Intolleranze alimentari: business o realtà?

Facebook Twitter Google Pinterest YouTube

Intolleranze alimentari: business o realtà?

07-11-2012 - scritto da Viviana Vischi

Sempre più italiani hanno presunte intolleranze alimentari e si affidano a costosi test per scoprirlo. Ma queste intolleranze esistono davvero?

I test per le intolleranze alimentari hanno valore scientifico?

Intolleranze alimentari: business o realtà? Alzi una mano chi non si è lasciato tentare almeno una volta dall’idea di farsi un test sulle intolleranze alimentari. Alzi due mani chi alla prima pancia gonfia o al primo accenno di prurito non si è convinto di essere intollerante a qualche alimento. Eh sì, siamo ormai diventati un esercito di intolleranti alimentari. E quindi, in caso di sintomi riconducibili a un'intolleranza, via di corsa a prenotare uno di quei test che ci rivelano, quasi come un oracolo, quale cibo ci crea il problema. Test che, una volta eseguiti, non danno scampo: tutto quello che fino a ieri era buono, adesso è diventato cattivo o, peggio, nocivo per il nostro corpo e va eliminato dalla dieta per un periodo più o meno lungo.

Sembra quasi che essere intolleranti a qualcosa sia diventata una moda, anzi un must. E pensare che fino a qualche anno fa, non se ne parlava neanche… Se poi curare un’intolleranza serve anche a perdere una o due taglie, meglio ancora. Già, perché è oltretutto sempre più diffusa la credenza popolare che le intolleranze, o meglio le difficoltà digestive conseguenti alle intolleranze, siano responsabili dell’aumento di peso. Niente di vero: le intolleranze alimentari generalmente non influiscono sul peso o, se lo fanno, al massimo concorrono a causare una perdita di peso per mancato assorbimento di nutrienti e non certo un aumento.

Secondo i più recenti sondaggi 40 italiani su 100 non ci pensano due volte a farsi un test sulle intolleranze alimentari, arrivando a spendere anche 200-300 euro senza contare poi la spesa per gli integratori alimentari e i vari depurativi che spesso vengono consigliati per purificare più velocemente l’organismo. E pensare che per la medicina ufficiale solo 2 persone su 100 soffrono davvero di intolleranze alimentari, ovvero di reazioni avverse agli alimenti riconducibili ad un meccanismo non immunologico (a differenza delle allergie alimentari).

Insomma, il sospetto che dietro lo spettro delle intolleranze ci sia un redditizio business c’è, eccome. In realtà, così come c’è ancora parecchia incertezza sui meccanismi che stanno alla base delle intolleranze alimentari, ci sono molti dubbi sulla diagnosi che viene spesso affidata a metodologie non validate scientificamente. Infatti, se ci si sottopone allo stesso test per intolleranze alimentari più volte, può succedere che si abbiano risultati differenti.

Le raccomandazioni sono quelle di stare alla larga da operatori sanitari senza scrupoli e metodi di diagnosi che destano perplessità; inoltre, in assenza di verifiche serie delle proprie intolleranze alimentari, bisogna fare attenzione alle diete particolarmente restrittive che, alla lunga, rischiano di causare carenze vitaminiche e minerali.

Siamo diventati tutti creduloni, vittime della moda? No, certo che no.

Le intolleranze alimentari vere e proprie esistono e sono sostanzialmente quella nei confronti del glutine che dà origine alla celiachia e l'intolleranza al lattosio. È tuttavia certo che alcune sostanze tossiche, diversi additivi, certi conservanti, possono provocare reazioni più o meno serie. Un dato infatti è certo: oggi consumiamo cibo che non è più genuino e sano come quello di una volta. Basti pensare a tutte quelle sostanze che vengono usate nella preparazione degli alimenti come conservanti, coloranti, antiossidanti, esaltatori del sapore. Tutte cose che le nostre nonne non conoscevano neanche e che probabilmente tanto bene al nostro organismo non fanno. Così come gli insetticidi e i diserbanti, da cui la frutta e la verdura che portiamo sulle nostre tavole è spesso contaminata. E che dire, poi, dello stress e dell’ansia che accompagna le nostre frenetiche giornate di lavoro?

Insomma, se facessimo un po’ più attenzione a quello che mangiamo e a come viviamo quotidianamente, il nostro corpo di sicuro ci ringrazierebbe e forse anche il nostro portafoglio...

Per altre info sulle problematiche relative alle intolleranze alimentari confrontati con la Community di Forumsalute all'interno della sezione di Allergologia e Immunologia.

A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
Profilo Linkedin di Viviana Vischi
 

ForumSalute
ForumSalute su Facebook
ForumSalute su Twitter
ForumSalute su Google+

 

ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



Articoli che potrebbero interessarti

Per offrirti il miglior servizio questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Maggiori informazioni qui.

X