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LA DIETA CHETOGENICA NELLA CURA DEI TUMORI

SauroClaudio
 

LA DIETA CHETOGENICA NELLA CURA DEI TUMORI

Tumori cerebrali rispondono alla dieta e Radioterapia - Medimagazine
Volontariato per la ricerca genetica e neurologica - ARCISPEDALE S. MARIA NUOVA - AZIENDA OSPEDALIERA DI REGGIO EMILIA
http://www.fondazioneveronesi.it/la-...di-tumore/6219

Traggo quanto scritto da alcuni siti internet, estrapolando le parti più significative, modificando alcune cose e mettendoci molto del mio. Però vorrei apportare molte correzioni perché non lo condivido completamente pur ritenendolo molto interessante.
La dieta chetogenica la si usa e la si usava nelle epilessie resistenti ai farmaci, così casualmente si è scoperto che certi tumori cerebrali che causavano l'epilessia, con la dieta chetogenica regredivano e talvolta scomparivano.
Le prime segnalazioni in questo senso sono state fatte nel 1960, però subito non si è data importanza alla cosa pensando che le regressioni fossero dovute ad altre cause.
Ma che cos'è la dieta chetogenica?
La dieta chetogenica consiste in un alimentazione squilibrata, e cioè ricchissima di grassi e povera di proteine e di carboidrati.
Normalmente la dieta chetogenica si compone di un 80% di grassi, in un 10% di proteine, e in un 10% di carboidrati.
Tale dieta è rimasta tale da prima che si scoprisse che faceva regredire certe neoplasie.
Solo recentemente si è scoperto che l'acetone che si forma con un eccessivo consumo di grassi, diventa letale per numerosi tumori maligni perché non riescono ad utilizzarlo come alimento a differenza delle cellule sane.
A questo proposito bisogna dire che i tumori più sono maligni e quindi quanto più sono legati alla glicolisi anaerobia hanno molto più bisogno di glucosio delle cellule normali.
Il glucosio nel sangue non deve mai scendere sotto i 40 mg/dl altrimenti si va in coma, ma mentre questo livello di glucosio è sopportabilissimo dalle cellule normali, non è sopportato dalle cellule tumorali maligne che si avvalgono della glicolisi anaerobia.
Le cellule tumorali necessitano di livelli di glucosio di almeno 70 mg/dl per svilupparsi, se il valore scende sotto i 70 vanno in crisi.
Nella dieta chetogenica il glucosio deve essere continuamente monitorato per non scendere sotto i 45 mg/dl, ma i corpi chetonici sono alti per l’alto apporto di grassi e lo scarso apporto di zuccheri.
Le cellule tumorali, più sono maligne, più vanno sono sensibili a scarsi livelli di glucosio; con 45 mg/dl di glucosio non riescono ad alimentarsi e vanno in necrosi, cioè muoiono.
Comunque sia chiaro che la dieta chetogenica è una dieta estrema, certamente da usare solo nei centri oncologici perché i paziente va continuamente monitorato (in particolare la glicemia non deve scendere sotto i 40 mg/dl altrimenti si va in coma e si possono avere gravi sofferenze neurologiche.
La base della dieta chetogenica si basa sulla considerazione che il tumore sia una condizione patologica strettamente legata al metabolismo, e quindi che le alterazioni più o meno differenziate del DNA siano dovute ad alterazioni metaboliche che ne favoriscono lo sviluppo e la diffusione.
Dice il sito” Può una dieta chetogenica finalmente un "standard di cura" drug-free trattamento per il cancro? Personalmente, credo che sia assolutamente indispensabile, per qualsiasi tipo di cancro che si sta cercando di affrontare, e speriamo che un giorno tale metodo possa essere adottato come prima linea di trattamento per certi tipi di tumori, e cioè quelli che rispondono meglio a tale dieta.
Una dieta chetogenica prevede eliminando tutti i carboidrati, cerali e verdure amidacee, e la loro sostituzione con grassi sani e poche proteine di alta qualità ed una piccola quantità di zuccheri complessi (pasta, pane , riso ecc). Non devono mai essere usati gli zuccheri semplici (saccarosio, glucosio ecc)
La premessa è che, poiché le cellule del cancro hanno bisogno di glucosio per prosperare, e i carboidrati si trasformano in glucosio nel nostro corpo, quindi abbassare il livello di glucosio nel sangue con una restrizione di carboidrati e proteine, produce una grande sofferenza alle cellule tumorali ed il tumore può fermarsi o addirittura andare in necrosi.
Se si riduce anche l'apporto proteico, il tumore andrà in sofferenza ancora maggiore, perché non riuscirà più a costruire quella rete di capillari che gli sono indispensabili.
In pratica si è visto che con un apporto di grassi dell'80%, ed un apporto proteico del 10% ed un apporto in carboidrati del 10%, anche i carcinomi vanno in necrosi.
Bisogna inoltre tener presente che l'acetone stesso deve essere continuamente monitorato, perché se supera una certa soglia può essere di danno per vari organi, quali rene, fegato, encefalo ecc.
Comunque è una dieta che si comincia a prendere in considerazione anche presso i centri oncologici, come supporto alle terapie convenzionali.
Il punto forte di questa dieta sta nel fatto che le cellule tumorali sono molto più sensibili all'acetone delle cellule normali.
Mentre dalle cellule normali l'acetone può essere accettato come alimento, questo non si verifica per le cellule tumorali, che addirittura dall'acetone subiscono gravi danni con rottura delle membrane e blocco della glicolisi anaerobia.
In questo senso sono molto più sensibili all'acetone i tumori altamente maligni perché sono quelli che hanno le membrane più "fragili".
C'è chi sostiene fra gli oncologi che è molto meglio ridurre a zero le proteine e mantenere nell'alimentazione una certa quantità di carboidrati, e questo perchè l'organismo dei carboidrati non può farne a meno, pena un ipoglicemia che porterebbe al coma, mentre delle proteine può farne tranquillamente a meno per sei mesi, visto che le cellule normali dell'adulto hanno una grandissima resistenza ad un ipoproteinemia, mentre le cellule tumorali in carenza di proteine vanno subito in necrosi.
Non bisogna dimenticare che con una carenza proteica limitata nel tempo, le cellule tumorali non possono più costruire vasi sanguigni, ed è solo attraverso i vasi sanguigni che il tumore si alimenta e può espandersi.
Una carenza proteica insomma provoca una regressione del tumore, se non addirittura la morte.
Una carenza proteica limitata nel tempo, si è visto che non compromette il sistema immunitario, e soprattutto i T linfociti, che sono molto importanti per il riconoscimento del tumore come corpo estraneo.
Come già dicevo la dieta chetogenica sta prendendo piede presso numerosi centri oncologici, ma attualmente come compendio alle terapie convenzionali.
Sarebbe interessante abbinare tale dieta alla terapia con il calore e ad altre sostanze antitumorali che sono emerse negli ultimi anni.
Il grave è che gli stessi oncologi hanno difficoltà a discostarsi dalle terapie convenzionali perché devono attenersi ai protocolli, e se il paziente muore possono essere accusati dai famigliari di omicidio colposo.
Pertanto, la medicina è ferma, con pochissimi progressi, e questo anche nell’interesse delle case farmaceutiche.
CBN News ha recentemente pubblicato un articolo sulla dieta chetogenica . Chiaramente, molte persone si stanno rendendo conto che ciò che abbiamo fatto in termini di lotta al cancro semplicemente non funziona, e non possiamo permetterci di continuare nello stesso modo. La Prevenzione deve essere affrontate se mai si vuole invertire la tendenza sulla crescente incidenza del cancro in tutti i gruppi di età. Ma ancor più sorprendente, in termini di trattamento, è che il cancro può rispondere alla sola dieta.
"Dr. Fred Hatfield è un ragazzo impressionante: un campione di sollevamento di potenza campione, autore di decine di libri, un uomo d'affari milionario con una bella moglie. Ma ti dirà la sua più grande realizzazione è che sta uccidendo il suo cancro proprio nel momento giusto, "
CBN News scrive. "I medici mi hanno dato tre mesi di vita a causa di un diffuso tumore metastatico (carcinoma del colon metastatizzato) nella mia struttura scheletrica", ha ricordato. "Tre mesi, tre medici diversi mi ha detto la stessa cosa."
Dr. Hatfield si preparava a morire quando ha sentito parlare di terapia metabolica, conosciuta anche come la dieta chetogenica. Non aveva niente da perdere così ha fatto una prova presso un Centro Oncologico, e ... ha funzionato. Il cancro scomparve completamente, e al momento della sua intervista (sopra), era guarito.
"'Abbiamo aumentato notevolmente la sopravvivenza con la terapia metabolica,' [Dr. D'Agostino] ha detto. 'Così pensiamo che sia importante per conoscere questa informazione.' Non sono solo i topi di laboratorio. Dr. D'Agostino ha visto anche il successo simile in persone - un sacco di loro. 'Sono stato in corrispondenza di un numero di persone', ha detto. 'Almeno una dozzina negli ultimi anno e mezzo a due anni, e tutti loro sono ancora in vita, nonostante le probabilità. Quindi questo è molto incoraggiante. '"
Si pensi che anche una dozzina di persone affette da tumore, in fase terminale, persone che si sono già sottoposte a cicli di chemioterapia, e sono state mandate a casa a morire, sono un numero consistente e particolarmente significativo.
Dr. D'Agostino spiega come la dieta chetogenica può avere un drammatico (e rapido) effetto sul cancro. Tutte le cellule del vostro corpo sono alimentati dal glucosio. Questo comprende cellule tumorali. Tuttavia, le cellule tumorali hanno un difetto fatale interno - non hanno la flessibilità metabolica delle cellule normali e non possono adattarsi a usare i corpi chetonici come combustibile, come possono fare tutte le altre cellule .
Così, quando si altera la propria dieta e la si trasforma in quella conosciuta come "grasso-adattata," il tuo corpo inizia a utilizzare il grasso come carburante, piuttosto che i carboidrati. Quando si passa dai carboidrati ai grassi sani, si fa morire di fame il cancro che, dal momento che non si fornisce più il carburante necessario - glucosio - per la loro crescita. Come D'Agostino spiega:
"Le cellule normali hanno la flessibilità metabolica necessaria per adattarsi dall’ utilizzare il glucosio all’ utilizzare i corpi chetonici., Ma le cellule tumorali non hanno questa flessibilità metabolica. Così possiamo sfruttare questo"
Io aggiungerei, non solo il glucosio, ma anche le proteine, perché è con quelle che il tumore costruisce vasi e DNA per svilupparsi.
E’ un principio semplice, come la terapia con il calore che vedremo in seguito.
Uno dei miei mentori principali sull’importanza dell’ insulina e della leptina, Dr. Rosedale. è stato uno dei primi professionisti a sostenere una dieta sia a basso contenuto di carboidrati e sia moderato di proteine (e quindi con grasso di alta qualità) dieta. Questo era in contrasto con la maggior parte dei sostenitori del basso consumo di carboidrati, che erano, e sono tuttora, molto propensi, se non la promoventi, un alto contenuto proteico, come un sostituto per i carboidrati. Le proteine si potrebbero anche eliminare completamente, almeno nella prima fase, perché le cellule normali resistono ad una mancanza proteica per sei mesi mentre i tumori hanno bisogno di molte proteine per svilupparsi. C’è da dire anche che una dieta con uno scarsissimo introito proteico, non comporterebbe un abbassamento delle difese immunitarie.
Se voi o qualcuno che conosci è sfidato dal cancro, l'opzione più sana potrebbe essere quella di sostituire i carboidrati con grassi benefici, e limitare la vostra proteina a fonti di alta qualità biologica. Dr. Rosedale consiglia 0,2 grammo di proteine per chilogrammo di massa magra del corpo, che per la maggior parte delle persone sarà di circa 20 grammi di proteine al giorno (o 0,2 grammi per chilo di peso corporeo ). La chiave è quello di aggiungere grassi sani per sostituire i carboidrati e proteine in eccesso. L’oncologo Giuseppe Nacci consiglia di togliere completamente le proteine, mantenendo un apporto di carboidrati minimo, sufficiente a mantenere la glicemia a 45 mg/dl; tale dieta senza proteine potrebbe in teoria essere mantenuta per sei mesi senza che il sistema immunitario venga compromesso; c’è da dire comunque che una dieta simile per sconfiggere il tumore andrebbe mantenuta per un periodo molto più corto, massimo di 1-2 mesi.
Quale dieta quindi:
Olive e olio d'oliva extra vergine 200 gr (1800 calorie)
Riso o pasta 50 gr (180 calorie)
Frutta o verdura (per il valore di 150 calorie)
Gli alimenti proteici si sospendono per almeno tre mesi.
Tale composizione dei pasti permette una formazione ottimale dei corpi chetonici. Negli anni ’60 dello scorso secolo è stato appurato che i grassi MCT(a media catena) dispongono di un effetto chetogenico ancora più elevato rispetto ai tradizionali grassi LCT (saturi a lunga catena), ovvero a parità di grassi assunti, aumenta la formazione dei corpi chetogeni. È quindi stata sviluppata la dieta chetogenica a base di grassi MCT, la quale prevede il 80% di grassi MCT, 10% di grassi LCT, 10% di proteine (come già detto l’apporto proteico si può completamente sospendere per tre mesi). La dieta chetogenica tradizionale e quella a base di grassi MCT presentano effetti simili, tuttavia quest’ultima permette di aumentare le quantità di carboidrati assunti, aumentando quindi le possibilità alimentari e rendendo la dieta più variegata.
Altri fattori di stile di vita che sono stati trovati ad avere un impatto sulla malattia cronica e il cancro includono:
Vitamina D: Ci sono prove schiaccianti che punta al fatto che la carenza di vitamina D svolge un ruolo cruciale nello sviluppo del cancro.
Ottenere sonno adeguato: sia in termini di dormire a sufficienza, e dormire tra alcune ore
C'è un picco di melatonina che si verifica tra la mezzanotte e le 01:00 che non si vuole perdere, perché le conseguenze sono assolutamente spettacolari. La melatonina non è solo un ormone del sonno, ma è anche un antiossidante molto potente. Si riduce la quantità di estrogeni il corpo produce e stimola il sistema immunitario.
Ribadisco ancora una volta che la dieta chetogenica deve essere attuata solo da un Centro Oncologico, perché durante tale dieta il paziente va continuamente monitorato (glicemia, corpi chetonici, elettroliti, ECG, EEG ecc); se uno la fa di suo può andare incontro al coma ed alla morte.

MIGLIOR COMMENTO
dbonini
grazie per le info, ma all'atto pratico, volendo applicare la dieta, quali sono i passi da compiere? Conosci centri oncologici che prevedano la possibilità di applicare tale dieta? grazie
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Green22
 

Interessante questa informazione!
Da questo si evince che probabilmente sarebbe utile in via preventiva fare attenzione alla dieta di tutti i giorni. Giusto? Troppe proteine non farebbero bene, come anche troppi carboidrati,credo di aver capito.
Grazie

Phaedrus
 

Gentile Dr Sauro,

Mi congratulo per il fatto che in Italia, questo suo articolo rimane uno dei più completi e bilanciati riguardo la dieta chetogenica sui tumori. Mi permetto però di dissentire da alcune sue affermazioni o dati: a detta dello stesso D'Agostino, e di altre testimonianze personali, ridurre la glicemia a ben sotto 45 è possibile, una volta abituatisi e avendo consolidato la chetosi metabolica. D'Agostino riferisce di valori pari a 30 riscontrati su se stesso senza alcun sintomo, in alcuni casi con valori neppure riscontrati dai misuratori... Nel caso di un paziente oncologico certamente la dieta in generale, la chetosi (da non confondere con la chetoacidosi, come molti fanno tutt'ora) e la glicemia andrebbero monitorate dai medici, ma che una dieta chetogenica sia gestibile, una volta introdotto accuratamente il paziente a quest'ultima, dal paziente stesso anche in ambiente familiare, è possibile e dà risultati, come riportato in casi singoli ben documentati (alcuni di conoscenza mia personale). Pressione sanguigna, glicemia e chetosi sono sufficienti ad un sicuro auto monitoraggio da parte del paziente o nel suo ambito familiare. È nel caso di già conclamate deficienze organiche (fegato, reni, cuore) che chiaramente il monitoraggio andrebbe effettuato in ambito più controllato, anche ospedaliero ovviamente.

Inoltre, ma questo riguarda quanto asserito dal Dr. Nacci, una dieta che preveda 50g di pasta o riso (corrispondenti, se di grano convenzionale, a 30 grammi di carboidrati) e frutta (che come minimo a porzione fornisce almeno 20-30g di carboidrati, e sopratutto zuccheri, specialmente, e ancora peggio, il fruttosio, promotore della moltiplicazione cellulare nel tumore, come da uno studio del 2010) difficilmente potrà avere effetti chetogenici, per quanto bhb si possa ottenere, a meno di non ridurre l'apporto di calorie totali. Una chetosi non si stabilizza fino a quando non si scende stabilmente, per qualche giorno, al di sotto di 50g di carboidrati totali, complementati da MCT (e chetoni) e grassi buoni, e questa perdurante chetosi instabile causa ansia e malessere (fame "cattiva" e sfiducia) nel paziente. Questo a quanto riportano sia D'agostino che Seyfried, due dei maggiori ricercatori "sul campo" sulla chetosi contro il tumore. Riaumentare l'apporto di zuccheri e carboidrati causa l'uscita dalla chetosi. Inoltre, l'apporto di cibi fortemente antiossidanti per quanto possa servire come protettivo, una volta che si ha una diagnosi conclamata, diventa controproducente dato che mentre i tessuti sani hanno una loro certa capacità di resistenza alle ossidazioni, non l'hanno i tessuti tumorali. Il risultato paradossale è che l'eccesso di antiossidanti rischia di proteggere proprio il tumore.

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