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Pidocchi a scuola? Niente panico: ecco cosa fare

Pidocchi a scuola? Niente panico: ecco cosa fare

26-01-2017 - scritto da Cinzia I.

Quello dei pidocchi è un problema ancora molto diffuso che non deve spaventare e neppure emarginare.

La pediculosi dei capelli: una parassitosi che si può curare e prevenire.

Pidocchi a scuola? Niente panico: ecco cosa fare

Oggi a scuola si è scatenato il panico! O meglio, sul gruppo WhatsApp delle mamme di classe (come faremmo senza!!!). I bambini infatti al ritorno a casa ci hanno consegnato una lettera rigorosamente chiusa e nominativa che ci ha molto allarmato.

 

Iniziava così :

Pediculosi, lettera destinata ai genitori dei bambini senza infestazione da pidocchio del capello, ma che frequentano altri bambini con pediculosi... 

Ovvero? In classe di mio figlio alle elementari ci sono i pidocchi! Che fare?

 

Subito sul gruppo di WhatsApp si è scatenato il tam tam: chi è il bimbo o la bimba con i pidocchi? Il tutto con proteste, giudizi affrettati e specifici nomi sospetti davanti ai propri figli.

Ecco: questo è ciò che NON SI DEVE FARE.

E' un grande errore: non si può etichettare in malo modo un bambino, che sia o meno infestato da questi parassiti, gli altri compagni di classe lo isolerebbero e questo non sarebbe giusto. I pidocchi non sono sinonimo di sporcizia! Anzi, qualcuno sottolinea che si trovino a maggior agio sui capelli puliti.

 

Ciò che si deve fare è poi descritto ampliamente del proseguo della lettera che il Dirigente Scolastico ci ha inviato.

 A seguito della segnalazione di casi di pediculosi del capello (pidocchi) preghiamo di garantire un controllo accurato immediato e poi periodico della chioma dei bambini - almeno una volta a settimana - al fine di verificare l'eventuale presenza di parassiti o delle loro uova, le lendini.

In caso affermativo va avviata subito la terapia antiparassitaria del caso e va controllata la testa di tutti i familiari e di altri bambini eventualmente a contatto. Vanno lavati anche i cuscini e la biancheria del letto (almeno a 60° C o a secco). Lo stesso dicasi per gli indumenti: se non possono essere trattati in acqua calda possono essere chiusi un una busta ben sigillata per almeno 10 giorni.

Per evitare infestazioni nuove e future occorre invece adottare i seguenti semplici accorgimenti:

  • Controllare la chioma almeno una volta a settimana ed in casi dubbi consultare il pediatra
  • Spiegare ai bambini che non debbono scambiarsi oggetti personali quali pettini, spazzole, cappelli, sciarpe o giubbini
  • Evitare di tenere vicini i capi di vestiario ed in particolare i cappelli di più bambini (ndr alla materna giubbotti e cappelli ce li facevano portare a casa per sicurezza)
  • Procedere di tanto in tanto con la profilassi della pediculosi (chiedere in farmacia i prodotti repellenti del caso), senza dimenticare che questi prodotti non sono efficaci al 100% e non si possono praticare ad oltranza per la durata del periodo scolastico: la migliore arma rimane il controllo delle teste.

 

COME AVVIARE L'ITER DI CONTROLLO DEI PIDOCCHI

Va sottolineata la frase iniziale ed ovvero che c'è stata una "segnalazione". Ciò è importante perchè solo in seguito alla segnalazione di un genitore si può avviare questo importante iter di controllo e prevenzione affinché il problema non si diffonda in tutta la scuola.

In altri casi, può essere l'insegnante a rendersi conto del problema. In questo caso la scuola contatterà in privato i genitori del bimbo invitandoli a fare i dovuti controlli e l'eventuale terapia antiparassitaria. Va detto però che, in caso di inosservanza di tali accortezze, non vi può essere un "allontanamento forzato" del piccolo dalla scuola se non in caso accertato di pediculosi. Solo con il sospetto non si può fare nulla. Senza il consenso di mamma e papà (o del tutore legale) nessuno è autorizzato a controllare la testa del bambino!

E questo mi sembra giusto, anche se in casi particolari è diritto della scuola contattare le autorità sanitarie.

 

IL RITORNO A SCUOLA DEL BAMBINO CON PIDOCCHI

Il bambino può tornare a scuola anche il giorno successivo all'inizio del trattamento antiparassitario: non è necessario che siano scomparse anche le lendini, benché questo sia auspicabile. E' utile presentare un certificato del medico curante che attesti l'avvenuta terapia e nei casi non segnalati dai genitori a fatto conclamato è invece necessario.

Insomma, bisogna preservare la socialità dei bambini infestati dai pidocchi o presunti tali e al contempo prevenire l'ulteriore diffusione del problema: è una questione di responsabilità e coscienza civile

 

Nella nostra classe tutto ha funzionato bene: nessun altro bimbo pare abbia preso i pidocchi. Complimenti al genitore che ha segnalato il problema. Che ne dite? Vi siete mai trovati in queste situazioni?

 

Foto: Pixabay




A cura di Cinzia I.
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