Interazione tra pompelmo e farmaci: è davvero così pericolosa?

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Interazione tra pompelmo e farmaci: è davvero così pericolosa?

01-10-2013 - scritto da 2 nutrizioniste in cucina

Effetti indesiderati del pompelmo sull'assunzione di particolari farmaci

Bere succo di pompelmo è pericoloso per chi assume farmaci per abbassare il colesterolo o la pressione arteriosa

Interazione tra pompelmo e farmaci: è davvero così pericolosa? I medici e i nutrizionisti lo sanno ormai da tempo: bere il succo di pompelmo o mangiarne grandi quantità mentre si sta seguendo una cura con alcuni tipi di farmaci è una pratica che può nascondere insidie.

Sembra inoffensivo, anzi è considerato addirittura salutare: l' American Heart Association, ad esempio, ne consiglia il consumo perché riduce sensibilmente la formazione di placche aterosclerotiche.

Eppure il succo di pompelmo può compromettere seriamente terapie a base di statine, calcio-antagonisti, etilenestradiolo, benzodiazepine e numerosi farmaci attivi sul sistema nervoso centrale (come carbamazepina, sertralina o buspirone).

In pratica stiamo parlano di farmaci comunemente usati per abbassare il colesterolo o la pressione arteriosa, oppure di farmaci per curare l’insonnia o la depressione.

La colpa è di naringina e furanocumarine, sostanze presenti nel frutto capaci di inibire un enzima chiave del metabolismo di diverse classi di farmaci. Ne consegue che i medicinali vengono eliminati di meno, per cui sono maggiormente disponibili in circolo. Quindi, se ne potenzia l' effetto e sono più probabili gli effetti collaterali.

Sono sufficienti 200-250 ml di succo di pompelmo, ovvero un normale bicchiere, per avere ripercussioni spiacevoli: nel caso del calcio-antagonista felodipina, ad esempio, un bicchiere basta a raddoppiare la concentrazione di farmaco nel sangue e gli effetti sul sistema cardiovascolare.

Ma gli effetti maggiori si osservano facendo interagire il pompelmo con le statine: i livelli ematici di queste sostanze possono alzarsi pericolosamente con conseguenti danni ai reni.

Le conseguenze sono più o meno rilevanti, a seconda della quantità di ingredienti attivi presenti nelle spremute casalinghe o nelle diverse marche di succhi industriali, ma anche mangiare la polpa del frutto può sortire gli stessi risultati.

Purtroppo, troppi pazienti non lo sanno o credono che basti prendere il medicinale una-due ore prima o dopo aver consumato la bevanda per non avere problemi. Invece, l' effetto del pompelmo è molto lungo: dura infatti tutto il giorno.

Il consiglio è quindi il seguente: se si segue una terapia con farmaci che possono essere influenzati dal pompelmo è bene evitarlo del tutto.

Paola Richero e Paola Salgarelli
www.paolarichero.it
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