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La verità sugli alimenti: quali sono realmente da evitare?

La verità sugli alimenti: quali sono realmente da evitare?

09-09-2015 - scritto da Roberta Madonna

Non tutti i cibi possono essere consumati in maniera indiscriminata. Vediamo quelli da limitare il più possibile.

Cibi poco salutari? Ecco quali sono.

La verità sugli alimenti: quali sono realmente da evitare?

Ciò di cui ci nutriamo può, certamente, influenzare nel breve e nel lungo periodo la nostra salute. Non tutti gli alimenti sono benefici o meglio, non tutti i cibi possono essere consumati in maniera indiscriminata e per alcuni di essi vale la regola di farne un uso saltuario o moderato, al fine di eludere conseguenze dannose per l’organismo.

E' vero che dare un taglio netto, tout court, a certi cibi dalla propria dieta non è la soluzione migliore, ma è preferibile che ciascuno di noi ne faccia un utilizzo corretto in termini di quantità e frequenza di consumo.

E' tuttavia altrettanto vero che ci sono alcuni alimenti che andrebbero evitati, quanto più è possibile, e sono essenzialmente:

 

  • i grassi idrogenati. Si tratta di grassi destinati, in larga misura, alla lavorazione industriale di margarine e prodotti da forno, come brioches e biscotti. Nelle aziende alimentari, i grassi sottoposti ad idrogenazione trovano maggior impiego, rispetto a quelli di derivazione animale (come il burro) o rispetto agli oli vegetali nobili (come l’olio di oliva extra vergine), sia per il minor costo, sia per la stabilità termica ed organolettica, sia per le caratteristiche di conservabilità. Se è vero che i grassi vegetali idrogenati non contengono colesterolo, la presenza di acidi grassi trans, ne pregiudica comunque il profilo nutrizionale. Biochimicamente, difatti, i grassi idrogenati si comportano al pari dei grassi saturi animali, svolgendo un ruolo ipercolesterolemizzante, favorendo l'innalzamento della frazione LDL (o colesterolo “cattivo”) e riducendo il colesterolo “buono” o HDL. Una dieta ricca di acidi grassi trans può rappresentare un fattore di rischio per dislipidemie e complicanze cardiocircolatorie, pertanto, l'utilizzo di margarine o di altre preparazioni a base di grassi idrogenati non può definirsi una scelta alimentare corretta

 

  • i cibi precotti. Complice l’elevato contenuto di additivi alimentari, di sodio e grassi, i cibi precotti ed i piatti pronti non sono da considerarsi “propriamente un toccasana”. Il vantaggio dato dal risparmio di tempo nella cottura e nella preparazione, viene controbilanciato da una qualità piuttosto discutibile o comunque inferiore se paragonata a quella dei prodotti freschi

 

  • i sughi, maionese o altre salse rustiche da condimento. Le salse pronte sono molto apprezzate e parecchio utilizzate per arricchire di gusto primi piatti, contorni di verdure ed ortaggi o portate di carne e di pesce. Spesso sono di composizione mista, vale a dire con ingredienti sia vegetali che animali, e si caratterizzano per le alte percentuali di sodio, addensanti, conservanti e per una certa consistenza calorica, data per lo più, dall’alto tenore di zuccheri e grassi

 

Prima di ogni acquisto, sarebbe bene imparare a controllare attentamente le etichette per verificare origine, qualità, quantità, tipo e natura degli ingredienti che caratterizzano ciascun prodotto alimentare.

 

D’altra parte sarebbero da consumarsi con molta parsimonia anche:

 

  • la carne rossa. Il consumo frequente di carne sembra essere collegato ad un maggior rischio di insorgenza di malattie metaboliche e cardiovascolari, specie diabete, gotta ed obesità. La ragione risiede nel significativo apporto di grassi saturi e colesterolo che è tipico dei prodotti animali, carne rossa compresa. Forti preoccupazioni destano, poi, le eventuali tracce di metalli pesanti, fitofarmaci, ormoni ed antibiotici nelle carni, che potrebbero aumentare il rischio, qualora venissero consumate eccessivamente, di sviluppare alcune forme di neoplasie; ne deriva che la scelta a tavola della carne rossa andrebbe limitata a circa un paio di volte al mese

  • gli insaccati. I salumi, macinati o da carne intera, apportano quantità considerevoli di sodio, grassi saturi e colesterolo. Il loro contenuto in nitrati e nitriti rappresenta un ulteriore elemento sfavorevole; questi additivi sono, difatti, correlati alla formazione di sostanze molto tossiche e nocive, ovvero, le nitrosammine. Fortunatamente, i prodotti non macinati (come il culatello) possiedono molte meno note negative, in quanto più magri e con una percentuale di nitriti inferiore agli altri insaccati. Il consumo delle carni conservate, andrebbe ridotto a circa una o due volte a settimana

  • l’alcol. Oltre ad incrementare il rischio di patologie a carico del fegato e del pancreas, il pericolo di danni cardiovascolari, di disturbi del sistema nervoso centrale, di lesioni della mucosa gastroduodenale ed esofagiti, l’abuso di bevande alcoliche influisce negativamente anche sull’incidenza di alcune malattie oncologiche. Per tutte queste ragioni, nella giornata il limite consentito è di uno o due bicchieri di vino rosso

 

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A cura di Roberta Madonna, Biologo Nutrizionista Specialista in Biochimica Clinica
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