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"Naturale" e Fitovigilanza

Dott. Alessandro Taroni
 

E' disponibile il nuovo numero di "Reazioni", il bollettino di Farmacovigilanza curato dall'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Pur destinato soprattutto agli operatori sanitari, penso possa essere una lettura interessante e utile per chiunque.

Segnalo qui il numero 5/2007 perchè l'editoriale, il primo e l'ultimo articolo riguardano molto da vicino la Fitoterapia (rispettivamente ribadendo che "naturale" e "innocuo" non sono sinonimi, presentando un riassunto delle interazioni farmacologiche dell'iperico e fornendo recenti dati relativi alle segnalazioni di reazioni epatiche da prodotti contenenti erbe).

MIGLIOR COMMENTO
Maurooruam
Grazie della segnalazione.
E' un articolo in perfetta sintonia con il mio modo di vedere le cose
__________________
Moderatore di Erbe e Rimedi Naturali

Naturale NON è sinonimo di innocuo[/color]
_______________________________________
Le erbe interagiscono con altri farmaci!!!
Leggi altri commenti
slv
 

Condivido. Anchio quando voglio reperire reazioni avverse e interazioni tra erbe e farmaci colsulto il sito della farmacovigilanza. Mi permetto appunto di lasciare qui il link: www.fitovigilanza.org

neurath83
 

Complimenti, ottima segnalazione

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Dott. Alessandro Taroni
 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da Maurooruam


E' un articolo in perfetta sintonia con il mio modo di vedere le cose
Sapevo che avresti apprezzato [8D]

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da slv

quando voglio reperire reazioni avverse e interazioni tra erbe e farmaci colsulto il sito della farmacovigilanza. Mi permetto appunto di lasciare qui il link: www.fitovigilanza.org
Quel sito dovrebbe diventare il punto di riferimento del Ministero e delle varie istituzioni ufficiali preposte alla sanità in Italia: a parer mio rappresenta un vanto per il nostro Paese e un encomiabile servizio a disposizione per tutti i professionisti sanitari (e, di riflesso, per il cittadino).
Mi infastidisce molto quando, in tema di sanità, il politicante di turno si appoggia a fonti poco competenti e di dubbia attendibilità piuttosto che, ad esempio, al sito che hai citato... e i media dietro, a tirar acqua al mulino delle fandonie e delle favolette, pur di fare audience: tanto chi se ne frega della tutela della salute pubblica?

Uh... ehm... scusate lo sfogo (in questi frangenti sono preda delle frustrazioni) [)]

Dott. Alessandro Taroni
 

"Tra i medici di famiglia, 25 su 100 usano le medicine non convenzionali: un quarto esatto, contro il 13% dei pazienti. Sei su 10 consigliano agopuntura, chiroterapia, fitoterapia, omeopatia, il 65% sono i favorevoli a insegnare queste materie all'università, e i contrari si limitano al 7%. Sono questi i risultati di una ricerca che l'Agenzia Regionale di Sanità della Regione Toscana ha condotto su un campione significativo di professionisti. Secondo il Centro di Medicina Naturale di Empoli, diretto da Fabio Firenzuoli, il 20% dei pazienti fa ricorso a erbe medicinali a scopo curativo, spesso senza neppure avvertire il proprio medico.

Tuttavia i dati sono molto discordanti rispetto a questi dell'Istat, che segnala solo un 4% di persone che ricorrono alla fitoterapia.

Firenzuoli commenta, polemicamente, che è un errore impostare la domanda sul termine fitoterapia, perché moltissimi pazienti ne ignorano il significato
(vale anche per l'Omeopatia, ndDarimar). "Si chieda quanti usano erbe medicinali", dice, "Si scoprirà così che sono molti, molti di più".
Inoltre tra gli avvelenamenti da "prodotti naturali" registrati al Centro Antiveleni dell'ospedale Niguarda di Milano il 40% é dovuto a oli essenziali, il 25% a prodotti erboristici e il 35% a prodotti omeopatici. All'Istituto Superiore di Sanità sono pervenute oltre 230 segnalazioni di reazioni avverse causate da prodotti naturali, in particolare epatiti acute. Due i casi mortali."


Fonte: Farmacista33 del 09/10/2007

Argomento correlato: report dell'Associazione Americana dei Centri Antiveleno

slv
 

Concordo ancora con te Darimar. Finchè nelle erboristerie non ci sarà personale specializzato in Italia continueranno ad esserci questi problemi con l'uso indiscriminato e inconsapevole delle erbe.

Dott. Alessandro Taroni
 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da slv

Concordo ancora con te Darimar. Finchè nelle erboristerie non ci sarà personale specializzato in Italia continueranno ad esserci questi problemi con l'uso indiscriminato e inconsapevole delle erbe.
Purtroppo il problema non è rappresentato dalle sole erboristerie: riguarda anche i supermercati, gli esercizi farmaceutici e, purtroppo, le farmacie.
O meglio, il problema, a parer mio, non è rappresentato tanto dalla "sede di vendita" del prodotto fitoterapico quanto dalla mancanza di informazioni relativa a tali prodotti: pochi studi sperimentali (per carità ce ne sono tanti ma sono "pochi" rispetto alla fetta di mercato che questi prodotti si sono ritagliati e alla quantità di persone che, di propria iniziativa, ad essi possono accedere (è un loro diritto, per legge); poca importanza attribuita ai dati raccolti dalla Farmacovigilanza (e dalla Fitovigilanza in particolare); scarsa competenza in materia di Fitoterapia (e non solo!) da parte del legislatore e degli organi governativi (se davvero la salute del cittadino rappresentasse una priorità, non dovrebbero esistere sostanze farmacologicamente attive di libera vendita); irrisoria informazione "di massa" (sono solo sporadici articoli di "controtendenza" a sottolineare la potenziale pericolosità dei rimedi Fitoterapici, a spiegarne le differenze con le altre "terapie non convenzionali" e a sconsigliare vivamente il "fai da te") laddove occorrerebbe una massiccia ed intesiva campagna informativa in proposito.

La elenco per ultima ma non per questo la ritengo la meno importante: sensibilizzazione e aggiornamento continuo (possibilmente in tempo reale attraverso la mediazione degli Ordini Professionali) dei Professionisti Sanitari in relazione all'attività farmacologica dei prodotti fitoterapici. Purtroppo è spesso dato per scontato ma non è detto che un Professionista Sanitario si sbatta per cercare di mantenersi aggiornato. E' importante, a parer mio, che esistano Enti ufficiali a vigilare seriamente (non "per hobby") su questo aspetto.

Anzi, sarebbe auspicabile, sempre a parer mio, che questa supervisione si estendesse anche all'attività professionale vera e propria, al fine di garantire un esercizio deontologico (chi non si è sbattutto a fini deontologici, si adegua o viene sanzionato; per gli altri non ci sarebbe nulla di nuovo) e una tutela della salute pubblica basata non su un "titolo di studio" bensì su uno spessore professionale che si rinnova ogni giorno nell'interesse del cittadino.

Mhmm...

Oh, quando comincio a rompere troppo le p@lle con queste tematiche me lo dite, eh!

slv
 

Tranquillo Darimar, non rompi le p@alle, anzi fai bene a sottolineare e mettere in luce questi aspetti. Purtroppo in Italia la fitoterapia è bistrattata e trascurata, nonchè trattata con superficialità. E' un problema conseguente all'altro: se si considerano le sostanze naturali come "acqua fresca", a partire dalla classe medica per arrivare addirittura a specialisti e tecnici del settore (stessi farmacisti ed erboristi), di certo non ci si interesserà mai a studiarne gli effetti collaterali e/o tossici. Andrebbe riformato tutto il settore. Attualmente le norme che regolano il settore fitoterapico risalgono ai primi del '900!
A mio avviso bisognerebbe fare questo: anzitutto mettere personale specializzato in erboristeria (adesso le erboristerie possono aprirle anche i fruttivendoli, con tutto il rispetto per la categoria) che sia tra l'altro tenuto a seguire corsi di aggiornamento della fitovigilanza; stesso discorso per i supermercati che vendono fitoterapici. Poi potrebbero mettere, come succede già in Germania, l'obbligo di ricetta e la mutuabilità di alcuni preparati fitoterapici, pur conservando la possibilità di essere venduti in erboristeria (in tal caso a dispensare il preparato sarebbe l'erborista). Cosicchè l'erborista (laureato ovviamente) può dispensare i preparati fitoterapici compresi quelli mutuabili, mentre il farmacista può dispensare sia quelli che i farmaci di sintesi. Questa cosa già avviene in Germania, dove tra l'altro esiste anche la figura del naturopata. Poi è vero che i prodotti fitoterapici solitamente non vengono testati, ma ancor più grave è che non ne viene controllata la qualità e la sicurezza che rimangono discrezione della casa produttrice (se è seria le fa, se nò ciccia). Poi bisognerebbe vietare l'importazione di preparati di dubbia sicurezza provenienti da paesi come la Cina o l'India che non hanno gli standard igienici e di sicurezza che esistono in Europa (in un preparato cinese certo Mao Huang trovarono feci di pipistrello e tracce di metalli pesanti!!).

neurath83
 

Slv sono pienamente d'accordo con te, sono laureata in tecniche erboristiche e ho un'erboristeria, nella mia città ci sono altre 5 erboristerie, in una il titolare è un biologo, in 2 i titolari hanno il diploma di Urbino (il primo corso per diventare erboristi, che durava 40 giorni, 8 ore al giorno) e nelle altre 2 i titolari non hanno proprio alcun titolo nè alcuna esperienza! Ovviamente ci sono pure diverse farmacie con reparto erboristico, ma non è che i farmacisti siano poi tanto informati su tali prodotti! (anche se almeno loro all'università i principi attivi delle piante li hanno studiati)

So che non basta la semplice laurea e infatti seguo corsi di aggiornamento e leggo riviste del settore per cercare di essere il più possibile al passo con le nuove scoperte (sia positive che negative).

slv
 

Citazione:
Citazione: Ovviamente ci sono pure diverse farmacie con reparto erboristico, ma non è che i farmacisti siano poi tanto informati su tali prodotti! (anche se almeno loro all'università i principi attivi delle piante li hanno studiati)
Condivido, i farmacisti conoscono le piante officinali, ma meno di noi erboristi; daltronde gli erboristi fanno molti più esami di farmacognosia e fitochimica. Comunque occorre che gli erboristi laureati appoggino le richieste pubbliche di numerose aziende del settore di rendere obbligatoria la laurea per chi lavora in erboristeria. Il giugno scorso con l'università sono stata in una nota azienda erboristica italiana e il titolare ci ha detto che stanno continuando a premere sul parlamento affinchè venga approvata una legge che stabilisca l'obbligo della laurea e degli aggiornamenti sul settore per chi lavora in erboristeria.

patriziam
 

Salve a tutti. Io sono una nuova iscritta al Forum, interessata dalle piante medicinali. Un esempio di come le cose stiano cambiando è dato dalla presenza in alcune facoltà di farmacia dicorsi di Perfezionamento e master in fitoterapia. Ho visto che pure la Facoltà di Medicina di Firenze ha un master in "Fitoterapia clinica", per medici e farmacisti. Lo tengono ad Empoli (www.med.unifi.it) nella struttura diretta da Firenzuoli. Coordinatore il Preside di Facoltà (Gensini) e Vice-Coordinatore Firenzuoli. Nel bando è specificato addirittura che mentre 1 CUF è riservatoalla Farmaconosia, 2 CFU sono riservati alla farmacologia, 2 alla Tossicologia e 3 alla Fitovigilanza. Un modulo intero alla Normativa e tre moduli alla fitoterapia clinica per un totale di 17 CFU ! Mi sembra che siamo proprio sulla strada giusta e credo ce mi iscriverò a quel Master. Buona domenica a tutti.

slv
 

Si patriziam, è già qualcosa, segno che ci si sta muovendo in questa direzione, però tieni conto che io al corso di laurea in Tecniche Erboristiche ho in media 6-7 CFU per ogni materia che hai citato. Comunque grazie per le informazioni!

patriziam
 

Si ci credo, ma il tuo è un corso di laurea triennale, e che si dve ancora laureare ha ovviamente necessità di un certo numero di ore da fare e da studiare. Il master di 2° livello è per persone già laureate, medici e farmacisti, ai quali devono essere fornite solo nozioni di tipo specialistico. Tant'è che non possono accedervi neppure i laureati con una lauea triennale. Non puoi fare questo paragone. Ciao

patriziam
 

Comunque rileggendo tutti i vosri messaggi mi sembra che stiate facendo una grande confusione tra fitoterapici e prodotti erboristici o integratori. Sono tre cose proprio diverse l'una dall'altra. I fitoterapici sono medicinali, registrati con regolare autorizzazione ministeriale,o galenici preparati dal farmacista in farmacia. Altra cosa sono invece i prodotti erboristici che sono privi di attività curativa e preventiva, coè medicinale, anche se possono avere attività farmacaologiche. Questo è spiegato benissimo nel sito del Ministero della Salute. Altra cosa ancora sono gli integratori per i quali esiste una specifica normativa. Poi, chi possa vendere questi prodotti è altra questione. Ma ad oggi il settore è inquadrato dal punto di vista delle regole. Magari si potrà die che non sono adeguate, questo sì, m non ce non ci siano. ed anche aggiornate. La legge sui medicinali galenici è recentissima, è nata con la vicenda DI BELLA. Mi sembra che sia invece l'attività dll'erborista che abbia bisogno di essere regolamentata non quella della fitoterapia. Ciao

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