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Le armi contro il tumore del seno

Le armi contro il tumore del seno

01-02-2016 - scritto da Francesca Morelli

Sapere, conoscere e agire sono le mosse che possono fare la differenza nella prevenzione del tumore del seno o nella sua tempestiva identificazione.

Ecco come proteggersi dal tumore mammario.

Un tempo considerato il più temibile big killer femminile, oggi il tumore del seno che colpisce ogni anno oltre 46 mila donne (dati AIRTUM) è una malattia sempre più curabile, specie se diagnosticata in fase precoce, esordiente. All’incirca l’87% di donne che si ammalano di questo tumore, oggi guarisce: una percentuale pari al doppio rispetto a solo qualche decennio fa. Esso resta comunque la prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile, rappresentando il 17% di tutti i decessi per malattie oncologiche. Dal tumore del seno non sono esclusi neppure gli uomini, seppure la percentuale di rischio e di sviluppo nel maschio sia sensibilmente molto inferiore, con (soli) 300 nuovi casi ogni anno in Italia.

 

SAPERE, CONOSCERE E AGIRE

Non basta sapere che i tumori possono originarsi da tutti i tipi di tessuti mammari: 

  • con maggior frequenza dalle cellule che rivestono i dotti dove fluisce il latte verso il capezzolo (lobuli lattiferi) le quali si riscontrano poi per lo più nella parte superiore ed esterna della mammella (carcinomi duttali)
  • in misura molto inferiore nei lobuli (carcinoma lobulare)
  • raramente nel tessuto adiposo o connettivo della mammella (sarcoma)

Non è neppure sufficiente sapere che i tumori del seno possono:

  • restare confinati ai dotti o ai lobuli, dunque essere non invasivi, incapaci cioè di generare metastasi (carcinoma duttale in situ e carcinoma lobulare in situ)
  • oppure essere in grado di invadere la membrana che circonda il dotto o il lobulo, acquisendo una natura invasiva/infiltrante (carcinoma duttale, carcinoma lobulare, tubulare, papillare, mucinoso e cribiforme

Occorre saperne riconoscere i sintomi, specie quelli visivi, perché di norma nella forma iniziale il tumore del seno non dà dolore (quando c’è, solitamente è riferibile a cisti o è correlatoalle variazioni ormonali durante il ciclo).

 

Tra le possibili condizioni sospette, bisogna prestare attenzione in particolare a:

  • presenza di eventuali noduli palpabili o addirittura visibili (devono essere segnalati in maniera tempestiva al medico!)
  • protuberanze o ispessimenti della mammella o della zona ascellare rilevabili dalla semplice osservazione della forma del seno
  • variazioni nelle dimensioni della mammella
  • secrezioni di liquido da un solo capezzolo (se la perdita è bilaterale il più delle volte la causa è ormonale) diversa dal latte materno
  • infossamenti o rilievi sulla superficie
  • cambiamenti di aspetto della pelle (irritazione o increspatura), del capezzolo (retrazione, morbidezza, dolore) o dell’areola
  • gonfiore di tutto il seno o di una parte di esso (nonostante non si avverta nessun nodulo al tatto)
  • sensazione di calore

 

ABBATTERE I FATTORI DI RISCHIO

Tra i principali fattori che possono predisporre maggiormente allo sviluppo di malattia, alcuni dei quali purtroppo non controllabili, ricordiamo:

  • età, intorno ai 50-55 anni o oltre i 60;
  • familiarità, cioè madre, sorella o figlia con un tumore del seno
  • alcune alterazioni genetiche (in particolare la presenza dei geni BRCA1 e 2) --> di qui la "famosa" scelta di Angelina Jolie di farsi asportare le ghiandole mammarie
  • una pregressa storia di tumore del seno
  • trattamenti radioterapici al torace (compreso al seno)
  • razza bianca
  • assunzione eccessiva di estrogeni
  • non avere avuto figli o comunque gravidanze dopo i 30 anni

La diagnosi precoce, ovvero l’attenzione a sottoporsi a visite specialistiche e screening a seconda dell’età (ad esempio alla mammografia), e uno stile di vita sano con una dieta equilibrata a basso contenuto di grassi saturi e carboidrati, regolare attività fisica e limitato consumo di alcolici e fumo, ovvero comportamenti utili a prevenire anche l’aumento di peso e/o l’obesità che sono correlati all’insorgenza di tumore del seno, possono abbattere sensibilmente il rischio di insorgenza di malattia.

 

LA DIETA PROTETTIVA DEL TUMORE AL SENO

La prevenzione del tumore comincia anche dalla tavola. Da una dieta di tipo mediterraneo che:

  • previlegi alimenti contenenti fitoestrogeni (ormoni vegetali simili agli estrogeni femminili, presenti soprattutto nella soia e nei suoi derivati, nelle alghe, semi di lino, cavolo, nei legumi, nei frutti di bosco, nei cereali integrali)
  • faccia largo consumo di verdure sia cotte ma ancora meglio crude. Meglio ancora se si tratta di crucifere (cavoli in tutte le loro varietà, broccoli, cime di rapa, cavolfiore, verza, cavolo nero e rosso), rape, rapanelli, rucola e crescione che contengono indoli (una varietà di fitoestrogeni) in grado di agire in modo positivo nei confronti del metabolismo degli ormoni, e di verdure a foglia come spinaci, cicoria, bietola, lattuga e tutta la loro famiglia ricche di antiossidanti
  • tra gli alimenti di origine animale, preferisca il pesce alla carne, accompagnandolo con grandi quantità di fibre di cui sono ricche frutta, cereali, verdura, legumi (riducono l’assorbimento degli ormoni presenti nell’apparato digerente e forniscono all’organismo fitoestrogeni)
  • limiti l'apporto di latticini e uova, tenendo però d'occhio la quantità totale di calcio per prevenire l'osteoporosi (soprattutto in menopausa)
  • riduca il consumo di zuccheri raffinati a favore di zuccheri grezzi e di amidi

 

AGIRE IN ANTICIPO CON L'AUTOPALPAZIONE E GLI SCREEENING

L’autopalpazione è la prima arma per tastare un eventuale nodulo e/o imparare a riconoscere ogni possibile cambiamento nella forma del seno. Essa va eseguita da ogni donna a partire dai 20 anni, almeno una volta al mese, a distanza di 2-3 giorni dalla fine del ciclo, quando cioè il seno è meno dolente e turgido. In gravidanza o menopausa il momento in cui eseguire l’autopalpazione è indifferente. È fondamentale anche rispettare i programmi di screening a seconda delle età.

Guarda l'infografica sui i 6 vero o falso più comuni sulla prevenzione del tumore al seno!

 

PICCOLI TUMORI, PICCOLA CHIRURGIA

Prevenzione significa soprattutto conservazione del seno. Nella maggior parte dei casi, un tumore va rimosso chirurgicamente, ma più esso verrà diagnosticato in fase precoce, maggiori saranno le possibilità di una chirurgia mininvasiva (conservativa) che rimuove cioè solo il tessuto malato con un ampio margine di tessuto sano e alcuni linfonodi ascellari, laddove necessario, senza asportare cioè l’intera mammella come spesso accadeva in passato (mastectomia). La chirurgia, a seconda della natura e dell’estensione del tumore, potrà essere preceduta o seguita da chemioterapia, radioterapia (talvolta effettuata direttamente durante l’intervento chirurgico) o da una terapia ormonale.

In caso di particolari tumori iniziali del seno, è possibile intervenire anche con una tecnica denominata HIFU che produce onde acustiche ad altissima frequenza (ultrasuoni) le quali una volta raggiunto il bersaglio – dunque il tumore – si trasformano in calore in grado di sciogliere il nodulo.

 

UNA SVOLTA DAL SISTEMA IMMUNITARIO?

Su di esso si sta incentrando la più recente ricerca italiana. Il sistema immunitario sembrerebbe in grado di aiutare a capire quali donne possono beneficiare di una chemioterapia o da un altro trattamento in corso, e/o coloro che sono potenzialmente a rischio di recidiva. Si direbbe un ulteriore passo avanti verso la personalizzazione e umanizzazione della cura.




A cura di Francesca Morelli.
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