Il papilloma virus ha gli anni contati

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Il papilloma virus ha gli anni contati

17-02-2010 - scritto da Viviana Vischi

Mentre si sperimenta un nuovo farmaco a base di tabacco, il Ministero lancia una campagna di vaccinazioni gratuite per le giovanissime contro il papilloma virus

Grazie al vaccino contro il papilloma virus il cancro al collo dell’utero potrebbe scomparire nelle prossime generazioni?

19/03/2007 - Il tabacco contro il papilloma virus (HPV)? Molto più che un’ipotesi. A partire dalla pianta, infatti, i ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e del Centro Ricerche Casaccia dell’ENEA hanno ottenuto un nuovo vaccino contro il virus considerato il principale responsabile del cancro al collo dell’utero. I test sono molto promettenti: il vaccino, costituito da un antigene virale a cui è legata una proteina di origine batterica che ne esalta le capacità immunogeniche, sembrerebbe efficace senza l’aggiunta di altri composti nelle preparazioni. Cosa molto importante, quest’ultima, perché la semplicità di produzione e il basso costo di produzione permetteranno l’applicazione clinica in tempi brevi nell’uomo.
Fin qui le sperimentazioni. Ma torniamo alla realtà, e per una volta anche questa è fatta di buone notizie! Un vaccino contro il papilloma virus esiste già: è stato approvato da pochissime settimane dall’Agenzia Italiana del Farmaco e il Ministro della Salute, Livia Turco, si è affrettata a lanciare una campagna di vaccinazioni pubbliche gratuite per tutte le dodicenni italiane (circa 280 mila giovanissime). Se le ragazze aderiranno alla campagna di vaccinazione, il cancro al collo dell’utero, a cui spetta il secondo posto dopo quello mammario nella classifica dei tumori femminili più diffusi, praticamente scomparirà nelle prossime generazioni!
Fino ad oggi la prevenzione di questo tumore si era basta nell’adottare comportamenti sessuali prudenti (uso del preservativo) e nell’effettuare periodicamente il Pap-test. Oggi, per la prima volta, possiamo sconfiggere un tumore attraverso una campagna di vaccinazione. Per il futuro si prevede di ampliare l’offerta del vaccino alle donne tra i 25 e i 26 anni. E il farmaco sarà comunque in vendita nelle farmacie su prescrizione del medico per le donne che non hanno ancora contratto l’infezione. Infine, si sta già discutendo della possibilità di estendere la vaccinazione anche ai maschi, sia per gli evidenti benefici diretti (riduzione del cancro a scroto, pene, uretra), sia per quelli indiretti diminuendo la possibilità di trasmissione dell’infezione alle donne.
Vale la pena di ricordare che il vaccino contro l’HPV non sostituisce il tradizionale Pap-test che resta raccomandato come strategia di prevenzione del tumore a tutte le donne tra i 25 e i 64 anni!
Ma cos’è questo famigerato papilloma? E’ un virus che si trasmette attraverso i rapporti sessuali; si stima che il 70% di uomini e donne possa esserne colpito nel corso della vita. Ma non bisogna allarmarsi: la sua presenza è quasi sempre innocua e la maggior parte delle infezioni guarisce spontaneamente, grazie alle difese immunitarie dell’organismo, entro 12-24 mesi. Quando ciò non accade, a seconda del virus trasmesso può svilupparsi una malattia più o meno grave. Se il virus è a basso rischio, sulla cute dei genitali compaiono i condilomi, le cosiddette “creste di gallo” che possono essere semplicemente cauterizzate. Se invece il ceppo virale è ad alto rischio (come il 16 o il 18), l’infezione può degenerare in cancro.
L’HPV è responsabile di circa il 70% dei casi di tumore al collo dell’utero, una malattia che ogni anno, in Italia, colpisce oltre 3 mila donne, la maggior parte under 45. Grazie allo screening e alle novità in fatto di vaccini, entro pochi anni speriamo davvero di non doverne più sentir parlare.

A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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