva dovute ad alterazioni del potere diottrico dell'occhio. La luce può essere considerata come un'oscillazione elettromagnetica che si propaga nel vuoto, in linea retta, alla velocità di 300.000 Km/s. Se un raggio luminoso che si propaga in un mezzo omogeneo incontra un altro mezzo omogeneo e trasparente, ma di densità diversa, subisce quando non incide perpendicolarmente sulla superficie dei due mezzi una deviazione (refrazione), che segue precise leggi fisiche. Nel sistema oculare i raggi luminosi vengono influenzati nel loro cammino in quanto incontrano le superfici rifrangenti dell'occhio (cornea, umor acqueo, cristallino e vitreo), che ne costituiscono l'apparato diottrico. L'occhio è un sistema convergente che, quando la refrazione è normale (occhio emmetrope), permette la formazione di un'immagine retinica focalizzata in pratica, l'occhio emmetrope focalizza sulla retina le immagini provenienti idealmente dall'infinito o comunque da oltre 5 metri. Un occhio il cui potere di refrazione non permetta, invece, la focalizzazione di tali immagini sul piano retinico è detto ametrope. Le ametropie, o vizi o difetti di refrazione, sono tre: ipermetropia e miopia (vizi sferici), e astigmatismo(viziocilindrico). L'associazione tra difetti sferici e cilindrici costituisce le ametropie composte. Qualora la refrazione tra i due occhi sia diversa si parla di anisometropia.
I I vizi di r. possono essere corretti con sistemi diottrici ausiliari all'apparato oculare, quali gli occhiali o le lenti corneali o con particolari interventi di chirurgia oculare.

Ipermetropia

L'ipermetropia è un'ametropia o condizione refrattiva nella quale i raggi provenienti dall'infinito si mettono a fuoco oltre la retina. Un certo grado d'ipermetropia può essere compensato grazie all'accomodazione. Se quest'ultima non è sufficiente saranno necessarie lenti positive, biconvesse o convergenti.
Cause

Da un punto di vista ottico il bulbo oculare è troppo corto rispetto al potere refrattivo (ossia alla capacità di messa a fuoco dell'occhio). L'ipermetrope può compensare la sua ametropia, ma ciò può avvenire solo per difetti di entità medio-bassa. La compensazione dell'ipermetropia dipende, inoltre, dal grado di accomodazione disponibile: è massimo in giovane età ma diminuisce con il passare degli anni. Questo spiega perché un certo grado d'ipermetropia da giovani venga compensato tranquillamente, mentre con l'avanzare dell'età va corretto con lenti sempre più forti.




Cause più rare dell'ipermetropia possono essere:
una riduzione della curvatura della cornea e/o del cristallino
un'eccessiva distanza tra cristallino e cornea
Sintomi

L'ipermetrope può vedere gli oggetti all'infinito solo utilizzando il meccanismo dell'accomodazione e, per questa ragione, il suo muscolo ciliare non è mai completamente rilassato. I sintomi principali sono definiti astenopici(mal di testa, bruciore, lacrimazione, ecc.) e si manifestano specialmente nella visione da vicino, in conseguenza all'eccessivo uso dell'accomodazione (ipermetropia + visione da vicino); questa situazione si può presentare, ad esempio, in seguito a lettura per molte ore al giorno. Solo in una fase più avanzata vi è un calo dell'acutezza visiva che si manifesta prima nella visione per vicino e poi anche nella visione a distanza, quando l'accomodazione non è più in grado di compensare l'ipermetropia.

Correzione
CHIRURGIA REFRATTIVA
chirurgiarefrattiva


In funzione dell'esito degli esami condotti da parte di un'optometrista, l'ipermetropia si può correggere con l'uso di occhiali o con lenti a contatto. Inoltre, valide tecniche alternative oggi in uso sono quelle chirurgiche: laser a eccimeri (PRK e LASIK) e, in casi particolari, la cheratoplastica conduttiva, l'impianto di lenti fachiche e la sostituzione del cristallino.

Astigmatismo

L'astigmatismo è un'ametropia o errore refrattivo molto comune in cui, a causa di una curvatura corneale asimmetrica, vi è una differente rifrazione ottica lungo i diversi meridiani oculari (esempio 180° e 90°).
Nei soggetti normali, i meridiani hanno tutti lo stesso raggio di curvatura (sistema omocentrico) oppure può essere presente un leggero astigmatismo cosiddetto fisiologico (vedi sotto). Il soggetto astigmatico, invece, presenta un profilo corneale in cui un meridiano ha un potere maggiore rispetto al suo ortogonale. Otticamente l'astigmatismo provoca due differenti linee di focalizzazione sulla retina, le quali causano una visione sfocata (o sdoppiata) a tutte le distanze.
L'astigmatismo può essere associato a miopia, ipermetropia e presbiopia. La compensazione dell'astigmatismo prevede l'utilizzo di lenti oftalmiche o lenti a contatto o CHIRURGIA REFRATTIVA
chirurgiarefrattiva .
Il termine non è da confondere con l'astigmatismo dei fasci obliqui, un'aberrazione ottica.



Tipi di astigmatismo Vi sono differenti tipi di classificazione dell'astigmatismo in base a differenti criteri.



Astigmatismo corneale, dovuto ad un'anomala curvatura della cornea
Astigmatismo interno o lenticolare, dovuto ad alterazioni dei mezzi diottrici interni all'occhio (es. cristallino).
A seconda dell'orientamento del meridiano corneale, possiamo avere:
Astigmatismo secondo regola o diretto. È il più diffuso.
Astigmatismo contro regola o indiretto.
Astigmatismo obliquo
A seconda della posizione dei due fuochi rispetto alla retina, possiamo avere:
Astigmatismo miopico
semplice: una linea focale è miope, cade cioè davanti alla retina
composto: entrambe le linee focali sono miopi, cadono cioè davanti alla retina
Astigmatismo ipermetropico
semplice: una linea focale è ipermetrope, cade cioè dietro alla retina
composto: entrambe le linee focali sono ipermetropi, cadono cioè dietro alla retina
Astigmatismo misto. Una linea focale è miope, cade cioè davanti alla retina mentre l'altra che cade dietro la retina, è ipermetrope
Il grado di astigmatismo si esprime in diottrie. A seconda del grado possiamo avere:
Astigmatismo debole/lieve: da 0 a 1 diottrie.
Astigmatismo medio: da 1 a 2 diottrie.
Astigmatismo forte/elevato: superiore a 2 diottrie.
Epidemiologia

Vi sono diversi studi che esaminano la diffusione di questa ametropia. I dati sono molto variabili rispetto alla popolazione in esame. In alcuni campioni come gli studenti si è stimato che circa un terzo (33%) della popolazione presenta astigmatismo. Va considerato comunque che il grado medio che si rileva di astigmatismo è circa 0.50-0.75 e solitamente si presenta in associazione con la miopia.

Sintomi

A seconda del tipo di astigmatismo i sintomi possono essere molto differenti. Astigmatismi di grado lieve possono essere asintomatici oppure presentare sintomi derivanti dal continuo cambio di messa a fuoco (accomodazione) nel tentativo di ottenere un'immagine il più nitido possibile. Tali sintomi consistono in dolori ai bulbi oculari, dolori sull'arcata ciliare, cefalea, bruciore agli occhi, lacrimazione eccessiva. Astigmatismi di grado medio elevato presentano solitamente una visione sfocata, sia nella visione per lontano che per vicino.

Test

I test, utilizzati da oculisti ed optometristi, durante un esame visivo, per diagnosticare e determinare un astigmatismo sono:



Tabella di Snellen. È utilizzata per quantificare l'acutezza visiva ridotta dall'astigmatismo.
Cheratometro o oftalmometro. Permette di misurare la curvatura anteriore della cornea nella sua zona centrale. Questo test è importantissimo poiché la maggior parte degli astigmatismi, soprattutto di grado medio e elevato, sono dovuti ad una cornea astigmatica.
Topografia corneale. Permette di ottenere una mappatura punto per punto della curvatura della cornea. Questo test è importante nella contattologia e in chirurgia refrattiva.
Autorefrattometro o lo schiascopio. Permettono di ottenere una misura oggettiva (senza collaborazione del paziente) della componente astigmatica.
Test soggettivo della refrazione. Permette di ottenere con la collaborazione del paziente la corretta misura dell'astigmatismo.
Trattamento

L'astigmatismo può essere corretto con l'uso di lenti oftalmiche cilindriche o toriche, oppure con lenti a contatto gas-permeabili o morbide. Anche l'astigmatismo può essere corretto tramite la CHIRURGIA REFRATTIVA
chirurgiarefrattiva .
. La compresenza di ametropie, il grado di astigmatismo, la salute oculare, lo stile di vita e altri fattori individuali contribuiscono a determinare la soluzione più idonea. L'astigmatismo è meno frequente rispetto alla miopia, per questo le lenti a contatto e le tecnologie apposite di per astigmatici sono comparsi solamente alla fine degli anni novanta.

Cause

Un certo grado di astigmatismo corneale è fisiologico (mediamente 0.50 - 0.75) dovuto alla pressione palpebrale che genera un lieve incurvamento del profilo corneale. Tale astigmatismo è compensato in maniera uguale e contraria dai mezzi diottrici interni all'occhio in modo da non presentare astigmatismo rifrattivo totale. L'astigmatismo di grado elevato è generalmente congenito e può subire delle lievi variazioni nel corso della vita. L'astigmatismo irregolare è successivo a modificazioni della cornea a seguito di traumi, lesioni e infezioni. Tra le cause funzionali è stata ipotizzata anche una postura errata(POSTURA ED OCCHI), con conseguente inclinazione del capo, che è all'origine di astigmatismi obliqui o contro regola. Nell'età della presbiopia si riscontrano frequentemente astigmatismi lievi e contro regola.

PRESBIOPIA
La presbiopia, (dal greco presbys (πρέσβυς) vecchio e op- (οπ-), radice dei termini riguardanti la vista) è una condizione fisiologica dell'apparato visivo, non appartenente ai difetti di refrazione,non fa quindi parte delle ametropie. È prettamente legata a una perdita di efficienza dell'apparato accomodativo. In particolare, si verifica una perdita progressiva di elasticità del cristallino.

Insorgenza

La presbiopia si manifesta come difficoltà a mettere a fuoco da vicino: si ha difficoltà a leggere, a lavorare al computer, ecc. Questo avviene perché l'ampiezza accomodativa si è ridotta.
Insorge mediamente attorno ai 40 anni e, secondo diversi studi, è minore in abitanti delle basse latitudini
Sintomi

Si manifesta con visione sfocata e annebbiata da vicino, migliorabile allontanandosi da ciò che si osserva o aumentando la illuminazione. Ha come effetto secondario negli ipermetropi la quasi contemporanea difficoltà di accomodazione da lontano per diottrie superiori ad almeno +1,50.
Correzione


Grafico della diminuzione dell'ampiezza accomodativa in relazione all'età.


La correzione avviene con lenti oftalmiche positive o meno negative nei casi dei miopi presbiti. Altre soluzioni compensative sono rappresentate dall'utilizzo di lenti a contatto, generalmente di tipo multifocale. La chirurgia refrattiva, in questo caso, non può essere d'aiuto poiché è il potere da lontano che viene a modificarsi in caso di intervento. Sono però in atto studi e prove di impianto di cristallini progressivi.
Una tecnica molto recente permette di correggere la presbiopia e l'ipermetropia con l'utilizzo di radiofrequenze che, scaldando la cornea, eliminano le parti lese.

Marco690
 

Grazie dei chiarimenti.

siravoduilio
 

http://1.bp.blogspot.com/_xwO3GiLOih...s1600/quiz.gif
1)ASPETTI ALMENO UN'ALTRO ANNO
2)SI
3)BISOGNA AVERE LA DIAGNOSTICA STRUMENTALE EFFETTUATA O DA EFFETTUARE PER POTER CONSIGLIARE UNA TECNICA!!!
4)NO
5)NO!!!!
http://2.bp.blogspot.com/_8HxxKgcRfn...quiz_right.jpg

Marco690
 

Grazie dei chiarimenti e della disponibilità.

Ci sono vitamine che aiutano la vista e "rafforzano" gli occhi?

Grazie e buona giornata.

siravoduilio
 

Se sono sbagliati possono far insorgere cefalea

Marco690
 

Ci sono vitamine che aiutano la vista e "rafforzano" gli occhi?

Grazie.

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Profilo del medico - Dr. Giacomo Sanfelici

Dr. Giacomo Sanfelici
Nome:
Giacomo Sanfelici
Comune:
Pietra Ligure
Provincia:
SV
Azienda:
Ambulatorio Medico Chirurgico Vìsus
Specializzazione:
Oftalmologia
Contatti/Profili social:
sito web
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Dr. Sanfelici, l'intervento di cataratta è consigliato a qualunque età, sia che si tratti di un anziano o un giovane, oppure ci sono limitazioni e rischi?
   
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