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Polmonite: come riconoscerla e curarla

Polmonite: come riconoscerla e curarla

22-12-2017 - scritto da Paola P.

Come riconoscere i primi sintomi della polmonite e prevenire gravi conseguenze per la salute.

La polmonite è una malattia infiammatoria che può essere virale o batterica.

Polmonite: come riconoscerla e curarla

La polmonite è una seria malattia infiammatoria che colpisce il tessuto polmonare provocando una riduzione della capacità respiratoria. Se trascurata, può degenerare e persino mettere a rischio la vita del paziente. Un tempo – quando non esistevano gli antibiotici – di polmonite si poteva morire, perché una volta che l’infezione batterica si sia estesa e abbia interessato entrambi i polmoni, è molto difficile far regredire l’infiammazione e ripristinare la normale funzionalità respiratoria. E come sappiamo, se i polmoni sono fuori uso, lo è anche il cuore.

 

Detto questo, oggi le cose sono molto cambiate, ammalarsi di polmonite non è certo una condanna, e non è neppure un’esperienza così rara, soprattutto dopo una certa età, o se si appartiene a categorie a rischio tra cui:

  • Tabagisti
  • Persone con sistema immunitario deficitario, pazienti ospedalieri
  • Persone con un passato di ricorrenti affezioni bronchiali
  • Persone anziane e bambini (entrambi hanno difese immunitarie meno efficienti, i secondi perché ancora immaturi, i primi perché indeboliti dall’invecchiamento generale)

 

Ma che tipo di malattia è esattamente la polmonite, e perché è così pericolosa? Si tratta di una infezione che può essere provocata da virus, o da batteri, ma è soprattutto il secondo tipo a spaventare, perché più difficile da spegnere. I germi che la provocano sono soprattutto pneumococchi (in particolare lo Streptococcus Pneumoniae), ma in qualche caso l’infezione batterica si può sovrapporre ad una prima infezione virale o atipica, a sua volta generata da altri agenti infettivi come la Clamydia o il Mycoplasma, che per proliferare necessitano di appoggiarsi ad una cellula ospite. I pneumococchi sono invece in genere già presenti nel tessuto di questi organi della respirazione, ma in condizioni di buona salute risultano innocui.

 

In caso di forte debilitazione, preesistenti infezioni (ad esempio una bronchite trascurata o la BPCO), o difese dell’organismo basse, i batteri iniziano a moltiplicarsi all’interno degli alveoli, innescando il processo infiammatorio. L’infiammazione è infatti la risposta del corpo ad un attacco patogeno potenzialmente dannoso, che si annuncia con sintomi come:

  • Produzione abbondante muco che invade gli spazi tra gli alveoli, riducendo l’afflusso di sangue in tutta la zona interessata dal focolaio infettivo
  • Senso di oppressione al petto
  • Febbre
  • Fiato corpo (dispnea)
  • Tosse continua con o senza espettorato
  • Debolezza
  • Dolore al petto, anche intermittente

 

Questa sintomatologia può essere acuta, oppure molto debole e sfumata, il che può rendere difficoltoso giungere ad una diagnosi in tempi brevi. Questo perché, ad esempio, la febbre non sempre sale, e la tosse che non guarisce può rappresentare a lungo l’unico segnale che qualcosa, nei polmoni, non va come dovrebbe.

 

Tuttavia, chi ha una polmonite anche in forma subacuta di solito sente di non stare bene, che il respiro è affannoso, faticoso, che il livello di energia è basso, e sono appunto questi segnali, seppur non clamorosi, di malessere, che non vanno trascurati ma che anzi dovrebbero portare ad una indagine più approfondita.

 

Consideriamo poi che la polmonite colpisce più facilmente individui stressati e chi lavora in ambienti in cui i germi si propagano facilmente, come ospedali e scuole, specialmente nei periodi dell’anno in cui le affezioni respiratorie si diffondono. Le polmoniti virali sono le più benigne, con sintomi più vaghi, ma è proprio per questo motivo che possono facilmente essere trascurate e trasformarsi in polmoniti acute batteriche.

 

La diagnosi di polmonite arriva dopo alcuni esami, e una accurata visita clinica. E’ necessaria una radiografia del torace che evidenzi la presenza di un focolaio infettivo. Come si cura la polmonite? I casi lievi o moderati non prevedono  il ricovero, ma una terapia a base di antibiotici (se i germi infettivi sono batteri), riposo e l’assunzione di molti liquidi, a partire dall’acqua, per fluidificare il muco.

 

Se la polmonite è acuta e il pus ha invaso entrambi gli organi è invece necessaria la degenza ospedaliera e una cura antibiotica in vena più “sostanziosa” in associazione ad una terapia respiratoria con l’ossigeno quando la funzionalità polmonare sia gravemente compromessa. Anche i tempi di guarigione e di recupero dipendono dall’estensione e dalla tipologia di polmonite, ma variano anche in base  alle condizioni generali di salute del paziente.

 

Foto | via Pinterest 




A cura di Paola P.
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