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Endometriosi: tutte le domande e le risposte (seconda parte)

Endometriosi: tutte le domande e le risposte (seconda parte)

22-10-2015 - scritto da AIE - Associazione Italiana Endometriosi Onlus

Gravidanza, infertilità, esenzioni: togliti ogni dubbio sull'endometriosi grazie alle domande di una paziente come te e alle risposte dell'esperta.

Intervista a Jacqueline Veit, Presidente di AIE Onlus – Associazione Italiana Endometriosi.

Nella prima parte dell’intervista abbiamo visto come l’endometriosi sia una malattia molto dolorosa e spesso invalidante, che può manifestarsi con vari sintomi, ma come sia anche molto complessa, subdola e difficile da diagnosticare. Abbiamo visto come si insinui nella vita di coppia rischiando di compromettere il legame sentimentale tra una donna e un uomo, e come sia importante trovare un medico con una vasta esperienza per poter essere curate nel modo più appropriato. In questa seconda parte dell’intervista, Jacqueline Veit, Presidente di AIE Onlus – Associazione Italiana Endometriosi, chiarisce altri aspetti della patologia che riguardano la parte “più profonda della donna” e su cui c’è molta disinformazione: infertilità, gravidanza, rischi di aborto, menopausa ecc.

 

L’endometriosi è riconosciuta come malattia cronica? Come malattia invalidante? C’è qualche esenzione?

Nel 2005 il Senato della Repubblica Italiana ha riconosciuto l’endometriosi come malattia di interesse sociale: un traguardo che ha dato maggiore visibilità alla patologia, ma senza conseguenze concrete.

In seguito all’indagine indetta dalla 12^ Commissione Permanente Igiene e Sanità del Senato nel 2006, della quale facevo parte anche io come consulente per il punto di vista della paziente, l’endometriosi è stata dichiarata malattia di interesse sociale.

Nel Maggio del 2007 noi di AIE abbiamo incontrato l’allora Ministro della Salute Livia Turco consegnandole il documento “Proposte per una legge che tuteli le donne affette da endometriosi”, insieme alle 13.000 firme raccolte dalla nostra Associazione. La raccolta firme continua tutt’oggi dal momento che non è ancora stata varata una legge sull’endometriosi, e siamo oltre 53.000!

Lo scorso Febbraio, infine, l’attuale Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha presentato un aggiornamento dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) inserendo l’endometriosi tra le malattie croniche in attesa di essere approvate.

Non esiste ancora, ad oggi, una legge completa a sostegno delle donne che soffrono di endometriosi, che garantisca l’esenzione dal ticket come per altre malattie croniche e una tutela in ambito professionale. È proprio per questo che noi di AIE ci battiamo e non ci fermeremo fino a quando non vedremo riconosciuta la nostra patologia.

 

Nella foto, la Presidente di AIE Onlus Jacqueline Veit (a destra) con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

 

Sterilità, aborti, menopausa forzata… Su internet si legge di tutto come conseguenza dell’endometriosi, e sono terrorizzata. Cosa c’è di vero?

Non ci piace essere allarmiste. Noi di AIE Onlus siamo donne malate di endometriosi, conosciamo bene la patologia e le complicazioni che porta con sé. Ma ci impegniamo ogni giorno perché ciò che passi, attraverso il nostro sito internet, sia un’informazione corretta, senza allarmismi, un’informazione autorevole. Che dia una speranza di vita migliore alle donne che soffrono di endometriosi.

Detto questo, è vero che l’endometriosi è una malattia dai risvolti complessi.

Può essere, in effetti, una delle più diffuse cause di infertilità: si stima che il 30 – 50% di donne infertili siano affette da endometriosi. Un peso che non grava solo sulla donna ma sull’intera comunità poiché in Italia registriamo ogni anno 250mila nascite in meno di quelle necessarie per mantenere la curva della previdenza sociale.

Vero è che l’endometriosi può essere tra le cause che impediscono alla gravidanza di giungere a buon fine, ma la buona notizia è che molto più della metà delle donne con endometriosi riesce a realizzare il suo progetto famigliare.

L’endometriosi, infatti, è una patologia cronica per la quale non esiste una cura definitiva anche se molti progressi sono stati fatti e, sicuramente, rispetto al passato, viene offerta la possibilità di una migliore qualità di vita. Un corretto stile di vita, un’alimentazione accurata, attività fisica e prevenzione possono permettere di tenerla sotto controllo.

 

La malattia può tornare dopo aver avuto una gravidanza?

La gravidanza e l’allattamento determinano un clima ormonale a basso livello di estrogeni, perciò è possibile che producano una remissione temporanea della sintomatologia. Ma con il ritorno degli estrogeni a livelli normali è probabile che la malattia si manifesti nuovamente.

 

In caso di endometriosi l’unica strada per avere un figlio è la procreazione assistita?

No, non è l’unica strada, sebbene per alcune donne con endometriosi potrebbe essere più difficile rimanere incinte naturalmente. Si pensa che l'insorgenza di sterilità diventi più probabile con il perdurare della malattia. Per questo è necessario che la paziente venga seguita e curata presso un centro specialistico, da medici competenti e che la diagnosi di endometriosi sia quanto più possibile rapida.

 

 I sintomi migliorano con l’avvicinarsi della menopausa?

Sì, generalmente i sintomi dell’endometriosi tendono a scomparire con la fine del periodo fertile e l’arrivo della menopausa. In rari casi, però, possono proseguire.

 

Per quanto riguarda la terapia ormonale con la pillola… Cosa significa, che devo prenderla a vita?

I farmaci che hanno una maggiore efficacia nel contenimento del dolore sono di tipo ormonale, fondamentalmente i preparati estroprogestinici (la pillola) o i progestinici (molecole simili al progesterone prodotto fisiologicamente) da assumersi per lunghi periodi di tempo. Essi permettono di mantenere basso il livello di estrogeni nel sangue: infatti gli estrogeni stimolano le lesioni endometriosiche causando il dolore.

L’assunzione della pillola avviene preferibilmente in continuo, cioè senza la sospensione mensile, per evitare quel sanguinamento che, contrariamente a quanto in genere si ritiene, non può considerarsi una mestruazione.

 

Vorrei concludere questa intervista invitando le donne che soffrono o hanno il sospetto di soffrire di endometriosi a contattare AIE Onlus:

Scriveteci una email, telefonate al nostro numero verde gratuito 800 031 977 (lunedì e giovedì dalle 15.30 alle 17.30), consultate il nostro sito internet e seguiteci su Facebook.

Troverete altre donne come voi, competenti, in grado di rispondere alle vostre domande. Insieme possiamo davvero fare la differenza!

 

Leggi la prima parte dell'intervista.




AIE - Associazione Italiana Endometriosi Onlus 

La prima associazione di pazienti in Italia ad occuparsi di endometriosi nella prospettiva delle donne che ne sono affette.

Profilo del medico - AIE - Associazione Italiana Endometriosi Onlus

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