Obesità

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Obesità

08-09-2011 - scritto da Viviana Vischi

Definizione, diffusione, cause e terapie dell'obesità.

Quando si parla di obesità? E come è possibile intervenire?

Definizione
L’obesità si suole praticamente definire come un aumento di peso oltre il 10% di quello fisiologico oppure un aumento ponderale che determini un BMI > 28 (Body Mass Index), per deposizione sistemica o localizzata di grasso nell’organismo.

Diffusione
Notevole è la diffusione nei paesi industrializzati: 40-50 % della popolazione USA, di varie decine di punti percentuali nell’UE. Aumenta nelle fascia di popolazione più anziana.

Cause
Determinare la causa dell’obesità può essere difficile, in quanto essa può derivare dall’unione di numerosi fattori: endocrini, culturali, psicologici, metabolici ecc.

  • Cause endocrine: distiroidismo (alterazione della funzionalità della ghiandola tiroidea, che regola il metabolismo), Sindrome di Cushing. Sindromi ipogonadiche, peraltro rare. Il diabete mellito è spesso associato all’obesità, soprattutto alla irregolare assunzione alimentare del malato
  • Abitudini alimentari incongrue derivanti dalle influenze culturali, familiari, educazionali ricevute dall’individuo, soprattutto durante l’infanzia
  • Cause psicologiche: l’ansia, la depressione, una sensazione di insicurezza, di inadeguatezza, stress emotivi, possono determinare un aumento dell’assunzione alimentare, aldilà del fabbisogno calorico dell’individuo

Si possono avere poi fattori favorenti come una scarsa attività fisica, una predisposizione familiare alla pinguedine e altri ancora.

Distribuzione nell’organismo
Si può evidenziare una differente distribuzione del grasso corporeo:

  • Androide: fascio-tronculare ( o all’addome)
  • Ginoide: bacino, anche, glutei, cosce

Queste sono fisiologiche, mentre vi sono distribuzioni dell’adipe patologiche:

  • a "manicotto" alle anche, cosce, braccia, dolorose alla pressione (malattia di Dercum)
  • alle anche, glutei, arti inferiori con dimagrimento fascio-toracico (malattia di Barraquet-Simon)


Rischi
L’obesità accorcia la vita media dell’uomo e rappresenta un fattore di rischio per:

  • le malattie cardiovascolari : ipertensione, insufficienza cardiaca, ischemia miocardica ecc.
  • le malattie respiratorie: sindrome di Pickwick ecc.
  • le malattie dismetaboliche: diabete mellito, ipercolesterolemie, ipertriglicedidemie, in generale le dislipidemie, gotta ecc.
  • le malattie osteo-articolari, in particolare l’artrosi
  • le complicanze chirurgiche: aumento del rischio anestesiologico


Terapia
La terapia varia a seconda della causa. Nelle obesità di origine endocrina, varrà la cura della disendocrinia (alterazione ormonale).

  • La dieta: la somministrazione di una prescrizione dietetica vale per correggere il sovrappeso, cioè il risultato finale del comportamento tenuto dal paziente. La dieta generalmente è ipocalorica, ipoglucidica, deve essere equilibrata nei suoi componenti fondamentali, proporzionata all’attività fisica, gradita al palato ed i piatti suggeriti di facile realizzazione. In genere è di 1.000-1.500 Kcal., a seconda del peso dell’individuo preso in esame, del sesso, dell’età…Va inoltre personalizzata sulla base delle eventuali malattie di cui soffre il soggetto
  • Bisogna ispirare fiducia al paziente e creare un rapporto di sincerità, non indulgere in osservazioni che potrebbero demotivarlo e spiegare che il risultato si ottiene solo con la sua piena collaborazione
  • L'esame psicologico del paziente è fondamentale, per mettere in evidenza eventuali nessi causali tra l’alimentazione, la situazione emotiva, lo stato dell’umore e le motivazioni del paziente. Un attento esame deve essere seguito dall’assistenza psicologica, onde evitare l’insorgenza di stati depressivi, atteggiamenti psicotici o di dipendenza dal medico
  • La terapia preventiva è volta a correggere le opinioni dietologiche errate o le abitudini dietetiche scorrette del paziente
  • Un incremento dell’attività fisica 
  • La terapia farmacologica è volta a correggere determinate situazioni psicologiche (depressione, bulimia) oppure a diminuire l’assorbimento di grassi o a curare il paziente affetto da determinate patologie (dismetabolismi, ipertensione, affezioni respiratorie ecc.) e a supportare il paziente anche con preparati ricchi di fibre.


Articolo riprodotto per gentile concessione dell'Associazione pazienti con disturbi alimentari www.adaonlus.org



A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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