Il tumore del rene

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Il tumore del rene

08-09-2011 - scritto da peppuzzo

Informazioni pratiche per pazienti e familiari

Quali sono i sintomi che possono far pensare a un tumore del rene?

Il tumore del rene


Il tumore del rene è uno dei tumori più imprevedibili. Talvolta può impiegare decenni prima di manifestarsi, mentre in altri casi la sua crescita è rapida e aggressiva. Prima che l’ecografia
diventasse un esame di routine, la diagnosi risultava spesso tardiva a causa della natura silente di questo tumore. Infatti spesso la massa tumorale è inaccessibile alla palpazione del medico, il rene funziona come prima nella gran parte dei casi, e l’unica spia di allarme può essere qualche goccia di sangue nelle urine.

È molto diffuso il tumore del rene?
Non troppo. Rappresenta circa il 3 per cento dei tumori maligni dell’adulto ed è il terzo tipo più frequente di tumore urologico, dopo quelli della prostata e della vescica. La sua frequenza è stabile, con circa 155 nuovi casi all’anno per ogni milione di abitanti. Il suo picco d’incidenza è intorno alla sesta-settima decade di vita.

Esistono diversi tipi di tumore anche sotto l’aspetto genetico?
È stata di recente introdotta una classificazione dei tumori renali sotto il profilo genetico-molecolare: in questo senso due sono i tipi fondamentali, caratterizzati da un’alterazione del gene VHL o del gene MET. La prima alterazione si associa al carcinoma renale a cellule chiare sporadico,del carcinoma a cellule chiare ereditario (HCRC) e della sindrome di Von Hippel-Lindau. L’alterazione del gene MET è invece alla base del carcinoma papillare ereditario e del carcinoma papillare sporadico. Le mutazioni di entrambi questi geni potrebbero essere usate come spie precoci di presenza e di ripresa del tumore.

Quali sono i fattori di rischio?
Sotto questo aspetto se ne sa ancora poco. Correlazioni deboli e generiche sono apparse solo tra tumore del rene e fumo, tra tumore del rene e diete molto ricche di proteine e di grassi di origine animale.

Oltre all’ecografia, quali sono gli altri esami utili alla diagnosi?
È utile che l’ecografia, anche quando viene eseguita per altri motivi (come, per esempio, per esaminare il pancreas o la cistifellea), sia estesa all’intera regione addominale, e quindi anche ai reni. Il che costituisce un mezzo di diagnosi precoce dei tumori del rene. A sua volta, la TAC rappresenta a tutt’oggi l’esame principale. Trova una valida alternativa nella RMN, soprattutto nei casi di neoplasia estesa alla vena cava inferiore. Il futuro prossimo è nell’associazione PET-TAC.

L’asportazione chirurgica resta la terapia di elezione?
Senza dubbio. La sopravvivenza di un paziente operato con successo di un tumore colto agli esordi è sovrapponibile a quella di chi non si è mai ammalato: il rischio di recidive della malattia, è basso e con ogni probabilità il paziente potrà mantenere le sue abitudini di vita.

La chirurgia è l’intervento principe anche in caso di tumore avanzato?
Sì. La gestione dei tumori renali avanzati è alquanto problematica. Infatti, né la chemioterapia né la radioterapia si sono rivelate efficaci contro la malattia. Questa resistenza riflette la generale insensibilità delle cellule tumorali alla maggior parte degli agenti chemioterapici disponibili. La chirurgia costituisce a tutt’oggi la terapia di riferimento nei confronti del tumore renale anche nelle forme avanzate, in cui siano stati invasi organi adiacenti o con trombi neoplastici nella vena cava inferiore anche la radioterapia ha un ruolo marginale dato che il tumore del rene non è radiosensibile.
Un ruolo sembra assumere negli ultimi anni l’immunoterapia nella quale si vanno a stimolare le difese immunitarie dell’organismo contro il tumore in un meccanismo simile ad un vaccino.

Che cos’è la terapia “conservativa”?
Medici e ricercatori stanno moltiplicando gli sforzi per arrivare a terapie sempre meno invasive, il più possibile rispettose della funzionalità del rene e della qualità di vita del paziente. Una delle strade maestre è proprio quella della terapia “conservativa”: si tratta, cioè, di conservare il rene colpito dal tumore, eliminando la parte cancerosa insieme a una minima parte del tessuto sano circostante, senza ricorrere all’asportazione totale dell’organo.
Attualmente con le tecniche laparoscopiche è possibile seguire l’intervento chirurgico evitando un taglio chirurgico tradizionale, ma solo con delle piccole incisioni corrispondenti alle porte di accesso degli strumenti chirurgici.Queste metodiche presso l’ospedale di Vicenza sono eseguite da tempo con grandi risultati.

Cosa succede al paziente una volta eseguita la rimozione chirurgica del tumore?
Deve sottoporsi a controlli periodici per evidenziare con prontezza un’eventuale ripresa del tumore, a livello locale o in altre regioni dell’organismo. In genere viene suggerita una radiografia del torace, TAC addome completo e una visita medica ogni 6 mesi. Un po’ più intensi sono i controlli per i pazienti a maggior rischio di recidiva come, per esempio, coloro che hanno subito un intervento per neoplasie in stadio più avanzato o di tipo più aggressivo. Per questa categoria di pazienti i controlli vanno intensificati tra il secondo e il quarto anno dopo l’intervento chirurgico.

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Malattie, cure, ricerca medica




Dott. Giuseppe Benedetto

Riceve, previa prenotazione, presso:
PoliMedic, Contrà Carpagnon 1, VICENZA tel. 0444-322729

"Per doverosa informazione, si ricorda che la visita medica effettuata dal proprio medico abituale rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico. I consigli forniti in questo sito devono essere intesi semplicemente come suggerimenti di comportamento"

Profilo del medico - peppuzzo

Nome:
GIUSEPPE BENEDETTO
Comune:
VICENZA
Telefono:
0444-993849 segreteria
Professione:
Medico Ospedaliero
Occupazione:
urologo ospedaliero
Specializzazione:
Urologia
Contatti/Profili social:


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