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Melanoma: prevenzione, cura e regole d'oro

Melanoma: prevenzione, cura e regole d'oro

23-12-2015 - scritto da Francesca Morelli

Come comportarsi per prevenire il melanoma, quali sono i rischi? Esistono nuove cure? Ne parliamo con l'esperto.

Intervista sul melanoma al Dottor Antonio Facchiano, oncologo molecolare.

Melanoma: prevenzione, cura e regole d'oro

Il melanoma è il tumore più cattivo della pelle, generato dalle cellule che producono la melanina (le stesse che inducono la cute a colorarsi quando si prende il sole), chiamate melanociti, stimolate da diversi fattori: in primo luogo una componente genetica e l’esposizione al sole. Può insorgere spontaneamente su una pelle sana, oppure anche da nei (o nevi) preesistenti, cioè da gruppi di melanociti che possono essere presenti fin dalla nascita o dalla prima infanzia (congeniti) o comparire nel corso della vita (acquisiti).

Poco diffuso fino a qualche decennio fa, oggi si stima che il melanoma colpisca ogni anno 100 mila persone, a livello mondiale, con una prevalenza fra i 30 e i 60 anni. In aumento, specie in Italia, sono le diagnosi in età pediatrica e nell’adolescenza, fascia di popolazione nella quale il melanoma è di norma piuttosto raro, con una incidenza aumentata del 4% in entrambi i sessi. Tanto che si calcolano all’incirca 14,3 nuovi melanomi ogni 100.000 uomini e 13,6 ogni 100.000 donne, piazzando questa neoplasia al terzo posto fra le diagnosi più diffuse nella fascia di età da 0 a 44 anni.

Come comportarsi per prevenire il melanoma, quali sono i rischi? Esistono nuove cure? Ne abbiamo parlato con il dottor Antonio Facchiano, oncologo molecolare.

 

Secondo un recente studio inglese, pare che avere dei nei sul braccio destro consenta di stimare il potenziale rischio di melanoma: vero o falso?

L’affermazione è vera, infatti iI numero di nei su un braccio, in particolare su quello destro, è proporzionale al numero totale di nei presenti su tutta la pelle, ovvero sul corpo intero. Poiché il rischio di sviluppare un melanoma è correlato alla quantità di nei che si trovano sulla pelle, la semplice conta di quelli localizzati su un braccio, più specificatamente il destro, può essere indicativa delle probabilità di sviluppare nel tempo questo tumore della cute. In particolare, si è calcolato che avere più di 100 nei, con diametro maggiore di 2 mm, aumenta il rischio di melanoma di 7-8 volte rispetto ad un numero di nei sensibilmente inferiore.

 

Tra le mode più recenti, vi è la sunburn art, diffusa soprattutto nei paesi anglosassoni, che consiste nel disegnare sulla pelle una scritta o un motivo, usando la crema solare oppure applicando un adesivo, ed esponendosi poi al sole per ore fino a quando la pelle si scotta e il disegno rimanga bianco, come tatuato. Un passo in più verso lo sviluppo di melanoma?

Il desiderio di disegnare sulla propria pelle un motivo è vecchio quanto l’uomo e presente in tutte le culture, fin da quelle più antiche. La “sunburn art” è solo l’ultima moda in fatto di tatuaggi che prevede anche di postare sui social network la foto della propria scottatura artistica. È ormai noto che le scottature danneggiano il DNA, inducono l’invecchiamento precoce della pelle, aumentando il rischio di tumori cutanei, anche gravi. C’è da chiedersi se un post valga un così grosso rischio, e la risposta è no.

 

C'è chi è pronto alla fuga natalizia verso paesi tropicali o mete sciistiche. Cosa mettere in valigia, a parte la crema, per proteggere la pelle?

Il kit da vacanza, protettivo per la pelle consiste in creme con filtri solari (che assorbono cioè i raggi UV) e con schermi solari (che riflettono invece la luce solare) le quali devono essere sempre applicate, anche alle nostre latitudini, in estate come in inverno. Compagni inseparabili devono essere anche un cappello e occhiali con efficaci filtri UV.

Inoltre, non bisogna trascurare neppure la dieta. Ci sono infatti alcuni cibi che, più di altri, possono contribuire a prevenire il danno da esposizione solare: fra questi i carotenoidi, la vitamina C ed E, gli antiossidanti come i flavonoidi (in particolare la quercetina e il resveratrolo), la vitamina PP (nicotinamide) ed i probiotici, presenti in molti yogurt. Molto importante è mantenere la pelle idratata (l’acqua è una componente preziosa e essenziale della nostra dieta) bevendo almeno 8-10 bicchieri di acqua al giorno tutti i giorni.

Fondamentale è anche sapere cosa non mettere in valigia o a che cosa prestare attenzione. Ad esempio ai farmaci foto-sensibilizzanti il cui uso, associato all’esposizione solare, può scatenare una reazione di fotodermatite. I farmaci che possono indurre fotosensibilizzazione sono moltissimi: fra i principali vi sono alcuni antibiotici, antidepressivi, antiepilettici, antistaminici; alcuni farmaci cardiovascolari, contraccettivi orali o antiinfiammatori.  Pertanto è importante chiedere al proprio medico o al farmacista di fiducia se le terapie che si stanno assumendo, a seguito di una prolungata esposizione solare, siano fotosensibili, prevenendo così reazioni e rischi evitabili.

 

Meglio nascere in qualsiasi stagione, eccetto la primavera. Ai mesi centrali dell’anno sembra infatti  correlarsi un aumento delle probabilità di sviluppare un melanoma. Come mai?

Uno studio effettuato su circa 3 milioni e mezzo di persone nate in Svezia ha dimostrato che nascere in primavera espone ad un rischio superiore del 21% di ammalarsi di melanoma. Chi nasce in questa stagione attraversa l’estate nei primissimi mesi di vita, esponendosi così molto precocemente all’aria aperta e alle radiazioni UV. Gli UV sono particolarmente pericolosi per la pelle delicatissima dei neonati: dunque il primo consiglio ai genitori è di evitare l’esposizione diretta al sole a neonati o bimbi molto piccoli. Altri studi sono necessari per accertare, per esempio, se popolazioni con pelle più’ scura (come le popolazioni mediterranee) hanno gli stessi rischi.

Un altro recente studio della Columbia University, effettuato su una popolazione statunitense, ha dimostrato che per alcune malattie – ad esempio l’otite, la colite, l’asma e alcune patologie cardiovascolari - esisterebbe una stretta relazione con il mese di nascita, ma il melanoma non figura tra queste.

 

Educhiamo mamma e papà a proteggere i bimbi dal melanoma. Cosa è bene fare e cosa va evitato? E come sensibilizzare i bambini al rischio-sole?

La regola da seguire è evitare le scottature. L’esposizione al sole è necessaria e salutare a tutte le età, e certamente non va demonizzata; tuttavia va dosata per tutelarsi da rischi inutili ed evitata durante le ore centrali della giornata. Il messaggio da dare ai bambini non deve essere un divieto, ma piuttosto un invito ad una consapevole cautela.

 

A Roma sono state presentate di recente le ultime linee guida di diagnosi e cura del melanoma. Che cosa c’è di nuovo, soprattutto in tema di prevenzione?

La prevenzione è la prima arma contro ogni malattia, melanoma compreso. La prevenzione primaria si rivolge ai sani e consiste l’adozione di comportamenti che riducano il rischio di ammalarsi. Per il melanoma la prevenzione primaria prevede l’uso di schermi solari ad alto potere protettivo, di cappelli e occhiali, e suggerisce di evitare scottature e l’esposizione al sole nelle ore centrali del giorno. Queste indicazioni restano ancora oggi i mezzi di prevenzione più efficaci, poiché il 90% circa dei melanomi è collegato all’esposizione agli UV della luce solare o dei lettini abbronzanti. Benché recenti studi abbiano dimostrato che diverse mutazioni geniche ereditarie si possono associare a una maggiore predisposizione al melanoma, si stima che solo l’1-2% dei melanomi sia attribuibile a un difetto ereditario del DNA, perciò lo screening genetico non è indicato, ad oggi, tra le strategie di prevenzione.

Per quanto riguarda la prevenzione secondaria, cioè la diagnosi precoce delle malattie, la visita dermatologica periodica, effettuata di norma una volta l’anno (meglio dopo l’estate),  permette un esame specifico della cute garantendo un’attenzione costante ed esperta a tutte le lesioni pigmentate e non, al loro aspetto, colore, forma, grandezza. La “mappatura dei nei” periodica consente di seguire nel tempo l’evoluzione di tutti i nei e di riconoscere precocemente eventuali alterazioni eseguendo, laddove necessario, esami specifici. Come l’epiluminescenza e la microscopia confocale, di più recente sviluppo, che in maniera non invasiva possono aiutare il dermatologo a riconoscere lesioni sospette. Bisogna precisare però che la diagnosi ad oggi è ancora solo di tipo istologico. Occorre pertanto asportare ed esaminare la lesione, ogni qual volta sia sospetta, al fine di dirimere ogni dubbio e fare una corretta e tempestiva diagnosi.

Infine va detto che ogni eccesso è da evitare. A seguito dei pressanti inviti a limitare l’esposizione ai raggi solari alcune persone aboliscono quasi del tutto la propria esposizione al sole, mettendo così a rischio la sintesi di vitamina D, preziosa soprattutto per le ossa. Pertanto anche in questo caso, una corretta applicazione dei suggerimenti e l’uso del buon senso sono imperativi. Dieci minuti al giorno di esposizione sono in genere sufficienti per garantire all’organismo la necessaria produzione di vitamina D, senza nuocere alla pelle, ma nel caso ciò con sia possibile o in particolari popolazioni, come gli anziani che si espongono poco all’aria aperta, è corretto misurare i livelli di vitamina D, valutando l’ipotesi, laddove necessario, dell’uso di integratori.

 

Quanto sono efficaci i vaccini nella cura del melanoma?

La terapia immunitaria nel caso del melanoma rappresenta una concreta speranza. Diversi studi dimostrano che la produzione di anticorpi contro antigeni specifici può rappresentare una strategia terapeutica efficace, ma ad oggi la sperimentazione è ancora in atto. E’ ragionevole ipotizzare che nel giro di qualche anno le evidenze sperimentali potrebbero diventare concrete opzioni terapeutiche. Anche ricercatori italiani sono in prima linea in questo sforzo.

 

Le regole d’oro per effettuare un buon tagliando della pelle?

  • Evitare scottature solari
  • Usare filtri e schermi solari ad alto potere protettivo
  • Proteggere la pelle e gli occhi, sia nei bambini che negli adulti, con t-shirt, cappelli, occhiali
  • Effettuare la visita specialistica dermatologica almeno una volta all’anno
  • Se si insegue l’abbronzatura, ricercare quella naturale e farlo in maniera graduale, evitando forzature pericolose, per esempio esposizioni prolungate e/o i lettini solari
  • Osservare spesso la propria pelle e rivolgersi al dermatologo nel caso una lesione o una macchia dovesse comparire all’improvviso o altrettanto repentinamente cambiare aspetto



A cura di Francesca Morelli.
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