Le cause del sovraffollamento ospedaliero

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Le cause del sovraffollamento ospedaliero

21-11-2013 - scritto da Dr. Luigi Zulli

Indagine sulle cause del sovraffollamento ospedaliero in Italia



L’evoluzione del quadro epidemiologico e demografico verso la prevalenza di patologie cronico-degenerative, alle quali spesso si interpongono momenti acuti, critici gravi di episodi pericolosi quoad vitam, in una popolazione sempre più anziana, porta ad un aumento della domanda di servizi sanitari, che in un contesto economico di crescente razionalizzazione delle risorse, impone un ripensamento delle garanzie da offrire ai cittadini per la tutela della salute ed assegna un nuovo ruolo all’assistenza ospedaliera nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale, verso una funzione di cura dei soli casi acuti e/o complessi di malattia.

L’ospedale deve e dovrà essere solo per veri acuti per la sua alta tecnologia più o meno invasiva, che però paradossalmente diventa la fabbrica di pazienti cronici, irrimediabilmente allettati. Tutto questo significa che bastano pochi giorni di degenza in un reparto di terapia intensiva, impiegata secondo la prassi abituale, per invalidare definitivamente un anziano "fragile".

Questa situazione trova la sua massima rappresentazione nei casi di presentazione in Pronto Soccorso di un anziano con dispnea da insufficienza respiratoria acuta causata da patologia infettiva, broncoostruttiva, vascolointerstiziale con dati che dicono che oltre il 40% degli accessi in Pronto Soccorso è rappresentato da popolazione ultrasettantacinquenne.

Alla luce delle suddetta introduzione possiamo affermare che i fattori principali di crescita della domanda di salute sono l’invecchiamento della popolazione e lo sviluppo di nuove tecnologie, di nuove molecole e di farmaci, questi ultimi fattori accompagnati da una forte pressione consumistica nei confronti dei medici e dell’utenza.

Alcuni di questi elementi sono strettamente correlati all’invecchiamento della popolazione tipo i consumi di farmaci antidiabetici, antipertensivi, antineoplastici, altri invece riflettono un effettivo miglioramento della qualità della diagnosi e delle cure come ad esempio l’introduzione di nuovi marcatori nella diagnostica cardiologia ed oncologica oppure l’introduzione di nuove tecniche per immagini nella diagnostica generale e specialistica, oppure la scoperta di nuovi farmaci antiretrovirali nella cura dell’AIDS.
L’invecchiamento della popolazione è diventata una sfida intellettuale, scientifica, politica, sociale, di organizzazione e di management.

L’epidemiologia dovrebbe costringere a ripensare il rapporto ospedale-territorio, soprattutto se è vero che, negli ultimi cinque anni, c’è stato un continuo incremento degli accessi in Pronto Soccorso, fino ad arrivare al punto che ogni anno almeno 2 Italiani su 3 si recano al Pronto Soccorso. Sarebbe quindi giusto ripensare ad un diverso rapporto ospedale-territorio proponendo per il futuro una maggiore centralità per il territorio, in particolare dando una nuova e maggiore responsabilizzazione ai Medici di Famiglia che rappresentano comunque un punto obbligato di congiunzione del servizio sanitario e di orientamento della domanda.

Purtroppo allo stato attuale l’ospedale è ancora al centro della richiesta delle prestazioni sanitarie ed il Pronto Soccorso rappresenta il cardine di una centralità che assicura al paziente una risposta continua 24 ore su 24, risposta ad alto contenuto scientifico e tecnico,perché l’ospedale possiede pur sempre uomini e strutture, quasi sempre adeguate alla richiesta.
Questo però a lungo andare ha creato un sempre maggior coinvolgimento delle strutture di PS, che risultano sempre più affollate.

Una delle maggiori problematiche che impediscono una qualsiasi progettualità nelle strutture dedicate all’Emergenza ed in particolare in Pronto Soccorso è rappresentata, rispetto alle situazioni di reparti di degenza ordinaria, dagli elevati carichi di lavoro derivanti della continua crescita degli accessi, per lo più impropri, che gravano sulle strutture di Pronto Soccorso, in modo tale da dar luogo a quel fenomeno chiamato oltremanica "Overcrowding".

I motivi sono molteplici e non sempre racchiudibili nelle tabelle successive, tenendo presente che negli ultimi anni si è venuto sviluppando il fenomeno dello “Overtaking” delle liste di attesa.

iperafflusso

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Malattie, cure, ricerca medica




Dr. Luigi Zulli
DIRETTORE MUPS ACO S.Filippo NERI-ROMA

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LUIGI ZULLI
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