Rettocolite ulcerosa

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Rettocolite ulcerosa


La rettocolite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica intestinale autoimmune che colpisce la mucosa del colon e del retto. L’infiammazione si limita generalmente al retto distale e al colon discendente, ma può estendersi fino a interessare tutto il colon. La mucosa colpita da questa malattia appare arrossata, granulare, friabile e sanguinante: infatti l’infiammazione determina una dilatazione dei vasi sanguigni con emorragie. Le cause della rettocolite ulcerosa non sono ancora ben definite ma si ipotizza che possano essere di origine genetica.

I sintomi principali della colite ulcerosa in fase acuta sono diarrea emissione di sangue e muco, dolori crampiformi alla parte bassa dell'addome, febbre e perdita di peso.
Nelle forme più gravi caratterizzate da un interessamento esteso della mucosa intestinale sono presenti disturbi anche, aumento della frequenza cardiaca (tachicardia), anemia, perdita di forze e di appetito, fenomeni di disidratazione, anemia, ipoalbuminemia, ipokaliemia. I sintomi extraintestinali della rettocolite ulcerosa possono essere: artrite periferica, spondilite anchilosante, uveite, eritema nodoso. Nei bambini può verificarsi un ritardo dello sviluppo fisico e talvolta anche psichico, dovuti al mancato assorbimento delle sostanze necessarie al regolare accrescimento.

La terapia della rettocolite ulcerosa consiste nell’indurre la remissione in fase acuta e nel prevenire le recidive. Vengono usate prevalentemente tre classi di farmaci somministrati sia per via orale che per via topica con dosaggi elevati e più volte nell’arco della giornata:
• aminosalicilati o 5ASA (Mesalazina e altri) e la salazopirina o sulfasalazina
• cortisonici e prednisone
• immunosoppressori, come il metotrexato o l’azatioprina o la ciclosporina

Quando la terapia farmacologica risulta inefficace oppure in caso di complicanze (stenosi intestinali) occorre ricorrere a trattamento chirurgici tramite proctocolectomia con anastomosi ileo-anale, cioè l’asportazione del tratto intestinale interessato dall’infiammazione: l’intervento migliora poiché la malattia non recidiva e il rischio di cancro del colon è eliminato.


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