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EPISCLERITI - SCLERITI

EPISCLERITI - SCLERITI

19-07-2011 - scritto da siravoduilio

EPISCLERITI - SCLERITI

La sclera è il cosiddetto "bianco dell'occhio": si tratta di una membrana fibrosa opaca che costituisce i 5/6 della tunica esterna del bulbo oculare.




La sclera ha una funzione strutturale e protettiva: mantiene la forma del bulbo oculare, proteggendo al contempo le strutture in esso contenute; consente l'inserzione dei muscoli cosiddetti estrinseci (che controllano il movimento degli occhi) e prosegue anteriormente con la cornea. La sclera è formata da due strati: quello più esterno si chiama episclera ed è ricco di tessuto connettivo e vasi sanguigni; lo strato più interno è la sclera propriamente detta, formata da un tessuto connettivo lasso.
La sclera può essere soggetta ad infiammazioni quali le scleriti.
In caso di assottigliamento può assumere una colorazione tendente al blu, a causa di determinate malattie di origine genetica, come l'osteogenesi imperfetta, legate alla proteina collagene (proteina che conferisce resistenza meccanica ai tessuti), e più precisamente al collagene di tipo I e di tipo III. Nel caso in cui vi siano anomalie delle proteine collagene suddette, la sclera assume colore bluastro perché diventa meno spessa e, quindi, lascia trasparire la membrana uveale sottostante, molto ricca di vasi sanguigni.


SCLERITE

La sclerite anteriore
è caratterizzata dalla presenza di un nodulo (zona arrossata) in corrispondenza della sclera e da una evidente vascolarizzazione di essa attorno alla cornea.

Processo infiammatorio a carico della sclera. Si distinguono due tipi di s.: anteriore e sclero-cheratite progressiva. Se vengono interessate le sue parti più superficiali viene detta episclerite. anteriormente: in tal caso si manifesta con la comparsa di un nodulo congesto al di sotto della congiuntiva, di colore rosso violaceo, dolente siaspontaneamente sia alla pressione.

La sclerite può manifestarsi isolata o più spesso associata ad una patologia sistemica (50% circa delle scleriti). Nel 40% dei casi le scleriti risultano associate ad una malattia autoimmune, mentre solo nel 7% dei casi l’etiologia è di tipo infettivo. La malattia autoimmune più frequentemente associata alla sclerite è l’artrite reumatoide (18-33%), seguita dalle vasculiti sistemiche tra cui la più frequentemente associata è la granulomatosi di Wegener.
Benché nell’80% dei casi l’esordio della sclerite avviene dopo la malattia sistemica associata, in un 15% dei casi essa rappresenta la manifestazione d’esordio della malattia, ne consegue che una corretta diagnosi ed una adeguata terapia possono arrestare la progressione della malattia di base con vantaggio per il paziente anche in termini di sopravvivenza.
Secondo la classificazione di Watson e Hayreh le scleriti possono essere classificate in base alla sede del processo infiammatorio in Scleriti anteriori e Scleriti posteriori.
Le Scleriti Anteriori, che rappresentano le forme più frequenti, vengono classificate in base alla modalità di presentazione clinica nelle forme diffusa, nodulare, necrotizzante con infiammazione e necrotizzante senza infiammazione (scleromalacia perforante).
Sclerite Anteriore Diffusa: è caratterizzata da un interessamento infiammatorio moderato dell’intera sclera, la prognosi e buona con scarsa tendenza ad evolvere verso forme più severe di sclerite.
Sclerite Anteriore Nodulare: Si caratterizza per la presenza di un’infiammazione sclerale focale a carattere nodulare. Il nodulo si presenta di colore rosso-violaceo e risulta poco mobile, normalmente localizzato a 3-4 mm dal limbus nella regione interpalpebrale. La sclerite anteriore nodulare è una forma più severa rispetto alla sclerite diffusa sia per una più frequente associazione con patologie sistemiche sia per la possibilità di progressione verso una sclerite necrotizzante (circa 1/3 dei casi).
Sclerite Necrotizzante con Infiammazione: E’ la forma di sclerite più severa, la cui presenza è altamente suggestiva di malattia del connettivo. All’esame clinico si manifesta come un’area bianca avascolare circondata da edema e congestione sclerale. Questa forma di sclerite si associa frequentemente ad alterazioni corneali periferiche e ad altre complicanze oculari che possono portare a perdita della funzione visiva.
Scleromalacia Perforante: E’ una condizione rara, bilaterale che interessa soprattutto paziennti molto anziani (settima decade di vita) con una storia di artrite reumatoide. A differenza della forma precedente non si ha infiammazione ed è l’unica forma di sclerite caratterizzata dall’assenza di dolore e iperemia. La sclera interessata appare di colorito giallo-grigiastro e si notano aree di assottigliamento sclerale che lasciano trasparire la coroide sottostante che risulta coperta dalla sola congiuntiva. La perforazione spontanea è rara, ma si può verificare a seguito di trauma.
EPISCLERITE


Processo infiammatorio degli strati superficiali della sclera.Se ne distinguono vari tipi di cui i più frequenti sono: l’e. nodulare e l’e. foruncoliforme metastatica.

E. nodulare
Predilige gli adulti e i vecchi che hanno una predisposizione alle affezioni reumatiche o presentano iperuricernia.
Ha la forma di un nodulo che solleva in un punto la congiuntura bulbare.
Il processo può ricordare una congiuntivite, ma se ne differenzia per il fatto che non presenta secrezione e il rossore è limitato a una piccola zona della congiuntiva. Si manifesta con sintomi di scarsa entità: il dolore è minimo e l’acutezza visiva è normale solo comprimendo la palpebra, si avverte dolore.
La terapia si avvale di antinfiammatori steroidei, in collirio o con iniezioni sottocongiuntivali.
E. foruncoliforme metastatica
Può presentarsi a ogni età, in occasione di un foruncolo o durante una foruncolosi generalizzata.Alcuni gruppi di germi (generalmente stafilococchi), passano dal foruncolo in un vaso e seguono la corrente sanguigna fino alla episclera (cioè la porzione più superficiale del tessuto sclerale e del connettivo lasso sotto congiuntivale ad essa adiacente), dove si localizzano. Rapidamente si istituisce un arrossamento di forma triangolare, attorno al limbus. Dopo 2-3 giorni si forma un piccolo bottone rossastro, che può raggiungere il volume di un pisello. Il bottone diventa giallastro e in capo a 8 giorni si apre spontaneamente attraverso la congiuntiva, eliminando prima una goccia di pus giallastro e, dopo qualche giorno, un piccolo lembo necrotico a questo punto è arrivato a guarigione. Possono esistere anche forme più gravi in cui è interessata contemporaneamente l’uvea, ma in genere l’e. metastatica è caratterizzata dal fatto che è benigna. TerapiaSe è presente una foruncolosi generalizzata, sono utili gli antibiotici per via generale oltre al trattamento locale, che consiste in impacchi caldo-umidi e nell’applicazione di pomate a base di antibiotici e cortisone. È bene praticare l’incisione del bottone, quando è giunto a maturazione.

Cause di episclerite:
• Collagenopatie
o Artrite reumatoide
o Lupus eritematoso sistemico
o Poliarterite nodosa
o Spondiloartropatie sieronegative: spondilite anchilosante, malattia infiammatoria cronica intestinale, artriti reattive, artrite psoriasica.
• Miscellanea
o Gotta
o Atopia
o Corpi estranei
o Sostanze chimiche
• Malattie infettive
o Batteri (TBC, borreliosi, sifilide)
o Virus
o Funghi
o Parassiti
• Cause rare
o Leucemia
o Paraproteinemia
o Sindromi paraneoplastiche
o Sindrome di Wiskott-Aldrich
o Insufficienza adrenocorticale


Un caro saluto
Prof.Duilio Siravo
siravo@supereva.it
http://drsiravoduilio.beepworld.it
Cell.:3385710585
PROF.DOTT. DUILIO SIRAVO
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