Il vino bianco protegge la salute dei reni

Facebook Twitter Google Pinterest YouTube

Il vino bianco protegge la salute dei reni

05-10-2015 - scritto da Paola Perria

L’acido caffeico del vino bianco migliora la circolazione sanguigna dei reni.

Non solo rosso… anche il vino bianco in moderate dosi fa bene alla salute.

Il vino bianco protegge la salute dei reni

Da diversi anni si parla dei tanti effetti benefici e protettivi sulla salute del cuore del vino rosso. E il bianco? Si domandavano i tantissimi estimatori del biondo nettare. Ebbene, per fortuna giunge uno studio tutto italiano, pubblicato di recente su PlosOne magazine, a confortare i patiti di Soave, Pinot o Vermentino preoccupati dall’idea di avare una predilezione per il vino sbagliato. Nessun errore, infatti il vino bianco contiene alcune sostanze, in particolare l’acido caffeico, che non solo protegge l’apparato cardiovascolare in generale, ma che sembra svolgere una particolare funzione protettiva sula salute dei reni, fungendo da potente antiossidante.

Lo studio, coordinato da Alberto Bertelli, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze biomediche dell’Università Statale di Milano in collaborazione con i colleghi delle Università di Torino e di Pisa e con l’ospedale di Viareggio, partiva dall’evidenza dei benefici che una dieta ricca di frutta e di verdura e di grassi “buoni” (come l’olio extravergine d’oliva) con l’aggiunta dei composti antiossidanti presenti nel vino bianco, produce sulla salute cardiovascolare.

Se, quindi, la dieta mediterranea – la quale include anche il consumo di moderate dosi di vino bianco e rosso – è considerato il regime alimentare più salutare in assoluto per il cuore e la circolazione, e questo è il punto di partenza generale dimostrato scientificamente, a cosa è approdato, che già non si sapesse, il nuovo studio italiano?

A scoprire che basse dosi di acido caffeico contenuto nel vino bianco sono in grado di proteggere la salute dei reni in un modo sorprendente, stimolando la produzione di ossido nitrico, un importante vasodilatatore che regola non solo la circolazione nei vari distretti e organi del corpo (in particolare cuore e reni) ma che previene il fenomeno definito come apoptosi, ovvero “morte per suicidio delle cellule”.

La disponibilità di ossido nitrico, però si riduce a causa dell’età e delle malattie per un processo ossidativo, e qui entra in campo il “nostro” acido caffeico, che come dimostrato dagli esprimenti in laboratorio condotti dai medici italiani, va a stimolare guarda caso proprio la produzione di ossido nitrico.  

Ecco spiegato per quale ragione i pazienti nefropatici traggono giovamento dal consumo di vino bianco, come scoperto da studi di qualche anno fa.

Attenzione, però, alle dosi. Infatti l’alcool non è esattamente un amico dei nostri reni, per questa ragione ci si può garantire i benefici dell’acido caffeico - che fa parte dei fenoli, gli acidi presenti naturalmente nell’uva e nel vino – solo evitando di esagerare. Un bicchiere per le donne, e due per gli uomini sono le dosi massime di vino bianco “concesse”, naturalmente da consumare a pasto, insieme a una dieta che aiuti a preservare la salute dei reni.

Come sempre vale la regola del buon senso e della prudenza, e attenzione anche al tipo di vino bianco, il quale contiene in media più solfiti di quello rosso e in alcuni soggetti predisposti può provocare mal di testa e difficoltà digestive. Scegliamo sempre un prodotto di alta qualità, meglio se italiano e certificato, quando decidiamo di concederci un bicchiere, anche a costo di pagare qualche euro in più. In questo modo gratifichiamo il palato e proteggiamo la nostra salute. 

 

Foto | via Pixabay.com  

Fonti | adnkronos.com e E journals.plos.org



A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
Profilo Linkedin di Paola Perria
 

ForumSalute
ForumSalute su Facebook
ForumSalute su Twitter
ForumSalute su Google+

 

ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



Articoli che potrebbero interessarti

Per offrirti il miglior servizio questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Maggiori informazioni qui.

X