La dieta mediterranea aumenta la fertilità (di lei e di lui)

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La dieta mediterranea aumenta la fertilità (di lei e di lui)

23-10-2013 - scritto da Paola Perria

Meno grassi saturi e più frutta, verdura e cereali nella dieta di chi vuole un figlio

Un nuovo studio spiega perché la dieta mediterranea protegge la fertilità maschile e femminile

La dieta mediterranea aumenta la fertilità (di lei e di lui) Cercate un figlio? Allora lasciate perdere qualunque altra dieta che non sia quella mediterranea. Cosa c'entra, domanderete voi. Moltissimo, a detta degli scienziati e dei nutrizionisti mondiali. Purtroppo è sotto gli occhi di tutti un fenomeno che da qualche anno sta coinvolgendo tutti i Paesi industrializzati e massimamente l'Italia: il calo della fertilità. Insomma, si fanno sempre meno bambini, un po' per ragioni di carattere sociale ed economico, ma un po' anche perché siamo diventati meno fecondi di un tempo. Si tratta di un problema transgender, nel senso che colpisce uomini e donne, e stando ai tanti studi che sono stati effettuati in questi ultimi anni tra le cause della ridotta capacità di procreare ci sarebbe non tanto un calo del desiderio, quanto, piuttosto, uno stile di vita inadatto a proteggere la salute e la gioventù dei nostri apparati riproduttivi.

In primis, l'alimentazione. Ciò che mangiamo, si sa, influisce su tutte le nostre funzioni biologiche, inclusa quella riproduttiva. E così, un'alimentazione troppo ricca di calorie, di grassi saturi e trans, di zuccheri e di proteine animali, senza contare gli effetti deleteri di ormoni di sintesi, metalli e pesticidi che purtroppo, abbiano spesso assunto fin dall'infanzia senza saperlo, interferisce con la regolarità ovarica e ormonale rendendo meno probabile un concepimento. Insomma, siamo vittime di un'alimentazione del tutto innaturale. Come invertire questa tendenza all'infecondità? Semplicemente modificando il nostro stile di vita in modo da renderlo più attivo, e tornando all'alimentazione delle nostre origini. La dieta mediterranea dei nostri nonni, a base di cereali integrali, di pesce "povero" (quello azzurro di media e piccola taglia, come sarde, sgombri e alici), di legumi, di olio extravergine d'oliva e di tanta frutta e verdura "bio" e di stagione è stata eletta regime pro-fertilità per eccellenza.

Del resto stiamo pur sempre parlando di un patrimonio dell'umanità certificato dall'Unesco! Ma a spiegarci per quale motivo dovremmo recuperare i piatti poveri della tradizione contadina per ritrovare anche la stessa fertilità dei nostri nonni, è la dott.ssa Brooke Schantz, Outpatient Clinical Dietitian II presso il Loyola University Medical Center e fondatrice della "Bitchin' Nutrition". L'esperta sostiene che seguire questo prototipo di sana alimentazione fornisce al corpo maschile e soprattutto a quello femminile non solo tutte le sostanze nutritive necessarie per aumentare le probabilità di un concepimento (vitamine, folati, antiossidanti, minerali, grassi "buoni"), ma sarebbe anche in grado di prevenire molti problemi fetali che si verificano in gravidanza.

Basti pensare alla nota associazione tra carenza folica della madre e rischi di autismo e deficit del tubo neurale nel bambino. Seguire la dieta mediterranea e fare attività fisica aiutano uomini e donne a mantenere il peso forma, e quindi a favorire il concepimento, dato che obesità e sovrappeso riducono sensibilmente la fertilità. La dott.ssa consiglia le donne che cercano una gravidanza di ridurre la quantità di grassi e proteine animali a aumentare quello di fibre e di vegetali. Anche consumare semi oleosi e frutta secca in guscio, legumi e cereali integrali (tra cui l'ottima avena) può contribuire ad aumentare le possibilità di restare incinta. Insomma... mangiare bene e fare un po' di sport sono un toccasana per tutto, fertilità inclusa!


Foto| via Pinterest

A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
Profilo Linkedin di Paola Perria
 

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