I grassi nella dieta? Non possono mancare, purché "buoni"

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I grassi nella dieta? Non possono mancare, purché "buoni"

04-02-2014 - scritto da Paola Perria

Una dieta priva di grassi non fa bene alla linea e alla salute

Scopriamo quali sono i grassi alimentari "buoni" da assumere ogni giorno per stare bene e in forma

I grassi nella dieta? Non possono mancare, purché "buoni" I grassi alimentari, un tempo accusati di essere causa di obesità e malattie cardiovascolari, sono stati (in parte) riabilitati. Ormai i nutrizionisti di nuova generazione si sono accorti che anche queste sostanze sono cruciali nella nostra alimentazione, anche perché servono al cervello (le membrane cerebrali sono fatte anche di cellule lipidiche) e regolano molte reazioni vitali. Inoltre eliminarli del tutto, invece di aiutarci a dimagrire, finisce per predisporci al sovrappeso, perché il corpo tende a "compensare" la carenza lipidica accumulando più zuccheri. Tuttavia, non è certo il caso di correre al negozio sotto casa per acquistare panetti di burro, salsicce, pancetta, patatine fritte eccetera. C'è grasso e grasso, tanto per capirci.

Ad esempio, ci sono i grassi vegetali mono e polinsaturi, come l'acido linoleico contenuto nei semi di lino e nell'olio extravergine d'oliva spremuto a freddo, e i grassi di origine animale ma ricchi di omega 3 (potenti sostanze antiossidanti), come quelli contenuti nel salmone o nel pesce azzurro (ad esempio nei gustosi sgombri del Mediterraneo o nelle sardine). Ma qual è la quantità ottimale di questi lipidi "buoni" che dovremmo inserire nella dieta? Secondo un documento appena diffuso dall'Academy of Nutrition and Dietetics (USA), la quantità di grassi saturi e insaturi (meglio i secondi), per una persona con un fabbisogno giornaliero di 2000 Kcal, si situa tra i 44 e i 78 grammi al giorno. Il che equivale a dire 3-4 cucchiai di olio, una bella manciata di noci, una tazza di latte intero o uno yogurt intero e qualcos'altro. Tornando al quesito di partenza, ovvero quali grassi nella dieta, perché sia sana, ci risponde il nutrizionista presso l'Università di Firenze Francesco Sofi, spiegandoci che l'optimus si raggiunge:

Favorendo il consumo di grassi polinsaturi della serie omega 3 (presenti in particolare nel pesce, nelle noci, nei semi di lino) e di monoinsaturi (di cui è ricco l’olio di oliva), limitando invece i grassi saturi (presenti principalmente negli alimenti di origine animale), che non dovrebbero fornire più del 7-10% delle calorie totali. Il più basso possibile deve poi essere il consumo di grassi trans, che si formano in particolare durante alcuni trattamenti industriali per trasformare oli vegetali in grassi solidi: scegliere prodotti che riportano in etichetta “senza grassi idrogenati” aiuta a evitarli. Un nostro studio, su ragazzi delle superiori, ha rilevato, un elevato consumo di acidi grassi trans, a causa soprattutto di snack, merendine e patatine
- Originariamente Inviato da
Insomma, che grassi siano, purché di buona qualità...

Fonte| corriere.it
Foto| via Pinterest

A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
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