Prevenire l’emicrania da oggi si può: con il topiramato

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Prevenire l’emicrania da oggi si può: con il topiramato

15-03-2010 - scritto da Viviana Vischi

Nei pazienti cronici il topiramato porta miglioramenti anche del 60%, meno crisi e meno analgesici assunti in un mese

Il topiramato si rivela efficace contro gli attacchi di emicrania

05/06/2006 - Se il nemico non puoi sconfiggerlo, allora evita di incontrarlo. Un principio di antica saggezza messo in pratica dalla ricerca scientifica sulla terapia dell'emicrania. Dopo anni di ricerche per trovare farmaci in grado di togliere il mal di testa, oggi vengono annunciati buoni risultati (anche miglioramenti del 60%) con una molecola utilizzata per prevenire gli attacchi emicranici, evitando che insorgano. Se ne è parlato a Bologna durante il 2° Congresso Nazionale dell'Associazione Neurologica Italiana Ricerca sulle Cefalee.
Il nuovo farmaco è a base di topiramato, neuromodulatore – spiega Gennaro Bussone, responsabile del Dipartimento Neuroscienze Cliniche dell’Istituto Neurologico Besta di Milano – nato per essere usato nel diabete. Poi, per caso, se ne sono scoperte proprietà antiepilettiche. Infine, si è pensato a utilizzarlo nell'emicrania e proprio con questa indicazione di cura qualche giorno fa è stato approvato dal Ministero della Sanità.
Per comprenderne l’azione bisogna conoscere i progressi fatti negli ultimi anni dalle conoscenze sull'emicrania. Si è compreso, infatti, che colpisce chi ha un cervello con caratteristiche speciali, con una cronica insofferenza ai cambiamenti: il dolore è il modo con cui il cervello si protegge da una situazione a cui non riesce ad adattarsi (ecco spiegata ad esempio, la cefalea da week-end). “Il neurone emicranico – spiegano gli scienziati - è in una perenne situazione di precario equilibrio energetico: davanti allo stesso stimolo consuma più energia di un neurone normale. Così il cervello emicranico finisce per lavorare sempre in riserva, consumando più energia di quella di cui può disporre. Come estrema difesa, il motore va in blocco innescando un dolore spontaneo”.
Il topiramato agisce sulla principale fonte energetica delle cellule nervose equilibrando il modo del motore di utilizzare l'energia e impedendo alle cellule nervose di iper-eccitarsi scatenando attacchi di mal di testa (o di epilessia). In questo modo, l'emicrania non viene combattuta quando ormai si è innescata, ma semplicemente viene prevenuta. Il farmaco dunque non va usato al bisogno, ma ogni giorno anche in assenza di mal di testa e per lunghi periodi, sempre sotto controllo medico.
Dal 2000 a oggi il topiramato è stato sottoposto a numerose sperimentazioni in varie parti del mondo. Al Besta di Milano se ne è occupata Licia Grazzi, che spiega come, nei pazienti con attacchi quotidiani, la percentuale dei miglioramenti abbia toccato il 50-60%, con una netta riduzione nel numero delle crisi e di analgesici assunti in un mese.
In Italia il mal di testa severo colpisce quasi dieci milioni di persone con una prevalenza femminile di due donne ogni uomo, con costi sociali calcolati in 3500 euro l'anno per paziente. Non solo: l’emicrania è causa di tensioni familiari e sociali nel 43% dei casi. Nel 23% ha ripercussioni nella sfera sessuale, nel 28% dei casi interferisce sui programmi per le ferie.
E pensate che chi ne soffre cronicamente arriva a prendere, anche per anni, dalle 7 alle 10 dosi di antinfiammatori al giorno, con gravi ripercussioni sull’apparato gastrointestinale e su quello renale. Almeno il 30% dei ricoveri per emicrania è dovuto all’abuso di analgesici. Si tratta di centinaia, di migliaia di persone, per le quali il nuovo farmaco potrà forse rappresentare una “rivoluzione” nella qualità della vita.


A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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