La Rizoartrosi e il trattamento chirurgico

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La Rizoartrosi e il trattamento chirurgico

30-06-2011 - scritto da Internullo

Rischi e complicanze della Rizoartrosi

La rizoartrosi è l’artrosi della base del pollice, accompagnata da alterazioni patologiche dei tessuti circostanti.

Il movimento del pollice è accompagnato da dolore e si verifica una riduzione della capacità di afferrare e stringere oggetti con il pollice. Nei casi avanzati si osserva la comparsa progressiva di una posizione innaturale del pollice sulla sua articolazione, la trapezio-metacarpica. La scelta del metodo di trattamento dipende dalla gravità dei sintomi, dall’entità del danno articolare, dalle richieste funzionali del paziente e dalle sue condizioni generali. Poiché nel caso attuale i trattamenti non chirurgici (immobilizzazione, fisioterapia, farmaci analgesici) non hanno portato a miglioramenti, il medico, Dottor GIUSEPPE INTERNULLO, ha consigliato l’intervento chirurgico. Ha illustrato i vantaggi e gli svantaggi dell’intervento previsto in base al quadro radiografico e clinico. Ha spiegato che l’intervento viene eseguito in anestesia di plesso brachiale o generale. Scopo dell’operazione è quello di eliminare il dolore e di restituire al pollice una sufficiente capacità funzionale. Per ridurre la perdita di sangue e per migliorare la visuale del campo operatorio da parte del chirurgo,l’intervento verrà eseguito dopo l’applicazione di una fascia ischemizzante. Una fascia elastica verrà avvolta strettamente lungo l’arto da operare, partendo dalla mano Una volta che le vene si sono svuotate del sangue contenuto, verrà applicato al braccio un manicotto simile a quello impiegato per la misurazione della pressione arteriosa per abolire il flusso sanguigno durante l’intervento.

L’intervento propostomi è quello segnato con una crocetta:

ARTRODESI TRAPEZIO-METACARPICA, in questa tecnica entrambe le faccette articolari dell’articolazione della base del pollice vengono asportate e lo spazio risultante viene riempito con un trapianto osseo prelevato dal bacino o dal polso. Il trapezio e il primo metacarpo vengono fissati con una placca e delle viti o con altri mezzi di sintesi. Si ottiene così la fusione delle due ossa in un unico blocco eliminando l’articolazione artrosica.
ARTROPLASTICA DELLA TRAPEZIO-METACARPICA, in questa tecnica viene eliminata l’articolazione artrosica asportando completamente o parzialmente il trapezio. Il primo metacarpo viene stabilizzato costruendo un nuovo legamento con una striscia di tendine. Lo spazio vuoto che risulta dall’asportazione del trapezio può essere riempito da un tendine avvolto su sé stesso. Questa metodica garantisce un’ottima motilità del pollice con una modesta riduzione della stabilità e della forza rispetto a un pollice normale. Nel suo caso saranno eseguite le seguenti procedure chirurgiche: - asportazione completa del trapezio; - asportazione parziale del trapezio; - costruzione di un legamento con una striscia del tendine del flessore radiale del carpo; - costruzione di un legamento con una striscia del tendine abduttore lungo del pollice; - riempimento dello spazio creato dall’asportazione del trapezio con un tendine avvolto su se stesso.
SEMPLICE ASPORTAZIONE DEL TRAPEZIO.
INSERIMENTO DI UN IMPIANTO PROTESICO.
TENOLEGAMENTOPLASTICA SECONDO BRUNELLI, in questa tecnica il primo metacarpo viene stabilizzato costruendo con il tendine dell’abduttore lungo del pollice un nuovo legamento che viene fatto passare attraverso un foro nel 1° MC e nel 2° MC e fissato alla base di quest’ultimo nei legamenti intermetacarpali ed immobilizzato per 30 giorni con app. gessato.

Dopo l’operazione è necessario un periodo di immobilizzazione con gesso per circa…………settimane.
Nonostante tutte le cautele adottate è possibile la lesione di vasi sanguigni, nervi, tendini e muscoli con conseguente ritardo della guarigione. Può talvolta accadere che si verifichi la morte (necrosi) di alcune porzioni di pelle. E’ possibile la comparsa di sanguinamenti e gonfiori delle parti molli (edemi). Le infezioni delle parti molli sono rare e si lasciano generalmente trattare con facilità. Le infezioni delle ossa e delle articolazioni,sebbene rare, richiedono spesso un trattamento di lunga durata ed eventualmente un nuovo intervento chirurgico. In questi casi non possono essere escluse compromissioni del movimento della mano, anche fino all’anchilosi completa. In caso di infezione grave, anche se eccezionalmente, potrebbe rendersi necessaria l’amputazione della mano. In caso di disturbi alla guarigione della ferita o a causa di una predisposizione possono insorgere cicatrici ispessite con iperpigmentazioni cutanee (cheloidi) antiestetiche e dolorose. A causa di retrazione delle cicatrici si possono avere delle limitazioni della mobilità. Con trattamenti conservativi si può cercare di migliorare queste cicatrici. Una sensazione di torpore in corrispondenza della cicatrice può rimanere a lungo. Se viene applicata una fascia ischemizzante possono verificarsi delle lesioni della cute e, molto raramente paralisi dell’arto superiore. L’immobilizzazione con apparecchio gessato, se molto prolungata,può causare un indebolimento della muscolatura, una diminuzione del contenuto di calcio nelle ossa e una riduzione della mobilità delle articolazioni. In singoli casi si può verificare un’esagerata decalcificazione del tessuto osseo con la comparsa di edema e intenso dolore (sindrome di Sudeck). Queste conseguenze dell’immobilizzazione si risolvono generalmente con la fisioterapia o con una terapia farmacologica. La possibilità di insorgenza di trombosi e dell’occlusione di vasi sanguigni da parte di trombi (embolia) sono eventualità rare in questo tipo di intervento. In caso di allergie o di ipersensibilità (p. es. a farmaci, disinfettanti, lattice),possono manifestarsi effetti di solito transitori come: gonfiori,prurito starnuti, eruzioni cutanee, capogiri con vomito ed altre lievi reazioni. Complicanze molto serie che possono compromettere le funzioni vitali (cuore, circolazione, respirazione, reni) e danni permanenti (p. es. a carico del sistema nervoso o dei reni, paralisi) sono molto rari. Anche misure di preparazione concomitanti o successive non sono del tutto prive di rischi. Infusioni o iniezioni p. es. possono causare talvolta danni locali a tessuti (ascessi da puntura, necrosi, irritazioni/infiammazioni ai nervi e/o alle vene).
Dopo l’intervento,indipendentemente dal tipo di operazione effettuata, i punti di sutura verranno rimossi dopo aver tolto il gesso. Al termine del periodo di immobilizzazione successivo all’intervento sarà necessario sottoporsi a un ciclo intensivo di fisiocinesiterapia. Dovrà muovere le dita della mano operata, meno il pollice ed evitare di lasciar pendere la mano verso il basso. Mi è stato illustrato con chiarezza il normale decorso post-operatorio menzionando la sintomatologia dolorosa conseguente all’intervento, gli effetti visibili sul segmento corporeo operato ed il protocollo riabilitativo.
Sono a conoscenza dei trattamenti farmacologici che saranno effettuati (anestetici locali, profilassi antibiotica e terapia antidolorifica). Dichiaro di autorizzare il trattamento chirurgico accettando il rischio delle complicazioni che mi sono state prospettate unitamente al rischio generico derivante dalla complessità del tipo di chirurgia.
Manifesto piena fiducia nel Chirurgo ortopedico,Dottor Giuseppe INTERNULLO che eseguirà l’intervento.
Durante il colloquio con il medico sono stato/a adeguatamente informato/a sulle percentuali di insuccesso dell’intervento e sul fatto che potrebbero essere necessarie modifiche tecniche durante il suo svolgimento; autorizzo fin da ora gli eventuali interventi alternativi previsti.
Ho ricevuto dal Dottor G. INTERNULLO le spiegazioni richieste per la piena comprensione dell’intervento ed ho avuto il tempo necessario per poter riflettere sulle informazioni ricevute in modo da acconsentire meditatamente.
Dichiaro di essere pienamente cosciente, di avere letto attentamente il documento e di aver compreso in ogni sua parte il significato di questo consenso.
Il paziente acconsente all’intervento per la rizoartrosi alla mano dx/sx allo stadio….. della classificazione radiografica di Brunelli secondo la tecnica indicata inizialmente.
Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




Dott. Giuseppe Internullo
Specialista in Ortopedia
Via Romano, 24 CALTAGIRONE (CT)
Per informazioni 0933-23843
www.chirurgiadellamanocatania.it

Profilo del medico - Internullo

Nome:
Giuseppe Internullo
Comune:
CATANIA
Telefono:
095497305
Professione:
Medico specialista attività privata
Posizione:
www.chirurgiadellamanocatania.it
Occupazione:
Chirurgia della mano
Specializzazione:
Ortopedia e traumatologia, Chirurgia della mano
Contatti/Profili social:
sito web


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