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Perché una persona è più soggetta di un'altra a perdere l'udito?

Perché una persona è più soggetta di un'altra a perdere l'udito?

21-03-2017 - scritto da Vanessa Pittiglio

Breve panoramica sulle ipoacusie, ovvero i vari tipi di sordità, sulle loro cause e sui sintomi a cui prestare attenzione.

Sordità: quali sono i primi campanelli d’allarme e le cause più frequenti.

Perché una persona è più soggetta di un'altra a perdere l'udito?

L’ipoacusia, termine medico più accurato per indicare la sordità, è una patologia dell’apparato uditivo caratterizzata dalla graduale perdita dell’udito. Può essere monolaterale, che interessa un solo orecchio, o bilaterale, quando colpisce entrambe le orecchie.

È una problematica piuttosto diffusa; infatti, secondo i più recenti dati dell’OMS, oltre il 5% della popolazione mondiale (circa 360 milioni di persone, di cui 32 milioni di bambini) ne è affetto e colpisce maggiormente le persone anziane, con maggior frequenza oltre i 70 anni d’età.

 

SUDDIVISIONE DELLE IPOACUSIE IN BASE AL PERIODO DI INSORGENZA

In base al periodo d’insorgenza le ipoacusie possono distinguersi in:

  • Congenite, quindi presenti alla nascita, secondarie sia a fattori genetici ereditari che ad alcune complicazioni durante la gravidanza e il parto; tra queste le più frequenti sono le malattie infettive materne come la rosolia, la sifilide o altre acquisite durante la gravidanza, l’asfissia neonatale (mancanza di ossigeno al momento della nascita), l’uso inadeguato di particolari farmaci durante la gravidanza, l’ittero grave nel periodo neonatale, che può danneggiare il nervo acustico;
  • Acquisite durante l’intero arco della vita come le malattie infettive quali meningite, morbillo e parotite, le otiti croniche, l’otite media (raccolta di liquido nell'orecchio), l’accumulo di cerume o presenza di corpi estranei nel canale uditivo, l’utilizzo di particolari farmaci, tumori, traumi acustici, soprattutto dovuto a particolari condizioni di lavoro troppo rumorose, e l’invecchiamento (o presbiacusia), dovuto alla degenerazione delle cellule sensoriali.

 

SORDITA': I PRIMI CAMPANELLI D'ALLARME

A seconda della causa, la sintomatologia che si accompagna alla perdita dell'udito è molto variabile. Il sintomo più comune è la graduale difficoltà nel sentire e comprendere le conversazioni (soprattutto quelle telefoniche), ascoltare la musica o la TV, tanto che si rende necessario alzare il volume di questi apparecchi.

Questo sintomo è quasi impercettibile, tanto che possono trascorrere anni prima che sia avvertito come un reale problema. I suoni risultano attutiti o ovattati, soprattutto trovandosi in luoghi affollati o per strada.

Altri sintomi includono la fuoriuscita di liquido chiaro o pus dalle orecchie in presenza di infezioni ricorrenti, dolore nell'orecchio interessato, vertigini o capogiri, ronzii (acufene), fischi, fruscii, soffi e molti altri.

 

SUDDIVISIONE DELLE IPOACUSIE IN BASE ALLA PORZIONE DI ORECCHIO INTERESSATA

Dal punto di vista anatomico, l’orecchio è un organo che viene suddiviso in tre porzioni:

  • Orecchio esterno, costituito dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno, che termina a livello della membrana del timpano; ha il compito di captare le onde sonore e trasmetterle all’orecchio interno;
  • Orecchio medio, separato dal precedente dalla membrana del timpano ed ha la funzione di trasmettere le vibrazioni sonore su tre ossicini (martello, incudine e staffa) che quindi vengono amplificate e convogliate nell’orecchio interno;
  • Orecchio interno, formato dal labirinto osseo, in cui è presente la coclea che invia le informazioni al cervello, e da quello membranoso; è inoltre deputato alla funzione vestibolare, cioè alla percezione del movimento e dell’equilibrio spaziale del corpo.

 

In base alla porzione interessata, esistono diverse tipologie di ipoacusia:

  • Ipoacusia trasmissiva, in cui il danno è localizzato nell’orecchio esterno o in quello medio e quindi viene ostacolata la trasmissione meccanica del suono (deficit inferiore a 50-60 decibel); può essere dovuta ad un eccessivo accumulo di cerume o presenza di corpi estranei nel condotto uditivo, malformazioni congenite dell’orecchio esterno, processi infettivi che possono causare la formazione di tessuto cicatriziale che danneggia il funzionamento del timpano, tumori, traumi, perforazione timpanica o un malfunzionamento degli ossicini; i soggetti affetti hanno la sensazione di avere le orecchie tappate, sentono i suoni affievoliti e tendono ad abbassare il tono della voce;
  • Ipoacusia neurosensoriale, in cui il danno è localizzato nell’orecchio interno, in particolare a livello della coclea e del nervo acustico; tra le cause più frequenti c’è l’invecchiamento delle cellule uditive (presbiacusia) e i soggetti affetti sentono i suoni ma non li riconoscono; altre cause possono essere l'esposizione a rumori forti per un lungo periodo, malformazioni e altre patologie neonatali, infezioni dell'orecchio interno o trauma cranico;
  • Ipoacusia mista, ossia una combinazione delle due precedenti, dovuta ad infezioni croniche dell'orecchio che possono danneggiare sia il timpano che gli ossicini;
  • Ipoacusia centrale, in cui il danno è localizzato a livello dell’encefalo e sono generalmente causate da demielinizzazione delle vie nervose, malformazioni o mancanza dei centri uditivi.

 

Una gran parte delle ipoacusie viene trattata con l’utilizzo di apparecchi acustici o di protesi impiantabili. Tuttavia è preferibile sempre rivolgersi al proprio medico per una visita specialistica.

 

Leggi anche:

Dossier del Ministero della Salute sull'importanza di proteggere l'udito 




Profilo del medico - Vanessa Pittiglio

Nome:
Vanessa Pittiglio
Occupazione:
Dottoressa in infermieristica e biotecnologie
Contatti/Profili social:


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