I sintomi della pertosse nel bambino (e nell’adulto)

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I sintomi della pertosse nel bambino (e nell’adulto)

10-07-2013 - scritto da Cinzia Iannaccio

Le varie fasi ed i sintomi della pertosse, nota anche come tosse convulsa

Come riconoscere la pertosse

I sintomi della pertosse nel bambino (e nell’adulto) La pertosse è una delle malattie più comuni nell’infanzia, anche se di fatto può colpire anche gli adulti. I sintomi sono eguali in ambedue i casi, anche se ovviamente le complicanze legate alla malattia sono più frequenti tra i bambini piccoli e, bisogna dire, sono sinonimo per noi mamme di grandi spaventi. Perché? Vediamo insieme qual è la principale sintomatologia.

Dopo un incubazione di circa 10 giorni in media, il bambino (o l’adulto infettato) può presentare una lieve febbre (o anche nulla, non percettibile) ed altri sintomi riconducibili ad una qualunque malattia virale o batterica che colpisce le vie aeree.

La durata di questa fase, detta catarrale per lo sviluppo di una tosse grassa, è di almeno due settimane e può essere già indicativa della presenza del batterio Bordetella pertussis. Da questa si passa alla vera e propria tosse convulsa che può durara anche più di un mese e mezzo. In questo contesto si assiste a colpi di tosse stizzosa irrefrenabili e violenti (non a caso si parla di fase convulsiva) che si concludono spesso con l’espulsione di blocco di catarro o un conato di vomito.

Soprattutto nei bambini molto piccoli, ma anche negli adulti ed adolescenti, l’attacco di pertosse si può concludere con una scioccante apnea, cioè mancanza di respiro e sensazione di soffocamento. Da qui le complicazioni più gravi della malattia, a carico del sistema nervoso centrale, in seguito al mancato afflusso di ossigeno al cervello, dovuto dall’apnea.

L’encefalopatia pertossica oltre che da questo può essere provocata anche dall’azione stessa delle tossine emesse dal batterio. Si tratta di eventi rarissimi, ma comunque da non trascurare mai, perché possono essere letali oltre che fortemente invalidanti. Più comuni invece altre complicanze meno gravi: sangue dal naso, otiti, polmoniti e broncopolmoniti. La terapia è antibiotica, ed il farmaco d’elezione è l’eritromicina.

Foto: Flickr

Fonte: Ministero salute

A cura di Cinzia Iannaccio, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2007, blogger, specializzata nel settore della salute e del benessere.
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