Le piaghe da decubito: le lesioni cutanee degli anziani

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Le piaghe da decubito: le lesioni cutanee degli anziani

02-02-2015 - scritto da Viviana Vischi

Le piaghe da decubito colpiscono fino a un quarto degli anziani e disabili che si trovano in una casa di ricovero. Seppur impegnativo, guarire è possibile.

Le piaghe da decubito: come prevenirle e curarle.

Le piaghe da decubito: le lesioni cutanee degli anziani

Ne soffrono principalmente gli anziani e i disabili, costretti a letto o su una sedia a rotelle, a causa di malattie invalidanti. Secondo le stime, infatti, le piaghe da decubito affliggono l’11% delle persone con un’età superiore ai 65 anni e circa il 25% di coloro che si trovano in una casa di cura. Ne soffrirebbero 500mila italiani ogni anno e una degenza da decubito può durare fino a 84 giorni.

 

Cosa sono

Le piaghe da decubito, o ulcere da pressione, sono lesioni tessutali che coinvolgono la cute, il derma, l’epidermide e, nei casi più gravi, raggiungono i muscoli e le ossa. Si tratta di ulcere provocate da una pressione protratta che interrompe il flusso del sangue verso una zona del corpo. Le zone più colpite sono le natiche, le cosce e i talloni. Le piaghe da decubito si classificano in 4 stadi, a seconda dell’entità del danno tissutale e della profondità della lesione: si va dall’eritema (I stadio) alla necrosi dei tessuti con danno ai muscoli e alle ossa (IV stadio).

 

Le cause

Le piaghe da decubito, nello specifico, possono essere provocate da:

  • Pressione protratta: i tessuti cutanei hanno bisogno di un adeguato apporto di ossigeno e di altre sostante nutritive. Quando la pelle è costantemente a contatto con una superficie come quella di una sedia a rotelle o di un letto, la circolazione del sangue diventa difficoltosa, i tessuti cutanei non ricevono sufficiente ossigeno e si verifica un danno che può portare anche alla morte del tessuto cutaneo (necrosi). Questa condizione riguarda soprattutto quelle aree del corpo che non sono rivestite da muscoli o da tessuto adiposo e che si trovano immediatamente sopra all’osso: la pelle vicina alla colonna vertebrale, all’osso sacro, alle scapole, al bacino, ai talloni e ai gomiti
  • Attrito: quando ci si rigira nel letto, oppure il paziente viene spostato nel letto trascinandolo, si verificano delle piccole abrasioni degli strati superficiali dell’epidermide, che la rendono più soggetta alle lesioni da decubito
  • Forze di stiramento/tagli: quando le pelle si muove nella direzione opposta rispetto all’osso sottostante, vengono esercitati degli stiramenti che tirano le pareti cellulari e possono lacerare i capillari. Questa condizione si verifica quando si scivola progressivamente nel letto o su una sedia a rotelle. La zona più colpita è quella dell’osso sacro, già sottile e fragile soprattutto negli anziani
  • Macerazioni della cute: l’incontinenza urinaria e fecale e profuse sudorazioni modificano il pH della pelle, favorendo la penetrazione dei batteri nell’epidermide con conseguenti fenomeni irritativi. Si è visto che l’incontinenza urinaria aumenta di circa 6 volte il rischio di comparsa di piaghe
  • Pressione con corpi estranei: anche piccoli oggetti come cappucci per ago, tappi di aghi-cannula, briciole e le stesse pieghe del lenzuolo possono causare lesioni alla cute, se ne sono a contatto per un tempo prolungato, aumentando così il rischio per la zona in questione di sviluppare piaghe da decubito

Tra le condizioni che favoriscono l’insorgenza di piaghe da decubito ci sono la magrezza naturale o il dimagrimento, la malnutrizione, un’alimentazione scorretta, il fumo, infezioni generiche o localizzate, disturbi psichici e della personalità. Vi sono anche alcune patologie che influiscono sulla circolazione sanguigna e che possono aumentare il rischio di lesioni da pressione, come il diabete e le malattie cardiovascolari.

 

La prevenzione

La miglior cura delle piaghe da decubito è la prevenzione. Alcuni consigli utili:

  • Cambiare spesso posizione, possibilmente almeno ogni due ore se ci si trova a letto e ogni quarto d’ora se si è su una sedia a rotelle
  • Mantenere la pelle pulita e asciutta
  • Utilizzare dispositivi di sostegno (cuscini, imbottiture, materassi e presidi vari) per alleviare la pressione d’appoggio
  • Seguire un’alimentazione nutriente

 

Come curarle

Guarire dalle piaghe da decubito è possibile, anche se a volte impegnativo. Le lesioni di I e II grado guariscono nel giro di qualche settimana e si curano con degli antisettici, mentre per le piaghe di III e IV stadio può essere necessario l’intervento chirurgico. I prodotti antisettici di più recente introduzione, come i nano cristalli di argento e il cadexomero iodico, rilasciano una grande quantità di ioni d’argento che agiscono sulla carica batterica a livello cutaneo.



A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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