Le nuove armi contro il diabete

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Le nuove armi contro il diabete

16-02-2010 - scritto da Viviana Vischi

Insulina da inalare, dispensatori sottocutanei ecc. ma in tutti i casi, alla base della lotta la diabete, è importante correggere le abitudini sbagliate

Si intensifica la battaglia contro il diabete

14/05/2007 - Insulina in polvere, da aspirare e non più da iniettare; un robot che rimpiazzi le cellule malate; ma anche nuovi farmaci e il trapianto del pancreas (che, di fatto, già permette una guarigione, ma resta indispensabile una terapia anti-rigetto per il resto della vita). Sono queste le nuove prospettive di cura per il diabete, e se n’è parlato al recente Congresso Internazionale di Mantova.
La grande attesa è soprattutto per un prodotto già disponibile sul mercato americano: un’insulina da assumere con un apposito inalatore, come per l’asma. E’ vero, questa forma cosiddetta “polmonare” può essere utilizzata solo per fornire l’insulina rapida necessaria in occasione dei pasti e non quella basale, ma già così permette di evitare molte delle iniezioni giornaliere indispensabili per la cura dei pazienti più gravi.
La “cellula-robot”, invece, vuole essere uno strumento facilmente impiantabile sottopelle, in grado di misurare di continuo la glicemia e dispensare insulina secondo le necessità dell’organismo. Il punto debole, però, è che un sensore del genere deve mantenere un’efficienza funzionale per lunghi periodi di tempo e per raggiungere l’obiettivo servono ancora mesi o anni.
E poi ci sono le tecniche di chirurgia gastrointestinale per la cura dell’obesità, che sarebbero in grado di eliminare o far diminuire il diabete di tipo II nell’80-90% dei casi. E’ un principio rivoluzionario e storico, di cui si è parlato qualche tempo fa al Congresso Internazionale di Chirurgia del Diabete di Roma. Sono tre le tecniche interessate:
- bendaggio gastrico: consiste nel posizionare un anello di silicone attorno alla parte superiore dello stomaco. Alla chiusura dell’anello, lo stomaco assume la forma di una clessidra, con una piccola tasca gastrica superiore e il rimanente corpo collocato al di sotto del bendaggio: basta ingerire una piccola quantità di cibo per riempire completamente la tasca e sentirsi subito sazi. E’ la tecnica che si è rivelata meno efficace contro il diabete, con una percentuale di remissione del 50%;
- bypass gastrico: lo stomaco viene diviso in due parti separate. Quella superiore, molto piccola, è destinata a contenere il cibo e viene direttamente collegata ad un tratto dell’intestino. In questo modo il cibo stesso “salta”' lo stomaco andando direttamente nell’intestino. Efficacia verso il diabete di tipo II: 80% dei casi;
- diversione biliopancreatica: la prima fase dell’intervento consiste nel togliere buona parte dello stomaco per diminuire la quantità di cibo ingerita; nella seconda fase l’intestino tenue viene diviso in due parti. Quindi si connette la parte più bassa, che assorbe poco, a quello che resta dello stomaco e l’altra parte si ricollega più in basso. L’efficacia verso il diabete è del 90%.
Ma qual è la fotografia del diabete in Italia? I malati sono circa tre milioni, ma solo un terzo ha un buon compenso della patologia; i restanti due terzi sono più a rischio di complicanze, a volte gravi, come cecità, nefropatia, infarto e ictus. I pazienti affetti dal tipo I, malattia autoimmune dovuta alla distruzione delle beta cellule del pancreas (che non è più in grado di produrre insulina ed è quindi necessario che essa venga iniettata ogni giorno e per tutta la vita), rappresentano il 5,7% della popolazione dei diabetici. Oltre il 90%, invece, soffre di diabete di tipo 2, quello più legato agli stili di vita sbagliati e caratterizzato dall’aumento della glicemia nel sangue. Il diabete colpisce più gli uomini che le donne; secondo gli esperti, questa disparità si lega alla diversa composizione ormonale: negli uomini la presenza di ormoni maschili favorisce infatti la formazione di adipe addominale direttamente collegata all’insorgenza della patologia, mentre l’obesità tipica femminile è sul giro vita. La fascia d’età più colpita è quella degli over 65, anche se i casi aumentano tra i più giovani in modo allarmante.
In tutti questi casi è necessario che la prevenzione cominci presto: l’esercizio fisico e una dieta equilibrata, a base di cibi ricchi di nutrienti e poveri di calorie, sono i principali alleati nel cammino che conduce alla longevità.


A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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