L'infertilità di coppia

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L'infertilità di coppia

20-07-2011 - scritto da Domenico

Cause e diagnosi di infertilità maschile e femminile

L'infertilità di coppia rappresenta un problema di notevoli proporzioni.

Si intende per infertilità quella condizione in cui una coppia non riesce ad avere un figlio dopo circa un anno di rapporti sessuali non protetti.
L'infertilità è un problema che affligge dal 10% al 20% delle coppie in età fertile. In Italia sono sempre più numerose le coppie che si rivolgono agli specialisti del settore per ottenere una gravidanza. Il fenomeno sembra in aumento per diversi motivi: sia perché la coppia decide di avere un figlio sempre più tardi, sia per l'influenza di alcuni fattori ambientali sfavorevoli, come l'inquinamento. L'impossibilità di avere un figlio, oltre a rappresentare un problema di carattere medico, comporta anche aspetti, non trascurabili, di ordine psicologico e comportamentale.
Le cause di infertilità possono essere di origine femminile meccanica; femminile ormonale; di origine maschile; oppure riguardanti entrambi contemporaneamente.
Infine circa il 10% delle coppie infertili è affetta da infertilità inspiegata cioè da causa non nota.
Cause di infertilità femminile
Le più importanti cause di infertilità femminile sono rappresentate dalle disfunzioni ormonali della follicologenesi e dell'ovulazione; da affezioni a carico delle tube (anatomiche e funzionali); da malformazioni uterine. Le disfunzioni ormonali impediscono l'ovulazione e più raramente il deficit ormonale riguarda la fase luteale o progestinica del ciclo mestruale. Le cause di deficit ormonali possono essere congenite, da stress o dovute dalla sindrome dell'ovaio policistico. In un normale ciclo mestruale, un singolo ovocita (cioè la cellula sessuale femminile), una volta raggiunta la piena maturità durante il processo di follicologenesi, fuoriesce dal follicolo ovarico determinando la cosiddetta "ovulazione". Questo processo è regolato principalmente dall'azione di tre ormoni: l' FSH; l' LH e l'estradiolo.
L' FSH (ormone follicolo-stimolante) promuove la crescita dei follicoli ovarici nella prima parte del ciclo mestruale che ha una durata molto variabile.
L' LH (ormone luteinizzante) collabora con l' FSH nella stimolazione della crescita follicolare e successivamente determina l'ovulazione, cioè l'apertura del follicolo ovarico e la fuoriuscita dell'ovocita dal suo interno.
L'estradiolo è l'ormone che contribuisce alla regolazione dell'attività di FSH ed LH.
E' possibile studiare il normale andamento dell'ovulazione eseguendo dosaggi ormonali sul sangue per determinare i livelli di FSH, LH ed estradiolo. E' utile valutare anche i livelli di altri ormoni, come la prolattina, gli ormoni tiroidei, gli androgeni (ossia gli ormoni maschili) che possono influire sull'andamento dell'ovulazione.
Il metodo della misurazione della temperatura basale per valutare l'avvenuta ovulazione si basa sull'osservazione che la temperatura corporea subisce dalle variazioni in concomitanza delle diverse fasi del ciclo. Questo metodo però non è affidabile perché impreciso ed è suscettibile di errori di misurazione.
Un'altra causa importante di infertilità femminile è rappresentata dal fattore tubarico. Le tube di Falloppio esercitano la funzione di trasporto e di nutrizione delle cellule sessuali. Queste importanti funzioni dipendono però dall'integrità della mucosa tubarica e dal suo apparato muscolare. Le cause che possono compromettere l'integrità della mucosa tubarica e quindi la sua funzionalità sono molteplici: l' endometriosi; infezioni pelviche acute o croniche o precedenti interventi chirurgici. Questi fattori possono determinare la totale o parziale chiusura delle tube in un punto qualsiasi del loro percorso oppure provocare delle aderenze tubariche o danneggiare all'interno le tube che appaiono apparentemente pervie, ma la cui funzionalità è comunque compromessa.
Le malformazioni uterine sono responsabili di una percentuale più bassa di infertilità. La loro presenza può determinare aborti precoci e ripetuti poiché impediscono un normale attecchimento dell'ovulo fecondato nella mucosa uterina (endometrio).
Altre cause di infertilità sono rappresentate dalle infezioni pelviche acute o croniche, come quelle determinate dalla Chlamydia che, se non corrette in tempo con opportuna terapia, possono comportare serie conseguenze sull'apparato riproduttivo femminile.
Le anomalie cromosomiche, le malformazioni uterine, l'incompetenza della cervice uterina, gli squilibri ormonali ed i disturbi immunologici sono considerati fra le cause più frequenti di aborto ricorrente che, a sua volta, rientra nelle cause di infertilità.
Cause maschili di infertilità
L'infertilità maschile può essere causata da difetti relativi alla produzione, emissione o funzionalità degli spermatozoi e rappresenta circa il 35% delle cause di infertilità nella coppia.
E' molto importante raccogliere un'anamnesi (cioè la storia medica) del paziente molto accurata in cui si indagherà su eventuali infezioni genito-urinarie pregresse o in atto; malattie come la varicella, morbillo o parotite (malattia virale che può provocare nell'uomo l'orchite, cioè l'infezione a livello dei testicoli); malattie a trasmissione sessuale; precedenti interventi chirurgici o traumi a livello genitale. Anche lo stile di vita (alcool, fumo, droghe e lavori a rischio) e fattori ambientali, possono giocare un ruolo importante.
Il varicocele può determinare un deficit nella formazione di spermatozoi mobili. Anche dosaggi alterati di FSH, LH, PRL (prolattina) e T (testosterone) possono influire sul processo di produzione degli spermatozoi.
Nel settore andrologico è necessario un adeguato supporto laboratoristico per giungere ad un corretto inquadramento nosologico, prognostico e terapeutico del paziente. L'infertilità maschile infatti, può essere legata all'alterazione di uno o più parametri del liquido seminale (dispermie). Lo spermiogramma (cioè l'analisi del liquido seminale) diventa uno strumento diagnostico fondamentale, necessario anche per stabilire il trattamento terapeutico più appropriato.
Infertilità inspiegata
Rappresenta circa il 10% delle cause di infertilità. La si definisce tale quando, nonostante tutte le indagini diagnostiche eseguite, non si è identificata la causa della infertilità.
La cosiddetta "infertilità inspiegata" è naturalmente una delle indicazioni alla riproduzione medicalmente assistita (PMA).
La diagnosi di infertilità nella donna
Prima di procedere all'esecuzione di qualsiasi tecnica di fecondazione assistita, si valuta la funzione cardio-circolatoria, il metabolismo glucidico, gruppo sanguigno e fattore Rh, screening per la microcitemia, VDRL, TORCH. Uno studio microbiologico del tratto genitale distale prevede la ricerca per: Chlamydia trachomatis, Mycoplasma hominis, Trichomonas vaginalis, Candida albicans e germi comunis. La tecnica del rilevamento della temperatura basale è ormai in disuso e non consigliabile.
L'ecografia pelvica è un'indagine utile che fornisce informazioni sull'utero, le ovaie e la vescica, consentendo anche di stabilire se avviene l'ovulazione.
L' isterosalpingografia è un'indagine radiologica che permette di evidenziare alcune anomalie della cavità uterina e del decorso tubarico, ma non dà informazioni riguardo alla funzionalità tubarica. Consiste nel somministrare del mezzo di contrasto all'interno dell'utero per mezzo di un cateterino. Se le tube sono pervie il mezzo di contrasto passerà nella cavità peritoneale. Tutto il procedimento viene impressionato su lastre fotografiche.
Le indagini ormonali si eseguono mediante semplici prelievi di sangue e consentono di valutare se avviene l'ovulazione e di individuare eventuali squilibri endocrini.
Sono gli ormoni che regolano le funzioni della ghiandola ipofisaria, delle ovaie e dell'utero. I più importanti sono: l' FSH, l' LH, l'estradiolo e il progesterone.
Il cariotipo attraverso un semplice prelievo di sangue, permette di studiare il corredo cromosomico ed evidenziarne eventuali anomalie.
Il post-coital-test (PCT) è l'unica indagine che, in vivo, consente di studiare le interazioni tra liquido seminale e secrezioni vaginali. E' una delle indagini più controverse della sterilità di coppia. Infatti, per alcuni Autori è considerata come un'indagine importante nello studio dell'infertilità; da altri è considerata un'indagine completamente inutile.
La laparoscopia è un'indagine endoscopica che consente un esame visivo dell'anatomia della tuba e la sua posizione rispetto all'ovaio. Permette inoltre di individuare aderenze ed altre alterazioni morfo-funzionali della cavità peritoneale. Si esegue inserendo inserendo una sottile sonda ottica mediante una piccola incisione della parete addominale. Si esegue in anestesia generale e richiede una breve degenza in ospedale. L'affidabilità diagnostica è comunque molto buona.
L' isteroscopia permette, attraverso una sottile sonda a fibre ottiche inserita all'interno dell'utero, di esaminare la cavità uterina, per visualizzarne eventuali malformazioni, fibromi, polipi. E' un'indagine che si esegue in ambulatorio.
L' idrolaparoscopia o fertiloscopia sono nuove tecniche per lo studio delle strutture tubo-ovariche, in donne infertili senza evidenti patologie pelviche, attraverso l'accesso vaginale. Il pregio di tale procedura è quello di trovare un'accettabile alternativa alla laparoscopia diagnostica. Può essere eseguita dopo semplice sedazione, con pazienti in posizione ginecologica, utilizzando ottiche endoscopiche di pochi mm di diametro. Il mezzo di distensione non è la CO2 (come per la laparoscopia), ma una semplice soluzione fisiologica sterile.
La diagnosi d'infertilità nell'uomo
Lo spermiogramma è l'indagine di base nello studio del liquido seminale e della sterilità maschile. Nell'iter diagnostico della coppia sterile, quindi, lo spermiogramma è una delle prime indagini da eseguire. Deve essere effettuato dopo un periodo di astinenza sessuale di 3-5 gg. La modalità di raccolta del liquido seminale è quella che avviene per masturbazione. Condizioni febbrili di origine virale o batterica, terapie antibiotiche, anestesie locali o generali e molti altri eventi patologici o terapeutici, possono interferire sulle caratteristiche del seme.
Lo spermiogramma serve per valutare se il numero degli spermatozoi nell'eiaculato è normale, se il loro movimento è adeguato e se hanno forma regolare. Lo spermiogramma ha però i seguenti limiti: non permette di sapere con certezza se un determinato paziente è sterile o fertile (ad eccezione di alcune situazioni estreme come l' azoospermia, cioè l'assenza di spermatozoi); le tecniche impiegate per eseguire lo spermiogramma non sono standardizzate e, frequentemente, sono molto diverse da laboratorio a laboratorio; l'interpretazione dei risultati spesso è soggettiva.
I valori normali degli spermatozoi dovrebbero essere:
- concentrazione: più di 20 milioni per millilitro;
- motilità progressiva e veloce: più del 30%;
- morfologia normale: più del 50%.
La spermiocoltura, eseguita sul liquido seminale, serve per individuare eventuali infezioni genito-urinarie.
I dosaggi ormonali sul sangue dell' FSH, LH, prolattina e testosterone vengono effettuati perché i livelli alterati di questi ormoni possono influire sul processo di produzione degli spermatozoi.
L'ecografia prostatica e del testicolo serve per individuare eventuali anomalie anatomico-funzionali, la presenza di spermatozoi nell'epididimo (organo in cui gli spermatozoi vengono accumulati) o nel testicolo.
L'esame citologico testicolare per agoaspirazione o esplorazione chirurgica si esegue per accertare i casi di azoospermia.
L' immunobead test (IBT) ed altri test immunologici si effettuano per evidenziare l'eventuale presenza di anticorpi "attaccati" alla superficie degli spermatozoi. Questi anticorpi anti-spermatozoi possono interferire con il loro trasporto attraverso le vie genitali femminili o con il processo di fertilizzazione. Questi test immunologici possono essere ricercati sia nel sangue dell'uomo e della donna sia nel liquido seminale, sia nel muco cervicale della donna. Infine, lo studio del cariotipo, come nella donna, permette, attraverso un prelievo di sangue, di rilevare eventuali anomalie a carico degli spermatozoi
La terapia dell'infertilità
1) Stimolazione semplice:
Consiste nel somministrare alla donna dei farmaci ormonali per stimolare l'ovulazione quando non si verifica, oppure per indurre la crescita follicolare aumentando così le possibilità che avvenga la fecondazione e quindi l'impianto dell'ovulo fecondato nell'utero. La terapia ormonale è usata anche nell'uomo, con buoni risultati, quando l'infertilità è dovuta a deficit ormonali maschili.1) Stimolazione semplice:
Consiste nel somministrare alla donna dei farmaci ormonali per stimolare l'ovulazione quando non si verifica, oppure per indurre la crescita follicolare aumentando così le possibilità che avvenga la fecondazione e quindi l'impianto dell'ovulo fecondato nell'utero. La terapia ormonale è usata anche nell'uomo, con buoni risultati, quando l'infertilità è dovuta a deficit ormonali maschili.
2) Terapia chirurgica:
Può essere utile quando il danno tubarico è lieve. Oggi tuttavia si ricorre sempre meno a questo tipo di terapia, perché le tecniche di riproduzione assistita offrono sicuramente risultati migliori. Nell'uomo la terapia chirurgica consiste nel curare i casi di varicocele (vene varicose che circondano il dotto deferente). Questo tipo di terapia però, può risultare anche inutile soprattutto dopo i trent'anni.2) Terapia chirurgica:
Può essere utile quando il danno tubarico è lieve. Oggi tuttavia si ricorre sempre meno a questo tipo di terapia, perché le tecniche di riproduzione assistita offrono sicuramente risultati migliori. Nell'uomo la terapia chirurgica consiste nel curare i casi di varicocele (vene varicose che circondano il dotto deferente). Questo tipo di terapia però, può risultare anche inutile soprattutto dopo i trent'anni.

3) Le tecniche di riproduzione assistita:
Per Tecniche di Riproduzione Assistita si intendono quelle metodiche che, intervenendo più o meno direttamente sui gameti e/o sugli embrioni, intendono ripristinare la fertilità della coppia sterile.
Benché l'inseminazione intrauterina sia una tecnica introdotta già da molto tempo, il termine di Riproduzione Assistita (R.A.) cominciò ad essere utilizzato con l'avvento della FIVET in quanto si interviene sia sui gameti (preparazione degli spermatozoi ed isolamento degli ovociti) che sugli embrioni (transfer in utero). Tutte le tecniche di R.A. presuppongono la preparazione del liquido seminale, cercando cioè di utilizzare gli spermatozoi migliori (fase di selezione o separazione) resi idonei a fecondare (capacitazione). Attualmente, le tecniche di preparazione del liquido seminale più utilizzate sono lo SWIM-UP da Pellet ed il mini-Percoll. Lo Swim-up sfrutta la capacità degli spermatozoi di migrare con i loro movimenti attivi in un mezzo di coltura che sovrasta la massa (Pellet) degli spermatozoi concentrati sul fondo di una provetta dopo centrifugazione. Il metodo di Percoll si basa sulla selezione passiva degli spermatozoi operata da alcuni strati di Percoll (liquido costituito da macroparticelle inerti). Al termine del processo, gli spermatozoi migliori per motilità e per morfologia si raccoglieranno sul fondo della provetta.
Le tecniche di Riproduzione Assistita più diffuse sono le seguenti:
- IUI (Inseminazione Intrauterina);
- GIFT (Gamete Intra-Falloppian Transfer);
- FIVET (Fertilizzazione in vitro ed embryo transfer);
- ICSI (Intracytoplasmatic Sperm Injection);
- PESA (Percutaneous Epididymal Sperm Aspiration);
- TESA (Percutaneous Testicular Sperm Aspiration).
IUI
L'inseminazione intrauterina viene generalmente eseguita per il trattamento dei casi di infertilità inspiegata in cui la follicologenesi non è seriamente compromessa, nei casi in cui una o ambedue le tube sono pervie, nei casi di ostacoli nel canale cervicale e nei casi in cui i parametri seminali appaiono normali o nei casi di problemi andrologici lievi. Può dare dal 10% al 15% di gravidanze per tentativo. L'inseminazione intrauterina comporta una moderata stimolazione farmacologica della crescita follicolare multipla. Si effettuano controlli ecografici e dosaggi ormonali per eseguire l'andamento dell'ovulazione durante il trattamento. Infatti, in coincidenza dell'ovulazione, il partner maschile produrrà un campione di liquido seminale, i cui spermatozoi, dopo opportuno trattamento (descritto precedentemente), vengono trasferiti nella cavità uterina tramite un piccolo catetere di plastica. Può essere "omologa", se si utilizza il seme del marito o del partner, oppure "eterologa" se si utilizza il seme di un donatore esterno alla coppia.
GIFT
Prevede la stimolazione della crescita follicolare multipla, attraverso la somministrazione di farmaci ormonali, ed il contemporaneo trasferimento di ovociti e spermatozoi all'interno della tuba. Presuppone che le tube siano perfettamente funzionanti e che il seme non sia patologico. Gli svantaggi sono dovuti soprattutto alla necessità di un intervento laparoscopico (quindi di ricovero ospedaliero e anestesia generale) per trasferire ovociti e spermatozoi nella tuba e all'impossibilità di osservare direttamente l'avvenuta fecondazione. Tutti questi svantaggi limitano molto l'uso di questa tecnica, che oggi è poco utilizzata.
FIVET
E' una metodica molto diffusa che consente il trattamento di diverse disfunzioni sia di tipo maschile che femminile. Si utilizza nei casi in cui le tube sono chiuse o non funzionano, nei casi di infertilità inspiegata, nei casi di sterilità maschile di media entità o nei casi in cui le inseminazioni intrauterine hanno fallito. La FIVET comporta numerose fasi, ognuna della quali è fondamentale per la buona riuscita della tecnica:
- stimolazione della funzione ovarica;
- prelievo degli ovociti;
- inseminazione in vitro;
- coltura degli embrioni;
- trasferimento di pre-embrioni.
La prima fase consiste nella stimolazione della funzione ovarica, in modo da ottenere una crescita follicolare multipla che consente la formazione in un singolo ciclo di un certo numero di pre-embrioni, aumentando quindi le probabilità complessive di gravidanza. Vengono somministrati dall'esterno ormoni di natura analoga all' FSH ed LH a diversi dosaggi per ottenere la crescita follicolare multipla. Durante la fase di stimolazione ovarica, la crescita follicolare viene attentamente controllata tramite esami ecografici e dosaggi nel sangue dell'estradiolo (ormone prodotto dai follicoli in fase di crescita). Il monitoraggio della crescita follicolare ha lo scopo di determinare il momento più opportuno per il prelievo degli ovociti ed evitare una eccessiva stimolazione (sindrome da iperstimolazione). Nel momento in cui un numero sufficiente di follicoli raggiunge una crescita adeguata, viene indotta la fase finale di maturazione follicolare tramite la somministrazione dall'esterno dell' HCG (ormone gonadotropina umana). Dopo circa 36 ore dalla somministrazione dell' HCG, si effettua il prelievo degli ovociti dai follicoli ovarici. Si effettua, sotto controllo ecografico ed in anestesia locale, tramite un ago fatto penetrare attraverso la parete vaginale destra e sinistra. Contemporaneamente, il liquido seminale viene adeguatamente preparato ed utilizzato per inseminare gli ovociti prelevati. Gli ovociti e gli spermatozoi vengono messi a contatto, in laboratorio, per circa 16-18 ore. Dopo questo periodo si accerta l'avvenuta fecondazione in vitro. Gli ovociti che sono stati fecondati vengono mantenuti in coltura ("coltura degli embrioni") per altre 24-48 ore durante le quali cominciano le primissime fasi di sviluppo dando origine a pre-embrioni, ciascuno formato da 2-8 cellule. Questa fase ha lo scopo di individuare i pre-embrioni con la più elevata capacità di sviluppo. A 48-72 ore dal prelievo degli ovociti, i pre-embrioni scelti tra quelli di migliori qualità vengono trasferiti nell'utero della donna (processo determinato "transfer") attraverso l'inserimento dal canale cervicale di un catetere sottile contenente i pre-embrioni. Il transfer risulta in genere rapido ed indolore. Il successo della FIVET dipende sia dalla qualità degli embrioni trasferiti in vitro ma anche dalla capacità dell'utero di accoglierli. Gli embrioni di I° grado sono i migliori, poi vi sono quelli di II - III e IV grado. Ciascun pre-embrione però può impiantarsi indipendentemente dagli altri. Trascorsi 14 giorni dal transfer, l'esito del trattamento viene inizialmente evidenziato tramite il dosaggio della BHCG (ormone della gravidanza).
ICSI
Garantisce una maggiore percentuale di successi nei casi di infertilità maschile di grave entità. Consiste nell'iniezione di un singolo spermatozoo all'interno dell'ovocita. A parte la specifica modalità di inseminazione, tutte le altri fasi sono identiche a quelle della FIVET. Dopo circa 36 ore dalla inseminazione, si formano gli embrioni, che come nella FIVET, si trasferiranno nella cavità uterina attraverso il transfer precedentemente descritto.
PESA - TESA
Sono utilizzate nei casi in cui nel liquido seminale non sono presenti spermatozoi (azoospermia). Questo non significa che gli spermatozoi non siano prodotti. Infatti, in determinati casi essi possono essere rinvenuti, anche se in numero molto ridotto, nel testicolo o nell'epididimo. Tramite un ago inserito attraverso la cute ed in anestesia locale, è possibile aspirare gli spermatozoi attraverso i testicoli. Gli spermatozoi così prelevati potranno essere iniettati negli ovociti tramite la tecnica di ICSI.
L'aspetto psicologico
L'inferitlità, è noto, può produrre situazioni di crisi nella coppia, mettendone a dura prova la propria stabilità. Accanto alle percentuali di successo, c'è infatti la desolazione delle numerose coppie il cui tentativo ancora una volta non è stato coronato dalla gravidanza dopo che, sorrette dalla fiducia e dalla speranza, avevano consentito a sottoporsi alle pratiche necessarie. Sappiamo anche che ogni persona reagisce alla infertilità in maniera assolutamente individuale, e che questa sarà in sintonia con la sua storia psicologica personale e familiare. Non c'è dubbio che la diffusione delle tecniche di procreazione assistita, se da una parte tende a "smitizzare" la sterilità maschile e femminile, talvolta induce a vedere la sterilità come una condizione umana insuperabile da un punto di vista psicologico. Il medico coinvolto deve valutare se la coppia che richiede la procreazione assistita sia una coppia che non riesce ad accettare la sua difficile situazione e che non riesce ad affrontare per esempio un percorso diverso come quello che porta all'adozione. Dovrà inoltre essere considerato il pesante iter medico legato alla tecnologia che, in forme diverse, è propria della riproduzione assistita, e l'implicazione che il doverci ricorrere comporta nei singoli componenti della coppia e forse anche, a distanza, nella prole. L'individuo che riceve la diagnosi di infertilità sente che sono state violate le sue aspettative di generatività, vista questa come qualcosa che appartiene a tutti gli esseri umani. L'essere stigmatizzato come non-fertile darebbe inizio ad un frantumarsi della fiducia in se stessi.
Le coppie "infertili" vanno in contro a notevole stress interpersonale per quanto concerne i loro rapporti intimi. Come individui, ciascun membro della coppia è invaso da dubbi. L'attività sessuale, spogliata dalla sua potenziale funzione procreativa, verrebbe spesso vissuta come sterile o meccanica. Lo stress di infertilità può produrre disturbi nel raggiungimento dell'orgasmo, con impotenza ed eiaculazione precoce. La vita quotidiana diventa scissa tra l'attività di una vita professionale e sociale in cui si fanno scelte e si prendono decisioni, e il segreto che aspira alla realizzazione di una vita potenziale che è al di là di ogni controllo, e che non potrà essere vissuta fino a quando non avrà luogo un concepimento. Confrontandosi di continuo con gli avvenimenti del mondo esterno, l'individuo si sente diverso ed incapace di riprodursi, quindi lasciato fuori ed indietro agli altri.
Concludendo, vogliamo sottolineare quanto sia importante scegliere un centro e quindi un medico che sia capace anche di "ascoltare" la coppia e che sappia occuparsi dell'aspetto, molto importante, psicologico che pervade i partner in questo lungo, impegnativo e spesso "doloroso" percorso attraverso la riproduzione assistita.
PMA: Riproduzione Medicalmente Assistita.
I rischi per la paziente sono riconducibili alla Sindrome da Iperstimolazione Ovarica che può appunto verificarsi nella fase di stimolazione ovarica. Può essere presente in forma lieve, con percentuali che variano dall'8 al 20%, presentando sintomi come: disfunzione addominale, nausea ed ingrossamento delle ovaie. Generalmente questa forma si risolve spontaneamente.
Quando l'iperstimolazione ovarica si presenta nella forma più grave (interessando circa lo 0,6% delle pazienti) i sintomi sono: dolori addominali, ascite, concentrazione di elettroliti nel sangue ed ipercoagulabilità ematica. In questo caso è necessario il ricovero ospedaliero ed un attento monitoraggio di vari parametri.
I rischi operatori sono legati al prelievo degli ovociti per via transvaginale e comportano: infezioni pelviche (0,8%) e sanguinamento addominale (0,07%). L'incidenza di aborto spontaneo non è da considerare un rischio specifico legato alla PMA, quanto piuttosto al fatto che le pazienti sottoposte a questi trattamenti sono interessate da condizioni predisponesti (ad esempio un'elevata età media). In conseguenza ad un trattamento FIVET o ICSI, le gravidanze ectopiche possono verificarsi con una frequenza di circa il 2 - 3%. La gravidanza ectopica è una condizione in cui uno o più embrioni si impiantano in una sede diversa dell'utero.
Un'altra complicazione dovuta alla PMA è l'insorgenza di gravidanze multiple. Allo scopo di evitare questa condizione, si sta cercando di non trasferire in utero un numero eccessivo di pre-embrioni. Purtroppo però, allo stato attuale non è possibile stabilire con certezza la capacità di sviluppo di ogni singolo pre-embrione. Diversi studi indicano che i bambini nati da trattamenti FIVET hanno alla nascita un peso inferiore alla norma e vengono partoriti dopo una gravidanza pretermine. Questo risultato però è relativo soprattutto alle gravidanze multiple. Gli studi finora compiuti sull'incidenza di malformazioni cogenite, la crescita e lo sviluppo neurologico di questi bambini non hanno evidenziato differenze rispetto a quelli concepiti spontaneamente.
PMA: Riproduzione Medicalmente Assistita.
I risultati nella terapia dell'infertilità sono molto variabili da coppia a coppia poiché dipendono soprattutto dall'età della donna e dalla causa d'infertilità. Per ogni ciclo di FIVET o di ICSI la percentuale di successo è intorno al 25%, a condizione che il numero di embrioni trasferiti sia pari a due. Bisogna a questo punto considerare che nei concepimenti spontanei ad ogni ciclo mestruale, la probabilità di ottenere una gravidanza non supera il 30%. Come già detto, l'età della donna è un fattore fondamentale nel determinare la qualità degli ovociti e quindi l'esito del trattamento. Infatti, mentre nelle pazienti al di sotto dei 35 anni, la percentuale di gravidanza raggiunge in genere il 30%, nelle pazienti al di sopra dei 39 anni, la percentuale non supera il 15%. Infine, la percentuale di gravidanza dipende in notevole misura dal numero di embrioni trasferiti. A tal proposito però, bisogna ricordare che maggiore è il numero di embrioni trasferiti, maggiore è l'incidenza di gravidanze multiple. I pre-embrioni in eccesso comunque possono essere crioconservati ed utilizzati in un secondo momento. PMA: Riproduzione Medicalmente Assistita.
I risultati nella terapia dell'infertilità sono molto variabili da coppia a coppia poiché dipendono soprattutto dall'età della donna e dalla causa d'infertilità. Per ogni ciclo di FIVET o di ICSI la percentuale di successo è intorno al 25%, a condizione che il numero di embrioni trasferiti sia pari a due. Bisogna a questo punto considerare che nei concepimenti spontanei ad ogni ciclo mestruale, la probabilità di ottenere una gravidanza non supera il 30%. Come già detto, l'età della donna è un fattore fondamentale nel determinare la qualità degli ovociti e quindi l'esito del trattamento. Infatti, mentre nelle pazienti al di sotto dei 35 anni, la percentuale di gravidanza raggiunge in genere il 30%, nelle pazienti al di sopra dei 39 anni, la percentuale non supera il 15%. Infine, la percentuale di gravidanza dipende in notevole misura dal numero di embrioni trasferiti. A tal proposito però, bisogna ricordare che maggiore è il numero di embrioni trasferiti, maggiore è l'incidenza di gravidanze multiple. I pre-embrioni in eccesso comunque possono essere crioconservati ed utilizzati in un secondo momento.


Cordiali Saluti Dr. Domenico Antonaci
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