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Dolori mestruali

87sweetdream87
 

C'è qualche prodotto ke potrei utilizzare x migliorare questo problema? Ogni mese sono costretta a prendere Sinflex forte. Grazie mille!

MIGLIOR COMMENTO
neurath83
Sinceramente penso di potervi aiutare.
Vi racconto la mia esperienza.
Soffrivo di dolori veramente forti ogni mese a causa delle mie ovaie maledettamente policistiche. Le mie sofferenze erano, oltre al dolore vero e proprio nella zona delle ovaie e dintorni, sensazione di nausea e bisogno di rimettere, vertigini e formicolio al palato, ai palmi delle mani e alle dita medio, anulare e mignolo di entrambe le mani. Potete immaginare come ero costretta a posizionarmi, praticamente dovevo tenere le gambe alzate per non svenire e il busto sollevato per non vomitare! Formavo una "V" sul letto, e se non prendevo il desketo (antiinfiammatorio veramente molto forte) in tempo ero costretta in questa posizione a sopportare quel dolore atroce per circa 2 ORE!!! Una volta ho cominciato a stare male a scuola (a 15 km da casa) e non avevo le pasticche con me!!! Non vi dico... ero stesa in bagno con il busto poggiato sulle gambe di una mia compagna e con i piedi prendevo a calci la parete! Ovviamente non era pensabile andare avanti così, anche perchè gli antiinfiammatori (anche quelli un po' più blandi) non sono il massimo e vanno comunque presi a stomaco pieno per limitarne i danni allo stomaco, ma in quella situazione chi avava voglia di mangiare!!! (Infatti ora soffro pure di reflusso e gastrite, ma questa è un'altra storia) Tornando a noi:
Mi sono decisa a fare un ecografia: ovaio policistico, avevo una ciste 5cm X 6cm.
Seconda ecografia: ciste riassorbita (x fortuna) ma altre piccole cisti tutte intorno alle mie ovaie!
A questo punto ho deciso di cominciare ad utilizzare il cerotto anticoncezionale EVRA (x unire l'utile al dilettevole). In effetti dopo 2 o 3 mesi stavo meglio e non avevo più bisogno del desketo (intendiamoci, non è che non sentissi più niente, ma avevo i doloretti di una persona normale!). Dopo un anno però il mio corpo si era sensibilizzato e il cerotto mi dava prurito, così senza fare pause la ginecologa mi ha prescritto la pillola Harmonet. Con questa sono andata avanti 2 anni.
Quest'anno però con la ginecologa abbiamo deciso di sospenderla per un po' perchè cominciavo ad avere ad ogni mestruazione dei fortissimi mal di testa, inoltre abbiamo scoperto che mia nonna ha un tumore al seno e sappiamo che pillola e familiarità con i tumori non vanno proprio d'accordo!
Ero terrorizzata all'idea di tornare ad affrontare ogni mese quelli che ormai erano solo un ricordo!
Fortunatamente la mia dottoressa è molto preparata anche per quello che riguarda la fitoterapia, ma sicuramente il fatto che io sia un'erborista la spinta a propormi di curarmi con i miei prodotti e così ho fatto.
La visita era il 14 Maggio, dal 15 ho cominciato a prendere 3 volte la settimana la mattina a digiuno Fisiosol DSM (della Specchiasol), una miscela di oligoelementi (Manganese - Cobalto - Zinco - Rame - Magnesio), e tutti i giorni Rosalyn plus (sempre Specchiasol) 1 perla la mattina e una il pomeriggio (olio di borragine, di oenothera e di soia, lievito ricco in zinco e rame e olio essenziale di salvia).
Ho continuato a prendere la pillola fino alla fine della confezione (circa 10 giorni dalla visita ginecologica) per cui per la mestruazione successiva ero coperta dall'effetto della pillola, ma ho comunque cominciato subito il trattamento fitoterapico perchè, si sa, la fitoterapie ha bisogno di tempoe almeno per il mese di giugno volevo essere tranquilla. Devo dire che già alle prime mestruazioni di fine maggio non mi è venuto il solito mal di testa. Il 28 giugno mi sono tornate le mestruazioni per la seconda volta dalla sospensione e questa volta non ero più coperta dall'effetto della pillola visto che già da 1 mese non la prendevo più (a proposito ho fatto anche un po' di depurazione per liberarmi dalle tossine accumulate). Vi giuro, io non sono mai stata tanto bene in vita mia! Il primo giorno ha sentito un po' di fastidio alla pancia, ma niente in confronto ai dolori soliti e pure in confronto ai doloretti che avevo nonostante la pillola. Ora sto per sospendere il trattamento perchè va fatto per due mesi e poi sospeso per un mesetto. Vi farò sapere questo mese come va, non voglio cantare vittoria troppo presto.
__________________
Queste indicazioni sono da intendersi come puro suggerimento e non intendono sostituirsi ai consigli del medico. In presenza di patologie è meglio consultare il proprio medico curante.

https://secondonaturacdc.wordpress.com/
https://www.facebook.com/ErboristeriaSecondoNatura
http://www.ebay.it/sch/secondo_natur...1&_ipg=&_from=
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angelinajolie
 

Anch'io prendo sinflex forte e a volte non mi fa niente.

87sweetdream87
 

A chi lo dici... Sn dei dolori ke nn mi permettono nemmeno di uscire di casa... Speriamo ke qualcuno ci consigli un rimedio, anche se mi sembra difficile.

87sweetdream87
 

Grazie x averci risposto! Allora aspettiamo tue notizie, così in caso inizio anch'io con questo trattamento...

bambi1978
 

io oggi sto male da morire... nn ce la faccio neppure a camminare

TA79
 

io invece ho un piccolo doloretto
niente d che

kosmo
 

Io posso condivedere con te quello che consiglio nel mio studio con ottimi risultati da parecchio tempo.

Cerco di darti una risposta completa anche sotto il profilo fitoterapico.

Dopo aver provato e consigliato miriadi di prodotti mi sono fermato su 2 prodotti chiati herbal complex feminine e OLF herbal complex.

FEMININE
Contiene dioscorea, che ha dimostrato di favorire la normale funzione femminile.

Contiene iperico, che favorisce la calma ed aiuta ad avere un atteggiamento mentale positivo.

Contiene agnocasto, che aiuta a regolare il ciclo mestruale e favorisce la normale funzione femminile.

Ha purezza, concentrazione e uniformità garantita.

Ha una formula a base di erbe al 100% naturale, che non contiene prodotti chimici o animali.


OLF
Contiene salvia, per un generale aumento di energia, forza e resistenza.

Ha una formula adaptogenica. Favorisce tutte le principali funzioni del corpo.

Contiene damiana, per favorire la migliore funzionalità e resistenza.

Contiene il fungo ganoderma lucidum, per la pulizia dell’organismo.

Contiene iperico, che favorisce la calma ed aiuta ad avere un atteggiamento mentale positivo.

Contiene avena, per una rinnovata vitalità.

Ha purezza, concentrazione e uniformità garantita. Ha una formula a base di erbe al 100% naturale, che non contiene prodotti chimici o animali.

Non sono reperibili facilmente sul mercato, credo non si trovino nemmeno in farmacia o erboristeria, io me li procuro direttamente dal produttore italiano. In caso se ti interessa per non fare pubblicità qui, ti faccio avere l'indirizzo per procurarteli direttamente (hanno anche un costo molto accessibile).

Spero di averti dato un buon consiglio, io posso solo dirti che con questa soluzione le sognore che hanno fiducia in me risolvono molto bene il problema.

Un caro saluto
Stefano RIGATO
Naturopata iscritto al SINAPE
(Sindacato Nazionale Naturopati Pranoterapia Erboristeria e Discipline Bio Naturali)

Maurooruam
 

Secondo il mio punto di vista i prodotti a base di iperico non dovrebbero essere di libera vendita, come purtroppo invece è, e dovrebbero essere assunti solo sotto controllo medico.

Per il ganoderma lucidum: è un fungo che non andrebbe assunto da chi è in terapia anticoagulante o antiaggregante piastrinica in quanto potenzia l'effetto di questi farmaci con un meccanismo aspecifico e che porta dunque ad un aumentato rischio di eventi emorragici

Citazione:
Citazione: Ha una formula a base di erbe al 100% naturale, che non contiene prodotti chimici o animali
Anche le sostanze naturali sono prodotti chimici!! E se un prodotto ha attività biologica è irrilevante che sia naturale o prodotto in laboratorio: è proprio la sua struttura chimica che ne permette l'interazione con certi recettori dell'organismo che portano a scatenarsi tutta una serie di eventi che hanno come risultato finale l'effetto terapeutico (o quello tossico).
Evitiamo per favore di indurre in errore con l'equazione naturale=non pericoloso, non è assolutamente vera

cleopatra81
 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da Maurooruam

Secondo il mio punto di vista i prodotti a base di iperico non dovrebbero essere di libera vendita, come purtroppo invece è, e dovrebbero essere assunti solo sotto controllo medico.

Per il ganoderma lucidum: è un fungo che non andrebbe assunto da chi è in terapia anticoagulante o antiaggregante piastrinica in quanto potenzia l'effetto di questi farmaci con un meccanismo aspecifico e che porta dunque ad un aumentato rischio di eventi emorragici.
Anche le sostanze naturali sono prodotti chimici!! E se un prodotto ha attività biologica è irrilevante che sia naturale o prodotto in laboratorio: è proprio la sua struttura chimica che ne permette l'interazione con certi recettori dell'organismo che portano a scatenarsi tutta una serie di eventi che hanno come risultato finale l'effetto terapeutico (o quello tossico).
Evitiamo per favore di indurre in errore con l'equazione naturale=non pericoloso, non è assolutamente vera
STRA-QUOTO!! L'iperico è una sostanza che può interagire con molti altri farmaci (contraccettivi orali, anticoagulanti, antidepressivi, antiepilettici ecc.) e quindi può diminuire l'efficacia di questi farmaci o indurre intossicazione !!! State attente ragazze! Se pensate che sono tutte cose naturali e che non fanno male..state sbagliando alla grande!

kosmo
 

Il nome scientifico dell'iperico è Hypericum perforatum.

Viene subito da chiedersi: perché perforatum. Perché le sue foglie sono picchiettate di minuscole ghiandole trasparenti che in controluce appaiono come forellini e che contengono resina e oli essenziali incolori.

I fiori sono di un giallo carico e i petali sono ricoperti di puntini neri, che, se sfregati, tingono le dita di rosso.

Molti erboristi sostengono che i " forellini " traslucidi e i " puntini " contengono i principi medicinali più attivi.

Il gambo dell'Hypericum perforatum è particolare; così lo descrive il dottor RudoIf Fritz Weiss nel suo libro Nerbai Medicine:

La pianta presenta due rilievi lungo lo stelo, un fenomeno alquanto raro nel mondo botanico, in quanto la regola generale è rappresentata da steli a sezione rotonda o quadrata. Solo l'Hypericum perforatum dispone di questi due rilievi, che danno l'impressione di uno stelo appiattito.

L' Hypericum perforatum è conosciuto anche come "erba di san Giovanni". Ovviamente il "mistero" di questo nome può essere chiarito soltanto facendo ricorso a varie leggende, le quali tuttavia concordano sul fatto che "Giovanni " sia da identificare con il Battista e non con l'apostolo. Ecco alcune di queste leggende.

• La prima si basa sulla Bibbia, nella quale si afferma che Giovanni si nutriva di locuste e di miele selvatico. Il termine greco per locusta (akron), però, non indica tanto l'insetto quanto la cima delle piante su cui la locusta si posa. È vero che di solito, nella Bibbia, akron indica l'insetto, tuttavia, quando la leggenda si sofferma a descrivere le preferenze culinarie del Battista, utilizza lo stesso termine sia per l'insetto sia per la pianta.

L'iperico e la depressione

Altre leggende hanno poi compiuto un vero "balzo da locusta" nel ritenere che la pianta ingerita da san Giovanni con i suoi insetti coperti di miele fosse Hypericum perforatum...

• Un'altra spiegazione prende spunto dai "puntini" neri sui petali e dai "forellini" sulle foglie: i primi rappresenterebbero il sangue versato da san Giovanni decapitato, i secondi le lacrime sparse da chi assistette a quel crudele spettacolo.

• La terza spiegazione si basa sul fatto che l'Hypericum perforatum è una pianta selvatica (nel Colorado e in Australia viene considerata addirittura un'erba infestante) che fiorisce in estate, più o meno all'epoca in cui si festeggia san Giovanni (24 giugno). Ed ecco perché l'iperico, i cui fiori ricoprono i prati di un colore giallo vivo, fù soprannominato "erba di san Giovanni".

Quale che sia l'origine del nome, è certo che nel Medioevo, la notte della vigilia di san Giovanni, era costume dormire con un mazzolino d'iperico sotto il cuscino, nella convinzione che, così facendo, il santo apparisse in sogno e proteggesse il dormiente dalla morte per un anno intero.

L'iperico come medicina

nel suo libro Thè Healing Power of Herbs, il dottor Michael T. Murray afferma:

L'erba di san Giovanni ha una lunga tradizione nell'uso popolare:

Ippocrate (il padre della medicina), Dioscoride, il più rinomato medico dell'antica Grecia, e Plinio il Vecchio (nell'antica Roma) la impiegarono per curare molte malattie.

Il nome latino Hypericum perforatum deriva dal greco e significa "contro i fantasmi": questo perché si credeva che l'erba respingesse gli spiriti maligni, i quali non potevano sopportarne l'odore. Difatti un altro appellativo popolare dell'iperico è "erba scacciadiavoli".

Nella medicina popolare, l'erba di san Giovanni è stata impiegata per curare sia ferite (date le sue elevate proprietà antibatteriche e antivirali) sia disturbi ai reni e ai polmoni... ma anche per sanare quella che oggi definiamo depressione.

Nella Rodale's Illustrateci Encyclopedia of Herbs leggiamo:

Quest'erba viene considerata benefica per l'apparato digerente; in particolare si è sempre ritenuto che i suoi componenti alleviassero i disturbi dovuti all'ulcera e alla gastrite. Inoltre è stata usata per combattere la nausea e la diarrea. Anche i lividi e le emorroidi sembrano trarre giovamento dalla sua applicazione. E stata impiegata per scopi sedativi e analgesici. I fiori, aggiunti a un particolare olio di uso medico, hanno effetto lenitivo sulle ferite da taglio. Gli erboristi infine le attribuiscono la proprietà di indurre (o aumentare) un senso di benessere.

Molto tempo prima che la depressione venisse identificata dalla medicina tradizionale come una malattia dai connotati precisi, i suoi sintomi "preoccupazione", "inquietudine nervosa", disturbi del sonno e altri ancora venivano curati con l'erba di san Giovanni. E anche nella moderna medicina erboristica l'erba di san Giovanni è impiegata soprattutto nella cura della depressione. Se vi siete rivolti a un erborista per curare la depressione, quasi sicuramente vi avrà consigliato l'iperico.

Per quanto riguarda invece l'uso estensivo dell'iperico nella medicina tradizionale, si può dire che siamo soltanto agli inizi. Le premesse tuttavia sono più che incoraggianti. Attualmente infatti l'efficacia dell'iperico viene studiata per la cura dell'AIDS, di varie forme di cancro, dell'enuresi notturna nei bambini, di alcune malattie della pelle (come la psoriasi), dell'artrite reumatoide, delle ulcere peptiche e, non ultimo, del mal di testa da sbornia. (L'iperico si solubilizza bene e si conserva nell'alcool. Chissà, forse, tra qualche tempo, l'iperico sarà aggiunto alle bevande alcoliche perché agisca come "riduttore" dei postumi delle sbronze...)

Le novità positive

A questo punto, dopo aver esaminato le caratteristiche generali dell'iperico e della depressione, possiamo approfondire le novità positive riguardanti i rapporti tra la pianta e la malattia.

La ricerca medica ha dimostrato che l'iperico è un trattamento efficace per la depressione: altrettanto efficace, nella maggior parte dei pazienti, degli antidepressivi tradizionali. In sintesi, le ricerche cliniche dimostrano che dal 50 all'80 per cento dei pazienti depressi manifesta una significativa diminuzione dei sintomi e un corrispondente aumento dello stato di benessere. L'entità del successo è comparabile a quella degli antidepressivi tradizionali; tuttavia, a differenza di questi ultimi:

1) gli effetti collaterali dell'iperico sono pochi e lievi,

2) l'iperico costa molto meno,

3) l'iperico non ha bisogno di ricetta medica.

Tutto ciò rende chiaro fino a che punto questa pianta può essere usata nel trattamento sia della depressione a lungo termine e a bassa intensità sia della depressione maggiore nella sua forma lieve e in quella moderata.

Oltre cinquemila pazienti sono stati coinvolti nel suo studio iniziale e oltre duemila tra loro sono stati inclusi in studi in doppio cieco. Otto comparazioni testa a testa hanno dimostrato un'efficacia dell'iperico paragonabile a quella dei tarmaci tradizionali, ma con minori effetti collaterali. In Germania, più di venti milioni di persone assumono regolarmente l'iperico contro la depressione.

Gli effetti collaterali dell 'iperico

utilizzata per secoli dalla medicina popolare, l'erba di san Giovanni vanta un eccellente record di sicurezza, confermato da ricerche mediche recenti. L'uso massiccio di iperico in Germania (sessantasei milioni di dosi giornaliere all'anno) non ha prodotto referti medici che denuncino un grave impatto con il farmaco o un effetto tossico in seguito a un iperdosaggio accidentale.

D'altro canto, non esiste sostanza che possa dirsi del tutto sicura. Infatti, qualunque elemento tra quelli essenziali alla nostra vita, se assunto in eccesso, è molto dannoso. Ecco perché su tutte le confezioni dei farmaci è riportata l'indicazione: "da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medica ". Anche il comune sale da cucina un minerale necessario per la nostra vita è mortale se ingerito in quantità eccessiva.

Nell'analizzare gli effetti collaterali di una certa sostanza, bisogna anzitutto valutare il pericolo relativo. In altri termini, ci si deve chiedere: quanto è tossica una data sostanza rispetto a un'altra? L'aspirina è meno tossica della morfina, ma più tossica, per esempio, della vitamina C.

Vanno altresì confrontati i rischi con i benefici relativi, il danno causato dalla malattia e il danno potenziale derivabile dal trattamento. La chemioterapia utilizza alcune tra le sostanze chimiche più tossiche, ma, se pensiamo alle conseguenze del non utilizzo di tali sostanze la morte per cancro, esse diventano clinicamente accettabili.

Che cosa possiamo dire dell'iperico a questo riguardo?

Dal punto di vista della tossicità, l'iperico è più sicuro dell'aspirina. Negli Stati Uniti, ogni anno da cinquecento a mille persone muoiono a causa dell'aspirina, in genere per emorragie inteme. L'iperico, al confronto, non ha registrato un solo decesso in almeno 2400 anni di impiego farmacologico.

Infatti l'unico effetto tossico di cui siamo a conoscenza si manifesta in alcuni animali a pelo corto, come la pecora, che muore non tanto per avere ingerito, brucando, grandi quantità di erba di san Giovanni, ma per essersi esposta al sole successivamente: questa è la ragione per cui in Australia l'iperico è considerato un'erba dannosa. L'iperico aumenta la sensibilità dell'animale alla luce, per cui questo si ammala e talvolta muore a causa delle ustioni (in termini medici si parla di fototossicità).

Questo fenomeno, per quanto teoricamente possibile negli uomini, non è mai stato documentato in rapporto alle dosi di iperico raccomandate per la cura della depressione. Anche nel caso della ricerca sull'AIDS, che implica la somministrazione di iperico per via endovenosa in quantità trentacinque volte superiori a quelle per la depressione, gli effetti fototossici sono stati scarsi e comunque mai letali. (E allo studio la possibilità di ricorrere a dosi più elevate di iperico sfruttandone le proprietà antivirali).

Tuttavia il rischio della fototossicità va considerato se il paziente ha già manifestato una sensibilità specifica alla luce solare o se è in cura con altri farmaci fotosensibilizzanti, come la Clorpromazina o le Tetracicline.

In uno studio condotto su 3250 pazienti sottoposti a iperico, solo il 2,4 per cento ha manifestato effetti collaterali.

Tali effetti collaterali tendono a essere lievi. Le affezioni gastrointestinali rappresentano lo 0,6 per cento, le reazioni allergiche lo 0,5 per cento, l'astenia lo 0,4 per cento, l'agitazione lo 0,3 per cento.

(E interessante tuttavia notare che, in quindici studi condotti su 1008 pazienti, gli effetti collaterali nel gruppo di controllo, cui era stato somministrato un innocuo placebo, sono stati leggermente superiori a quelli del gruppo sottoposto a iperico: 4,8 per cento nel gruppo del placebo contro 4,1 per cento nel gruppo dell'iperico. Anche il tasso delle interruzioni si è dimostrato superiore nel gruppo del placebo: 1,8 per cento rispetto allo 0,4 per cento nel gruppo dell'iperico.)

Un valore superiore viene riportato dal British Medical Journal in una rassegna di sei studi sull'iperico: il 10,8 per cento dei pazienti ha manifestato effetti collaterali con l'iperico (simili a quelli elencati sopra) contro il 35,9 per cento di effetti collaterali nei pazienti trattati con farmaci antidepressivi tradizionali. Anche in base a questo valore, il British Medicai Journal ha concluso che gli effetti collaterali dell'iperico sono "rari e di lieve entità".

Sempre il British Medical Journal ha proposto che vengano svolti ulteriori studi sui possibili effetti collaterali dell'iperico a lungo termine, una raccomandazione che sottoscriviamo di tutto cuore, forti anche di quei riscontri positivi nella storia della medicina popolare che abbiamo già ricordato, come pure dei ventidue milioni di persone che in Germania hanno assunto l'iperico per oltre un anno senza manifestare alcun nuovo effetto, o effetti negativi più diffusi, rispetto a quelli riscontrati da studi clinici effettuati sul breve periodo.

A questo proposito vale la pena segnalare che alcuni dei più preoccupanti effetti collaterali degli antidepressivi tradizionali - disfunzioni sessuali, interazioni negative con l'alcol o con altri farmaci, secchezza delle fauci, cefalea - non sono stati individuati nei pazienti trattati con l'iperico.

Inoltre, gli effetti negativi dell'iperico si sono dissolti quando i pazienti ne hanno sospeso l'uso. Non sono dunque stati rilevati effetti collaterali "irreversibili": in altre parole non si è verifìcato alcun danno permanente e tutti gli effetti nocivi sono scomparsi non appena i pazienti hanno smesso di assumere l'iperico.

A ogni buon conto, se paragonati ai sintomi della depressione, gli effetti negativi dell'iperico sono lievi. Ricordiamo che sono stimati in 21.000 i suicidi (il 70 per cento del totale) causati direttamente dalla depressione non curata. E vari studi hanno dimostrato che, per ogni suicidio, vi sono dieci tentati suicidi e un centinaio d'individui che meditano seriamente di togliersi la vita.

La depressione non curata è la causa principale dell'alcolismo e dell'abuso di droghe. Una percentuale significativa di divorzi, di violenza nei confronti dei familiari, di assenteismo, di perdita del lavoro e di fallimenti è attribuibile a una depressione trascurata.

Si stima che negli Stati Uniti le perdite associate alla depressione superino i quaranta miliardi di dollari l'anno. E chi può stabilire il prezzo della sofferenza quotidiana dei dodici milioni di americani e dei tre milioni circa di italiani che soffrono di depressione ma che non ricevono alcun trattamento?

Se li paragoniamo ai sintomi della depressione, gli effetti collaterali dell'iperico appaiono trascurabili. Per la maggior parte delle persone che soffrono di depressione, i potenziali benefici superano di gran lunga l'eventuale rischio nell'assunzione dell'iperico.

La bassa percentuale di effetti negativi dell'iperico - in particolare nelle dosi raccomandate per la cura della depressione - lo colloca nella categoria delle erbe, delle vitamine, dei minerali e dei farmaci "da banco". Dunque, a condizione di essere sempre attenti ai potenziali effetti collaterali, i consumatori bene informati possono assumere l'iperico con assoluta tranquillità.

Dosaggio dell 'iperico

in base alla maggior parte degli studi clinici, la posologia ottimale dell'iperico è pari a 300 mg di estratto di iperico, contenenti lo 0,3 per cento di ipericina (un ingrediente attivo dell'iperico), tre volte al giorno. La dose di 300 mg è contenuta in una singola compressa o capsula.

Secondo alcuni studi, una compressa per pasto - colazione, pranzo, cena - è un modo conveniente ed efficace di assumere l'iperico. Secondo altri, due dosi da 300 mg a colazione e una terza dose a pranzo o a cena funzionano meglio.

Dato che l'iperico viene tollerato così bene dall'organismo, gli esperimenti relativi al dosaggio e ai tempi di assunzione presentano rischi assai inferiori rispetto a quelli derivanti della sperimentazione con i tarmaci tradizionali.

Poiché gli effetti collaterali sono pochi anche con dosi significativamente superiori, è possibile, per esempio, assumere quattro capsule da 250 mg al giorno, qualora siano le uniche disponibili.

I bambini molto piccoli dovrebbero prendere complessivamente 300 mg di iperico al giorno, mentre quelli un po' più grandi possono arrivare a 600 mg al giorno. Per gli adolescenti si consiglia la dose di un adulto.

L'efficacia dell'iperico nel curare la depressione non dovrebbe essere valutata se non dopo sei settimane di trattamento con una dose giornaliera di 900 mg. Analogamente agli antidepressivi tradizionali, l'effetto dell'iperico si manifesta per gradi. Le ricerche però indicano che, in genere, l'iperico impiega più tempo degli antidepressivi tradizionali per raggiungere il massimo effetto.

Attenzione quindi a non interrompere il trattamento dopo una o due settimane, dicendo: "Secondo me, questo metodo non funziona". Prestate attenzione ai possibili effetti collaterali, assumete l'iperico come indicato ed effettuate una valutazione oggettiva dei benefici dopo sei settimane dall'inizio della cura.

Nel caso in cui si verifichino effetti negativi, siete comunque tenuti a consultare il vostro medico di fiducia. Spesso tali effetti dell'iperico - in particolare quelli più blandi - vanno incontro a una remissione spontanea con l'assuefazione da parte dell'organismo. Talvolta invece è necessaria una leggera diminuzione della dose prima che l'organismo si assesti.

Qualora i sintomi siano gravi, invece, interrompete l'assunzione di iperico e interpellate il medico. Tutti i sintomi dovrebbero scomparire entro pochi giorni.

Se i sintomi della depressione dovessero peggiorare o indurvi a seguire un impulso suicida, chiamate immediatamente il medico.

Dopo sei settimane, in funzione del risultato ottenuto, si può decidere se assumere una dose di iperico leggermente superiore o leggermente inferiore.

Se nell'arco di sei settimane non avete avvertito alcun effetto benefico, consultate il medico e discutete con lui la possibilità di ricorrere a un antidepressivo tradizionale. Al pari dell'iperico, gli antidepressivi da prescrizione non sono ne stimolanti né "eccitanti" e neppure creano dipendenza.

La depressione deve essere curata, anche se a un costo e con effetti collaterali maggiori, qualora gli antidepressivi tradizionali siano necessari per trattarla efficacemente.

Ricordate che si può scegliere tra molti antidepressivi. Se ne assumete uno poco efficace, o che vi procura gravi effetti collaterali, parlatene al medico: sicuramente troverete l'antidepressivo che fa al caso vostro.

I giovani, gli anziani e i malati

Il 2 per cento dei bambini e il 5 per cento degli adolescenti soffrono di depressione. Gli individui che hanno più di sessantacinque anni e i malati cronici o gravi hanno maggiori probabilità di essere depressi rispetto al resto della popolazione.

Purtroppo, costoro tollerano meno gli effetti collaterali causati dagli antidepressivi tradizionali, oppure trovano che questi ultimi interagiscono negativamente con i medicinali che stanno già assumendo.

Dati i suoi ridotti effetti collaterali, l'apparente assenza di interazioni con gli altri farmaci e il costo relativamente basso, l'iperico si propone dunque come la scelta ideale per alleviare i sintomi depressivi soprattutto nei soggetti più giovani, in quelli anziani e nei malati.

Bisogna comunque essere estremamente cauti nel prescrivere farmaci ai bambini. Il loro sistema nervoso infatti è ancora in fase di sviluppo, e per questo motivo il medico è spesso restio a prescrivere antidepressivi ai bambini. Con l'iperico tale preoccupazione si riduce di molto.

Nei giovani e negli anziani, invece, di solito la depressione viene liquidata con frasi del tipo: "E' una fase passeggera" (per i primi) o: "E' una fase del processo d'invecchiamento" (per i secondi). Se però la "fase" dura più di due settimane, allora siamo in presenza di una depressione.

Il semplice "invecchiare", inoltre, non dovrebbe mai includere i sintomi della depressione su base evolutiva. Come ha riferito il dottor Michael Jenike, curatore del Joumal of Geriatrie Psychiatry and Neurology, " i ridotti effetti collaterali rendono l'iperico particolarmente indicato per la cura delle forme lievi e moderate di depressione nei nostri pazienti anziani".

Nei malati, infine, i sintomi della depressione spesso si confondono con quelli della malattia fisica: astenia, dolori, confusione, ansia... Eppure, giacché una grave malattia può innescare una depressione, a maggior ragione va tenuta presente l'eventualità che un individuo in condizioni fisiche non buone sia depresso. E' dunque sbagliato liquidare sbrigativamente quei sintomi come "inevitabili conseguenze della malattia".

Cio' che io ho consigliato contiene oltretutto un ESTRATTO DI IPERICO in quantità estremamente bassa, è la sinergia degli ingredienti che da un ottimo risultato.

Saluti STEFANO

Maurooruam
 

Questi sono i post che sono tentato di cancellare, non per puro gusto di censura ma perché altamente diseducativi verso le persone che non sono "addette ai lavori". Si cerca di far credere che i farmaci di sintesi sono peggiori di quelli naturali: invece NON C'E' ALCUNA DIFFERENZA, entrambi hanno effetti positivi e negativi. Entrambi devono essere presi nei tempi e nei modi giusti e solo in caso di effettiva necessità.
Soprattutto mi fa inorridire una frase di questo tipo [quote] Citazione:

Citazione:
Messaggio inserito da kosmo
Bisogna comunque essere estremamente cauti nel prescrivere farmaci ai bambini. Il loro sistema nervoso infatti è ancora in fase di sviluppo, e per questo motivo il medico è spesso restio a prescrivere antidepressivi ai bambini. Con l'iperico tale preoccupazione si riduce di molto
Altra cosa, quando si fanno affermazioni precise bisogna anche citare fonti precise, non un generico "lo ha detto tizio" oppure "è scritto qui". Queste informazioni altrimenti non valgono niente.

Il problema dell'iperico e per il quale ritengo che dovrebbe essere prescritto solo da personale medico è che ha numerose interazioni con svariati farmaci che possono essere presi per altre patologie in atto e che, senza un'approfondita visita e conoscenze specifiche non vengono mai presi in considerazione.
Fra queste interazioni, in seguito a induzione di enzimi del citocromo P450, troviamo ad esempio quella con alcuni inibitori delle proteasi (terapia anti-HIV), con la teofillina (asma), con il warfarin (terapia anticoagulante), con la ciclosporina (terapia antirigetto in seguito a trapianto d'organo), con la digossina (insufficienza cardiaca). E, caso certamente più frequente, con gli anticoncezionali orali.
Oltre a queste interferenze che rischiano di rendere la terapia inefficace, e in certi casi porre a rischio la vita del paziente, ci sono poi le interferenze sommatorie con antidepressivi triciclici, I-MAO e SSRI che rischiano di portare ad una sindrome serotoninergica.

Quindi affermare che sia ben tollerato e che gli effetti collaterali si limitino a pochi casi, soprattutto di problemi gastro-enterici, anche se le cose stanno effettivamente così, non è però sufficiente a garantire che l'iperico possa essere utilizzato a cuor leggero e sopratutto che sia di libera vendita e somministrabile in regimi terapeutici non controllati.

Per tutti questi problemi di interazioni mi sembra quindi che non sia una droga da prendere alla leggera. Non a caso in vari paesi si stanno chiedendo se non sia il caso di regolamentarne l'uso (vedi ad es. H. McGarry, M. Pirotta, K. Hegarty, J. Gunn, General practitioners and St. John’s Wort: A question of regulation or knowledge? Complementary Therapies in Medicine 2007;15:142—14

PS: per le fonti di cui sopra:
Hammerness P, Basch E, Ulbricht C, et al. St. John’s Wort: a systemic review of adverse effects and drug interactions for the consultation psychiatrist. Psychosomatics 2003;44:271—82.

Johne A, Brockmoller J, Bauer S, Maurer A, Langheinrich M, Roots I. Pharmacokinetic interaction of digoxin with an herbal extract from St John’s Wort (Hypericum perforatum). Clin Pharmacol Ther 1999;66:338—45.

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neurath83
 

ragazze, questo fine settimana mi deve tornare il ciclo, ho continuato a prendere solo gli oligoelementi 3 volte a settimana e non ho più ripreso le perle di olio e lievito, speriamo bene! vi farò sapere appena ci sono novità (sinceramente sono un po' angosciata)

per mauro, finché ci saranno moderatori attenti, informati e scrupolosi come te non ci sarà bisogno di censure

neurath83
 

resoconto della settimana: mercoledì torno a casa dopo il lavoro e mi accorgo che mi è tornato il ciclo, sul momento non prendo niente perchè mi aspettano per cena, dopo cena comincio a sentire dei doloretti, perciò vado in casa e prendo il fosforo (antispasmodico) e il lampone (ottimo per stabilire l'equilibrio degli organi genitali femminili), dopo un po' però i dolori aumentano e diventano forti, il tutto dura circa 2 ore, tra masaggi alla pancia e movimento di gambe per alleviare il dolore. Fortunatamente non ho avuto problemi di formicolio, vertigini o spasmi veramente insopportabili, ma non è stato comunque divertente, nè una passeggiata! Comunque sono contenta perchè a parte il primo giorno non ho più avuto problemi, mentre prima i dolori erano il primo ed il terzo giorno! Ho però deciso che le perle le prenderò tutti i mesi per le due settimane che precedono il ciclo, mentre continuerò con gli oligoelementi come prscritto per cicli di almeno due mesi e pause di un mese. Vediamo come evolve la situazione. Voi come va? come siete state? Un abbraccio

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