MOVIMENTI OCULARI E MEMORIA

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MOVIMENTI OCULARI E MEMORIA

30-11-2011 - scritto da siravoduilio

MOVIMENTI OCULARI E MEMORIA

Il muovere gli occhi tutte le mattine da una parte all'altra per 30 secondi migliora la memoria del 10%




Ancora una volta la scienza in parte ci stupisce e in parte ci rende scettici: uno studio effettuato da un gruppo di ricercatori guidato da Andrew Parker della Manchester Metropolitan University e riportato dal Times afferma infatti che questo tipo di movimento oculare bilaterale favorisce un'interazione più efficiente tra i due emisferi del cervello, migliorando la capacità di monitorare la fonte dei nostri ricordi e riducendo la memoria “falsa” (i ricordi confusi che non sappiamo se attribuire alla realtà o all'immaginazione, quando ad esempio non siamo sicuri di aver pagato un conto o chiuso una porta).
metodo studiato da Andrei Parker, ricercatore della Manchester Metropolitan University, Gran Bretagna.


Esso consiste nello svolgere ogni mattina dei semplici esercizi con gli occhi, spostando lo sguardo ripetutamente da destra verso sinistra, e viceversa, per almeno 30 secondi al giorno: questo riesce a migliorare la memoria del 10 per cento in quanto consente ai due emisferi del cervello di interagire più efficacemente. Il movimento oculare bilaterale si potrebbe avere notevoli benefici in quelle situazioni di insicurezza, incertezza o confusione su quello che dobbiamo fare o dire.
Per testare la sua ipotesi, Andrei ha coinvolto 102 studenti universitari ai quali è stato chiesto di ascoltare 20 liste costituite da una serie di 15 parole, successivamente, in un foglio dove erano contenuti diversi vocaboli, dovevano sottolineare quelli che si ricordavano di aver sentito. Al termine dell’esperimento si è riscontrato che i partecipanti che prima del test avevano effettuato l’esercizio con gli occhi, sono riusciti mediamente ad individuare il 10% delle parole in più, inoltre, si è rilevata una capacità superiore del 15 per cento di individuare quei termini presenti nella seconda lista che avevano un suono simile a quelli già ascoltati.
Tale constatazione “può esserci utile nelle situazioni in cui ci sentiamo incerti o anche solo confusi su ciò che possiamo aver detto o fatto”, suggerisce Parker, e “può aiutare a ricordare un'informazione importante per un esame o per la lista della spesa”.

Lo studio, condotto su 102 studenti universitari, ha preso in esame la capacità di ricordo di un gruppo di soggetti che ha ascoltato 20 liste di 15 parole l'una, lette da una voce maschile, e poi segnato su un foglio con un elenco di vocaboli dato le parole appena sentite. Gli studenti che avevano mosso gli occhi da una parte all'altra hanno avuto in media risultati migliori del 10% nel ricordare e del 15% nell'ignorare le parole simili fuorvianti presenti nell'elenco.

Come afferma lo stesso Parker la ricerca, pubblicata sulla rivista “Brain and Cognition”, ha ancora bisogno di molto lavoro per stabilire in quali i contesti la tecnica del movimento bilaterale degli occhi sia efficace e se davvero possa aiutare in un esame. Tuttavia aggiunge: “Se non si ricorda qualcosa, non farà certo male provare a muovere gli occhi da una parte all'altra”. E in effetti come dargli torto? Sperimentate, verificate e fatemi sapere.



Un caro saluto
Prof.Duilio Siravo
siravo@supereva.it
http://drsiravoduilio.beepworld.it
Cell.:3385710585
PROF.DOTT. DUILIO SIRAVO
http://drsiravoduilio.beepworld.it



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