Il metodo quantitativo: prima parte

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Il metodo quantitativo: prima parte

28-09-2008 - scritto da monica_balestrero

Il metodo quantitativo: prima parte

William Harvey e la circolazione del sangue

L’applicazione del metodo quantitativo matematico, che trova la sua affermazione negli studi galileiani, segna una svolta nella storia della medicina, poiché introduce il parametro della quantità negli studi medici.
L’introduzione del metodo quantitativo in medicina si deve principalmente agli studi del medico inglese William Harvey, che aveva seguito le lezioni di Galileo e ne aveva assimilato il criterio quantitativo matematico – sperimentale secondo cui “la natura è scritta in lettere matematiche”.
William Harvey nacque nel 1578 a Folkestone, nel Kent. Dopo aver studiato alla King's School di Canterburye a al Gonville and Caius College di Cambridge, nel 1600 si trasferì all'Università di Padova, dove fu allievo di Girolamo Fabrici d'Acquapendente.

Tornato in Inghilterra, lavorò come medico al St Bartholomew's Hospital di Londra tra il 1609 e il 1643. Nel 1604 sposò Elizabeth Browne, figlia del medico personale di Elisabetta I e Giacomo I. Fu eletto membro del Collegio dei medici di Londra (1607). Divenne medico di Carlo I Stuart e dal 1616 al 1656 tenne le sue lezioni di medicina presso il Royal College of Physicians.

Nel 1628 pubblicò la Exercitatio anatomica de motu cordis et sanguinis in animalibus in cui espose l’esito dei suoi studi sulla funzione del cuore nella propulsione della circolazione sanguigna.

Per Harvey il cuore ha la funzione di una pompa che agisce attraverso una propria forza muscolare. Egli non si limitò a studiare il movimento del sangue da un punto di vista meccanico, ma si concentrò sull’aspetto dinamico della circolazione sanguigna, arrivando, appunto, a enunciare la teoria della “circolazione del sangue”. Harvey, infatti, nel suo tentativo di calcolare la quantità di sangue che il cuore espelle ad ogni pulsazione, si rese conto che se il sangue formatosi con l’assunzione di alimenti si esaurisse dopo aver nutrito i tessuti (teoria galenica) ne servirebbero quantità enormi e l’uomo sarebbe costretto a mangiare praticamente di continuo per assicurare a tutti i suoi organi un continuo afflusso di sangue.

Harvey quindi arrivò alla conclusione che il sangue non doveva continuamente rinnovarsi, ma che esso veniva in qualche modo riutilizzato dal corpo, attraverso un movimento circolare.

Studiando la frequenza del battito cardiaco e misurando la capacità dei ventricoli, Harvey si rese conto che la quantità di sangue espulsa dal cuore in mezz’ora era superiore alla quantità totale di sangue contenuta nel corpo: il sangue doveva dunque tornare al cuore percorrendo un circuito chiuso grazie alla spinta del battito cardiaco.
Categorie correlate:

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Profilo del medico - monica_balestrero

Nome:
Monica Balestrero
Comune:
ROMA
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