Estate, pericolo zecche: cosa fare in caso di puntura di zecca

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Estate, pericolo zecche: cosa fare in caso di puntura di zecca

05-07-2013 - scritto da Angela Nanni

Le zecche d’estate sono un vero pericolo: come intervenire prontamente?

Guida pratica in caso di puntura di zecca

Estate, pericolo zecche: cosa fare in caso di puntura di zecca D’estate basta passeggiare in campagna, nei boschi, ma anche al parco per rischiare di subire la puntura della zecca. Le zecche appartengono alla classe degli aracnidi ovvero sono parenti stretti dei ragni e possono provenire dagli animali domestici o dagli arbusti del sottobosco.

Le zecche si attaccano alla pelle in maniera del tutto indolore senza procurare neppure prurito. Può succedere quindi che la zecca si attacchi alla pelle e succhi il sangue per giorni senza creare alcun problema: quando ci si accorge di avere una zecca sulla pelle, dunque, la cosa più importante è non farsi prendere dal panico, ma seguire alcune regole semplici e precise.

Bisogna staccare immediatamente la zecca dalla pelle: maggiore è il tempo che la zecca resta adesa, maggior sono le probabilità che la sua puntura possa essere veicolo di trasmissione di agenti patogeni; generalmente se resta attaccata per meno di 24-48 ore non vi sono pericoli seri.

Bisogna munirsi di una pinzetta e con un movimento deciso e preciso, fatto in senso antiorario bisogna rimuovere la zecca facendo attenzione a rimuoverla completamente, senza infliggere alla zecca alcuna rottura. Durante questa operazione le mani vanno protette per evitare che la zecca rilasci gli agenti patogeni a contatto con le microlesioni della pelle.

La zecca va semplicemente rimossa con la pinzetta e non vanno applicate soluzioni a base di acetone, ammoniaca o cloruro di etile perché c’è il rischio che la zecca rigurgiti queste sostanze veicolando contemporaneamente anche i patogeni.

Una volta staccata la zecca bisogna monitorare per 10-15 giorni la zona di puntura: se si dovesse formare una lesione a forma di anello allora è necessario rivolgersi al medico, che valuterà l’opportunità di prescrivere una cura antibiotica.

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Malattie, cure, ricerca medica




A cura di Angela Nanni, Farmacista iscritta all'Albo dal 2005 e Redattore medico scientifico freelance.
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