Gambe gonfie e stasi venosa? Fai ballare i piedi!

Gambe gonfie e stasi venosa? Fai ballare i piedi!

19-09-2016 - scritto da Paola Perria

L’insufficienza venosa e il conseguente gonfiore si possono prevenire con semplici movimenti di piedi e caviglie, anche da seduti.

Basta poco per mantenere le gambe in salute. Anche se si fa un lavoro sedentario.

Un lavoro sedentario di 8 ore alla scrivania o in piedi davanti ad un bancone, non rappresenta certo l’ideale per la salute delle gambe. Eppure sono tante le persone che, a causa del lavoro, alla sera si ritrovano con polpacci formicolanti, caviglie e piedi gonfi, e quelle venuzze violacee che diventano via via più evidenti.

 

ll rischio, concreto, è quello di andare incontro ad un problema serio per la salute circolatoria: l’insufficienza venosa.

 

L'insufficienza venosa, che insorge spesso già in età giovanile, è un disturbo causato da un progressivo indebolimento dei vasi che irrorano la parte inferiore del corpo, in particolare gambe e piedi. Vene e capillari diventano fragili, poco elastici, si assottigliano e tendono a rilassarsi, per colpa della posizione che non agevola la spinta del sangue verso il cuore, così si dilatano e si verifica una stasi venosa.

 


 

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Quando si verifica una stasi venosa, il sangue ristagna verso il basso, il che a sua volta favorisce la formazione di trombi (coaguli di sangue venoso), i quali sono in grado di “migrare” verso organi interni come polmoni e cuore, e in tal modo provocare eventi estremamente  pericolosi per la salute come embolie e ictus. La trombosi venosa profonda è una delle possibili conseguenze dell'insufficienza venosa. 

 

Come prevenire tutto questo?

L’ideale sarebbe quello di evitare una vita del tutto sedentaria. Ma se il lavoro non lo consente, come si può fare? Ebbene, un modo esiste, molto semplice e alla portata di tutti: far ballare i piedi!

 

Muovere i piedi è una cosa abbastanza automatica per tutti coloro che per natura non riescono a stare fermi. Anche se questo continuo cambiare posizione, alzarsi e far ballare i piedi può essere irritante per chi osserva, in realtà è un’abitudine alquanto salutare che tutti i sedentari dovrebbero adottare.

 

Uno studio condotto dai ricercatori dell’Università del Missouri ha dimostrato che anche solo muovere ogni tanto la parte inferiore delle gambe e i piedi (il che consente, evidentemente, di restare seduti alla propria postazione dei lavoro o studio) può essere sufficiente a stimolare la circolazione periferica.

 

L'esperimento condotto su 11 studenti universitari volontari ha dato esiti decisamente superiori alle attese. Non ci si aspettava, infatti, che anche solo piccoli movimenti muscolari a carico di polpacci e caviglie potessero fare la differenza quanto esercizi più importanti. Il campione doveva restare seduto per tre ore consecutive senza mai alzarsi dalla sedia, e tenere una gamba immobile. Solo con l’altra gli studenti hanno eseguito semplici movimenti, per la precisione dovevano “picchiettare” ritmicamente il pavimento con i talloni per un minuto (un po’ come far “ballare” il piede a ritmo di musica), e poi fare una lunga pausa prima di riprendere con questo movimento “minimal”.

 

I ricercatori ipotizzavano di riscontrare un “lieve” miglioramento nella circolazione venosa della gamba che aveva effettuato l’esercizio rispetto all’altra, ma in realtà la differenza che hanno rilevato era di gran lunga più consistente.

 

Le contrazioni muscolari associate al movimento dei piedi sono di minima portata, e tuttavia sembra siano sufficienti a ridurre alcune delle conseguenze più malsane per la salute dello stare seduti.

 

Un’ottima notizia per i "forzati" del lavoro sedentario. Insomma, se si vuole scongiurare il rischio di insufficienza venosa, oltre ad adottare tutta una serie di accortezze molto semplici eppure efficaci (guarda il video) bisogna ricordarsi di fare un po’ di esercizio con i piedi anche mentre si sta seduti alla scrivania, si lavora al pc, si studia, si telefona o su fanno i conti. Nessuno se ne accorgerà, non occorrerà sospendere ciò che si sta facendo, ma senza dubbio le nostre vene ringrazieranno!

 

Foto | via Pinterest 

Fonte | nytimes.com



A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
Profilo Linkedin di Paola Perria
 

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