Cosa fare dopo le punture di zanzare

Cosa fare dopo le punture di zanzare

20-04-2018 - scritto da Francesca F. Salute

Cosa fare dopo le punture di zanzare: consigli utili e pratici per ottenere immediato sollievo in caso di puntura

Perché le zanzare pungono, quando e cosa fare per alleviare il fastidio della puntura.

 

Le zanzare sono insetti appartenenti alla famiglia dei Culicidi, che comprende 35 generi e circa 2.700 specie. Le più note sono: la zanzara comune (genere Culex), la zanzara tigre (genere Aedes) e l’anofele (genereAnopheles).

 

La zanzara tigre, che si riconosce per le caratteristiche striature dell’addome a cui deve il suo nome, la si trova in diversi Paesi e anche in Italia pressoché ovunque, da marzo a novembre-dicembre. Resistente e adattabile, la zanzara tigre è molto aggressiva e il liquido che inietta, particolarmente irritante, può provocare reazioni intense.

 

L’anofele si riconosce dai “pois” bianchi sulle zampe e sul resto del corpo (di colore più scuro rispetto alla zanzara comune) ed è presente soprattutto nei Paesi tropicali, dove peraltro sono molto diffuse tutte le specie.

 

Le zanzare individuano le loro vittime soprattutto grazie a speciali recettori posti sulle antenne che percepiscono, anche a distanza di 30 metri, la presenza di alcune sostanze emesse dall’organismo, come il biossido di carbonio e il vapore acqueo emessi dalla respirazione, l’acido lattico prodotto dall’attività muscolare, il sebo cutaneo, il sudore. 

 

Le zanzare riescono anche a individuare il calore dei corpi e sono attratte dai profumi, dall’illuminazione e da stimoli visivi quali i colori (di notte i colori chiari, di giorno quelli scuri).

 

Solo le zanzare femmina pungono e si nutrono di sangue perché le proteine in esso contenute sono indispensabili per la maturazione dell’apparato riproduttivo e lo sviluppo delle uova. 

 

Le zanzare maschio si alimentano invece con sostanze zuccherine di origine esclusivamente vegetale. Le zanzare femmina sono dotate di un apparato boccale che fora la pelle della vittima e raggiunge un capillare da cui succhia il sangue. 

 

Nel compiere questa operazione iniettano una certa quantità di saliva - dal potere anestetico, anticoagulante e vasodilatatore - causa della caratteristica reazione allergica che si manifesta con pomfi, arrossamento e prurito.

 

La zanzara comune e l’anofele pungono principalmente dopo il tramonto, mentre la zanzara tigre è attiva di giorno, di solito al mattino presto e al tramonto.

 

Se si è stati punti innanzitutto occorre prevenire ulteriori inconvenienti. Quindi:

  • Non grattarsi, per evitare l’insorgere di infezioni
  • Non utilizzare rimedi “popolari”, come frizioni a base di succo di limone o di ammoniaca che irritano ulteriormente la pelle
  • È piuttosto superfluo anche l’uso di farmaci antistaminici o di derivati cortisonici, che iniziano a fare effetto quando la reazione alla puntura sta comunque scomparendo; questi prodotti possono inoltre avere effetti collaterali
  • Può essere utile applicare ghiaccio avvolto in un panno di cotone, per ridurre il gonfiore del pomfo, o prodotti specifici a base di sostanze rinfrescanti e lenitive
  • Sono da segnalare, come rinfrescanti, canfora, alcool e soprattutto mentolo: ha azione anestetica locale e genera una sensazione di freschezza che contribuisce ad attenuare il prurito.

 

Tra i principi attivi lenitivi ricordiamo il pantenolo - o vitamina B5 – l’aloe e la glicerina che possiedono eccezionali proprietà idratanti e riequilibranti della pelle irritata.

 

Importante: se la puntura dà luogo a una reazione particolarmente intensa (estesa rottura dei capillari o altro) è necessario consultare il medico.

 

Impedire alle zanzare di raggiungere la pelle: i repellenti

 

Oltre al consiglio, sempre valido, di portare maniche e pantaloni lunghi, gli insetto-repellenti sono la soluzione più efficace e comoda per proteggersi dalle zanzare all’aperto. Il principio su cui si basano è quello di rendere sgradevoli agli insetti gli odori emessi dall’uomo. Possono essere di origine chimica o naturale.

 

I prodotti insetto repellenti ricadono nella categoria dei presidi medico chirurgici e sono soggetti alle norme del D.P.R. 392/1998 e al controllo del Ministero del Salute a maggior tutela del consumatore.

 

Verifica perciò sempre che sull’etichetta sia presente il numero di registrazione presso il Ministero della Salute.

 

Tali prodotti possono essere pericolosi per l'uomo o per l'ambiente. E' necessario usare tali prodotti con cautela e leggere attentamente le avvertenze e le modalità d'uso stampate sull'etichetta prima dell'acquisto e/o dell'utilizzo.

 

I repellenti di origine vegetale

Numerose sostanze vegetali sono dotate di proprietà insetto-repellenti. Le più comuni sono: olio di citronella, olio di anice, chiodi di garofano, olio di menta, olio di bergamotto, olio di cocco, olio di pino, catrame di betulla, olio di eucalipto, piretro, canfora, olio di geranio, olio di cannella, olio di timo. I più utilizzati sono i prodotti a base di estratti di citronella e di geranio.

 

PMD (Paramatandiolo)
È l’unico insetto repellente di origine vegetale approvato negli Stati Uniti. È derivato dall’olio di eucalipto e la sua azione è piuttosto debole.
 

L’olio essenziale di citronella
La citronella è una pianta officinale fra le più note. Il suo olio essenziale ha proprietà calmanti e rilassanti per cui può essere utile contro diversi disturbi associati alla tensione: digestione, crampi muscolari ecc. Grazie al suo profumo, abbastanza deciso da confondere le zanzare, viene molto utilizzato anche negli insettorepellenti, sia ambientali, sia personali. Per quanto riguarda questi ultimi, l’olio di citronella è generalmente impiegato in una concentrazione al 5% che fornisce una protezione di circa 20/40 minuti. Il preparato deve perciò essere applicato frequentemente e ciò aumenta i rischi di reazioni allergiche e fotosensibilizzazione della pelle. Più consigliato è l’utilizzo dell’olio come insettorepellente ambientale e come lenitivo del prurito nel dopopuntura.
 

L’olio essenziale di geranio
È un altro dei prodotti naturali largamente utilizzati in erboristeria. È estratto per distillazione principalmente dalla varietà Pelagorium graveolens, una pianta delle famiglie delle Geraniacee, originaria del Sud Africa, ma oggi largamente coltivata in tutto il mondo. Ha diverse proprietà: cicatrizzanti, antisettiche e seboregolatrici, emollienti, sedative. Come insettorepellente viene usato con le stesse modalità dell’olio essenziale di citronella, a cui, grossomodo, si equivale.


In generale, va osservato che l’utilizzo dei prodotti di origine vegetale  come insettorepellenti comporta diversi limiti, fra cui:

  • relativa inefficacia
  • scarsa durata di protezione
  • odore troppo intenso
  • azione irritante o limitata compatibilità dermica alle dosi normalmente insetto-repellenti

 

I repellenti di sintesi
Al contrario di ciò che alcuni pensano, i repellenti di sintesi non solo sono più efficaci di quelli di origine vegetale, ma si sono anche dimostrati maggiormente tollerati dalla pelle, anche se delicata. Oggi i principi attivi più utilizzati sono il KBR (Icaridina) e il DEET (Dietiltoluamide).

 

Il KBR (Icaridina)
È una molecola di nuova generazione in grado di interferire specificamente con il sistema olfattivo delle zanzare alterandone la percezione: gli odori dell’uomo diventano così intollerabili e la zanzara si allontana. L’icaridina agisce come una vera e propria barriera contro le zanzare, lasciando la pelle libera di respirare. È ideale contro la zanzara comune, la zanzara tigre e “tropicale”, le mosche e altri insetti ematofagi particolarmente aggressivi e fastidiosi.


Assicura una protezione di lunga durata: in concentrazione del 10% protegge per 4 – 6 ore, del 20% per 8 ore. Viene assorbita dalla cute solo in minima quantità, che viene eliminata facilmente attraverso i reni. In particolare, le formulazioni al 10% possono essere utilizzate in tutta sicurezza anche sulle pelli delicate e sensibili e nei bambini dai 2 anni in poi. Infine, l’icaridina non danneggia indumenti e accessori.


Per tutte queste ragioni l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che “il KBR risulta efficace e sicuro per l’essere umano, tanto da essere raccomandato come repellente di scelta per la prevenzione della malaria”.
 

Il DEET (Dietiltoluamide)
E’ stata scoperta negli anni ’50 ed è ampiamente utilizzata. In concentrazioni variabili dal 10% al 33%, garantisce una protezione che va dalle 4 alle 8 ore. In alcuni casi può causare reazioni cutanee, quali irritazione e prurito. È di rapido assorbimento e può raggiungere una concentrazione nel sangue di circa 3 mg per litro; per questo se ne sconsiglia l’uso prolungato nei bambini al di sotto dei tre anni. E’ importante seguire rigorosamente le modalità d’uso (soprattutto nel caso dei bambini) e fare attenzione a non impregnarne gli oggetti di plastica che potrebbero danneggiarsi.
 

Il DMP (Dimetilftalato)
Viene generalmente utilizzato miscelato ad altre sostanze. La protezione varia secondo il tipo d’insetto: in media è di circa 90 minuti. In passato è stato il repellente di riferimento, ma oggi è considerato superato dal DEET e, soprattutto, dal KBR.
 

L’Etilesandiolo
Protegge per 1-8 ore, a seconda della specie di insetto. Può produrre irritazioni o sensazione di calore al momento della sua applicazione.

 

Impedire alle zanzare l’accesso alle abitazioni

Il sistema più valido (e che non comporta alcuna controindicazione) è l’applicazione di zanzariere a finestre e porte-finestre. Si possono utilizzare anche elettroemanatori, spirali o insetticidi a base di derivati del piretro.

 

In tal caso va tenuto presente che sono efficaci solo in ambienti chiusi e occorre aerare i locali dopo il loro utilizzo, seguendo attentamente le istruzioni riportate sulle confezioni.



A cura di Francesca F. Salute.

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