Pelle che prude dopo la doccia: ecco da cosa potrebbe dipendere

Facebook Twitter Google Pinterest YouTube

Pelle che prude dopo la doccia: ecco da cosa potrebbe dipendere

27-11-2014 - scritto da Patrizia Frattini

Prurito insopportabile dopo la doccia? Ecco quattro possibili patologie "colpevoli"

Pelle secca, allergia all'acqua o reazione all'alta temperatura sono i principali indiziati

Pelle che prude dopo la doccia: ecco da cosa potrebbe dipendere

Un leggero prurito dopo una doccia calda è una sensazione piuttosto comune, che in molti prima o poi hanno provato. Nella maggior parte dei casi si tratta d un prurito lieve e passeggero che con tutta probabilità è provocato da una pelle troppo secca, dalle sferzate del freddo nei mesi invernali o da una temperatura troppo calda dell'acqua della doccia.

In alcuni casi, però, il prurito può essere di maggiore entità, arrivando ad essere grave e debilitante. Le cause di questo disturbo possono essere diverse. Qui di seguito elenchiamo quattro possibili "colpevoli".

Allergia all'acqua (orticaria acquagenica)

È comunemente detta allergia all'acqua ma il nome più corretto è orticaria acquagenica. Si tratta di una forma rara (colpisce una persona su 230 milioni circa) di orticarica provocata dal contatto della pelle con l'acqua. I sintomi sono quelli classici dell'orticaria: comparsa di macchie e vesciche pruriginose. Non sono ancora noti i meccanismi alla base di questa patologia. Alcuni ricercatori hanno però formulato una ipotesi: l'acqua potrebbe essere il veicolo per la penetrazione negli strati più profondi della pelle di una particolare proteina presente sulla sua superficie e sarebbe prorpio questo meccanismo a scatenare la reazione allergica. Questa forma di orticaria, come molte altre, viene generalmente trattata con l'assunzione di antistaminici.

Pelle secca (xerosi)

Un'altra possibile causa del prurito intenso dopo la doccia è la xerosi, ovvero la variante patologica della pelle secca. Si tratta di una patologia più diffusa nelle persone anziane ma che può arrivare a colpire persone di tutte le età. La xerosi è nota anche con il nome di "prurito invernale", perché si presenta più spesso durante i mesi più freddi dell'anno. La sua comparsa è facilitata dalla abitudine di bagnare la pelle senza poi applicare un idratante che protegga. Tra i sintomi: screpolature su mani e piedi, pelle secca, prurito e arrossamenti. La xerosi è una condizione che potrebbe favorire la comparsa di allergie, perché la pelle secca e priva di protezioni è maggiormente esposta all'attacco di allergeni e sostanze irritanti.

Alta temperatura (orticaria colinergica)

Cosa c'è di più piacevole di una doccia calda quando si è infreddoliti? Eppure proprio l'aumento repentino della temperatura potrebbe essere alla base di quel fastidioso prurito che vi infastidisce dopo una doccia. Si tratta di orticaria colinergica, un tipo di orticaria provocata dall'aumento della temperatura corporea (altre possibili cause scatenanti sono infatti l'esercizio fisico, il consumo di cibi piccanti o l'abitudine ad indossare indumenti troppo pesanti). In alcuni casi, l'orticaria colinergica porta con se sintomi più gravi, come un abbassamento della pressione sanguigna o asma. anche in questo caso, il trattamento con antistaminici può venire in soccorso di chi sperimenta questi disturbi (ma è naturalmente sempre bene rivolgersi ad uno specialista ed evitare terapie fai da te).

Prurito acquagenico idiopatico

Simile alla allergia all'acqua, ma scatenato da meccanismi diversi, il prurito acquagenico idiopatico (o IAP, Idiopatic aquagenic pruritus) è una patologia rara che provoca la comparsa di una reazione cutanea in seguito al contatto della pelle con l'acqua. Il meccanismo alla base di questa patologia è probabilmente un rilascio di sostanze chimiche da parte dei nervi situati nella pelle in seguito alla attivazione del sistema nervoso, provocato dal contatto con l'acqua. Nel trattamento di questa patologia si è dimostrato utile l'uso di antistaminici ma è anche stato pubblicato uno studio in cui si sono ottenuti buoni risultati con l'impiego di betabloccanti.

Infine, è sempre importante ricordare che qualsiasi informazione si abbia, o si creda di avere, sulla patologia alla base di questo (o di ogni altro) disturbo è sempre necessario rivolgersi al medico specialista, che saprà formulare la diagnosi più corretta e prescrivere la terapia più adatta.


Foto: Pixabay.com



A cura di Patrizia Frattini aka Rockcopy, copywriter e Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2012, da anni attiva (anche, ma non solo) nel settore dell’informazione scientifica e divulgativa.
Profilo Linkedin di Patrizia Frattini
 

ForumSalute
ForumSalute su Facebook
ForumSalute su Twitter
ForumSalute su Google+

 

ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



Articoli che potrebbero interessarti

Lotta agli acari: le strategie che funzionano

Lotta agli acari: le strategie che funzionano

04/03/2019.   Quando si parla di acari della polvere la nostra lotta per sconfiggerli ed eliminarli da casa nostra sembra quasi impossibile. Questi minuscoli artropodi ad 8 zampe si annidano soprattutto negli imbottiti di casa come i materassi...

Allergia e salute

Per offrirti il miglior servizio questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Maggiori informazioni qui.

X