Dimagrire con la "dieta del microbiota"

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Dimagrire con la "dieta del microbiota"

07-01-2021 - scritto da Paola Perria

Nutrire i batteri buoni con le fibre alleate dell’intestino: ecco il segreto per far funzionare una dieta dimagrante.

Perché le fibre ci aiutano (davvero) a dimagrire? Parola al Dr. Manuele Biazzo, Microbiologo.

 

Ritrovare il peso forma e mantenerlo stabilmente nel tempo senza sottoporci a diete mortificanti e spesso inutili? Dimagrire non solo per rientrare nei vecchi jeans, ma per sentirci in perfetta salute, energici e vitali? Questo può fare una dieta ricca di fibre, studiata sul microbiota di ciascuno di noi.

Proviamo ad approfondire l’argomento con il dottor Manuele Biazzo, Microbiologo ed esperto di microbiota, dieta e salute.

 


 

Manuele Biazzo, Dottore in Biologia Molecolare, socio e direttore di The Bio Arte

 


 

Dr. Biazzo, ci spiega cos’è il microbiota e perché è diverso in ogni persona?

Il microbiota è l’insieme dei microrganismi che vivono dentro e su di noi. Un organo invisibile e diffuso che interessa tutte le zone del nostro corpo, ma che si concentra soprattutto nell’intestino e in generale nell’apparato digerente. Proprio, qui, fin dalla nostra nascita, vivono diversi batteri che hanno un ruolo fondamentale per il nostro benessere perché stimolano il sistema immunitario e modulano il metabolismo “spacchettando” sostanze complesse per renderle semplici da assimilare.

 

Molti sono i fattori che possono influenzare il microbiota tra cui la genetica, l’uso di medicinali e l’alimentazione. Un esempio: se noi prendiamo il microbiota intestinale di un animale grasso, e lo trapiantiamo in un animale magro, questo diventa immediatamente grasso, e viceversa. Ciò significa che il microbiota intestinale è responsabile anche dell'aumento o della riduzione di peso di una persona.

 

Come si fa a modulare il microbiota per mantenere l’equilibrio del peso?

L'infanzia è strutturale, perché se sviluppiamo un buon microbiota nei primi anni di vita, quello sarà il nostro microbiota caratteristico, con la sua capacità metabolica e un minor rischio di rischio di aumentare di peso. Una dieta ricca di fibre nell’infanzia è fondamentale per far sì che si sviluppino batteri in grado di utilizzare bene le fibre e ridurre al massimo gli zuccheri semplici. Per questo dovremmo puntare su frutta e verdura fin da subito, e limitare le proteine animali.

 

Modulare un microbiota in età adulta è possibile, ma più impegnativo: non basta seguire una dieta ben fatta per un mese, perché dopo quel mese il microbiota tenderà a ritornare quello originale! Per tale ragione la dieta dovrà essere continuativa, a vita. Un buon microbiota si basa su una dieta molto ricca di fibre e quindi il concetto è: frutta verdura devono essere la base della nostra alimentazione.

 

Perché le fibre sono così importanti per il microbiota, e per dimagrire?

Nel momento in cui nel microbiota si attiva il processo digestivo della fermentazione, alcune tipologie di fibre - frutto-oligosaccaridi, galatto-oligosaccaridi e inulina -  producono acidi grassi a catena corta tra cui il butirrato, in grado di indurre un segnale che aumenta la secrezione di GLP-1: questo ormone gioca un ruolo chiave nella prevenzione di obesità e diabete perché va a stimolare la produzione di insulina. Capiamo anche solo da questo quanto il microbiota abbia un effetto diretto sull’indice glicemico, e quindi sulla tendenza ad ingrassare. 

 

È proprio il microbiota intestinale a comunicare al cervello il proprio fabbisogno e le modalità di assorbimento. Questo fenomeno è noto come ''Second meal effect'', ovvero l’effetto che il pasto precedente ha sul livello ematico di glucosio dopo l’assunzione del pasto successivo.

 

Quindi cosa dovremmo mangiare?

Tutto parte dalla colazione. Quella classica con latte e cornetto, o biscotti, è totalmente priva di fibre e dunque non nutre il microbiota. Succede così che la componente microbica comincia a mandare dei segnali a fegato, tessuto adiposo, pancreas e cervello che dicono: “tutto quello che la persona mangerà a pranzo o a cena dovrà essere assorbito”. Se invece la mattina facessimo una colazione a base di frutta e cereali integrali, quindi molto ricca di fibre, il microbiota verrebbe nutrito e manderebbe dei segnali opposti ai precedenti perché ‘’sazio’’: quello che mangeremmo successivamente verrebbe assorbito meno. 

 

Questo spiega perché una buona colazione può essere il pasto fondamentale della giornata, che avrà conseguenze sul nostro metabolismo e sulla composizione del nostro microbiota intestinale. Il concetto di calorie probabilmente perde di significato dopo questi studi, perché il nostro organismo è in grado di decidere cosa assorbirà: il microbiota ha un ruolo importantissimo in questa decisione.

 

I carboidrati, dati ad esempio dai cereali, non sono quindi così “dannosi”…

I cereali vanno bene ma senza esagerare, evitando quelli troppo raffinati. Anche le proteine animali andrebbero ridotte. È importante inoltre accertarsi che i prodotti che portiamo in tavola (frutta e verdura per esempio) non abbiano dei contaminanti chimici che possono danneggiare la barriera intestinale e indurre infiammazione. Quindi non basta solo un'alimentazione sana. Serve un sano stile di vita, serve conoscere realmente quello che abbiamo nell'alimentazione. L’Italia è fortunatamente un Paese che può contare su straordinarie eccellenze alimentari! Dovremmo privilegiare i prodotti a km zero e acquistare in base alle stagionalità.

 

Analizzando il microbiota è più facile capire che tipo di dieta si deve seguire per dimagrire e mantenere il peso forma?

Un’analisi soltanto non può fornire una risposta definitiva. Il microbiota non solo è qualcosa di unico per ognuno di noi, ma anche le sue variazioni nel tempo sono uniche. Se un aumento del 30% di una specie batterica a me può dare un effetto A, a un'altra persona può dare un effetto B. L’ideale sarebbe monitorare a più riprese il proprio microbiota e correlarlo allo stato generale della persona dal punto di vista medico.

 

 

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A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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