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Lombosciatalgia da tre anni...

tarantilla
 

Buon giorno a tutti, è il mio primo messaggio qui e scrivo per avere un consiglio, un confronto soprattutto da chi possa avere un problema simile.

Specifico che il problema non è mio, ma di mia sorella; io scrivo in sua vece per evitarle di stare seduta al PC.

Tre anni fa ha iniziato ad accusare un mal di schiena che, per un po', si è trascinato in maniera sopportabile, ma è esploso violentemente in concomitanza con un periodo lavorativo di particolare stress anche fisico (lavoro in piedi per molte ore).
Da lì in poi la situazione è degenerata. Per un po' è riuscita a tenerla sotto controllo affidandosi ad un istruttore di una palestra di wellness che le praticava massaggi atti a rilassare le tensioni muscolari e allungare le vertebre. Poi questo istruttore non ha più potuto seguirla, e non siamo riuscite a trovare un professionista in zona che effettuasse gli stessi trattamenti.

Naturalmente si è sottoposta a più visite specialistiche (fisiatriche, ortopediche, neurochirgiche) ma i vari cerotti antidolore, iniezioni di antidolorifici, cicli di ginnastica posturale o infiltrazioni tac-guidate non hanno alleviato il problema. Il sollievo le è venuto solo da quei trattamenti di cui parlavo e da alcune sedute shiatsu effettuate in vacanza in un'altra città (nella nostra non siamo riusciti a trovare professionisti certificati che le praticassero).

Dall'esame RX risulta un atteggiamento scoliotico e un'anca di 7 mm più alta dell'altra.
Dalla RM risulta artrosi inter-apofisaria bilaterale tra L3 e L5, con ipertrofia dei massicci articolari e dei ligamenti gialli.
L'elettromiografia rileva segni di sofferenza alle gambe. Naturalmente lo sciatico è sempre infiammato.

I medici hanno individuato delle protrusioni, giudicate non operabili, e hanno refertato il problema come "lombosciatalgia".

Il problema inizia a diventare invalidante, e non sappiamo quali ulteriori passi fare per affrontarlo.

Avete suggerimenti?

Grazie comunque per la pazienza d'aver letto il mio papiro.

MIGLIOR COMMENTO
marcelloch
se ha fatto infiltrazioni tac guidate e ha preso anti infiammatori anche potenti , mi viene da pensare che ci sia qualcosa di più che le semplici protusioni, che pealtro sono praticamente la norma. Non credo proprio sia questione di trovare il giusto massaggio o quant'altro, se una persona non risponde a terapie farmacologiche di quel genere, è possibile che il problema non sia stato individuato, e secondo me la priorità è questa. Francamente proverei un altro neurochirurgo.
__________________
Marcello Chiapponi, dr. in Fisioterapia, resp. L'Altra Riabilitazione
http://www.laltrariabilitazione.it
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Laurentius
 

Ciao.
Ti capisco bene, tante persone sono nella vostra situazione.
Comunque sia, per il discorso dell'anca più lunga dovreste sentire un ortopedico.
Cosa dicono i medici? Al di là della lombosciatalgia.

Detto questo, dovreste affidarvi ad una persona qualificata per i trattamenti.
L'istruttore che praticava massaggi era qualificato per farlo?
Io, vista la situazione di tua sorella, mi rivolgerei ad un fisioterapista e magari anche ad un osteopata.

Laurentius
 

Citazione:
Originariamente Inviato da marcelloch Visualizza Messaggio
se ha fatto infiltrazioni tac guidate e ha preso anti infiammatori anche potenti , mi viene da pensare che ci sia qualcosa di più che le semplici protusioni, che pealtro sono praticamente la norma. Non credo proprio sia questione di trovare il giusto massaggio o quant'altro, se una persona non risponde a terapie farmacologiche di quel genere, è possibile che il problema non sia stato individuato, e secondo me la priorità è questa. Francamente proverei un altro neurochirurgo.
Grazie
E' Importantissima l'autorevole opinione di un addetto ai lavori.

tarantilla
 

Citazione:
Originariamente Inviato da Laurentius Visualizza Messaggio
Cosa dicono i medici? Al di là della lombosciatalgia.
Sostanzialmente ciò che scrivono..
Sull'osteopatia, personalmente ho un po' di riserve. Semplicemente perché conosco persone che ne hanno subito danni peggiorativi. Conosco anche chi ne ha tratto giovamento, ma è difficile saperlo prima di farsi fare qualche manovra. Prendere informazioni non basta, ed un caso non è mai uguale ad un altro.

Citazione:
Originariamente Inviato da marcelloch Visualizza Messaggio
Non credo proprio sia questione di trovare il giusto massaggio o quant'altro, se una persona non risponde a terapie farmacologiche di quel genere, è possibile che il problema non sia stato individuato, e secondo me la priorità è questa. Francamente proverei un altro neurochirurgo.
Terremo presente il consiglio. Infatti avevo postato in altra sezione la richiesta di qualche suggerimento di centri validi di neurochirurgia.
Grazie della tua opinione.

Prof. Alessandro Frati
 

Citazione:
Originariamente Inviato da tarantilla Visualizza Messaggio
Buon giorno a tutti, è il mio primo messaggio qui e scrivo per avere un consiglio, un confronto soprattutto da chi possa avere un problema simile.

Specifico che il problema non è mio, ma di mia sorella; io scrivo in sua vece per evitarle di stare seduta al PC.

Tre anni fa ha iniziato ad accusare un mal di schiena che, per un po', si è trascinato in maniera sopportabile, ma è esploso violentemente in concomitanza con un periodo lavorativo di particolare stress anche fisico (lavoro in piedi per molte ore).
Da lì in poi la situazione è degenerata. Per un po' è riuscita a tenerla sotto controllo affidandosi ad un istruttore di una palestra di wellness che le praticava massaggi atti a rilassare le tensioni muscolari e allungare le vertebre. Poi questo istruttore non ha più potuto seguirla, e non siamo riuscite a trovare un professionista in zona che effettuasse gli stessi trattamenti.

Naturalmente si è sottoposta a più visite specialistiche (fisiatriche, ortopediche, neurochirgiche) ma i vari cerotti antidolore, iniezioni di antidolorifici, cicli di ginnastica posturale o infiltrazioni tac-guidate non hanno alleviato il problema. Il sollievo le è venuto solo da quei trattamenti di cui parlavo e da alcune sedute shiatsu effettuate in vacanza in un'altra città (nella nostra non siamo riusciti a trovare professionisti certificati che le praticassero).

Dall'esame RX risulta un atteggiamento scoliotico e un'anca di 7 mm più alta dell'altra.
Dalla RM risulta artrosi inter-apofisaria bilaterale tra L3 e L5, con ipertrofia dei massicci articolari e dei ligamenti gialli.
L'elettromiografia rileva segni di sofferenza alle gambe. Naturalmente lo sciatico è sempre infiammato.

I medici hanno individuato delle protrusioni, giudicate non operabili, e hanno refertato il problema come "lombosciatalgia".

Il problema inizia a diventare invalidante, e non sappiamo quali ulteriori passi fare per affrontarlo.

Avete suggerimenti?

Grazie comunque per la pazienza d'aver letto il mio papiro.
Buonasera, credo che sua sorella ha un problema atrosico degenerativo alla colonna lombosacrale.
Ovvero degenerativo perchè i dischi intervertebrali stanno perdendo acqua (questo accade un pò a tutti dopo i 30-35 anni) per cui si assotigliano, si sfiancano ed iniziano a protrudere o erniare nel canale vertebrale; le vertebre iniziano a muoversi troppo (microinstabilità), le faccette articolari si ingrossano (ipertrofizzano), i legamenti gialli pure (nel tentativo di compensare questo movimento eccessivo) e tutto ciò porta ad una stenosi (restringimento) del canale vertebrale e dei forami di coniugazione (ovvero quei piccoli canali laterali alla colonna da cui escono le radici), per cui le radici nervose che si trovano nel canale vertebrale e che escono dai forami di coniugazione sono compresse.
questo inevitabilmente porta al dolore. Tutto dipende dal grado di questa compressione e dal tempo che l radici hanno avuto di adattarsi. Solitamente si inizia con un pò di mal di schiena (per la microinstabilità vertebrale) e poi iniziano a fare male le gambe e successivamente si perde forza alle gambe. Questa è una condizione progressiva, che può però peggiorare improvvisamente quando alla stenosi foraminale e del canale che si è creata con l'ingrossamento delle faccette articolari e dei legamenti gialli per compensare il movimento eccessivo si aggiunge la rottura del disco (ernia discale) causata anche dall'eccessivo movimento e quindi dalla maggiore tensione sul disco intervertebrale.
Le infiltrazioni (cortisonici ed anestetici) ovvero i blocchi antalgici faccettali, così come l'ozonoterapia o il laser (potenti antiinfiammatori locali), come la radiofrequenza, sono dei palliativi che agiscono sulle conseguenze e non sulla causa della compressione radicolare (ovvero la stenosi e l'instabilità vertebrale). Per cui questi trattamenti sono efficaci in fase iniziale quando la compressione è modesta. In fase iniziale è importante fare ginnastica posturale per cercare di allungare, rafforzare i muscoli paravertebrali che contribuiscono alla stabilità della colonna, e un cui corretto funzioanmento è importante per contrastare le posture viziate e gli atteggiamenti compensatori che si possono instaurare nelle fase iniziali dell'artrosi. solitamente all'inizio in assenza di deficit neurologici, non opero i miei pazienti ma li mando a fare ginnastica posturale.
differentemente se sua sorella ha fatto una elettromiografia, ovvero un esame strumentale oggettivo che ci dice che le radici L3-L4-L5 stanno soffrendo e si stanno danneggiando (denervazione, degenrazione assonale), l'unica soluzione è operarsi. Ovvero togliere l'osso e i legamenti in eccesso (decomprimere e liberare le radici nervose) e stabilizzare la colonna.
Oggi è possibile con il microscopio operatorio e la chirurgia miniinvasiva della colonna vertebrale, effettuare interventi molto poco invasivi e risolutivi, con recupero postoperatorio quasi immediato. questo ovviamento dipende dal quadro clinico, radiologico (importante è studiare i pazienti anche con esami dinamici ovvero in movimento tipo RX in flessoestensione, o RM sottocarico), dall'età del paziente e dai risultati degli esami neurofisiologici (vedere se ci sono radici che si stanno danneggiando in modo irreversibile).
Oggi è possibile decomprimere e stabilizzare una colonna vertebrale senza incisioni sulla schiena con approccio laterale (XLIF), oppure stabilizzare la colonna lombosacrale con piccole incisioni da 1-2 cm posterolaterali (fissaggio percutaneo con viti peduncolari e barre e posizionamento di gabbie intersomatiche: tecnica TLIF) oppure con un piccolo taglio mediano (4cm) effettuare una generosa decompressione posteriore ed una stabilizzazione con viti molto piccole (che il paziente nemmeno percepisce) e gabbie intersomatiche (MAS PLIF) oppure stabilizzare la colonna ad 1 livello e decomprimerla senza mettere viti con un piccolo fissatore posteriore (il famoso ASPEN).
Nel complesso ci sono molte possibilità poco invasive, per cui in caso di EMG con riscontro di danni alle radici, vale veramente la pena di farsi veder da uno specialista di colonna (io da neurochirurgo consiglio un neurochirurgo) e considerare seriamente la possibilità di un intervento chirurgico.

cordiali saluti
Alessandro Frati
Professore Associato di Neurochirurgia
Università degli Studi di Roma La sapienza

__________________
Prof. Alessandro Frati
Neurochirugo Ospedale Sant'Andrea Roma
Prof. Università La Sapienza Roma
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Profilo del medico - Dr. Domenico Corda

Dr. Domenico Corda
Nome:
Domenico Corda
Azienda:
Polimedica San Lanfranco, Pavia
Professione:
Fisiatra e Linfologo
Specializzazione:
Medicina Fisica e Riabilitazione, Idrologia Medica e Medicina Termale, Corso di perfezionamento in Medicina Estetica e in Flebologia ed Emodinamica
Contatti/Profili social:
sito web
Domanda al medico
Dr. Corda, ci dica la verità: dal linfedema si può davvero guarire?
   
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