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Periodo estivo: occhio al sole!

Dott. Alessandro Taroni
 

Raccomandazioni generali

1- Evitare l'esposizione al sole nelle ore più calde della giornata (indicativamente dalle 11.00 alle 15.00).

2- Non basarsi sulle proprie percezioni per cercare di quantificare la forza del sole (fattori come l'altitudine, il cielo velato e il vento fresco possono dare false impressioni).

3- Per le prime esposizioni al sole (i primi 4 - 5 giorni) evitare di prendere sole per più di 30 - 45 minuti al giorno (anche meno, a seconda del proprio fototipo o di particolare sensibilità).

4- Non esporre direttamente al sole bambini di età inferiore ai 3 anni.

5- Solari e abbronzatura: applicare i prodotti circa mezz'ora prima dell'esposizione al sole.

6- Riapplicare i prodotti cosmetici protettivi ogni 2 - 3 ore e, comunque, sempre dopo il bagno (anche se il prodotto fosse resistente all'acqua). La sudorazione può favorire l'allontanamento dalla pelle dei prodotti solari e bisogna tenerne conto.

7- Dopo l'esposizione, applicare sempre un prodotto dopo-sole per reidratare la pelle.

8- Non avere fretta di stendere il prodotto solare: è importante un'applicazione uniforme e omogenea su tutte le zone della cute che saranno esposte al sole.

9- Evitare l'impiego di prodotti "fai da te" preparati in casa: molte sostanze naturali e/o vegetali spesso contenute in queste creme possono causare reazioni allergiche o sensibilizzare ulteriormente la cute ai raggi del sole.

Raggi ultravioletti

Com'è noto, la luce visibile rappresenta soltanto una piccolissima porzione delle onde elettromagnetiche che il sole emette. Durante l'esposizione ai raggi solari assumono particolare importanza i raggi ultravioletti (UV) nei confronti dei danni che possono causare alla nostra pelle. In particolare i raggi UVA non causano direttamente le scottature ma sono molto penetranti e quindi in grado di arrecare danni anche irreversibili quali macchie cutanee, precoce invecchiamento cutaneo e danni cellulari (tumori compresi); gli UVB, invece, sono raggi ad alta energia e sono i maggiori responsabili delle scottature e dei "colpi di sole" (inoltre sembrano essere in grado di abbassare le difese immunitarie e sono stati spesso associati a comparsa di herpes).

Il fototipo

Esistono 6 fototipi: si tratta di una sorta di nomenclatura che classifica gli individui in base alle proprie caratteristiche fenotipiche in rapporto agli effetti che un'esposizione al sole può comportare. In particolare i vari fenotipi si differenziano per la presenza più o meno abbondante di melanina nella pelle. Il fenotipo 1 è caratteristico delle persone con pelle e capelli chiari, che difficilmente riescono a ottenere una vera e propria abbronzatura e che sono paticolarmente soggette a colpi di sole e sensibili ai raggi solari; il fenotipo 6 è invece tipico delle persone con capelli neri e carnagione scura, quindi più resistenti all'azione del sole. Inutile dire che un fenotipo basso richiede più attenzione per evitare che il sole causi effetti indesiderati rispetto a un fenotipo alto.

La protezione dei prodotti cosmetici

L'indice di protezione (o SPF) dei vari prodotti in commercio è specificato da un numero, proporzionale al potere protettivo del prodotto stesso. Gli indici di protezione sono compresi, secondo le più recenti disposizioni legislative, fra 2 e 50+ (una protezione 2 è notevolmente più debole rispetto a una 50+). Indicativamente si può parlare di protezione bassa (2 < SPF < 6), moderata (8 < SPF < 12), alta (15 < SPF < 25), altissima (30 < SPF < 50) e ultra-alta (SPF > 50).

A parità di indice di protezione, comunque, non tutti i prodotti sono uguali: lo spettro di protezione può fare la differenza. E' importante che la protezione offerta sia "ad ampio spettro" e che quindi non riguardi solo gli UVB ma anche gli UVA (sulla confezione dovrebbe sempre essere riportato lo spettro d'azione del prodotto).

Consigli pratici sui prodotti da impiegare

E' chiaro che i fototipi bassi e, comunque, le prime esposizioni al sole richiedano prodotti ad alto indice di protezione; in genere si possono scegliere le creme per il viso e i latti (idratano senza ungere) per il corpo; i gel sono ottimi per zone della cute in cui sono presenti peli o capelli diradati. Esistono anhe gli spray, molto pratici e adatti a chi detesta oli e creme grasse. Infine, le acque abbronzanti offrono protezione e refrigerio.


Autoabbronzanti

L'azione dei prodotti autoabbronzanti non ha NULLA a che vedere con la produzione di melanina e, quindi, con l'abbronzatura.
L'inscurimento della cute viene causato da una reazione chimica che coinvolge la cheratina, naturalmente presente sulla cute, e un principio attivo contenuto nel prodotto.
Al di là delle considerazioni sull'effettiva utilità di questo genere di prodotti è importante considerare che l'inscurimento della pelle ottenuto non fornisce alcuna protezione dai raggi del sole per cui, al momento di esporsi ai raggi solari, sarà necessario impiegare un'adeguata protezione.

Decalogo dell'Unione Europea presentato a maggio 2007 dal Ministero della Salute

1- Un’esposizione eccessiva al sole costituisce un grave rischio per la salute. E’ importante conoscere ed evitare i danni che il sole può provocare. Nessun prodotto filtra tutti i raggi UV, ma l’uso di solari appropriati protegge dai rischi del cancro della pelle, evita arrossamenti ed eritemi e previene il fotoinvecchiamento della pelle.

2- E’ importante scegliere e confrontare i solari in base al tipo di pelle (fototipo), di esposizione e luogo (neve, mare, piscina, sabbia, ecc.). Utilizzare prodotti solari che offrono una protezione sufficiente, chiedendo consiglio, in caso di dubbio, al medico o al farmacista. Porre maggiore attenzione alle radiazioni solari quando si è vicini ad acqua, neve o sabbia.

3- Non esporsi al sole troppo a lungo anche se si utilizza un prodotto per la protezione solare UVA+UVB. Nessun prodotto protegge totalmente.

4- Evitare comunque le ore più calde (11.00-15.00) e sostare in un luogo ombreggiato fra le 11.00 e le 13.00, ricordando però che alberi, ombrelloni e tettoie non proteggono completamente dalle radiazioni solari. Controllate l’indice di UV quotidianamente, anche attraverso le pagine delle previsioni del tempo sui giornali: più alto è l’indice, più importante è proteggersi.

5- Cercate di non scottarvi mai. Soprattutto quando il sole è al suo picco è consigliabile indossare una t-shirt, un cappello a falda larga e gli occhiali da sole.

6- Ricordatevi di avere una particolare attenzione per i bambini. Tenere i neonati e i bambini piccoli lontani dalla luce diretta del sole. Proteggeteli sempre utilizzando maglietta e cappello e tenendoli sotto l’ombrellone nelle ore più calde.

7- Applicare il prodotto per la protezione solare prima di ogni esposizione al sole. Il fatto di essere già abbronzati non costituisce una protezione sufficiente.

8- Applicare correttamente una dose sufficiente di crema e rinnovare l’applicazione, specialmente dopo il bagno od essersi asciugati o se si è sudato molto. Non dimenticare di applicare il prodotto solare su tutte le parti del corpo esposte al sole. Per essere efficaci i solari devono essere applicati correttamente e in quantità adeguata (normalmente 35 grammi di solare per tutto il corpo, ossia circa sei cucchiaini da te di prodotto).

9- Proteggete la pelle anche durante il bagno in mare o in piscina perché i raggi ultravioletti agiscono anche quando siete in acqua.

10- Utilizzare prodotti che proteggono sia dai raggi UVA che UVB. Usare prodotti solari che offrono almeno una protezione “media”, ossia un SPF (Fattore di Protezione Solare) di 15 o 20 o 25.

Pomate a base di ketoprofene

Da gennaio 2011 tutti i farmaci a base di ketoprofene formulati per applicazione topica sono stati riclassificati e subordinati alla prescrizione medica per poter essere acquistati. Il ketoprofene è un FANS (antiinfiammatorio non steroideo), principio attivo di molti medicinali formulati in gel o creme (es.: Lasonil, Orudis gel, Fastum gel, Lasoartro, Ibifen, ...) indicati per il trattamento sintomatico locale di stati dolorosi e infiammatori di natura reumatica o traumatica delle articolazioni.
Il ketoprofene non è improvvisamente diventato più pericoloso a gennaio 2011 rispetto a quanto lo fosse in precedenza; semplicemente, nelle aree cutanee trattate col farmaco si sono talvolta rilevati fenomeni di ipersensibilità e fotosensibilizzazione, talvolta anche gravi, conseguenti all’esposizione alla luce solare. Tali reazioni, comunque ben note già da tempo, hanno spinto le autorità regolatorie al provvedimento.
Detto fra noi, non ci sono particolari evidenze di una maggior efficacia del ketoprofene topico rispetto ad altri FANS (es.: diclofenac, piroxicam, ...) di analoga formulazione, quindi le pomate a base di ketoprofene dovrebbero a mio avviso essere considerate, soprattutto nel periodo estivo, farmaci di seconda scelta.
Ad ogni modo, queste sono le raccomandazioni dell'AIFA:

  • Evitare l’esposizione diretta e prolungata alla luce solare, anche quando il cielo è velato, e alle lampade a raggi ultravioletti, durante il trattamento cutaneo con ketoprofene e nelle due settimane successive all’interruzione;
  • Utilizzare degli indumenti per proteggere dal sole le parti trattate;
  • Lavare accuratamente e in maniera prolungata le mani dopo ogni applicazione;
  • Se si sviluppa una qualsiasi reazione cutanea dopo l’applicazione del farmaco, interrompere immediatamente il trattamento e rivolgersi al medico curante;
  • Non usare il ketoprofene topico sotto bendaggio occlusivo.
A queste, è opportuno aggiungere la potenziale interazione del ketoprofene con l'octocrilene, un componente di alcuni prodotti cosmetici topici capace di aumentare ulteriormente i rischi di fotosensibilizzazione legati al ketoprofene stesso.

MIGLIOR COMMENTO
Dott. Alessandro Taroni
Dipende dall'entità della scottatura. In generale ti suggerisco acqua termale come se piovesse (ci sono diverse formulazioni in spray: abbonda pure ) ed eventualmente una crema idratante.
__________________
Dott. Alessandro Taroni, Farmacista collaboratore, Ordine di Pordenone n° 499
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