Iperidrosi e bullismo

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Iperidrosi e bullismo

21-05-2015 - scritto da Viviana Vischi

Rendersi conto che il proprio figlio soffre di sudorazione eccessiva è il primo passo per affrontare il problema e risparmiare al teenager le cattiverie dei coetanei.

L'iperidrosi, o sudorazione eccessiva, e il disagio sociale e psicologico dei ragazzi che ne soffrono.

Iperidrosi e bullismo

L’iperidrosi non è una malattia ma una condizione medica per cui una persona ha una sudorazione particolarmente marcata, non fisiologica, tipicamente localizzata alle mani, ai piedi o alle ascelle. Questa quantità di sudore in eccesso, che potremmo paragonare, con il dovuto rispetto per chi ne soffre, a un "fiume in piena", non è necessariamente collegata al caldo o al fatto di aver svolto un'attività fisica particolarmente intensa. E' "semplicemente" dovuta a un'anomalia del sistema nervoso simpatico, o meglio, ad una sua iperattività. C'è anche un tipo di iperidrosi che è conseguente ad altre malattie o all'assunzione di determinati farmaci (iperidrosi secondaria) ma è molto meno frequente rispetto a quella determinata da un'esagerata attività a livelllo del sistema nervoso simpatico, che interessa invece circa il 90% dei casi.

L'iperidrosi può colpire chiunque, anche i teenager. Ed è qui che entrano in ballo i problemi maggiori. Perchè sì, succede anche questo: un ragazzino che suda molto può essere oggetto di bullismo tra i suoi compagni di scuola e di gioco. E' uno dei motivi per cui è particolarmente importante informarsi sui possibili trattamenti dell'iperidrosi che, va sottolineato, esistono e sono somministrabili anche ai bambini se necessario: alcuni antitraspiranti ad esempio si possono utilizzare già in età prepuberale a 9-10 anni.

Non è semplice per un genitore capire se il proprio figlio subisce il bullismo a scuola. In genere la vittima di questi episodi tende a non raccontare, per vergogna e per paura di ritorsioni. E’ invece più probabile rendersi conto di una sudorazione eccessiva. Non solo notando gli abiti inzuppati, laddove possibile, ma anche valutando determinati fattori:

  • l'iperidrosi nell’infanzia e nell’adolescenza si focalizza solitamente in alcuni punti critici (mani, piedi, ascelle, inguine e fronte)
  • si scatena di giorno e non di notte, con almeno un episodio a settimana di improvvisa ed immotivata sudorazione
  • il teenager comincia a vestirsi a strati, per coprire con gli indumenti le eventuali macchie di sudore sotto le ascelle, a farsi la doccia e cambiarsi i vestiti più volte al giorno
  • a ciò si aggiunge dopo un certo periodo un desiderio di isolamento sociale: il ragazzo comincerà a non voler uscire, a non frequentare più la palestra e a rifiutare di andare a scuola, senza plausibili motivazioni. Questo atteggiamento, tipico di molti adolescenti in lotta con la propria autostima, non va trascurato

 

Non bisogna pensare che tutto questo sia normale e che prima o poi passerà, proprio perché l'iperidrosi (esattamente come l'acne) può intaccare profondamente una personalità in via di sviluppo e lasciare dei segni indelebili, per sempre. Molto peggio se si diventa, per questo, vittime di bullismo.

Tra i sintomi di malessere vanno osservati disturbi fisici come il mal di testa o di pancia, ma anche ansia, disturbi del sonno, incubi. A ciò si può abbinare un calo del rendimento scolastico.

I bulli inoltre tendono a distruggere o sottrarre materiale scolastico, indumenti ed altri oggetti di proprietà della vittima, ma possono anche chiedere soldi. Le richieste o la sparizione di piccole somme di denaro devono insospettire in tal senso, ma possono anche essere dovute all'acquisto di prodotti contro la sudorazione che sarebbe opportuno conoscere: gli adolescenti tendono a comprare sostanze "miracolose" che non conoscono via internet e che possono anche essere pericolose.

Non è facile comprendere fino in fondo e gestire tutto questo ma, se si è consapevoli o si sospetta che il proprio figlio soffre di sudorazione eccessiva, basta per prima cosa farsi consigliare i trattamenti più efficaci per arginare il problema. Si comincia sempre con degli antitraspiranti, economici, facili da usare, meglio se rispettosi della pelle dei più giovani, quindi che siano meno aggressivi possibile. L’ossido di zinco è il principio attivo più indicato perché privo di controindicazioni. Anche alcune piante come la salvia, ad esempio, sembrerebbero aiutare a rallentare l'azione delle ghiandole sudoripare.

Nel caso non bastassero a tenere sotto controllo il problema esistono poi altre possibilità come la ionoforesi, il botulino o anche un intervento chirurgico, che però va considerato solo dopo aver testato tutte le altre vie meno invasive.

Tutto ciò aiuterà a prevenire il disagio sociale e psicologico dei ragazzi con iperidrosi.



A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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