La dieta anti-freddo: largo ai legumi

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La dieta anti-freddo: largo ai legumi

30-10-2013 - scritto da Pitrolo Gentile

I legumi sono tra i cibi più indicati durante l'inverno, quando il freddo impone all'organismo nuove necessità metaboliche

I legumi nell'alimentazione invernale: quali scegliere, come conservarli e con quale frequenza consumarli

La dieta anti-freddo: largo ai legumi Non passerà ancora molto tempo che le miti temperature autunnali cederanno il passo al temuto freddo gelido dell’inverno. Sarà quello il momento nel quale il nostro organismo, per mantenere costante la sua temperatura, metterà in atto tutti i meccanismi a sua disposizione per produrre e conservare una maggior quantità di calore. Del resto, se così non facesse, la nostra temperatura corporea scenderebbe pericolosamente e noi diventeremmo più vulnerabili nei confronti delle cosiddette “malattie da raffreddamento”.

Per riuscire in questo processo di adattamento al mutare delle condizioni ambientali, il nostro organismo necessiterà di un apporto calorico adeguato e quindi di alimenti che, senza nocivi eccessi calorici, soddisfino appieno le nuove necessità metaboliche. Tra i cibi più indicati durante il periodo invernale si annoverano soprattutto i legumi.

Il consumo di questi alimenti, rappresentanti del 4° gruppo alimentare e un tempo cardine dell’alimentazione mediterranea in tutte le stagioni dell’anno, negli ultimi decenni, col mutare delle abitudini alimentari degli italiani, ha subito una considerevole riduzione. Dai questionari, fatti compilare ai pazienti che intraprendono un regime dietetico a scopo dimagrante, emerge che il consumo dei legumi raramente ha una frequenza superiore a una volta per settimana. Eppure i legumi contengono una grande quantità di proteine, quasi pari a quella delle carni, oltre a possedere un elevato contenuto in carboidrati, sali minerali (Ca, Fe, Zn, Mg) e vitamine del complesso B. Inoltre contengono modeste quantità di grassi, prevalentemente polinsaturi, e consistenti quantità di fibra alimentare (cellulosa).

Quando si acquistano i legumi, occorre sempre controllare che non vi sia la presenza di tracce dell'attività d’insetti. E’ inoltre opportuno consumare questi alimenti entro la data di scadenza riportata sull'etichetta, in quanto le loro proprietà si alterano col tempo (oltre un anno dall'acquisto).

I legumi secchi si conservano, anche per lungo tempo, in barattoli di vetro ben chiusi, asciutti e al riparo dalla luce. Per la conservazione dei legumi cotti in frigorifero i recipienti più adatti sono i contenitori in vetro normale, in pirex o in teflon, ma non in alluminio.

Per aumentarne il valore biologico è consigliabile combinarli con i cereali nella preparazione di minestre che avranno caratteristiche nutrizionali pressoché complete (piatto unico).

Tra i legumi, i piselli e la soia possono essere consumati tutti i giorni, mentre tutti gli altri si possono consumare 2-3 volte per settimana.

Ma esaminiamo più dettagliatamente i singoli rappresentanti di questo prezioso gruppo di alimenti.

I fagioli
Coltivati fin dai tempi più antichi, i fagioli furono introdotti in Europa nel XIV secolo in seguito alle spedizioni spagnole nelle Americhe. I fagioli comprendono oltre 300 varietà di cui 60 sono commestibili. Bianchi, rossi, neri, piatti e tondeggianti, i fagioli si possono consumare sia freschi che essiccati.

I piselli
I piselli sono originali dell’Asia; sono stati trovati in Turchia. Oggi sono coltivati nell’Europa centrale e meridionale e sono diffusissimi in Italia. Sono disponibili nelle varietà lisce o rugose, gialle o verdi, interi o sgusciati. Vengono consumati sia freschi che secchi, in scatola o surgelati.

Le lenticchie
Coltivate e consumate dall’uomo fin dall’Antichità, le lenticchie si diffusero dai paesi dell’Asia minore all’Europa. Esistono varietà a semi più piccoli e più grandi che non richiedono periodi di ammollo prima della cottura per la quale sono richiesti tempi brevi.

I ceci
I ceci furono uno dei primi alimenti consumati dall’uomo. Sono particolarmente utilizzati nel Medio Oriente e India, dove rappresentano un alimento di base. I ceci si prestano molto alla preparazione di minestre. Prima della cottura anche i ceci hanno bisogno di un prolungato periodo di ammollo.

Le fave
Le fave sono originarie della Persia e dell’Africa Settentrionale. Se ne coltivano diverse qualità e si possono consumare sia fresche che secche in quanto non richiedono tempi di ammollo e cottura prolungati. Il loro consumo, dall’inizio del secolo ad oggi, è andato diminuendo.

Le cicerchie
Le cicerchie sono originarie del Medio Oriente e se ne contano circa venti specie. Si trovano solo secche e vanno sottoposte a un ammollo e a una cottura prolungate. Non possono essere consumate più di una volta per settimana perché possono provocare il Latirismo.

Dott. Luca Mario Pitrolo Gentile
Medico dietologo e nutrizionista
tel. 0294964925



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