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PUCKER MACULARE E FORO MACULARE

PUCKER MACULARE E FORO MACULARE

21-07-2011 - scritto da siravoduilio

Membrana Epiretinica o pucker maculare o sindrome dell'interfaccia vitreoretinica.

E' una sottile membrana che si sviluppa al di sopra della parte centrale della retina (la macula) provocandone la progressiva distorsione.




Può insorgere spontaneamente (generalmente dopo i 50 anni) o secondariamente a processi infiammatori, esiti di distacchi di retina o trattamenti laser. I sintomi sono rappresentati da una lenta e progressiva distorsione delle immagini con la comparsa di una macchia grigia centrale. L'unico trattamento è chirurgico con intervento di vitrectomia e rimozione meccanica (peeling) della membrana. I risultati migliori sono attesi per membrane epiretiniche di recente insorgenza (inferiore ai 6 mesi) e consistono essenzialmente nella quasi completa risoluzione della distorsione ed un certo recupero dell’acuità visiva.
Esame diagnostico di fondamentale importanza per la diagnosi e il controllo post operatorio è l’OCT.

Come detto tale membrana patologica presente sulla superficie della retina esercita una trazione e una deformazione della retina centrale. Questo comporta una riduzione visiva con distorsione delle immagini.

La visione distorta è uno dei primi sintomi di pucker maculare.

Le scritte possono apparire deformate. La lettura è fortemente disturbata.

OCT di un pucker che ha provocato una cisti maculare (freccia).

Marcato edema maculare: notevole ispessimento della retina con rarefazione del tessuto. Sul lato sinistro, la membrana si è spontaneamente separata dalla retina.

L'esame MP1 studia la sensibilità retinica centrale e può dare informazioni utili sullo stato della malattia.
Lo scopo dell'intervento chirurgico sopra detto è quello di rimuovere tale membrana, consentendo un miglioramento dell'acuità visiva. L'intervento viene eseguito in anestesia locale e consiste nella rimozione del corpo vitreo centrale e nella rimozione della membrana patologica retinica. Questo intervento viene eseguito anche con una nuova tecnica MININVASIVA che permette l'utilizzo di strumenti sottilissimi e non richiede l'uso di punti di sutura a fine intervento. Questo consente un più rapido recupero anatomico e funzionale nel post-intervento.

Peeling della membrana limitante interna


Quindi come vede la necissità dell'intervento è di non fare peggiorare inesorabilmente ed irreversibilmente la vista nell'occhio in questione.
FORO MACULARE
Il foro maculare è un foro che si sviluppa progressivamente in corrispondenza della macula, la porzione di retina deputata alla lettura ed alla visione dei colori. Insorge spontaneamente (generalmente dopo i 50 anni) in occasione di un lento e difficoltoso distacco posteriore del vitreo.
I sintomi sono rappresentati da una lenta progressiva distorsione delle immagini con la comparsa di una macchia scura centrale ed un marcato calo della capacità di lettura.

Nel foro maculare la visione centrale è profondamente alterata.

La lettura è praticamente impossibile.

OCT di foro maculare stadio 4. Il paziente vede meno di 1/10, cioè non riesce a riconoscere nemmeno la lettera più grande del tabellone

Stesso caso in scala dei grigi: immagine meno "appariscente" ma più ricca di dettagli (notare ad esempio le cisti intraretiniche".

Lo stesso caso dopo l'intervento. Il visus è di 3/10: un successo!
L’evoluzione prevede il passaggio attraverso 4 stadi, da una forma lamellare, non a tutto spessore, con il risparmio degli elementi fotorecettoriali più profondi, al foro completo con sollevamento della retina circostante.

L'unico trattamento è chirurgico, mediante vitrectomia con la rimozione delle trazioni esistenti sulla superficie maculare che hanno determinato la formazione ed il riappianamento dei bordi del foro stesso.




Il recupero consiste essenzialmente nella riduzione delle dimensioni della macchia, della distorsione delle immagini ed nell’arresto del processo evolutivo che altrimenti porta generalmente ad un visus finale irreversibilmente inferiore ad 110. Una perfetta chiusura del foro con buon appianamento dei bordi porta generalmente anche al recupero di una carta parte della capacità di lettura. I risultati migliori sono attesi per casi diagnosticati da meno di 6 mesi.

Esame OCT che mostra un foro maculare prima (a sinistra) e dopo (a destra) l’intervento




Quali sono gli stadi del Foro Maculare?

Lo stadio I viene indicato come distacco foveale. In assenza di trattamento, approssimativamente la metà dei fori maculare dello stadio I progredisce ulteriormente. Lo stadio II è caratterizzato da un foro maculare incompleto. In assenza di trattamento, all’incirca il 70% dei fori dello stadio II progrediscono. Un foro maculare completo viene indicato come stadio III. La maggior parte della visione centrale e dettagliata può essere persa quando si sviluppa un foro maculare di tipo III.
La classificazione di Gauss in questo senso può essere utile nell’interpretazione dei reperti dell’esame oftalmoscopico. Si distinguono quattro stadi:

 

 

 

  • stadio I: è caratterizzato da una degenerazione cistica intraretinica a livello foveale, senza alterazione dei fotorecettori. All’esame del biomicroscopio è possibile osservare un piccolo punto (o un anello) giallastro con perdita nel normale profilo foveale.
  • Stadio II: se la trazione vitreo-maculare persiste un foro di stadio I può evolvere verso uno stadio II, nel quale si osserva una difetto del tessuto retinico neurosensoriale (< 400 μm) di varia forma: rotondo o a mezza luna.
  • Stadio III: il foro è costituito da un difetto a tutto spessore (> 400μm) con un sollevamento della retina ai margini della lesione associato spesso a degenerazione cistica intraretinica.
  • Stadio IV: il foro presenta le stesse caratteristiche dello stadio III ma la corticale (il guscio esterno) del corpo vitreo è completamente separata.

Il foro maculare a tutto spessore va distinto dal foro lamellare, dallo pseudoforo (foro nella membrana epiretinica ma non nella retina) e dalle cisti maculari solitarie. L’OCT, l’autofluorescenza con HRA e la fluorangiografia riescono di solito a fugare ogni dubbio e indicare la miglior opzione terapeutica, che nel caso del foro maculare è quella chirurgica.

 

 

 




Un caro saluto
Prof.Duilio Siravo
siravo@supereva.it
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Cell.:3385710585
PROF.DOTT. DUILIO SIRAVO
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