Potrebbe trattarsi di allergia al latte?

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Potrebbe trattarsi di allergia al latte?

09-12-2014 - scritto da Laura C.

Allergia al latte nel neonato: imparare a riconoscerne i sintomi e trattarla nel modo corretto è fondamentale per poterla gestire al meglio

Come riconoscere l'allergia al latte nel neonato

Il compito più difficile per una mamma è quello di individuare le cause responsabili dei continui pianti, irritabilità e spiacevoli sintomi che possono manifestarsi nel suo bambino. E se si trattasse di allergia al latte?

L’allergia al latte vaccino è la più comune allergia alimentare, colpisce tra il 2% e il 3% dei bambini con età inferiore ai tre anni e principalmente nei primi 3-5 mesi di vita. Fortunatamente questo tipo di allergia tende a risolversi durante l’infanzia, ma la velocità con la quale si risolve varia da caso a caso e affinché si ripristini la tolleranza al latte, deve essere correttamente diagnosticata ed adeguatamente trattata.

La diagnosi infatti non è semplice, a causa dei molteplici quadri clinici che caratterizzano questa allergia, ma è fondamentale per iniziare il prima possibile una dieta appropriata, nel caso in cui l’allergia venga confermata.

Le reazioni più comuni sono quelle IgE-mediate che compaiono entro un’ora dall’ingestione del latte e le manifestazioni coinvolgono la pelle, il tratto respiratorio e il tratto gastro-intestinale: eczema, orticaria, tosse, difficoltà respiratorie, vomito, diarrea/stipsi, coliche addominali.

Ma esistono anche reazioni ritardate, non IgE-mediate
, che possono manifestarsi fino a 72 ore dopo l’ingestione di notevoli quantità di latte e coinvolgono principalmente l’apparato gastro-intestinale: reflusso gastro-esofageo, diarrea/stipsi, coliche addominali.

Per una corretta diagnosi è fondamentale prendere in considerazione la storia familiare delle allergopatie e la valutazione clinica oltre all’esecuzione dei comuni test cutanei quali Prick Test e Patch Test o il dosaggio delle IgE nel sangue e, se necessario, il test di provocazione orale (TPO).



Il trattamento consiste nell’esclusione dalla dieta di latte e di alimenti che contengono latte vaccino, orientandosi verso la scelta di formule alternative quali:

1. formule idrolisate
2. formule a base di aminoacidi
3. formule di soia
4. latti di altre specie animali


Dopo 6-12 mesi dall’adozione della dieta di esclusione, possono essere effettuate nuovamente le analisi per valutare la possibilità di reintroduzione nella dieta del latte vaccino.

Mentre se l’allergia si manifesta durante l’allattamento al seno, dovrà essere la mamma ad allontanare il latte vaccino dalla sua dieta e continuare ad allattare il bambino il più a lungo possibile.

Sospettare, riconoscere e trattare un’allergia al latte quindi, non è semplice ed immediato, il percorso deve essere rigorosamente seguito dal medico specialista e nel caso di un’allergia al latte conclamata, affiancato da un nutrizionista, per garantire una corretta e adeguata alimentazione.

Infografica: Nutricia

A cura di Laura C., Dottoressa in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, redattrice medico-scientifica dal 2013.
 

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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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