Prevenzione dei tumori: non c'è due senza tre

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Prevenzione dei tumori: non c'è due senza tre

04-09-2016 - scritto da Francesca Morelli

Alla scoperta dei comportamenti corretti e dei controlli periodici che aiutano ad allontanare il rischio di ammalarsi di tumore.

I tre strumenti di prevenzione contro l'insorgenza del tumore.

Il tumore è una patologia in costante crescita. Secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), entro il 2030 saranno oltre 11 milioni le persone colpite dalla malattia in ogni sua forma, complici non solo l’allungamento della vita media, ma anche le terapie diagnostiche, chirurgiche e mediche più raffinate che ne consentiranno una sempre più precoce localizzazione, aumentando così il numero di diagnosi e di soggetti che convivono con un tumore.

Tuttavia a fianco della preoccupazione per la diffusione della malattia, c’è anche una rassicurazione: circa il 20-30% dei tumori può essere prevenuto o allontanato nel tempo, grazie all’assunzione di comportamenti e stili di vita corretti e all’attenzione a sottoporsi a controlli periodici e a campagne di screening in funzione dell’età, del sesso e della predisposizione individuale al potenziale sviluppo di malattia.

 

Ammalarsi di tumore: un rischio collettivo

Non è possibile azzerare del tutto la possibilità di incorrere in un tumore. Esistono infatti alcuni fattori di rischio non modificabili quali l’età, il sesso o il corredo genetico che espongono "naturalmente" alla malattia. Tuttavia è possibile agire efficacemente sui quei fattori, cosiddetti modificabili, come lo stile di vita e l’ambiente, che possono meglio tutelare contro la malattia. Attuando cioè quella che viene definita "prevenzione primaria": misure, comportamenti, abitudini che fin da giovani (anche se molti ragazzi li ignorano!) contribuiscono ad evitare o allontanare l’insorgenza di malattia in generale, e dunque anche di quella oncologica.

 

 

LA PREVENZIONE PRIMARIA E I FATTORI DI RISCHIO MODIFICABILI

Combattiamo innanzitutto il fumo, sia attivo che passivo, responsabile dell’insorgenza non solo del tumore del polmone, ma anche del cavo orale, laringe, faringe, esofago, vescica e molta probabilità anche del tumore del seno e del pancreas. Inoltre, al fumo, sono riconosciuti effetti nocivi anche su fegato e collo dell’utero.

E poi l’alcool, spesso considerato solo un fattore di ebbrezza, potrebbe invece favorire anche lo sviluppo di tumori, soprattutto intestinali. Pertanto se ne raccomanda un consumo limitato, pari a 2 bicchieri di vino rosso al giorno per l’uomo e a 1-1,5 bicchieri per la donna.

Altrettanto importante nella prevenzione, specie oncologica, è l’alimentazione.

Uno scudo protettivo è rappresentato dalla dieta mediterranea, sana, varia, bilanciata, a basso contenuto di grassi animali e con un elevato apporto di fibre, vitamine e sali minerali, offre all’organismo un aiuto naturale nel combattere il rischio di malattia.

Preziose, con una azione anti-cancro, sono soprattutto frutta e verdura di cui si raccomanda il consumo di cinque porzioni giornaliere, meglio se dei cinque colori, integrate però anche a cereali che apportano un buon quantitativo di fibre, soprattutto se integrali e in chicchi, come riso e farro, cui devono aggiungersi anche pasta e pane integrali e i semi. 

Noci, nocciole, mandorle e semi di lino sono un’ottima fonte di proteine, fibra e acidi grassi insaturi. Questo tipo di grassi non mina il benessere dell’organismo, mentre vanno ridotti gli acidi grassi saturi, contenuti in tutti gli alimenti di origine animale – ragion per cui è raccomandato limitare il consumo di carne, specie se rossa - e soprattutto sono da evitare il più possibile i grassi trans idrogenati, presenti nelle margarine e nei prodotti da forno industriali.  

 

Meglio una alimentazione un po’ insipida rispetto ad una salata

Benché non sia direttamente correlato al rischio di tumori, l’introito eccessivo di sale è responsabile dell’insorgenza di disturbi e patologie cardiovascolari. Superare il limite raccomandato dall’OMS di cinque grammi di sale al giorno, è fortemente probabile: anche tra gli italiani infatti il consumo di sale quotidiano si assesta su valori pari a quasi il doppio o anche superiori; complice, oltre al sale naturalmente contenuto negli alimenti, anche quello aggiunto alla preparazione delle pietanze e quello nascosto negli prodotti alimentari confezionati, soprattutto industriali, quali dadi, preparati per minestre, ma anche biscotti, merendine, cracker e grissini e molti altri cibi di prima necessità.

Per abbassare i livelli di sale quotidiano, gli esperti consigliano innanzitutto di insaporire i piatti preferendo le spezie. Alcune di esse, come la curcuma, il pepe, il peperoncino e l’origano hanno effetti benefici sulla salute, talvolta anche anti-tumorali.

 

Il tipo di cottura: un dettaglio che può fare la differenza

Nella preparazione dei piatti è bene non trascurare nemmeno il tipo di cottura; vanno evitate o limitate fritture, cotture alla brace e nella pentola a pressione (la cui alta temperatura distrugge gran parte della vitamina C, laddove presente nei cibi). Meglio, invece, le cotture lente, brasate, stufate lessate, al forno o al microonde, specie per quanto riguarda le carni e i pesci.

Le pietanze vanno cotte a basse temperature per non alimentare lo sviluppo di sostanze nocive, quali ad esempio le amine eterocicliche (HCAs) e gli idrocarboni policiclici aromatici (PAHs), potenziali agenti cancerogeni.

 

Con una dieta e una cucina sana, si controlla anche il peso 

Mantenersi normopeso è fondamentale per allontanare il rischio di tumore; infatti a sovrappeso e obesità si associano non solo la sindrome metabolica e le complicanze e le patologie correlate con i disturbi cardiovascolari e il diabete, ma anche la possibile co-partecipazione nell’insorgenza di alcuni tipi di tumore, in particolare del seno in post menopausa o il tumore dell’ovaio.

Le condizioni di sovrappeso e obesità sono spesso alimentate, oltre che da un consumo di grassi, anche da un elevato introito di zuccheri. È fondamentale ridurne l’apporto, perché glucosio e zuccheri semplici sono fra i primi nutrimenti della cellula neoplastica. Infatti l’innalzamento della glicemia, ovvero dell’insulina nel sangue, può contribuire a stimolare le ovaie a produrre ormoni sessuali in eccesso (da cui diversi tumori dipendono), ad aumentare la produzione di fattori infiammatori creando un ambiente adatto allo sviluppo delle cellule tumorali, ma anche favorire la produzione di molecole che regolano l’IGF-1, un fattore di crescita di diversi tumori.

 

 

Per favorire il mantenimento del peso forma, oltra alla dieta sana, occorre anche un po’ di moto: ovvero una regolare e costante attività fisica, almeno trenta minuti di movimento al giorno. Che non deve essere necessariamente un impegno in palestra; è sufficiente anche camminare a passo veloce, fare le scale, giocare con i bambini, comunque utili per bruciare calorie, ridurre la massa grassa a favore del potenziamento della massa muscolare e di altri tessuti corporei, e dell’apparato scheletrico.

Insomma la buona forma fisica è un preziosa alleato per combattere il rischio di tumore.  

 

I vaccini: un'arma per allontanare il rischio di alcuni tipi di cancro

Rientrano nella prevenzione primaria anche i vaccini contro specifici agenti infettivi che possono aumentare il rischio di cancro. Fra questi il virus dell'epatite B che può indurre il tumore del fegato, o il Papilloma virus umano (HPV), responsabile del cancro della cervice uterina, tanto che alle bambine italiane è offerta la possibilità di sottoporsi a vaccinazione, quale arma efficace di prevenzione, tra i 9 e i 14 anni anni di età, prima cioè dell’inizio dell’attività sessuale.

 

LA PREVENZIONE SECONDARIA E I PROGRAMMI DI SCREENING

Attuare la prevenzione primaria è la prima regola, ma essa deve essere potenziata con la prevenzione secondaria, cioè con l’attenzione a sottoporsi a visite ed esami specialistici mirati all’età e al sesso che consentono di individuare l’eventuale malattia in fase precoce.

 

 

In Italia, quale prevenzione contro il tumore del seno, esistono programmi di screening che invitano la donna a effettuare la mammografia ogni due anni dai 50 anni in su, con una cadenza che però può variare a seconda delle valutazioni del medico e della storia personale di ogni donna.

Ma non solo, quale efficace prevenzione, alla donne è raccomandata la regolare auto-palpazione del seno almeno una volta al mese, effettuata il primo giorno dal termine del ciclo e, in menopausa, sempre lo stesso giorno del mese che per consuetudine si è scelto. Questa buona abitudine può aiutare a localizzare un possibile nodulo al seno in fase molto precoce.

Contro il tumore dell’utero è invece raccomandata l’esecuzione del Pap-test dall'inizio della vita sessuale attiva e, comunque, ogni due-tre anni dai 25 anni fino a circa 70 anni di età. Il Pap-test è disponibile talvolta anche gratuitamente presso i consultori di alcune regioni. Queste sono comunque autonome nel decidere se e come proporre gli screening di prevenzione: in alcuni casi, per esempio, il Pap-test è gratuito anche in età giovanile, perché le indicazioni internazionali sono di iniziarlo fin dall'età dei primi rapporti sessuali.

Ancora, molte regioni hanno avviato campagne di screening per il colon-retto, rivolte alla popolazione tra i 50 e i 70 anni, invitata ad eseguire un esame del sangue occulto nelle feci, prima arma semplice, a basso costo, efficace e non invasiva per individuare un possibile tumore intestinale.

All’uomo, che notoriamente tende a trascurare la sua salute intima, è raccomandato il controllo del PSA, un marcatore che consente di diagnosticare un eventuale tumore della prostata, piuttosto frequente nel maschio di età matura, ed è pure consigliata l’autopalpazione del testicolo, un tumore invece più possibile in età giovanile.

Alla popolazione generale è suggerita infine la mappatura dei nei, per la prevenzione del melanoma, il tumore più aggressivo della pelle che può essere indotto dalla scorretta esposizione ai raggi solari con un sensibile aumento della possibilità di scottature, altro fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma.

 

LA PREVENZIONE TERZIARIA CONTRO EVENTUALI RECIDIVE O METASTASI

Non c’è due senza tre, neanche in tema di prevenzione. Infatti, laddove indicato, è raccomandata la prevenzione terziaria utile ad allontanare il rischio di recidive o di eventuali metastasi, a seguito di un tumore precedentemente trattato con chirurgia, radioterapia, chemioterapia o tutte e tre insieme, a seconda dei casi e delle necessità.

A queste possibilità terapeutiche si affianca anche la terapia adiuvante (chemioterapia adiuvante, radioterapia e ormonoterapia) che ha lo scopo di prolungare gli intervalli liberi da malattia e di aumentare la sopravvivenza in molti tipi di tumore come quello dei testicoli, del seno, del colon e molti altri.

Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




A cura di Francesca Morelli, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2014, collaboratrice di testate web di medicina, scienza, salute e benessere specializzate in prevenzione, oncologia, alimentazione, medicina e medicina di genere, pediatria, e-health.

 

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