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esperienze di pazienti con HAZE

tigras73
 

ciao a tutti, il 5 maggio 2001 sono stato operato di PRK e dopo circa un mese o un mese e mezzo mi è comparso un HAZE all'occhio destro che, con il tempo, è aumentato.

Ho letto che fino ad un anno dalla sua comparta non fa altro che aumentare, ma poi lentamente diminuisce e dovrebbe scomparire.

Chi di voi ha avuto tale esperienza?

Vorrei un pò di conforto, anche perchè mi hanno detto che non è così facile da togliere visto che bisogna vedere quanto è profonda e estesa, anche in riferimento allo spessore corneale.

grazie

MIGLIOR COMMENTO
siravoduilio
L'HAZE è la formazione di piccole opacità corneali transitorie puntiformi (haze), che possono confluire tra loro con diversi gradi di intensità. E’ caratterizzato da fenomeni di iperplasia epiteliale, presenza di vacuoli intra ed intercellulari, accumuli di cheratociti, ed alterato allineamento delle fibre collagene. Si distingue un haze precoce subepiteliale (tra il primo ed il terzo mese post-trattamento), ed un haze tardivo stromale (tra il terzo ed il sesto mese). Il grado di haze tende comunque a diminuire nel corso del tempo. Utile in questi casi è la terapia steroidea. Un persistente haze moderato e/o severo può aver bisogno di un trattamento secondario di cheratotomia fototerapeutica (PTK) con laser ad eccimeri.

http://bjo.bmj.com/content/85/2/209/F1.large.jpg



http://www.mattmcmahon.com/eyeknowwhy/prk12mos.jpg
__________________
Un caro saluto
Prof.Duilio Siravo
siravo@supereva.it
http://drsiravoduilio.beepworld.it
Cell.:3385710585
PROF.DOTT. DUILIO SIRAVO
http://drsiravoduilio.beepworld.it
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tigras73
 

su internet ho visto uno studio sulle opacità corneali post PRK condotto dal

Centro di Ricerca Clinica e Laboratorio per il Glaucoma e la Cornea - Clinica Oculistica, Di.N.O.G.,
Università di Genova, Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino, Genova


link: http://www.docvadis.it/grazianobrico.../resources.pdf

ove è indicato che l'Haze fino a 24 mesi dopo regredisce.

secondo voi è vero?

siravoduilio
 

NESSUNA CERTEZZA IN MATERIA SCIENTIFICAMENTE VALIDATA!"!!!!!!

tigras73
 

Secondo la sua esperienza l'haze può rimanere a "vita"?

siravoduilio
 

SENZA CURE CERTAMENTE!!
ORA LA DEVO LASCIARE
BUONA NOTTE

tigras73
 

scusi Professore, da quello che ricordo il mio haze è comparso circa a metà del mese di giugno 2011 e ho notato (dal punto di vista visivo) che in progressione è aumentato. Dalla dott.ssa che mi ha fatto la topografia (febbraio 2012) mi ha detto che fino ad un anno dalla data dell'intervento (maggio 2011) può solo che aumentare. Con senno di poi non posso che darle ragione...

Secondo Lei passato il c.d. anno dall'intervento o dalla sua comparsa, si arresta?

siravoduilio
 

Io penserei ad una ptk

tigras73
 

lo so professore, ma mi capisca dopo una brutta esperienza pensare ad un'altro intervento non è la prima cosa, si spera che magari passi un pò da solo

siravoduilio
 

Speriamo!!!!
Ora la devo lasciare ,buona giornata

tigras73
 

scusi Professore, ho sentito che c'è un esame che serve per valutare la profondità dell'haze cornale, è vero?

siravoduilio
 

E' un problema più volte dibattuto ed io,anche per valutazioni di tipo medico-legale,ho usato spesso una misurazione e valutazione più standardizzata e riproducibile dell'haze con un'analisi di immagine computerizzata.
Per questa abbiamo usato l'EOS 1000, un apparecchio della giapponese Nidek, di solito utilizzato solamente nello studio del cristallino , della camera anteriore e dell'angolo camerulare. L'apparecchio consta di una telecamera CCD che produce immagini in bianco e nero della porzione di segmento anteriore esaminato, sia in sezione secondo il principio di Scheimpflug (risultandone, di fatto, un'immagine simile ad un preparato istologico; il principio enuncia che, dovendo fotografare una sezione di un oggetto che possiede una profondità, dotato di una certa trasparenza, se disponiamo il piano fotografico e quello dell'oggetto a 90 gradi e il piano delle lenti che costituiscono l'obiettivo a 45 gradi da ognuno dei piani suddetti, quando questi tre piani si incontrano in un punto, otterremo un'immagine a fuoco), sia in retroilluminazione che all'infrarosso. Queste due tecniche sono note da tempo, ma hanno sempre richiesto apparecchi separati, spesso procedure complesse e, comunque, non sono mai state usate per il nostro scopo .
Il paziente fissa una mira all'interno della macchina con in asse la telecamera, al fine di mantenere un buon allineamento. La posizione dell'occhio esaminato e le varie fasi per l'acquisizione delle immagini vengono controllate tramite un monitor.
Si ottiene, così, un vero e proprio "fotogramma" singolo, che viene elaborato tramite computer attraverso diversi programmi; a noi particolarmente interessa l'analisi dell'immagine ripresa in retroilluminazione, da cui si ricavano dati interessanti per il nostro scopo.
La telecamera ha una profondità di campo assai ridotta, fatto che obbliga l'operatore a focalizzare manualmente il piano corneale, ma che consente un esame preciso in quanto limitato alla zona che interessa. Dall'immagine della cornea, nel nostro caso, o, comunque, da quella di qualsiasi altro elemento del segmento anteriore oculare, se ne ricava un diagramma cartesiano, con in ascissa una scala di trasparenza graduata da 0 (assenza di passaggio della luce riflessa dal fondo oculare) a 255 (massimo passaggio), e in ordinata una serie di linee che indicano, per ogni unità della scala di trasparenza, la misura dell'area dell'immagine che presenta appunto quella trasparenza . I punti dove terminano le linee formano un grafico dove si evidenziano uno o più picchi, di cui l'apice indica l'area con una data facilità ad essere attraversata dalla luce riflessa più rappresentata nella figura e la larghezza della base un certo range di trasparenza, che è misurabile. A questo punto selezionando un valore di soglia sul grafico, l'apparecchio sovrappone all'immagine un'altra immagine a colori, dove sono rappresentati come opachi i punti al di sotto di detta soglia luminosa.

Da questo si identifica una scala alfa numerica di penetrazione luminos con rapporto di passaggio che quantizza la opacità dell'HAZE in pratica con due livelli numerici di penetranza luminosa.
Abbiamo anche usato un banale PACHIMETRO differenziandolo per stdio a strati(tettonico)per valutare lo "spessore" dell'haze.

tigras73
 

Al fine di prenotare tale esame in una struttura ospedaliera, mi può dire per favore come si chiama?

Scusi Professore, ieri ho effettuato l'ennesima visita oculistica da un primario di una struttura ospedaliera milanese. Lo stesso mi ha detto che, come già peraltro sapevo, il mio haze cornale non è centrale e, pertanto, mi da più fastidio in particolari condizioni di luce. Quando abbiamo parlato di un'eventuale PTK lo stesso medico mi ha detto di stare attento nel valutare tale opzione perchè l'Haze, a seguito della PTK, poi potrebbe presentarsi anche nella parte centrale del campo visivo e produrre ovviamente ancora più problemi.

Lei che ne pensa?

grazie

siravoduilio
 

Quando decido di farla,dopo diagnostica strumentale appropriata,non si è mai ripresentato l'haze!!

tigras73
 

per favore Professore mi potrebbe dire l'esame per valutare la profondità dell'Haze come si chiama?

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Profilo del medico - Dr. Giacomo Sanfelici

Dr. Giacomo Sanfelici
Nome:
Giacomo Sanfelici
Comune:
Pietra Ligure
Provincia:
SV
Azienda:
Ambulatorio Medico Chirurgico Vìsus
Specializzazione:
Oftalmologia
Contatti/Profili social:
sito web
Domanda al medico
Dr. Sanfelici, quali sono le cose da sapere sull'intervento di cataratta?
   
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